ARTICOLI DI TUTTO IL NEGOZIO

ARTICOLI DI TUTTO IL NEGOZIO

ARTICOLI DI TUTTO IL NEGOZIO (249)

VOL. IX - STORIA CRIMINALE DEL CRISTIANESIMO: XV° e XVI° Secolo



collana-crimini-9-vol.-580

RETROCOPERTINA

Mentre la Chiesa Cattolica celebra l’ingresso nel suo terzo millennio, una voce fuori dal coro ne ripercorre minuziosamente la storia, finalmente anche per il pubblico italiano, partendo da un punto di vista inedito e provocatorio.
L’opera di Deschner, del quale questo è il secondo di dieci volumi, offre al lettore, credente e non credente, gli elementi per una conoscenza, lontano dall’agiografia più o meno esplicita e dal timor reverentialis che troppo spesso traspare in molti autori dell’evento culturale che maggiormente ha caratterizzato la storia dell’Occidente e poi del mondo: il Cristianesimo.
Comprenderlo profondamente per allontanarsene definitivamente o viverlo con una fede rinnovata?
-----------------------------------------

... La cristiana religione, che è quella di quasi tutta la Europa, non è per se stessa favorevole al viver libero: ma la cattolica religione riesce incompatibile quasi col viver libero ...
... Il culto delle immagini, la presenza effettiva nella eucaristia, ed altri punti dogmatici, non saranno per certo mai quelli, che, creduti o no, verranno ad influire sopra il viver libero politico. Ma, IL PAPA, ma, LA INQUISIZIONE, IL PUR­GATORIO, LA CONFESSIONE, IL MATRIMONIO FATTOSI INDISSOLUBILE SACRAMENTO E IL CELIBATO DEI RELIGIOSI; son queste le sei anelli della sacra catena, che veramente a tal segno rassodano la profana, che ella di tanto ne diventa più grave ed infran­gibile. E, dalla prima di queste sei cose incominciando, dico: Che un popolo, che crede potervi essere un uomo, che rappresenti immediatamente Dio; un uomo, che non possa errar mai; egli è certamente un popolo stupido. Ma se, non lo credendo, egli viene per ciò tormentato, sforzato, e perseguitato da una forza superiore effettiva, ne accaderà che quella prima generazione d'uomini crederà nel papa, per timore; i figli, per abitudine; i nepoti, per stupidità. Ecco in qual guisa un popolo che rimane cattolico, dee necessariamente, per via del papa e della inquisizione, divenire ignorantissimo, servissimo, e stupidissimo.

Ma, mi dirà taluno: "Gli eretici credono pure nella trinità; e questa al senso umano pare una cosa certamente ancora più assurda che le sopraccennate: non sono dunque gli eretici meno stupidi dei cattolici". Rispondo; che anche i Ro­mani credevano nel volo e nel beccar degli augelli, cosa assai più puerile ed assurda; eppure erano liberi e grandi; e non divennero stupidi e vili, se non quando, spogliati della lor libertà, credettero nella infame divinità di Cesare, di Augusto, e degli altri lor simili e peggiori tiranni. Quindi, la trinità nostra, per non essere cosa soggetta ai sensi, si creda ella o no, non può influire mai sopra il viver politico: ma, l'autorità più o meno di un uomo; l'autorità illimitata so­pra le più importanti cose, e velata dal sacro ammanto della religione, importa e molte, e notabili conseguenze; tali insomma, che ogni popolo che crede od ammette una tale autorità, si rende schiavo per sempre.

(V. Alfieri, Della Tirannide, cap: VIII "Della Religione", Milano 1996)

"La Chiesa è proprio ciò contro cui Gesù predicò - e contro cui insegnò a lottare ai suoi discepoli [...]. La Chiesa non è soltanto una caricatura del cristianesimo, ma la guerra organizzata contro il cristianesimo".
(F. Nietzsche, La volontà di potenza, Roma 1989)

-----------------------------------------
Strancio dell'introduzione a pag. xviii

Nell'antropologia' di Ratzinger l'uomo non è libero nella sua coscienza e padrone della propria vita, “non essendo questo bene della vita proprietà dell'uomo ma dono gratuito di Dio”40, e per imporre questo e altri ukase, sceglie la via più perversa: il passaggio dal Parlamento italiano. Profittando di uno scenario politico che vede al governo “il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni” o in alternativa un'opposizione col ci­licio, balbettante e genuflessa, la Chiesa gerarchica gioca sul tavolo del diritto positivo e della democrazia altrui, in forza della sua propensione al lungo periodo, contro una classe dirigente accecata dall'emergenza perenne e mossa unicamente dal più rozzo istinto di auto-conservazione. Sconfitta nelle sue chiese, vuote e in crisi di parroci, tra­volta dagli scandali sessuali, in difficoltà con tutti gli altri competitori cristiani (e non), corrotta al suo interno – “Quanta sporcizia c'è nella Chiesa”41.
Sempre più protesa ver­so Mammona a danno di Gesù, la gerarchia vaticana, nella “sua” Italia, guidata dal papa tedesco detta le sue leggi al parlamento perchè ha la ventura di potersi misurare con av­versari culturalmente deboli, smemorati, ignoranti e umanamente miserabili, un pletora grottesca di zombie servili, avvezzi alla retorica e alla menzogna, avvitati nelle pieghe dei piccoli e grandi privilegi che da sempre (con le note eccezioni) hanno caratterizzato l'ambizione della classe politica dello Stato italiano, sia esso monarchico, fascista o repubblicano. Ancora una volta il terreno dello scontro è l'Italia, lo Stato incompiuto il cui male profondo sembra essere tragicamente anche il carattere antropologico della maggioranza dei suoi abitanti.

“Abbiamo adunque con la Chiesa e con i preti noi Italiani questo primo obligo: di essere diventati senza religione e cattivi: ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questo provincia divisa.” 42 Machiavelli è un contemporaneo di Lutero, per sfortuna dell'Italia, “distratta” dai suoi prossimi 150 anni di Unità, è fin troppo attuale ...

Roma, 17 Febbraio 2010

INDICE

- Prefazione all'edizione italiana
- Bibliografia in lingua italiana
- Notizie sull'autore e sua bibliografia
- Nota all'edizione italiana

CAPITOLO I - Olocausto americano ovvero "Primavera missionaria all'alba dell'èra moderna
- Papi e Portoghesi attaccano l'Africa
- Alessandro VI regala un continente
- " ... and Columbus Day is a celebration" - Incomincia il più grande genocidio della storia
- Heman Cortés, missionario e belva umana
- Pizarro e la distruzione dell'impero Incas
- Come il Nordamerica divenne cristiano, ovvero "To kill and scalp all, big and little" - Note

CAPITOLO II - La Riforma abbraccia la Svizzera. Zwingli e Calvino
Zwingli può rinnovare la Chiesa "unicamente col sangue",
- Calvino fa bruciare Michele Serveto,

- Note,

CAPITOLO III - Inizia la Controriforma.lI Concilio di Trento: "Sacrosancta Tridentina synodus" (1545-1563)
Primi accenni di Riforma,
- Fasi del Concilio,
- Influsso dei Gesuiti,
- Note,

CAPITOLO IV - Ignazio di Loyola (1491-1556)
Un visionarioin lacrime fa politica mondiale
- "Servizio militare per Dio",
- "Il diario spirituale" ovvero: Ignazio di Loyola era fuori di senno?,
-
Visioni e "voci",
- Lo "sguardo sempre fisso verso l'alto", ovvero "come con un cannocchiale mistico",
- Ubbidire "ciecamente", come se si fosse "un cadavere",
- Note,

CAPITOLO V - Inizia il confessionalismo
Inizia il confessionalismo ...,
- ... e la Chiesa di stato luterana, "continuazione della guerra dei contadini con altri mezzi",
- "Cuius regio eius religio",
- Come la vede il signor von Pastor,
- Note,

CAPITOLO VI - Fermento gesuitico in tutto il mondo
In Italia e Spagna,
- In Francia e Germania,
- In Polonia e Svezia,
- L'unione di Brest,
- Un teatri no da guitti della storia mondiale: Roma mette sul trono a Mosca uno zar fasullo,
- In Sudamerica e in India,
- In Giappone e in Cina,
- Apparenza e realtà: prime ostilità,
- Costante indottrinamento, ovvero: cupido occupandi omnia,
- La banda dei padri confessori,
- Note,

CAPITOLO VII - I Wittelsbach e gli Asburgo come esponenti della Controriforma e la guerra di Colonia - La città di Monaco come "Roma tedesca", la Baviera come stato di polizia,
- Non solo "Gratis et
amore Dei",
- Il cardinale Ottone Truchsess von Waldburg, vescovo di Augusta e "protettore della
nazione tedesca",
- Julius Echter von Mespelbrunn, principe vescovo di Wiirzburg e duca di Franconia. Ritratto di un "eccelso umanista" (Meisner),
- Gli Asburgo salvano l'Austria a vantaggio del papato,
- La guerra di Colonia "per la propagazione del Santo Vangelo",
- Note,


CAPITOLO VIII - Terrore di Stato in Occidente. Paesi Bassi, Francia,
Inghilterra e Scozia nel tardo Cinquecento
- Terrore nei Paesi Bassi,
- Cristiani olandesi vittime dell 'imperatore,
- Re Filippo II: "Tutto nella prospettiva dell'interesse ecclesiastico ...",
- L'iconoclastia,
- Il duca d'Alba e il suo regime del terrore,
- Terrore in Francia,
- La notte di San Bartolomeo, ovvero le cosiddette nozze di sangue parigine,
-Gregoriani canti di gioia e orrore puro,
- Terrore in Inghilterra, Scozia e Irlanda,
- Enrico e la sua felicità coniugale,
- Enrico VITI diventa "supremo capo in terra della Chiesa d'Inghilterra",
- Maria la Cattolica, la Sanguinaria (1553-1558),
- Elisabetta I (1558-1603), la "Sovrana nata",
- La Scozia e Maria Stuart,
- Irlanda: taglie sui sacerdoti cattolici come sulla testa di un lupo,
- Note,

CAPITOLO IX - Fango e veleni prima della Grande Guerra:
Dal campo di battaglia pubblicistico a quello militare
- "... gentaglia lurida e infame, grumi schifosi di vomito ...",
- "... il regno dell'Anticristo, la grande Madre del meretricio",
- "Cristo Gesù con i cristiani I il Diavolo con i calvinisti",
- "Per amore di Cristo ... venite con le vostre alabarde, con i cannoni e i fucili ...", ovvero: "Affogare la Germania nel suo stesso sangue",
- Note,

CAPITOLO X - Inizia la Guerra dei Trent'anni
- Unione e Lega: i fratelli cristiani serrano i ranghi,
- La defenestrazione di Praga (23 maggio 1618),
- La guerra di Boemia
- Diritto di vita e di morte, ovvero: "Dopotutto è stato proprio un bel giorno",
- La guerra dilaga per tutto l'Impero,
- Papa Gregorio XV (1621-23): ''Timore e amore di Dio", e incessante bellicismo,
- "Della "Voglia di far guerra", ovvero: "Quelli non risparmiano nessuno, chiunque sia ...",
- Note,

CAPITOLO XI - Per che cosa si combatté nella Guerra dei Trent'anni?
- La guerra tra Danimarca e Olanda (1625-1629) e l'Editto di Restituzione (1629),
- Wallenstein scende in campo,
- "Il popolo svedese si mette in marcia ..." Magdeburgo e Breitenfeld,
- Religione, solo pretesto per la guerra,
- I papi e la guerra,
- Note,

CAPITOLO XII - Pax Christiana, ovvero "stile di vita cristiana" dopo la guerra del secolo
- Del desiderio di pace e sempre nuovi progetti bellici,
- Guerre su guerre,
- All'epoca del "Re Sole",
- Della "Libertà della fede", ovvero "Morire come mosche ...",
- Note,

- Bibliografia secondaria
- Abbreviazioni
- Indice dei nomi

Leggi tutto...

