L'Autore Jennifer Michael Hecht, studentessa presso la Adelphi University (EN) e la Columbia University di New York. Ha conseguito il dottorato presso quest'ultima in Storia della scienza nel 1995; ha anche frequentato, seppur per un breve periodo, corsi presso la Université de Caen Basse-Normandie e la Université d’Angers in Normandia (Francia), pertanto parla discretamente Francese. Attualmente insegna Poesia e Filosofia presso la The New School (EN) di New York e prende attivamente parte alle iniziative dell'organizzazione accademica New York Institute for the Humanities (EN).
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RETROCOPERTINA
I GRANDI DUBITATORI E LA LORO EREDITÀ INNOVATRICE, DA SOCRATE E GESÙ A THOMAS JEFFERSON ED EMILY DICKINSON
Quando il dubbio non viene esercitato le conseguenze sono nefaste. Lo si può vedere in questo paese dove la gerarchia di una chiesa che non dubita mai, la cattolica, si serve di un manipolo di persone di potere per piegare un'intera collettivita ai propri voleri. Persone - politici, giornalisti, intellettuali e scienziati - istruite da questi gerarchi a ritenersi moralmente superiori a tutti gli altri, portatori e custodi di "valori" talmente elevati che sembra loro impossibile ed intollerabile che ci sia chi li contesti. Quando ciò accade, gridano alla persecuzione, così accecati dalla loro presunzione da stravolgere la realtà: da violenti intolleranti quali sono si proclamano vittime - una tecnica adottata molte volte nella storia dai loro 'maestri e signori'. Oppure, come spesso accade oggi, lamentano il loro disagio di cattolici, quasi fossero fragili creature inermi di fronte alla violenza di un mondo ostile. Il Vangelo, però, definisce tali individui in altro modo: lupi travestiti da agnelli. Il loro disagio è solo lo stizzito e astioso disappunto perché c'è chi osa avversare i loro sacri "valori non negoziabili", perché i molti che in Italia non sono cattolici si rifiutano, giustamente, di subire la discutibile morale cattolica imposta per legge; i molti liberi che non vogliono sottostare ai vergognosi diktat vaticani di cui questi signori sono zelanti e servili portatori. Ci sono italiani, più morali di tutta la gerarchia vaticana messa insieme, che non accetteranno mai di obbedire al papa, un signore presuntuoso che si crede quasi dio e che avrebbe molto bisogno di dubitare, di sé prima di tutto e poi della sua chiesa. Smettano i cattolici di piangersi addosso: nessuno impedisce loro di essere cattolici; magari lo fossero fino in fondo e senza ipocrisia in casa loro. Ma la loro morale non è universale; anzi, è molto relativa e impegna solo la loro coscienza. L'unico valore non negoziabile è l'inviolsbilità della coscienza altrui: quindi i cattolici si tengano fuori dalla vita degli altri!
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