VOL. VIII - STORIA CRIMINALE DEL CRISTIANESIMO: XV° e XVI° Secolo



collana-crimini-9-vol.-580

RETROCOPERTINA

Mentre la Chiesa Cattolica celebra l’ingresso nel suo terzo millennio, una voce fuori dal coro ne ripercorre minuziosamente la storia, finalmente anche per il pubblico italiano, partendo da un punto di vista inedito e provocatorio.
L’opera di Deschner, del quale questo è il sesto di dieci volumi, offre al lettore, credente e non credente, gli elementi per una conoscenza, lontano dall’agiografia più o meno esplicita e dal timor reverentialis che troppo spesso traspare in molti autori dell’evento culturale che maggiormente ha caratterizzato la storia dell’Occidente e poi del mondo: il Cristianesimo.
Comprenderlo profondamente per allontanarsene definitivamente o viverlo con una fede rinnovata?
-----------------------------------------

La fede, non nel principio religioso, ma in quel misto d'inganno, di corruzione e d'ipocrisia che oggi rappresenta la religione, è perduta: una parte di popolo ubbidisce ancora al simbolo cattolico per abitudine o per amor di quiete.
(G. Mazzini, La situazione, 1857)

Ahi Roma ... mentre il tuo maggior tempio al vile stuolo. De' tuoi vescovi re fai catacomba? Turba di morti che non fur mai vivi, Esci, su dunque! e sia di te purgato il Vatican, cui di fetore empivi ...
(Vittorio Alfieri, Rime, I, CLXXXV)

... Ma fu questo davvero una benemerenza storica? O non sarebbe stato piuttosto molto meglio un collasso definitivo del papato, da sempre tanto corrotto quanto superfluo? Non sarebbe stata una vera benedizione per il mondo?
(ivi, pago 135)

Già leva il maggior prete in bianche stole. Tra la sua turba imbestiata e scempia. La man benedicente e le parole.
Nefandi! oh venga di che sangue v'empia. Sì che v'affoghi, e sia quel che a voi còle. Da i sen forati e da la rotta tempia.
(G. Carducci, La scomunica, Juvenilia XCV)

INDICE

- Prefazione all' edizione italiana
- Bibliografia in lingua italiana
- Notizie sull'autore e sua bibliografia
- Nota all'edizione italiana
Storia criminale del Cristianesimo - tomo VIII

CAPITOLO I - Gli esordi di Carlo IV di Lussemburgo-Boemia (1346-1378) e Clemente VI (1342-1352), un precursore dei papi del Rinascimento
Un nuovo "re dei preti"?,
- Clemente VI (1342-52) e la regina di Napoli,
- Lusso, orge e torture,
- Introitus ed exitus,
- Ulteriori varianti di sfruttamento, ovvero tutto ha il suo prezzo fisso,
- I metodi di esazione dei vescovi,
- Anche il basso clero pigliava la sua parte,
- Nuntii et collectores,
- "Ma i nostri predecessori non sapevano fare il papa",
- Marsilio da Padova: "il peggiore eretico". Morte di imperatore e papa,
- Note,

CAPITOLO II - Innocenzo VI (1352-62) e l'inizio della Guerra dei Cent'anni (1338-1453)
- Retate di "eretici",
- Il cardinale Albornoz: il genio della sua santità,
- Ha inizio la guerra dei Cent'anni (1339-1453),
- Guerra di successione al trono di Bretagna,
- La battaglia di Poitiers,
- Note,

CAPITOLO III - Miseria cristiana dei contadini e felicità dei monaci
"Non siate tristi ... siamo tutti fratelli in Cristo",
- Stato giuridico simile a quello del bestiame,
- "Jacques Bonhomme à bon dos, il souffre tout",
- Carestie: persone uccise e messe in salamoia,
- Ricchezza delle chiese vescovili,
- Decima e doppia decima per il povero clero,
- Ricchezza dei monasteri,
- "To troste miner selen", ovvero "Eredi legittimi spogliati della loro eredità",
- Il santo Isidoro,
- "Ciascuno deve essere il bue di se stesso?",
- I Cistercensi espropriano i contadini,
- La cosiddetta "liberazione" nella chiesa,
- Sacralità del patrimonio ecclesiastico,
- Rivolte di contadini in Normandia, Danimarca, Norvegia e Ungheria,
- La guerra contadina nelle Fiandre e la Jacquerie,
- Note,

CAPITOLO IV - I papi Urbano V (1362-1370), Gregorio XI (1370-1378) e la fine dell'esilio di Avignone
Continua la "caccia all'eretico",
- Fallito rientro a Roma e mancata unione delle chiese,
- " ... un colpo di mano fortunato": massacro in Alessandria,
- Gregorio XI combatte John Wyclif e altri "eretici",
- Ritorno a Roma: bagni di sangue e fiori,
- Note, 116

CAPITOLO V - Il Grande Scisma d'Occidente (1318-1417 o 1423)
Guerra dei papi tra di loro
Un mostro e un genocida diventano papi,
- Guerra per Napoli, Urbano VI fatorturare e uccidere i propri cardinali,
- Papa Bonifacio IX (1389-1404) fa rotolare teste e denaro,
- Invece dell 'empia dualità una maledetta trinità,
- Papa Giovanni XXIII: "Così si prendono le volpi",
- Il Concilio di Costanza (1414-1418) esautora tre papi,
- Note,

CAPITOLO VI - Jan Hus e le guerre hussite
Un riformatore incendia la Boemia,
- La Chiesa cattolica brucia sul rogo Jan Hus,
- Divampa la rivoluzione hussita,
- Quattro crociate contro il "verme velenoso",
- Note,

CAPITOLO VII - L'Europa cristiana alla metà del XV secolo. Con speciale riguardo a papa Eugenio IV, ad altri pogrom antiebraici e all'Ordine dei Cavalieri Teutonici
- Concilio contro papato,
- Rotolano teste sotto il cardinale Giovanni Vitelleschi, "figlio diletto" del papa,
- L'unione delle chiese sotto papa Eugenio,
- I Turchi distruggono Bisanzio,
- Volge al termine la guerra dei Cent'anni (1327-1453),
- La rivolta dei peasants,
- Signori in lotta tra di loro,
- Una strega diventa santa,
- Canonizzato anche un massacratore di Ebrei,
- Canonizzato anche un grande sterminatore di Ebrei,
- Il "viaggio in Prussia": l'Ordine Teutonico invita alla "stagione",
- Tannenberg, ovvero il principio della fine,
- Note,

CAPITOLO VIII - Inizia il papato del Rinascimento: Niccolò V, Callisto 111, Pio Il, Paolo II, Sisto IV, Innocenzo VIII
- Niccolò V (1447-1455), "il più liberale fra tutti i papi",
- Callisto III (1455-1458): guerra ai Turchi e nepotismo,
- Pio Il (1458-1464): un pornografo diventa papa,
- Paolo Il (1464-1471), la "pia Maria",
- Sisto IV (1471-1484): guerra e nepotismo. Inizio dell'Inquisizione spagnola,
- Innocenzo VIII (1484-1492): I'''età d'oro dei bastardi",
- Note,

CAPITOLO IX - Le origini della lunga credenza cristiana nelle streghe
In che cosa credevano piccoli e grandi luminari della chiesa,
- "Bruciare", "Tagliare la testa", "Gettare in pasto alle bestie feroci",
- "Il privilegio dell'iniziativa fu a lungo della giurisdizione ecclesiale",
- "Bolla delle streghe':e "Martello delle streghe" illuminano l'età moderna,
- Note,

CAPITOLO X - Da Alessandro VI (1492-1503) a Leone X (1515-1521)
La sacra famiglia,
- Invasioni di Francesi e di Turchi,
- Savonarola,
- Tre guerre in Romagna - e la "polvere bianca",
- "Il vampiro Giulio" entra in scena,
- Giulio II muove guerra a Perugina e Bologna,
- Giulio II fa guerra ai Veneziani con l'aiuto della Francia e ai Francesi con l'aiuto di Venezia,
- Papa Leone X (1513-21): "Nunc triumphabimus, amici",
- Nepotismo e debiti come sabbia al mare,
- Il sanguinoso affannarsi di Leone in favore dei Medici,
- Note,

CAPITOLO XI - Le indulgenze. Dal Lutero cattolico al Lutero protestante
"... un'autentica neoformazione nella storia dei dogmi",
- La banca dei Fugger,
- Indulgenze per vivi e per i morti,
- Sviluppi e conseguenze dell'impostura delle indulgenze,
- Le tesi sulle indulgenze: dal "papa ottimo" al "papa scrofa",
- Note,

CAPITOLO XII - E la chiamano Riforma
Il riformatore fa massacrare i contadini, ovvero "le due false lingue di Lutero",
- L'''eretico'' diventa cacciatore di "eretici",
- Lutero esige la pena capitale per maghi e streghe,
- Il persecutore di ebrei,
- Note,

CAPITOLO XIII - Dal "sacco di Roma" alla pace religiosa di Augusta
Carlo V e Francesco I,
- Clemente VII si barcamena,
- Il sacco di Roma: l'iimperatore cattolico e patrono della chiesa fa guerra al papa a fianco di spagnoli e luterani,
- Papa Paolo III (1534-1549): guerre ai Turchi, Inquisizione romana e suo tradimento dell'imperatore nella guerra di SmaJcalda,
- La pace religiosa di Augusta: nuovi diritti e nuovi soprusi,
- Note,

- Bibliografia secondaria
- Abbreviazioni

Leggi tutto...

VOL. VII - STORIA CRIMINALE DEL CRISTIANESIMO: XIII° e IX° Secolo



collana-crimini-9-vol.-580

RETROCOPERTINA

Mentre la Chiesa Cattolica celebra l’ingresso nel suo terzo millennio, una voce fuori dal coro ne ripercorre minuziosamente la storia, finalmente anche per il pubblico italiano, partendo da un punto di vista inedito e provocatorio.
L’opera di Deschner, del quale questo è il sesto di dieci volumi, offre al lettore, credente e non credente, gli elementi per una conoscenza, lontano dall’agiografia più o meno esplicita e dal timor reverentialis che troppo spesso traspare in molti autori dell’evento culturale che maggiormente ha caratterizzato la storia dell’Occidente e poi del mondo: il Cristianesimo.
Comprenderlo profondamente per allontanarsene definitivamente o viverlo con una fede rinnovata?
-----------------------------------------

Si incoraggiava sistematicamente a spiare, pedinare, denunciare, si as­secondava, lodava e ricompensava ogni genere di sentimenti orribili: la paura costante, la perfidia, l'astio; si minava ogni fiducia tra gli uomini e tutto questo, culmine della perversione, lo si presentava come ideale sociale - un inferno che precipita nella miseria generazione dopo gene­razione, uno dei punti più bassi della nostra storia.
(ivi, pag. 197)

Mi sia concesso perciò fare riferimento a un pensiero già formulato da me altrove: che non sono stati gli inutili baciapile a salire agli “onori degli altari”, ma gli sfruttatori, i ladri, gli antisemiti, i ricattatori, i falsa­ri, gli incendiari e gli specialisti di corruzione, gli assassini di singoli e di massa. Helvétius lo sapeva: “se si leggono le loro leggende dei santi, si trovano i nomi di mille criminali canonizzati”. E quasi tutti del ceto elevato! Ma proprio per questo, il concetto di santità che la gente ha in mente va estirpato come un cancro.
(ivi, pag. 308)

La nemesi si manifestò nel fatto che la chiesa diventava sempre più un'istituzione poliziesca, e che i suoi gerarchi ne portavano addosso il sentore.
(J. Burckhardt, Considerazioni sulla storia universale, Milano 1990, pag. 58)

Coloro che indossano il saio, nel nome di Dio, lascia stare, e mostralo, il volto, a chi nulla possiede ma ha gioia ribelle.
In quelle tonache, invero, è sozzura abbondante: quant'è più beata la veste di quanti dispensano vino!
(Hàfez, Canzoniere, Milano 2005, pag. 467)

INDICE

- Prefazione all'edizione italiana
- Bibliografia in lingua italiana
- Notizie sull'autore e sua bibliografia
- Nota all'edizione italiana

Storia criminale del Cristianesimo - VOLUME VII

CAPITOLO I - L'imperatore Enrico VI (1190-1197) e papa Celestino III (1191-1198),
- Enrico VI sale al trono,
- La fine di Tusculo, un'opera comune tedesco-vaticana,
- Il primo assalto di Enrico VI alla Sicilia,
- Arti di governo,
- Corruzione e omicidio,
- "Per grazia di Dio...possediamo in pace l'intero regno di Sicilia e della Puglia",
- Il progetto per l'impero ereditario e la crociata "tedesca",
- Nella tomba principesca tra i massacri,
- Note,

CAPITOLO II - Innocenza III (1198-1216), il papa più potente della storia,

- Corruzione e inganno come strumento,
- Mania di grandezza, 28 - "Recuperazioni" e nepotismo,
- Innocenza In interviene in Sicilia,
- La lotta per il trono tra Hohenstaufen e Guelfi esplc;de ed è alimentata dal papa,
- Comincia la lotta per il trono,
- Innocenza si schiera apertamente dalla parte dei Guelfi,
- Il papa, il clero e i prìncipi negli sviluppi della guerra civile tedesca,
- Regicidio al palazzo vescovi le di Bamberga, ovvero il vescovo Eckbert "ai vertici della sua epoca",
- Note,

CAPITOLO III - "L'epos più grandioso". Una crociata ovunque. La Quarta crociata (1202­),

- Crociate in Spagna. La crociata dei bambini (1212),
- Immondizia sul profumo religioso?,
- Prologo a Costantinopoli: Zara cristiana viene distrutta,
- Storie bizantine e l'Occidente, 60 - "...un indescrivibile massacro" e una storiografia riguardosa,
- Reliquie e tesori d'arte cambiano di proprietario,
- Una prostituta sul trono dei patriarchi, il grido di Niceta,
- e tutto questo "non poi così male" (il gesuita Hertling),
- L'effimero Impero Latino e la duratura "vipera dell'Adriatico",
- Innocenza III e i frutti spirituali della Quarta crociata,
- In Spagna: guerre contro "miscredenti" e credenti,
- La crociata dei bambini, che pare non sia stata tale,
- Note,

CAPITOLO IV - La crociata contro gli Albigesi
I primi "eretici" medievali vengono bruciati,
- I "novi haeretici"
- La comparsa dei Catari,
- Teologia e gerarchie catare,
- Gli Albigesi,
- Roghi a propria discrezione e una prima crociata,
- La "perfida, traditrice e disonesta Roma" indossa la maschera della povertà,
- La persecuzione dei Valdesi,
- Il papa evoca il "Dio della vendetta" e ordina "di abbattere i lupi",
- "La causa di Cristo",
- Pronti per la macellazione,
- e per la satira,
- Note,

CAPITOLO V - Crociate contro i Baltici, i Prussiani, gli Stedingi
Missione orientale, ovvero "catturare ed impiccare subito ... tutti gli Slavi". "I prìncipi si spartirono
il denaro tra di loro",
- La "pace di Dio" arriva in Livonia,
- "Una pagina di gloria imperi tura",

- "Prendeteli, dilaniateli, ammazzateli!",
- L'antica Prussia, ovvero "il diritto alla presa di
possesso tramite conquista ... ",
- Missione in Prussia, ovvero "uccideteli tutti",
- Gregorio
IX precipita gli Stedingi "nella fossa della dannazione",
- Note,


CAPITOLO VI - L'imperatore Federico II (1194-1250)
e i papi Innocenzo III, Onorio III, Gregorio IX,
Riedizione della politica degli Hohenstaufen,
- Arriva l'imperatore dei preti,
- Denaro + Proprietà = Onore, ma non è mai abbastanza,
- La lotta per il trono tedesco viene decisa in Francia,
- Il quarto Concilio lateranense,
- Contro gli Ebrei, contro gli eretici e per una nuova guerra,
- "Il mite Onorio" e l'inizio della Quinta crociata,
- Come si evitò di essere annientati grazie a un sultano "infedele",
- Papa Onori o spinge l'imperatore alla guerra,
- Gregorio IX (1227-1241) incomincia, e la crociata successiva,
- Papa Gregorio attacca l'impero, mentre l'imperatore si trattiene a una crociata,
- Il doppio gioco di Gregorio nella lotta per la Lombardia,
- Gregorio IX si prepara a distruggere Federico e muore,
- Note,

CAPITOLO VII - Comincia l'Inquisizione
Gli inizi dell'Inquisizione papale in Germania,
- Corrado di Marburgo,
- Quanto più sporco, tanto più santo,
- Le prigioni dell'Inquisizione, luoghi di orrori inimmaginabili,
- Practica Inquisitionis,
- La tortura, lo strumento più impressionante della carità cristiana,
- "Per la causa cattolica è assai conveniente che l'Inquisizione possieda mezzi economici in abbondanza",
- Note,

CAPITOLO VIII - L'imperatore Federico II e papa Innocenzo IV
La fuga a Lione,
- Il concilio di Lione, le menzogne del cardinale e la destituzione dell' imperatore,

- Due antiré papali in Germania e una nuova guerra civile,
- Parma, la più grande sconfitta di Federico II,
- " ... l'atteggiamento di inavvicinabile nobiltà",
- Attentato omicida all'imperatore ed enorme esultanza del papa per la sua morte,
- "... la causa di Dio", 217 - Note,

CAPITOLO IX - Fine degli Hohenstaufen, ascesa degli Angiò
Re Luigi il Santo
- "modello della Francia cattolica",
- Il santo guerriero e altre due crociate,
- La rivolta dei pastorelli, 227 - L'assaltodei Mongoli e la missione di Giovanni del Pian del Carpine,
- Papa Innocenzo mercanteggia per un regno e muore,
- Papa Alessandro IV (1254 -1261) cerca di annientare gli Hohenstaufen per mezzo dell 'Inghilterra,
- "Guardate come si amano ... ",
- Papa Urbano IV (1261-1264) e Carlo I d'Angiò entrano in rapporti d'affari,
- Arriva Carlo il salvatore, 241 - Una battaglia per il papato ... ,
- ... e un secondo massacro per il papato, insieme ali 'annuncio di vittoria di Carlo,
- Note,

CAPITOLO X - Arrivano gli Asburgo
Rodolfo d' Asburgo si getta ai piedi del papa,
- Niccolò III e il nepotismo,
- Il "più francese" dei papi e i Vespri Siciliani,
- Pro Domo - ovvero, trasforma i beni dell'impero in beni privati,
- Adolfo di Nassau diventa re, viene deposto da Dio e ucciso,
- Alberto I d' Asburgo diventa re e viene assassinato,
- Note,

CAPITOLO XI - " ... tradito come il Redentore".
Papa celestino V (1294) e papa Bonifacio VIII (1294-1303)
- Un "papa angelico" dimissionario,
- "Il sereno peccatore',
- Un quarto di tutte le entrate della curia dato di nascosto alla propria famiglia,
- La guerra contro i Colonna,
- Carlo II d'Angiò e papa Bonifacio perdono la Sicilia,
- Re Filippo il Bello, l'''anno santo" e la bolla "Unarn Sanctam",
- L'attentato di Anagni, ovvero "tradito come il Redentore ... ",
- Note,

CAPITOLO XII - Le uccisioni degli Ebrei nel Medievo
Le persecuzioni medievali degli Ebrei nella Penisola Iberica,
- Le persecuzioni medievali degli
Ebrei in Francia,
- Le persecuzioni medievali degli Ebrei in Inghilterra,
- Le persecuzioni medievali degli Ebrei in Germania,
- Il "filosemitismo" delle teste coronate e il Nervus rerum,
- Note,

CAPITOLO XIII - Enrico VII, un re francese, un papa francese e lo sterminio dei templari
Un messia dal Lussemburgo,
- Con lance e finanze,
- Il processo ai Templari, un mostruoso

crimine giudiziario del papa e del re,
- Note,

CAPITOLO XIV - L'imperatore Ludovico IV il Bavaro (circa 1291-1347) in lotta con papa Giovanni XXII (1316-1334)
Il genio delle finanze della chiesa cattolica,
- Lo scontro sulla povertà,
- Primi confronti,
- La battaglia di Miihldorf, ovvero "Signor cugino, non vi ho mai visto tanto volentieri",
- "Per Dio, la sua ira incontrerà la mia!",
- Due terzi del denaro della chiesa per la guerra,
- Roma - ingresso e uscita,
- ... e il ritorno,
- La morte di Ludovico, ovvero "Dolce regina, nostra signora ... ",
- Note,

- Bibliografia secondaria
- Abbreviazioni
- Indice dei nomi

Leggi tutto...

VOL. VI - STORIA CRIMINALE DEL CRISTIANESIMO: XI° e XII° Secolo


collana-crimini-9-vol.-580

RETROCOPERTINA

Mentre la Chiesa Cattolica celebra l’ingresso nel suo terzo millennio, una voce fuori dal coro ne ripercorre minuziosamente la storia, finalmente anche per il pubblico italiano, partendo da un punto di vista inedito e provocatorio.
L’opera di Deschner, del quale questo è il sesto di dieci volumi, offre al lettore, credente e non credente, gli elementi per una conoscenza, lontano dall’agiografia più o meno esplicita e dal timor reverentialis che troppo spesso traspare in molti autori dell’evento culturale che maggiormente ha caratterizzato la storia dell’Occidente e poi del mondo: il Cristianesimo.
Comprenderlo profondamente per allontanarsene definitivamente o viverlo con una fede rinnovata?
-----------------------------------------

INDICE

- Prefazione all'edizione italiana
- Bibliografia in lingua italiana
- Notizie sull'autore e sua bibliografia
- Nota all'edizione italiana
Storia criminale del Cristianesimo - tomo VI

CAPITOLO I - L'imperatore Enrico II il Santo
Aria di chiesa e sue conseguenze,
- Enrico il Santo rapina le insegne dell 'Impero e diventa re,

contro ogni diritto,
- Sanguinosa ascesa al trono,
- Riformare ... e far cassa,
- "Bravi cani
pastore" e "sacri montoni da guida",

Excuasus: Clero e Guerra
Cura d'anime militare. ovvero "Amore in strana sembianza",
- Benedizione di armi. di insegne
belliche, di massacratori, ovvero "Cristo è nato",
- Il servizio militare era severamente interdetto
al clero,
- Irruenza militare dei vescovi "addirittura una specie di premessa per la santità",
-
Alla testa di interi eserciti uccidono e cadono in battaglia,
- Il buon esempio dei papi,
- Anche
gli abati uccidono,
- Nascono le chiese fortificate e prelati zie,
- Subito dopo l'elezione di
Enrico guerre civili in Svevia e in Franconia,
- Le guerre di Enrico il Santo in Occidente,
- Il
vescovato di Bamberga nasce da una regale canagliata,
- Arduino d Tvrea, l'ultimo re nazionale
d'Italia prima di Vittorio Emanuele (1861!) viene sbaragliato,
- Le guerre di Enrico il Santo
contro la cattolica Polonia,
- Il papa Sergio Boccadiporco lancia il primo appello alla Crociata,

- Papa Benedetto VIII che il santo imperatore Enrico seppe "comprendere e stimare",
- Il
santo Imperatore il Santo Padre e la loro campagna contro la cristiana Bisanzio,
- Il sinodo di
Pavia del 1022: il celibato. lotta spietata contro il proprio clero per pura brama di potere e di profitto.

- Note,

CAPITOLO II - L'imperatore Corrado II all'alba del secolo salico
I Salii. 90
- Elezione del re e guerre civili,
- Padrone della sua Chiesa e "sirnoniaco",
- Massacri sotto il sole del Sud: pompa e grottesco di un' incoronazione imperiale,
- La "Consritutio de feudis" e l'arcivescovo Ariberto da Milano,
- Il "coraggioso attacco" dell'imperatore Corrado caccia i Francesi dalla Borgogna,
- Scappatelle cristiane in Polonia e dintorni,
- Il santo Stefano I re d'Ungheria e "luogotenente di Dio nella regione",
- I re assassini Knud "il Grande"
e Olaf il Santo: combattenti per Cristo e per se stessi,
- Note,

CAPITOLO III - L'imperatore Enrico III, il "pio portatore di pace"
Possesso e potere ancora maggiori per i prelati,
- Il guerriero pacifico,
- Battaglie sanguinose per la Lotaringia,
- Guerra contro Polonia e Boemia e "la veneranda testimonianza dell' Antico Testamento",
- Enrico. "il pio portatore di pace". muove guerra alla cattolica Ungheria,
- La "pace di Dio" ... e chi se ne avvantaggiò,
- Note,

CAPITOLO IV - "Un papa spinge sull'altro ..;" : i santi padri a metà secolo XI
Un papa fa progetti nuziali e vende il papato,
- Santi Padri: "idioti" o vittime?,
- Santo e
condottiero: papa Leone IX (1049-1054),
- Riforma? Rivoluzione! Brame di potere mondiale
sulla base di mere truffe e inganni,
- Vittore II e Stefano IX. gli ultimi papi tedeschi regnanti
dopo Clemente II,
- Benedetto X. Nicolò II e il nuovo decreto sull'elezione dei papi,
-
Nicolò II collabora coi Normanni,
- Lo scisma di Cadalo ha inizio,
- Il santo Annone e il
suo colpo di Stato a Kaiserswerth,
- La fine dello scisma di Cadalo,
- Antesignani delle
crociate in Sicilia e in Spagna,
- Note,

CAPITOLO V - Enrico IV (1065-1106) e Gregorio VII (1073-1085)
Inizia il regno di Enrico IV,
- Manifestazioni di "umiltà" dell'alto clero,
- Incipiente guerra
civile in Germania,
- La battaglia di Homburg: "Dimentichi di ogni cristiano ritegno. macellarono
uomini come bestiame",
- Papa Gregorio VII: il "santo Satana" al suo debutto,
- Come il
santo Gregorio capovolge il precedente ordine gerarchico,
- Il papa. sottoposto ali' imperatore.
si proclama suo padrone e vuole dominare il mondo,
- Papa Gregorio VII agogna l'egemonia
regale su Francia. Ungheria. Spagna ed altre nazioni,
- Disegni bellici senza tregua: ricerca di
vittime sacrificali. ovvero "la realizzazione del regno di Dio sulla terra ..;",
- Una crociata con
due dame fallisce miseramente,
- Incipiente lotta di potere e vecchio teatri no metafisico da
guitti,
- "Scendi giù. giù. tu maledetto in eterno!",
- Canossa,
- Rodolfo di Rheinfelden
diventa anti-re,
- Guerra civile in Germania,
- Papa Gregorio parteggia apertamente per
l'anti-re,
- Brama di dominio e di potere di un santo papa,
- Destituzione di Gregorio,
profezie non esaudite e sogni di guerra,
- La battaglia sull'Elster, un nuovo anti-re e l'assalto a
Roma di Enrico IV,
- Fuga e fine di Gregorio VII,
- Meglio uccidere i fedeli al re che i
pagani,
- Vita clericale nei dettagli. ovvero "vivendo come lupi feroci",
- Antipapi, antivescovi e guerra dalla Germania a Roma,
- L'imperatore Enrico IV nelle reti di papa Urbano II,
- Note,

CAPITOLO VI - La prima Crociata (1096-1099)
Moventi della crociata,
- "I cani sono entrati nel santuario ..;" : agitazione pontificia al Concilio
di Clermont,
- Campagna d'odio e propaganda bellicista dei cristiani,
- In Germania hanno
inizio i massacri di Ebrei: lontani preludi dell'era nazista,
- Termina la "crociata dei contadini".
incomincia la "crociata dei principi",
- La "via della Croce ..;",
- ... e la via del trionfo,

- Note,

CAPITOLO VII - La fine dell'era salica e della lotta delle investiture
Gli ultimi anni di Enrico IV,
- Sulle orme del padre tradito,
- Note,

CAPITOLO VIII - Lotario di Supplimburgo - Guerra per chiesa e papa
La nuova fase della colonizzazione ali' Est: "Dove il diavolo aveva la sua sede e dove abitavano tutti
gli spiriti immondi ..;",
- Il vescovo Ottone. l'apostolo della Pomerania,
- Si rinnova in
Germania la guerra civile: Hohenstaufen. Guelfi (e un santo bolla l'altro di eresia),
- Lotte di
papi e antipapi con la regia del cardinale cancelliere Hairnerich,
- Come Innocenza III trattò col
re Lotario,
- Una tregua decennale, una grande guerra e la miseria delle umane sorti,
- Note,


CAPITOLO IX - Il primo re Hohenstaufen, crociate a gogò e un santo dottore della chiesa
Il "colpo di stato di Coblenza" e altri "affari di governo",
- Disordini, insurrezioni e guerre in
Italia,
- "Le fiorenti regioni si spopolano", ovvero "chi colà era povero ora è ricco grazie a
Dio",
- Gli ordini cavallereschi: il nuovo "splendore di Cristo in terra",
- Il dottore della
chiesa Bernardo promette "un grande mercato",
- La crociata dei re,
- "Battesimo o morte": la crociata contro i Vendi,
- Ha inizio la "reconquista" spagnola,
- "A noi. San Giacomo!",
- Fasi più offensive e l'interesse di Roma,
- Note,

CAPITOLO X - La mite figura del Barbarossa
Denti: bianchi come neve ...,
- Gioie di un re,
- Barbarossa diventa imperatore (con alcuni
fenomeni marginali),
- " ... e riprese in pace il suo cammino",
- Patto col nemico,

- Come tutto è per il bene comune e s'inserisce presto e bene nell'insieme,
- L'assedio di Crema.
ovvero "la mitezza del suo aspetto ..;",
- Divampa la lotta tra Barbarossa e Alessandro III,

- "Ricordati della tua dolcezza o Signore!",
- Terza e quarta campagna d'Italia del Barbarossa,
- San Pietro in fiamme, Barbarossa all'apice della sua gloria e "una miracolosa letale pestilenza",
- La lega dei Lombardi e la pace di Venezia,
- Il terzo Concilio Laterano (1179): morte di Alessandro e i successori,
- Note,

CAPITOLO XI - La tarza Crociata (1189-1192)
Feudali avanzi di galera nella "Terra Santa",
- "come gazzelle li abbattemmo": la battaglia presso i corni di Hattin,
- I papi danno il segnale dell'attacco,
- Le teste coronate si mettono in marcia,
- Acri, il massacro di Riccardo Cuor di Leone e la conquista liturgica del Santo Padre,
- Note,

- Bibliografia secondaria
- Abbreviazioni
- Indice dei nomi

Leggi tutto...

VOL. V - STORIA CRIMINALE DEL CRISTIANESIMO: IX° e X° Secolo


collana-crimini-9-vol.-580

RETROCOPERTINA

Mentre la Chiesa Cattolica celebra l’ingresso nel suo terzo millennio, una voce fuori dal coro ne ripercorre minuziosamente la storia, finalmente anche per il pubblico italiano, partendo da un punto di vista inedito e provocatorio.
L’opera di Deschner, del quale questo è il quinto di dieci volumi, offre al lettore, credente e non credente, gli elementi per una conoscenza, lontano dall’agiografia più o meno esplicita e dal timor reverentialis che troppo spesso traspare in molti autori dell’evento culturale che maggiormente ha caratterizzato la storia dell’Occidente e poi del mondo: il Cristianesimo.
Comprenderlo profondamente per allontanarsene definitivamente o viverlo con una fede rinnovata?

-----------------------------------------

"I popoli che formavano lo Stato della Chiesa erano, fra tutti gli italiani, i più straziati, perché avevano sul collo i preti e gli stranieri. Gli austria­ci stavano minacciosi al confine e dentro seimila svizzeri, con altre mi­gliaia di fecciosi ribaldi, formavano l'esercito del Papa. 1 preti gover­navano col codice dei sette peccati mortali, e chi non ha conosciuto il governo dei preti non sa quale sia l'ultima tirannide, la quale ormai è caduta perché Dio e gli uomini erano stanchi di tante scelleratezze.
Luigi Settenbrini, Ricordanze della mia vita (citato su «La Voce Repubblicana» del 23.09.2003, nell'articolo ‘Commemorazione del 20 settembre’... perché i preti sanno sempre molto bene quando conviene loro accuc­ciarsi, e quando possono invece abbaiare, azzannare e mordere.) ivi, p. 40


INDICE

- Prefazione all'edizione italiana
- Bibliografia in lingua italiana
- Notizie sull'autore e sua bibliografia
- Nota all'edizione italiana
- Editoriale
- Proni al potere
- Storia criminale del Cristianesimo - Volume V

CAPITOLO I - L'imperatore Ludovico I il Pio (814-840),

- Uccidere e pregare,
- "Nuovo slancio per la riforma...": fino a cinque litri di vino e quattro di birra giornalieri per ogni canonico,
- Lotta per la "proprietà ecclesiastica" e contro la chiesa autonoma,
- Riforma matrimoniale ed eclissi di luna, ovvero della superstizione dell'imperatore,
- ". .quel gioco assassino, la caccia",
- Aquisgrana epurata da "alti traditori" e da prostitute,
- L'imperatore, il clero e l'unità dell'Impero,
- La Ordinatio Imperii (817) e l'ironia della storia,
- Ludovico il Pio fa malmenare i parenti e fa una pubblica confessione di colpa,
- La cupidigia dei grandi e i dannati della terra,
- La politica estera, ovvero "le amabili delizie dell' estate...",
- Guerra contro Danesi, Sorbi e Baschi,
- Guerra contro i Bretoni,
- Guerra contro Abodriti e Baschi,
- Guerra contro i Croati,
- Guerra in Spagna e contro i Bretoni,
- Guerra contro i Bulgari,
- Situazioni romane: perché fu fatto santo Leone 111, papa omicida,
- Imbrogli con la corona e l'incoronazione imperiale: Stefano IV (816-817) e Pasquale I (817-824),
- Papa Pasquale acceca e decapita, diventa santo e poi viene tolto dal calendario,
- Il co-imperatore Lotario I e la "Constitutio Romana",
- I vescovi franchi umiliano l'imperatore e non vogliono essere giudicati da nessuno,
- Cattolici tra di loro: la prima rivolta,
- Cattolici tra di loro: la seconda rivolta,
- Molto peggio che a Canossa...e tutto "secondo il giudizio dei preti",
- La marmaglia senza scrupoli dei vescovi cambia fronte ancora una volta, 54 - La "Causa Ebonis",
- La lotta dell'imperatore per Carlo (il Calvo) e contro i nipoti, ovvero per "l'ordine" e contro la "peste",
- La morte dell'imperatore,
- Cose franche e cose cosmiche,
- Gli uomini del vento del Nord,
- Note,

CAPITOLO II - I figli e i nipoti,

- Si era diventati Cristiani... e raffinati,
- Fronti sempre mutevoli, ovvero giuramento di fedeltà, a basso costo "come le more",
- La battaglia di Fontenoy, ovvero "dove ci guiderebbe il decreto di Dio ... ",
- L'imperatore Lotario si allea coi pagani e spoglia le chiese,
- Ludovico il Germanico taglia le teste,
- Il giuramento di Strasburgo (842) e la volontà di Dio e dei preti,
- Di una bizzarra opinione di storici antichi e moderni,
- I trattati di Verdun (843) e di Meersen (870),
- Ludovico, re di Baviera per grazia di Dio,
- Carlo il Calvo e l'Occidente,
- Violenze e aggressioni in Bretagna,
- Carlo il Calvo liquida i suoi nipoti,
- Ludovico il Germanico attacca il regno franco-occidentale,
- Gli Slavi si infiltrano ... ,
- ... e del "diritto dei popoli civili contro la barbarie",
- Vile vermicaio slavo e divino popolo franco,
- In 400 anni 170 guerre contro gli Slavi,
- La grande Moravia,
- La stirpe di Ludovico: soavi fatiche sotto la croce e il "cruento lavoro della spada",
- ... e di nuovo figli cattolici contro il cattolico padre ... ,
- Il principe Carlo (imperatore Carlo III il Grosso) lotta con gli spiriti maligni,
-
Note, 121

CAPITOLO III - Il Papato a metà del IX secolo,
Sergio II, ovvero ..... per quanto possiamo",
- Il Vaticano si trasforma in fortezza: un santo padre funge da architetto militare,
- Per la prima volta un papa garantisce il regno dei cieli per chi va a crepare in guerra,
- L'imperatore Ludovico II (850-875) fallisce nella lotta per la successione,
- I Decretali del Pseudo-Isidoro: "i falsi di maggior successo mai tentati prima di allora ... ",
- a) Dimensioni e forma dei falsi Decretali,
- b) Scopo dei Decretali,
- Anastasio Bibliotecario, ovvero un antipapa fa il suo debutto,
- Nicolò I: un papa si pavoneggia "come se fosse il padrone dell'orbe terracqueo",
- La disputa coniugale di Lotario II: l'imperatore Lotario I divide il suo regno,
- L'abate Ucberto: "Meretrici, cani e falchi da caccia", nonché 6600 martiri,
- L'arcivescovo Gunthar di Colonia rivela un mentito segreto confessionale,
- Nicolò I in lotta con l'episcopato franco-orientale e con l'imperatore,
- "Ascolta, signor papa Nicolò ... "
- Avvoltoi incoronati e voltagabbana papali,
- Dall'idillio familiare sotto papa Adriano fino all'altruistica morte di Ludovico II "per la causa di Cristo",
- Caduta e rielezione di Anastasio: la morte di Lotario II
- Un "giudizio di Dio",
- Salvezza e trionfo per Carlo il Calvo ... e gli "evviva" dei vescovi,
- L'imperatore Ludovico II muore stremato per Cristo, e la Chiesa ne è l'erede,
- Roma perde la Bulgaria,
- Sesso, cura d'anime, piccole corruzioni e deviazioni alla corte di Bisanzio,
- Consiglio papale per la Bulgaria: in battaglia non con la coda di cavallo, ma con la croce!,
- Roma si prende Boemia e Moravia: arrivano gli "apostoli degli Slavi",
- Il duca Rastislav viene accecato, l'arcivescovo Metodio viene trattato con la frusta dal vescovo di Passavia,
- Incursioni all'Est, ovvero "nessuno scampò di là tranne il vescovo Embricone ... ",
- Definitivo divieto della liturgia slava e apoteosi degli "apostoli degli Slavi" a patroni regionali e a "santi di moda",
- Note,

CAPITOLO IV - Giovanni VIII (872-882): un papa perfetto, da manuale
"Fresca iniziativa", ovvero Il primo papa ammiraglio,
- Gli affari di papa Giovanni con Carlo il Calvo, il "salvatore del mondo",
- Muore Ludovico il Germanico: l'elogio funebre dell' abate Reginone,
- Le condoglianze di Carlo il Calvo e la prima battaglia dei "nemici di sempre" per il Reno,
- Papa Giovanni corteggia Carlo, dei cui "pregi non c'è lingua umana che possa dire .... ",
- Morte dopo 37 anni di potere "per diarrea, con grande strazio ... ",
- Papa Giovanni elogia Carlomanno ed incorona Ludovico il Balbo,
- Viene alla ribalta il "re dei preti" Bosone,
- Papa Giovanni vuole nominare l'imperatore "per primo e sopra tutti",
- Ultimo appello a Bosone: " ... ora è il giorno della salvezza", ovvero "il gioco quadruplice gioco di Giovanni",
- Contatti parentali tra i Franchi,
- In cambio della cessione di navi da guerra e di altro, papa Giovanni riconosce il patriarca Fozio, due volte deposto e maledetto,
- Da Carlomanno a Carlo III il Grosso,
- Papa Giovanni dà la caccia ai Saraceni ... ma i cattolici collaborano col nemico,
- Uccisione di capi musulmani prigionieri: condizione papale per riaccoglierli nella chiesa,
- Complici giovannei e prima uccisone di un papa,
- Note,

CAPITOLO V - L'incubo dei Normanni e l'imperatore Carlo III il Grosso
Uccidere "con l'aiuto di Dio" ed esserne sconfitti senza,
- Prìncipi caduti nella Franconia orientale e occidentale,
- Carlo il Grosso, al quale tutto spetta e tutto va storto,
- Quando i cristiani devono sopportare ciò che di solito essi fanno agli altri,
- De bellis Parisiacis, ovvero "nulla che fosse degno della maestà imperiale",
- La Provvidenza divina opera a tradimento: fine del dominio normanno in Frisia,
- Politica interna ... fino alla resezione dei genitali "in modo che non restasse traccia ... ",
- Il vescovo Liutgardo di Vercelli: celebrato e fatto fuori,
- 25 anni di matrimonio in bianco ... superata la prova del fuoco,
- 11 "colpo di stato" di Arnolfo e la repentina fine di Carlo,
- Note,

CAPITOLO VI - Arnolfo di Carinzia, re dei Franchi orientali e imperatore (887-899)
1.- Arnolfo di Carinzia: I Franchi orientali e l'Est europeo,
- "Evviva Arnolfo, il grande re",
- 11 santo Emmerano ovvero: "Lodare Dio senza lingua/crea certo meraviglia",
- " ... grida di battaglia fino al cielo",
- La spinta (tedesca) verso l'Est,
- Devastanti guerre contro i Moravi,
- La "figura chiave" della politica del tempo: l'arcivescovo Fulco di Reims gira come una banderuola,
- La fine del (santo) re Zwentibold, ovvero: questa era la vita di allora negli ambienti cristiani eccellenti,
2. - Arnolfo di Carinzia: il papato e l'Italia,
- Lusso e delitti,
- Guido e Berengario: guerra civile in Italia e altalenante politica papalina,
- Il papa Formoso incorona i "tiranni" d'Italia ed incita Arnolfo a combatterli,
- La presa di Bergamo, ovvero: una messa mattutina dà sempre energia,
- Arnolfo assedia Roma, vi taglia un po' di teste e diventa il primo anti-imperatore franco-tedesco,
- Muoiono l'imperatore Arnolfo e papa Formoso,
- Il sinodo del cadavere: una macabra messinscena di rango papale,
- Formosiani e antiformosiani,
- Muoiono gli imperatori Lamberto e Arnolfo, mentre gli Ungari invadono l'Italia del Nord,
- Come, grazie al vescovo di Verona, Ludovico III divenne Ludovico il Cieco,
- Note,

CAPITOLO VII - Re Ludovico IV il Fanciullo (900-911)
Ludovico IV il Fanciullo, la marionetta del clero,
- Inizia l'invasione degli Ungari,
- "Opera tedesca di cristiana ricostruzione all' Est" e il "cane più rognoso ... ",
- A proposito di "volubili predoni e della "famiglia di popoli europei",
- La faida dei Babenberg (897-906),
- Note,

CAPITOLO VIII - Re Corrado I (911-918)
Fallisce la riconquista della Lotaringia,
- Come Arnolfo, "il Giusto per grazia di Dio" divenne Arnolfo "il Malvagio",
- Trionfa il vescovo assassino Salomone,
- Note,

CAPITOLO IX - Enrico I, il primo re tedesco
Così si provvede ai propri cari,
- Profittatori del massacro dei Sassoni,
- Il re "non unto" fa il suo esordio,
- Mogli redditizie e un vescovo docile,
- "Movimenti di fraternizzazione" e promiscuità pretesca,
- La "Santa Lancia",
- Della pace infernale dei cristiani e dei loro
"valori fondamentali",
- Storivi di ieri ... ,
- ... e storiografi di oggi,
- "Salvaguardia dei confini" operata da Enrico, ovvero: " ... nessuno ne uscì vivo",
- " ... guacché il soldato puzza di putredine": il vescovo Thietmar "all'altezza della cultura del suo tempo",
- " ... opera educativa prolungata per anni",
- "Prova di efficienza",
- Il santo Venceslao, la santa Ludmilla e due devoti sicari cristiani,
- Il santo collaboratore e martire diventa eroe di guerra anti-tedesco, ed Enrico I "fondatore e salvatore del Regno tedesco",
- Note,

CAPITOLO X - Ottone I, "il Grande" (936-973)
Prima di tutto la spada ...,
- Protezione alla Chiesa, guerra ai pagani,
- I vescovi: un lucroso strumento di dominio,
- Cattolici e principeschi vincoli di famiglia: la Baviera e i fratelli del re si ribellano,
- "Assistenza parentale" e le conseguenze: la rivolta Iiudolfina,
- "Christi bonus odor " (il buon odore di Cristo), ovvero: "un regale sacerdozio",
- "Amabili perle" e trentennale lotta per il potere,
- La battaglia di Lechfeld (955): un "sommo dono del divino amore",
- Il vescovo Pilgrim di Passavia (971-991), grande falsario per il Signore, si erige un monumento letterario,
- Uno schiavi sta e guerriero è il primo cattolico canonizzato in modo solenne e ufficiale,
- "Patrono contro ratti e topi", "il pericolo dall'Est" e i 29 numeri delle "sante ossa",
- Motivazione della"colonizzazione verso Est" dei Tedeschi, ovvero: le "buone azioni" dei margravi Hermann Billung e Gero,
- Ottone inaugura la cristianizzazione dei Vendi facendone "piazza pulita",
- Ottone "il Grande" fa decapitare 700 prigionieri di guerra slavi e ordina lo sterminio dei Redari,
- Prove su prove di benevolenza a favore della "capitale dell'Oriente tedesco",
- La Polonia affida le pecore al lupo,
- La santa Olga (morta nel 969),
- Il santo Vladimiro, il "grande e simile agli apostoli",
- Politica scandinava: guerra e affari per amore di Dio?,
- L"'epoca buia" sta per iniziare,
- Papa Sergio JII: assassino di due papi,
- Preludio al "romano governo delle puttane" ... papa Giovanni X: a letto e sul campo di battaglia,
- Situazioni di anarchia in Italia,
- Re Ugo interviene e fa ricchi i suoi,
- Papi per grazia di Marozia e la notte nuziale di re Ugo,
- Berengario Il diventa re d'Italia,
- Giovanni XII fa dell'amore il perno del suo pontificato,
- Giovanni XII incorona imperatore Ottone I e questi promulga il Privilegium Ottonianum,
- Il papa cospira con tutti i nemici dell'impero.
- Un "monstrum" viene scalzato dal trono papale e muore per un "ictus",
- Tumulti e orrori in Roma e nella storiografia,
- Sostegno principale e beneficiario anche in Italia: il clero,
- L'imperatore raggiunge "uno dei più importanti scopi della vita nei suoi ultimi anni di regno",
- Note,

CAPITOLO XI - L'imperatore Ottone II (973-983)
Chierici alle costole dei monarchi,
- Guerre per Baviera e Boemia,
- Guerra per la Lotaringia,

- Guerra nel Nord,
- Capo di Colonne: la prima grande disfatta della dinastia ottoniana,

- Note,

CAPITOLO XII - L' imperatore Ottone III (983-1002)
Conflitto per il trono tra Enrico il Litigioso e i vescovi,
- Nelle mani delle pie donne e del clero,
- Tra due santi ed un futuro papa,
- "Tu sei nostro ..;",
- Sceneggiate intorno al santo soglio,
- L'arcivescovo Giselher corrompe. falsifica e incassa,
- Quattordici anni di guerra continua contro gli Slavi dell'Elba,
- " ... per radunare le legioni": azione concertata in Gnesen a vantaggio di Roma,
- La contesa di Gandersheirn,
- Note,

Bibliografia secondaria
Abbreviazioni

Indice dei nomi

Leggi tutto...

VOL. IV - STORIA CRIMINALE DEL CRISTIANESIMO: L'Alto Medioevo



collana-crimini-9-vol.-580

RETROCOPERTINA

Mentre la Chiesa Cattolica celebra l’ingresso nel suo terzo millennio, una voce fuori dal coro ne ripercorre minuziosamente la storia, finalmente anche per il pubblico italiano, partendo da un punto di vista inedito e provocatorio.
L’opera di Deschner, del quale questo è il quarto di dieci volumi, offre al lettore, credente e non credente, gli elementi per una conoscenza, lontano dall’agiografia più o meno esplicita e dal timor reverentialis che troppo spesso traspare in molti autori dell’evento culturale che maggiormente ha caratterizzato la storia dell’Occidente e poi del mondo: il Cristianesimo.
Comprenderlo profondamente per allontanarsene definitivamente o viverlo con una fede rinnovata?
----------------------------------------


Chiunque sia la persona chiamata a reggere la “cattedra di San Pietro”, il Vaticano sarà sempre il naturale alleato delle forze politiche reaziona­rie, dalle quali sa di potere facilmente ottenere i privilegi necessari per espandere non il regno di Gesù, ma il regno dei gesuiti su tutto il mondo. Ernesto Rossi, Nuove pagine anticlericali, p. 107, Milano, 2002


Il prete è la personificazione della menzogna. Il mentitore è ladro. Il ladro è assassino, e potrei trovare al prete una serie di altri infami corollari.
Giuseppe Garibaldi, Memorie (prefazione)

Durante l'ultimo secolo la Chiesa cattolica ha imparato sempre meglio l'arte di esercitare il potere attraverso gli uomini che si chiamano “laici” soltanto perché - come diceva Salvemini – “non portano la sottana attor­no alle gambe”: arte in cui era già maestra nel medioevo, quando con­dannava gli eretici, ma non si macchiava mai col loro sangue, lasciando al “braccio secolare” il compito di fare morire sul rogo. Il “potere in­diretto” consente alla Santa sede di raggiungere più facilmente tutti gli obiettivi che essa si propone, senza assumerne direttamente la responsa­bilità.
Ernesto Rossi, Nuove pagine anticlericali, p. 447, Milano, 2002

“Ché, méttetelo in testa, che er pretaccio
È stato sempre lui, sempre lo stesso.
Er prete? è stato sempre quell'omaccio
Nimico de la patria e der progresso”.
Cesare Pascarella, La scoperta dell'America, 1893

INDICE

- Prefazione all' edizione italiana
- Bibliografia in lingua italiana
- Notizie sull'autore e sua bibliografia
- Nota all'edizione italiana

Storia criminale del Cristianesimo - Volume IV

- PROSPETTO PRELIMINARE,
- Da sudditi convinti a dominatori persuasi,
- Note,

CAPITOLO I - L'introduzione del Cristianesimo fra i Germani,
- La diffusione del Cristianesimo in Occidente,

- Motivi e modi di conversione,
- Gesù Cristo diventa un guerriero germanico ovvero della "Presa sulla Vita",
- l 5 Sotterfugi
apologetici,
- L'antico fardello,

- "Distruzione dimostrativa...",
- Note,

CAPITOLO II - Clodoveo, fondatore del Regno Franco,
- L'origine dei Merovingi,

- La rapidissima ascesa di un bandito di stato,
- Un grande bagno di sangue e la prima data della storia della chiesa tedesca,
- Re Clodoveo e due "Santi di Dio",
- La guerra di Clodoveo contro i Burgundi (500),

- "La fortuna del regno" e un Santo Traditore della Patria,
- I Visigoti,
- La guerra contro i Visigoti,
- Dobbiamo liberarci dalla valutazione moralistica della storia?,
- Note,

CAPITOLO III - I figli di Clodoveo,
- Suddivisione del regno e sollevazione degli Alverni,

- La guerra contro i Burgundi del 523/524 ­sollecitata da una Santa e condotta contro un Santo e
Assassino,
- "Meglio morto che tonsurato..." Una Santa impartisce l'ordine di uccidere suo nipote,
- La distruzione del regno di Turingia e lo sterminio della casa reale,
- Altre guerre contro Goti e Burgundi,
- Teodeberto 1: "Magnus", "Religiosus", "Christianus Princeps", "Una sorta di culmine",
- Re e Papi: assassini,
- Note,

CAPITOLO IV - L'invasione dei Longobardi,
- L'invasione,
- Collaborazione e zelo missionario,
- Note,

CAPITOLO V - I Merovingi posteriori
- I nipoti di Clodoveo,
- " ... degne di Messalina e di Agrippina",
- Chilperico I: campagne
militari e inni religiosi,
- Prelati e alta nobiltà si accalcano per raggiungere il potere,
- La
rivolta di Gundowald e i vescovi transfughi,
- Re Guntram dà prova della sua santità,
-
Invocazioni ponitificie di guerra,
- Note,

CAPITOLO VI - I Visigoti diventano cattolici,
- La fondazione del regno dei Visigoti in Spagna,
- La cattolicizzazione degli Svevi,
- L'ariano
Leovigildo e l'opposizione cattolica,
- Un ribelle e traditore diventa Santo,
- " ... acceso dal
fervore della fede"ovvero "Non diventerò mai cattolico",
- Note,

CAPITOLO VII - Papa Gregorio I (590-604)
-
Fuggitivo dal mondo e carrierista,
- La controversia sul titolo col "digiunatore", la "ricerca
della propria gloria",
- Nella "polvere di un'occupazione terrena",
- L'uomo della doppia
morale,
- Non pensarla come la maggioranza ... un delitto quasi degno della pena capitale",

- Giusto e affettuoso verso gli Ebrei?,
- Affari prima della fine del mondo. ovvero della "Pro
prietà dei poveri",
- Gli schiavi servono. ma si logorano come il bestiame ovvero "La diversità
delle classi",
- A volte con l'imperatore. a volte contro di lui,
- Il Santo Padre consiglia gli
attacchi alle spalle. la presa d'ostaggi e il saccheggio,
- Papa Gregorio festeggia l' assassinio
dell' imperatore,
- Ha inizio in Inghilterra la propaganda pontificia,
- Spregiatore della
cultura e profeta della fine del mondo,
- Di buoi. di asini e del Commentario gregoriano di
Giobbe,
- Anche le massime sciocchezze dei Grandi guardano "al futuro",
- Reliquie. ovve
ro spararle grosse,
- Note. 153

CAPITOLO VIII - Brunechilde, Clotario II e Dagoberto I. ovvero "la cristianizzazione del concetto di monarchia"
-
Papa Gregorio I corteggia "un selvaggio animale politico",
- La fine di Brunechilde e il primo
apice della cristianizzazione del concetto di monarchia,
- Il Santo traditore di Metz,
- "An
goscia e terrore". e preci continue sotto Dagoberto I,
- "Missionamento e massacro,
- Note.


CAPITOLO IX - La chiesa nell'età merovingia,
- Una specie di escrescenza cancerosa,
- Ignorante. criminale e buon cattolico,
- Due celebri
esemplari,
- Leccapiedi avidi di potere. ovvero "Essi sono protagonisti,
- "Trono e Alta
re,
- " interessi piuttosto materiali della Chiesa d'epoca merovingia"?,
- " ... un livello
infimo". "un livello barbarico",
- Breve rassegna di uomini di Dio,
- Rivolta nel conven
to di monache,
- " ... e si recarono a Marsiglia" ovvero: senza il Giudeo il Cristiano resta sano,

- Note,

CAPITOLO X - L' ascesa dei Carolingi
- l
Sanguinoso preludio col vescovo Cuniberto, con Grirnoaldo, figlio di Pipino il Vecchio. e con s. Sigeberto,
- ... e molte cose devote,
- Santa Baltilde ammazza nove vescovi,
- Ebroino
e Leodegaro, anticristo e successore di Cristo,
- Pipino II. "che sempre s'avventava immediata
mente sui nemici ..;",
- Il missionamento armato presso i Frisoni,
- Carlo Martello: "con
abbondante spargimento di sangue" e "con l'aiuto di Dio",
- L'irruzione dell Tslam,
- Note.


CAPITOLO XI - San Bonifacio.
- l'''apostolo dei Tedeschi" e di Roma
-
Liberazione da "ogni sudiciume" in Assia, Turingia e Sassonia - e un po' di spargimento di sangue,
- Stalloni nitrenti. sante monache e un "affare tanto vantaggioso",
- Nasce "il covo dei
preti",
- L'inizio della fine degli Agilulfidi, ovvero: la Baviera finisce nella rete di Roma,
-
"Carissimo. continua la tua battaglia .,.",
- Guerra sanguinosa per il possesso della Baviera e
stratagemmi papalini,
- Note,

CAPITOLO XII - La ribellione del papato e la lotta iconoclasta
La Chiesa maledice un Papa,
- Roma si ribella a Bisanzio,
- Roghi di libri e battaglie: la
cattolicizzazione dei Longobardi,
- Inizio della lotta iconoclasta,
- "Fallisce una rivoluzio
ne papale,
- Note,

CAPITOLO XIII - La nascita dello Stato della Chiesa; tra guerre e rapine
-
Acrobazie papaline fra Bisanzio, Longobardi e Franchi,
- Il logorroico Zaccaria persuade a
forza di chiacchiere i Longobardi,
- Il massacro degli Svevi perpetrato da Carlomanno e
l'episcopato di Costanza,
- Pipino III. "Un buon cristiano" e "un grande soldato",
- "L' atto
più gravido di conseguenze di tutto il Medioevo",
- Aperta violazione del diritto e scissione da
Bisanzio,
- Culto e trucchi con s. Pietro,
- L'usurpatore unto dal papa e sovrano "per grazia
di Dio" combatte due guerre in nome del pontefice,
- Note,


CAPITOLO XIV - La "Donazione di Costantino"
- Il Medioevo cattolico: l'Eldorado delle falsificazioni clericali,
- Alcuni esempi di sacre
falsificazioni di atti conciliari, reliquie e vite di Santi,
- Esempi di falsificazioni episcopali
operate soprattutto per ragioni patrimoniali e politiche,
- Nascita e significato della "Donazione
di Costantino",
- La scoperta della falsificazione,
- Note,

CAPITOLO XV - Carlo I, cosiddetto "Magno", e i pontefici
- Eccessi criminali alla corte pontificia durante i mutamenti di potere nel Regno dei Franchi,
-
Stefano III incita a una nuova guerra contro i Longobardi,
- L'illegittima monarchia di Carlo e
l'inizio della guerra a favore del pontefice,
- La cupidigia di Adriano e l'occupazione brigantesca
del regno longobardo da parte di Carlo predone,
- Abbastanza non è mai abbastanza,
- " ...
inviate subito un esercito": papa Adriano istiga Carlo contro Benevento,
- Un (falso) martirio e
una (quasi autentica) incoronazione imperiale,
- Note,

CAPITOLO XVI - Carlo "Magno" e le sue guerre
- Il sanguinoso "missionarnento" dei Sassoni (772-804),
- Depredare e cristianizzare: "un tratto
di politica governativa dei Franchi",
- Esordio della cultura carolingia presso gli "Arcipagani"
ovvero "Tra i Sassoni con i vessilli cristiani",
- Missionamento oltre "le linee militari d'attac
co ... ",
- La batosta spagnola, ovvero "Ora cominciano le Crociate",
- Il massacratore dei
Sassoni, "Un paio di zeri di troppo" e "La semplice serenità di un'anima grande ... ",
- "Ovunque
fu allora pace ... ",
- Le ultime rivolte, guerra di sterminio ... e "la serena altezza del pastorale",

- Le leggi sanguinarie di Carlo,
- La spoliazione e lo sterminio degi Avari (791-803),
-
Carlo elimina senza tanti scrupoli il duca Tassilone,
- Una esplicita Guerra Santa,
- Ancora
una volta una Chiesa profittatrice di guerra,
- Inizia la sistematica offensiva contro gli Slavi,

- Insieme nel delitto - insieme nella santità,
- Note,

- Bibliografia secondaria
- Abbreviazioni

Indice dei nomi

Leggi tutto...

VOL. III - STORIA CRIMINALE DEL CRISTIANESIMO: La Chiesa Antica



collana-crimini-9-vol.-580

RETROCOPERTINA

Mentre la Chiesa Cattolica celebra l’ingresso nel suo terzo millennio, una voce fuori dal coro ne ripercorre minuziosamente la storia, finalmente anche per il pubblico italiano, partendo da un punto di vista inedito e provocatorio.
L’opera di Deschner, del quale questo è il terzo di dieci volumi, offre al lettore, credente e non credente, gli elementi per una conoscenza, lontano dall’agiografia più o meno esplicita e dal timor reverentialis che troppo spesso traspare in molti autori dell’evento culturale che maggiormente ha caratterizzato la storia dell’Occidente e poi del mondo: il Cristianesimo.
Comprenderlo profondamente per allontanarsene definitivamente o viverlo con una fede rinnovata?

-----------------------------------------

"Dal profondo del cuore odio la canaglia dei despoti e dei preti.
Ma ancor più l'ingegno che fa comunella con loro."

E Hölderlin, Tutte le liriche, p. 647, Milano, 2001

"...i cattolici veramente osservanti funzionano da "quinte colonne" di una po­tenza totalitaria straniera [il Vaticano], la quale può avere, e spesso di fatto ha, interessi in contrasto con gli interessi nazionali. Poiché prestano sempre il giu­ramento di fedeltà alle istituzioni con la riserva mentale: “Salve le leggi di Dio e della Chiesa”, nello Stato moderno i cattolici osservanti non possono adem­piere, secondo coscienza, i loro doveri politici, né come uomini di governo, né come magistrati, né come semplici cittadini."

Ernesto Rossi, Il Sillabo e dopo, p. 46, Milano, 2000

"o prete! Noi siamo di te più abili e accorti, Con tutta l'ebbrezza nostra di te noi siamo più sobri, Noi beviamo sangue di vigna e tu sangue d'uomini bevi; Sii giusto un istante: chi dunque è il più sanguinario? "

Ornar Khayyam, Quartine, tI. A. Bausani, p. 72, Torino, 1969

*Bausani, grande e geniale orientalista italiano, annota: “Traduco con «prete» il persiano saheb-fatva, muftì, dottore della legge musulmano”. E traduce bene, perché giustamente allarga il comune concetto di prete a tutti coloro che si ritengono depositari della verità e la vogliono imporre con la violenza a tutti gli altri. Il prete dunque appartiene a tutte le religioni, e moltissimi sono anche i preti atei. Superbia, amore di potenza, intolleranza, fanatismo, spietatezza, disprezzo e odio per gli altri sono le loro prime ‘virtù’. [il viandante].

INDICE

- Prefazione all'edizione italiana
- Bibliografia in lingua italiana
- Notizie sull'autore e sua bibliografia
- Nota all'edizione italiana

Storia criminale del Cristianesimo - Volume III

CAPITOLO I - Falsificazioni cristiane nel mondo antico,

FALSIFICAZIONI NEL PAGANESIMO PRECRISTIANO,
- Il concetto di "proprietà intellettuale" è vecchio di millenni,
- Falsi letterari presso i Greci,
- Falsi letterari presso i Romani,
- Motivi di falsi­ficazione,
- Errore e falso nei culti antichi,
- Note,

FALSIFICAZIONI NELL' ANTICO TESTAMENTO E DINTORNI,
- Bibbie del mondo e alcune particolarità della Bibbia cristiana,
- "Immagini caratteristiche del mondo femminile biblico",
- "Su que­sto fango, su questo fango..."
- Opposizione all' Antico Testamento nell'antichità e nell'era moder­na,
- I cinque libri di Mosè che Mosè non ha scritto,
- Altri falsi nell' Antico Testamento (e nel suo ambito),
- L'apocalittica giudaica,
- Altre falsificazioni dell'Ebraismo (della diaspora),

- "Cooperazione" giudaico-cristiana,
- Note,

FALSIFICAZIONI NEL NUOVO TESTAMENTO,
- L'errore di Gesù,
- Messaggeri dei falsari,

- Le "Sacre Scritture" si assemblano, ovvero 400 anni di riflessioni sulla terza persona divina,
- In che modo la ricerca rispetta lo Spirito Santo,
- I Cristiani falsificavano più consapevolmente degli Ebrei, e con maggiore frequenza,
- Perché e come si facevano i falsi?,
- Né il vangelo di Matteo né quello di Giovanni né la rivelazione di Giovanni (Apocalisse) sono opera degli apostoli ai quali la chiesa li attribuisce,
- Nel Nuovo Testamento ci sono sei false "Epistole di Paolo",
- Tutte le "Lettere cattoliche" del Nuovo Testamento, almeno sette, sono dei falsi,
- Esempi di interpolazioni nel Nuovo Testamento,
- Note,

FALSIFICAZIONI ELL'EPOCA NEOTESTAMENTARIA E DELLA CHIESA ANTICA,
- Tutte le parti operavano falsi - in massima parte i sacerdoti,
- Anche nei circoli ecclesiali erano saltuariamente in uso vangeli "apocrifi",
- Falsi evangelici sotto il nome di Gesù,
- Vangeli o altri scritti manipolati sotto il nome di un unico apostolo,
- Falsi in onore della Santa Vergine,
- Falsi nel nome di tutti gli apostoli,
- Atti degli apostoli falsificati,
- Epistole e personaggi ottenuti con frode,
- Falsificazioni sotto il nome di padri della Chiesa,
- Un falsario cristiano: "per secoli il maestro dell'Occidente",
- Falsi per comprovare la storicità di Gesù,
- Falsi per accrescere il prestigio cristiano nei confronti di ebrei e pagani,
- Gran parte degli Atti martirologici sono spuri, ma passarono tutti quanti per documenti storici assoluti, - Pressoché tutti gli elenchi vescovili a riprova della tradizione apostolica sono falsi,
- Come l'apologetica tenta di giustificare i falsi veterocristiani,
- Il fine santifica i mezzi: la pia frode è ammessa nel cristianesimo fin dal principio,
- Note,

CAPITOLO II - La frode dei miracoli e delle reliquie
L'IMPOSTURA DEI MIRACOLI,
- Gran parte dei miracoli nella Bibbia sono fantastici come gran parte di altrimiracoli,
- Gesù si serve di pratiche universalmente conosciute,
- L'arsenale miracoloso dei vangeli - nulla di originale,
- L'imbroglio della cristiana "prova delle profezie",
- Miracoli negli "apocrifi", ovvero: un tonno affumicato si rifà vivo,
- Ma i màrtiri offuscano tutto il resto,
- La santa "arcimartire",
- Monaci e vescovi in veste di taumaturghi,
- Visioni come sciami d'api,
- La leggenda: "alimento spirituale del popolo", oppure "grandi, impudenti, crasse e totali menzogne papistiche",
- Dal miraculum sigillum mendacii agli apologeti cattolici,
- Note,


L'IMPOSTURA DELLE RELIQUIE,
- Il culto cristiano delle reliquie non fa che continuare il culto degli eroi greci,
- Scala gerarchica anche in fatto di reliquie: dai pezzi eccellenti del santo cadavere giù fino ai peli della barba e alla polvere,
- Crescente "domanda" di santi defunti: loro ritrovamento e rispettivi prodigi,
- Dalle insegne dell'Impero fino al grasso d'orso, ovvero "In principio c'è la pietà naturale ... ",
- Reliquie "per contatto" e scheletri ambulanti,
- Arretrati di Maria, ovvero "tutta la miseria dell'umanità ... ",
- Rarità e proteste,
- Note,

CAPITOLO III
- La truffa dei pellegrinaggi

Peregrinare: una idée fixe fin da epoche precristiane,
- Asclepio, il dio dalle "mani clementi", ed Epidauro, la Lourdes dei pagani,
- Serapide, Iside e la vergine Maria,
- Pellegrinaggi nell'ebraismo precristiano,
- L'inizio del cristiano pellegrinaggio a Gerusalemme: dalla "invenzione della croce" al sublime culto del prepuzio,
- La pellegrina Eteria: il suo "candore ... e pia semplicità ... ha qualcosa che seduce e conquista" (il vescovo Augusto Bludau di Ermland),
- Oh, stupenda Gerusalemme!,
- Ulteriori attrazioni per peregrinanti palestinesi,
- Dalla tomba di Abramo al letamaio di Giobbe,
- In cammino verso la vetta: dai' "santi talpa" ai santi cosiddetti "stanti",
- Più vicino a te, mio Dio ... ,
- Pellegrinaggio ad una santa probabilmente mai esistita,
- I santuari cristiani divennero sempre più ricchi con le offerte votive,
- Pellegrinaggi e miracoli: al marketing dei "luoghi di grazia",
- La Lourdes protocristiana,
- "Ciro" e "Giovanni", santi nati dalla frode,
- La santa coppia di medici Cosma e Damiano: cera per candele, olio per lampade e tutto quanto accresce potenza,
- Rarità romane,
- Note,

CAPITOLO IV - Istupidimento
IL CROLLO DELLA CULTURA ANTICA,
- Educazione presso Greci, Romani ed Ebrei,
- Il Cristianesimo insegna, dopo Gesù, ad odiare tutto quanto non serve a Dio,
- Il Cristianesimo cercò fin dall'inizio, e cerca ancora oggi, di dominare i bambini per mezzo dei genitori,
- Il Cristianesimo più antico è nemico dell'istruzione,
- Fame, lerciume e lacrime: attraverso i secoli un grande ideale cristiano!,
- L'ostilità alla cultura dei primi scrittori greci cristiani,
- L'ostilità alla cultura dei primi scrittori cristiani latini,
- Il teatro: "la chiesa del diavolo",
- In luogo del teatro, ecco il teatro della chiesa ... e la sua censura, ancora nel XX secolo,
- Come si finì per esaltare quale "religione cristiana" (Agosti no) tutto quanto si poteva utilizzare del mondo precristiano,
- " ... solo disprezzando le Sacre Scritture di Dio si occupano di geometria",
- " .. .il suono del suo nome e il frutto del suo spirito". Le prove del santo Ambrogio per la casta vedovanza: tortorelle, nascita virginale della madre di Dio; avvoltoi, immortalità: l'uccello fenice e altre illuminazioni,
- Delle arti esegetiche del santo Agostino; ciò che credeva e non credeva ... e come tutto ciò che l'uomo ha bisogno di sapere si trovi nella Bibbia,
- Il mondo si fa sempre più tetro,

L'IRRUZIONE DELLO SPIRITISMO CRISTIANO,
- Credenza negli spiriti in tempi precristiani e in ambiti extracristiani,
- Gesù "scacciò molti spiriti malvagi ... ",
- L'esorcismo è tra i capisaldi del Cristianesimo antico,
- Gli spiriti "maligni" nella fede e nel giudizio dei padri della Chiesa,
- I diavoli e i monaci,
- Anche Agostino insegnò ogni sorta di sciocchezze sugli "spiriti maligni", diventando il "teologo dello stregonismo",
- Magie e scongiuri cristiani contro gli "gli spiriti empi",
- Note,

CAPITOLO V - Sfruttamento
LA PREDICAZIONE CHIESASTICA,
- La situazione politico-finanziaria prima di Costantino,
- Opinioni su ricchi e poveri nell'antichità precristiana,
- Pauperismo e avversione alla proprietà nel primo Cristianesimo,
- Il movimento per la proprietà e l'inizio della deriva,
- Un banchiere protocristiano diventa papa (con uno sguardo alle dottrine sociali dei papi del XX secolo)
- "lo accumulo ricchezze, mia moglie fa beneficenza ... "
- da Clemente di Roma a Gregorio di Nissa,
- I "rivoluzionari" salvaguardano i ricchi. li dottori della chiesa Gregorio di Nazianzo e Ambrogio di Milano,
- Un quasi-socialista: il dottore Giovanni Crisostomo e il suo discepolo Teodoreto,
- Il dottore della chiesa Agostino propaganda la "laboriosa povertà",
- Note,

LA PRASSI ECCLESIASTICA,
- Denaro per i messaggeri del Vangelo, segnatamente per i vescovi,
- Incomincia la ricchezza della "Chiesa dei poveri",
- I monaci diventano la principale forza economica della Chiesa,
- "sotto il pretesto di dividere tutto coi mendicanti, ma in verità per rendere tutti dei pezzenti",
- I metodi del far soldi con la spiritualità,
- Alcuni metodi leciti dell'ecclesiastico fare e spendere soldi,
- Dopo Costantino, i ricchi governano la "Chiesa dei poveri",
- La simonìa,
- Il nepotismo,
- La caccia alle eredità,
- Note,

CONSERVAZIO E Il CONSOLIDAMENTO DELLO SCHIAVISMO,
- La schiavitù prima del Cristianesimo,
- Paolo, il Nuovo Testamento, i padri della chiesa e la Chiesa si schierano per il mantenimento dello schiavismo,
- Pretesti apologetici e menzogne sulla questione della schiavitù,
- La creazione del colonato: una nuova forma di schiavismo,
- La genesi dello Stato coercitivo cristiano: corruzione, sfruttamento, crescente mancanza di libertà,
- Note,

CAPITOLO VI - Sterminio
DISTRUZIONE CRISTIA A DI LIBRI DELL' ANTICHITÀ,
- Distruzioni di libri prima del Cristianesimo,
- Distruzione di letteratura cristiana ad opera di cristiani,

L'ANNIENTAMENTO DEL PAGANESIMO,
- Il dottore della Chiesa Giovanni Crisostomo rade al suolo i templi,
- Il santo Porfirio predica il vangelo "in tutta mitezza e pazienza ... ",
- Come il patriarca di Alessandria, Teofilo, tratta templi e opere d'arte, oltre che i sentimenti religiosi dei vecchi credenti,
- Azioni violente di Stato e Chiesa contro i vecchi credenti,
- La "cristianizzazione" della ruberia e la cacciata degli "spiriti malvagi",
- Fu la Chiesa la mandante dell'annientamento,
- Ondate di terrorismo sommergono le terre,
- Note,

APPUNTO CONCLUSIVO,
- Bibliografia secondaria
- Abbreviazioni
- Indice dei nomi

Leggi tutto...

GLI ESSENI, QUMRAN, GIOVANNI BATTISTA E GESÙ


RETROCOPERTINA

Nell'angolo di nord-ovest del Mar Morto, a 12 Km a sud di Gerico e a 32 Km a nord dell'oasi di Ein Gedi si incontrano, completamente isolate, delle rovine che i beduini chiamano da sempre Khirbet Qunram. I circa 900 manoscritti originali trovati nelle grotte di Qunram fra il 1947 e il 1956 profondamente mutato il quadro dell'antico giudaiusmo finora delineato dagli studiosi. Che cosa si nasconde veramente dietro il mistero di Qunram? Partendo dalle più recenti acquisizioni scientifiche e alla luce di tutti i testi di Qunram, Hartmut Stegemann presenta i fatti in modo comprensibile ed estremamente avvincente e situa chiaramente i testi sul terreno della realtà storica. qual' era lo scopo effettivo dell'insediamento di Qunram? Che cosa speravano gli esseni? Com'era organizzata quest'élite giudaica di studiosi della legge? In che cosa consisteva il loro sapere segreto? Quali erani i loro riti? Giovanni Battista era in origine un esseno? E perchè ha battezzato nel fiume Giordano e non nei bagni rituali degli esseni? In che cosa consiste la specificità della venuta di Gesù? Il battesimo e la cena sono stati praticati già a Qunram, quindi molto prima che esistessero i cristiani?
Grazie ai documenti ritorvati a Qunram, ora per la prima volta è possibile rispondere in modo fondato a simili domande.

PREFAZIONE ALL'EDIZIONE ITALIANA

L'opportuna pubblicazione in Italia del libro tedesco del collega e amico di Gottingen Hartmut Stegemann su Qumran ci offre l'occasione per un bilancio complessivo su tale genere di studi. Stegemann è uno studioso del NT e dell'antico Vicino Oriente giudaico-cristiano che si è dedicato con particolare applicazione agli studi qumranici, e oggi è uno dei più autorevoli esponenti in tale campo non solo nell'area tedesca, anche perché lavora direttamente sugli originali e cura un gruppo internazionale di giovani studiosi, che stanno preparando ricerche specifiche su frammenti ancora inediti del Museo Rockfeller di Gerusalemme.
Il libro presenta una puntualizzazione sintetica e incisiva di quanto si è scritto di interessante, di quello che si dibatte e soprattutto della vicenda-Qumran dal punto di vista della ricerca storica e archeologica, dei suoi contenuti, dei suoi rapporti con il giudaismo e il cristianesimo nascente. Assiduo frequentatore dell'École Biblique di Gerusalemme, l'a. ne condivide la serietà di ricerca e la ponderatezza di giudizio, per cui il volume anche per il lettore italiano può essere un utile sguardo d'insieme su quanto oggi si può pensare intorno al grande argomento-Qumran, e anche sullo stato della ricerca.
In 50 anni ormai di pubblicazioni su Qumran è già tempo di bilanci e di messe a punto di un certo spessore, che non sia solo parziale, o comunque di parte, possibilmente al di fuori di ogni polemica, reale o fittizia, o mirata a secondi fini, che non siano quelli puramente scientifici e, si presume, oggettivi.
Per quanto riguarda i manoscritti di ogni tipo - e cioè i testi preziosi che copiosamente sono venuti alla luce nella varie grotte - si può ormai convenire che siano stati pubblicati tutti e messi a disposizione degli studiosi e dei lettori, sia nella loro stesura originale - ebraica e aramaica - che nelle traduzioni nelle lingue più note,1 compresa quella italiana:2 restano frammenti di modesta dimensione, in giacenza o in Musei - come il Rockfeller di Gerusalemme - o presso privati, che sono riusciti ad acquistarli, soprattutto nella fase convulsa che seguì alla scoperta negli anni '50, verosimilmente passati anche di mano in mano.3 Dopo la pubblicazione infatti del Rotolo del Tempio da parte dello studioso e archeologo israeliano Y gael Yadin nel 19774 non ci possiamo più attendere novità di rilievo, né in campo giudaico, né tanto meno in campo cristiano, se mai ci sono state.5 È certo comunque che l'apporto dei testi qumranici alla conoscenza del cosiddetto Medio Giudaismo e dell'ambiente delle origini cristiane è stato enorme, e talvolta decisivo.
Quello che ora impegna gli studiosi è l'interpretazione di questo materiale letterario in sé e in rapporto all'ambiente nel quale è sorto e anche alla ricostruzione dello stesso. Quello che è emerso anche nell'ultimo Convegno qumranico (IOQS, Cambridge - GB, 16 - 17/7/1995) è una crescente aggregazione di persone e Istituzioni (soprattutto in USA) allo studio del fenomeno-Qumran.
In Italia la situazione è confortante, sia in seno all' ABI (Associazione Biblica Italiana),6 che nell' AISG (Associazione Italiana per lo studio del Giudaismo), con interventi puntuali e pubblicazioni di pregio, tra le quali segnaliamo la rivista Enoch, e inoltre non pochi sono gli studiosi su Qurnran nei vari Centri accademici.7
Che dire allora sulla situazione attuale degli studi qumranici e sulle eventuali prospettive che si presentano?
La pubblicazione del materiale letterario si può considerare esaurita o quasi. In base alle esplorazioni e ai sondaggi effettuati da varie Istituzioni e archeologi non sembrano possibili nuovi rinvenimenti di manoscritti, almeno nella zona del Mar Morto.8 E gli stessi frammenti in corso di verifica e pubblicazione - esistenti sia presso Musei (come il Rockfeller di Gerusalemme) che privati - non sembrano modificare sostanzialmente il quadro letterario.
Le pubblicazioni di vario genere dall'epoca del ritrovamento dei primi manoscritti nel 1947 si sono succedute senza interruzione e a ritmi talvolta frenetici. I libri - numerosi - e gli articoli - numerosissimi - risentono del loro periodo di apparizione: generalmente enfatizzati ed entusiasti i primi, più ponderati e anche problematici i più recenti.9
Sul piano della ricostruzione storica e ideologica o religiosa si sono fatti passi notevoli, con tentativi di caratterizzare meglio l'ambiente e il movimento, di coglierne con maggior rigore le idee e le motivazioni.

Ma a questo punto il cammino resta aperto a ogni nuovo apporto o precisazione, e talvolta appaiono ancora ricostruzioni anche nuove e anzi radicali, come vedremo.
La letteratura qumranica - quella cioè contenuta nei manoscritti delle grotte a nord-ovest del Mar Morto - ci fornisce anzitutto una serie di testi biblici riprodotti fedelmente nella linea più della versione alessandrina in greco della LXX che del TM (Testo masoretico in ebraico a noi giunto), per quanto le varianti non siano eccezionali, tutt'altro. Comunque si prospetti la soluzione della questione intricatissima del testo10 è evidente che Qumran documenta già dal II sec. a.c. sia una sostanziale fedeltà nella trasmissione del testo biblico, secondo i canoni poi codificati dell'ispirazione e della normatività, sia una relativa libertà interpretativa e anche creativa, come dimostrano versioni e parafrasi in aramaico e generi derivati di tale letteratura. È bene tener presente infatti quanto ricordano non pochi studiosi11 prima della seconda metà del I sec. d.C. non esiste ancora esasperazione e contrapposizione frontale tra i movimenti all'interno dell'ebraismo e dello stesso cristianesimo nascente, come avverrà inevitabilmente con la caduta di Gerusalemme (70 d.C.). E questo coinvolge appunto l'aspetto peculiare e qualificante della letteratura qumranica: le opere di intepretazione come i Pshartm, che tendono ad amplificare, riflettere e attualizzare il testo sacro in base alle proprie visioni e convinzioni religiose, nel genere noto degli stessi Midrashim. E ci introduce quindi nell'ambito della stessa creatività o originalità del movimento qumranico: dagli stessi Salmi (preghiere in forma poetica, dette Hodayyòt12 ai testi normativi, come la Regola della Comunità (1QS), fino ai numerosi testi di genere apocalittico, che rivelano le ansie, le aspettative - spesso deluse - e comunque le speranze del movimento religioso.
Gli studi recenti non hanno favorito particolarmente le esatte configurazioni e la stessa origine del movimento qumranico, tuttavia hanno contribuito ad analizzare l'ampia letteratura fin nei più piccoli meandri e a prospettare piuttosto l'ampia estensione di tale movimento religioso e culturale, non riconducibile al piccolo sito - per quanto suggestivo - di Khirbet Qumran, 12 Km a sud di Gerico, a nord-ovest del Mar Morto, al quale peraltro sono state date interpretazioni varie, e non raramente peregrine.
Ed è proprio nell'ambito di tali prospettive che vorremmo richiamare l'attenzione su nuove proposte intorno all'insediamento qumranico e al suo movimento, promosse in gran parte dai successori di R. De Vaux, l'archeologo-principe di Oumran, e mio venerato maestro.
Come si sa, gli scavi di Qumran (1951-1958) non hanno mai avuto una pubblicazione organica e definitiva - anche per la prematura scomparsa di De Vaux (1971) - ma solo dei Rapporti preliminari in non pochi articoli della Revue Biblique, tanto che potrebbero formare un volume di 153 pp. dense, oltre a piante fotografiche, schizzi e planimetrie, disegni e fotografie.
Solo due anni fa, l'École Biblique di Gerusalemme ha dato alla stampe un sontuoso volume - il primo tra altri - che riporta per la prima volta note di cantiere di P. De Vaux, oltre a numerose fotografie dell'epoca degli scavi, planimetrie e ricostruzioni del sito.13 La documentazione è interessante, ma occorre precisare che gli aa. non si sono limitati a proporre materiale passato, ma nel raccogliere e ristudiare i numerosi dati hanno maturato una serie di ipotesi e proposte che tendono a modificare il quadro qurnranico, a suo tempo prospettato da De Vaux e poi seguito dalla maggioranza degli studiosi, in qualche modo orientato sinteticamente alla ricostruzione analoga a un insediamento monastico. È proprio tale ricostruzione che è stata messa in discussione: ma questo implica conseguentemente la riconsiderazione di tutto il movimento, della sua origine, della sua identità, del suo habitat e della sua espansione e storia.
J.B. Humbert - in un articolo parallelo al testo _14 ha presentato la sua possibile ricostruzione dell'insediamento qumranico, con ipotesi anche ardite, che faranno discutere non poco gli studiosi.15
Prima propone alcune osservazioni critiche.
Anzitutto si pone in discussione la triplice divisione dell'insediamento: dalle origini (epoca del Ferro) al 31 a. C. (terremoto?); dal 31 a. C. al 68 d. C. (arrivo dei romani); dopo. Inoltre tutto il periodo del Ferro (o almeno dal VII sec. a. C.) è documentato in modo insoddisfacente, e irrilevante è il suo collegamento con il periodo ellenistico. L'insediamento esseno poi o almeno il suo inizio resta enigmatico, e la ceramica e le monete raccolte tra la fine del II sec. a. C. e la fine del I sec. a C. non portano a una chiarificazione. La stratigrafia stessa dello scavo qumranico si presenta parziale e non globale, mentre le costruzioni più consistenti possono reggere a varie successioni edilizie, e inoltre il cambiamento di vita e la destinazione degli edifici si può modificare o ristrutturare in vario modo.
Che cosa propone allora sostanzialmente J. B. Humbert? Soprattutto due cose nuove, e in qualche modo sconvolgenti.
1. Una villa o dépendence asmonea nella I metà dal I sec. a. L'argomentazione è complessa, e non pregiudica insediamenti anteriori di gruppi, risalenti verosimilmente fino al post- esilio babilonese, con rapporti più o meno conflittuali con Gerusalemme. Gli scavi della zona del Mar Morto hanno dimostrato che la regione era abitabile a certe condizioni, e si prestava a risorse economiche, dai prodotti agricoli ed esotici ai sali e minerali ricercati dello stesso Mar Morto. Su questo scenario, gli Asmonei Giovanni Ircano (135 - 104 a. C.), e soprattutto Alessandro Ianneo (104 - 76 a. C.) modellarono il loro regno che si spingeva lungo la valle del Giordano e oltre, disseminandolo di fortezze e residenze reali o militari, per controllare i punti strategici e di passaggio. In questa rete politica, commerciale e militare rientrava anche la costruzione della fortezza Hyrcania, nella depressione del deserto di Giuda, tra Gerusalemme e il Mar Morto, mentre il terrazzo marnoso di Kr. Qumran si prestava appunto a villaggio residenziale sulle rive del Mar Morto, secondo canoni ellenistici, introdotti in Medio Oriente dai Diadochi. Quando gli Asmonei si sfalderanno per rivalità e divisioni interne e per l'incalzare di Roma - come il generale pompeiano Gabinio - tali fortezze si trasformarono in luoghi di rifugio: così nel 57 a. C. Alessandro si rifugio nell'Alexandreion, a nord di Gerico e nella stessa Hyrcania, mentre Aristobulo si rifugiò a Macheronte, a est del Mar Morto, lungo il cammino della Via dei Re.
È a questo punto che Humbert individua un chiaro riferimento all'insediamento esseno a Qumran, corrispondente al periodo la di De Vaux: si sarebbe appunto concentrato intorno a un edificio principale preesistente, di stile greco-romano, con cortile circondato da camere intercomunicanti. Tutto fu trasformato, con aggiunte anche di altri edifici, e le stesse mura esterne, che danno unità al complesso, in funzione ovviamente del costume religioso e delle regole rituali del movimento esseno. Questa comunità difficilmente poteva essere superiore ai 10 o 15 membri, poiché la maggioranza dei locali è a destinazione pubblica e religiosa, mentri altri sono adibiti a usi artigianali o a magazzini, oltre ovviamente alla numerose cisterne, piscine, canali di decantazione. Si potrebbe pensare a un nucleo di ministri o ufficiali, con inservienti o custodi, mentre operai e artigiani potevano risiedere altrove. Anche la planimetria di De Vaux è stata modificata: il cosiddetto refettorio o sala del banchetto sarebbe una sala per le offerte rituali, in quanto i pasti comunitari potevano essere solo festivi. Il refettorio si troverebbe più a ovest, accanto a una sala, nella quale sono state trovate numerose vettovaglie. Lo scriptorium sarebbe piuttosto un luogo per la preparazione dei rotoli.
2. E passiamo alla seconda novità: l'individuazione di un recinto nord per i sacrifici, a nord-ovest della famosa torre, in precedenza ritenuto un recinto per bestiame.
Le prove addotte non sono decisive,16 poiché i resti sul terreno - data anche l'erosione - sono scarsamente visibili: Humbert li individua nel muretto di recinzione, descritto da De Vaux, con locali annessi per la preparazione delle persone e l'uccisione degli animali, il passaggio dell'acquedotto con un drenaggio per le acque nel recinto stesso, e inoltre il ritrovamento a ovest di depositi di ossa di animali, in relazione più a sacrifici che a pasti.

Con questo quadro, come si presentavano gli esseni a metà del I sec. a. C.?


Citiamo lo stesso Humbert: «Gli esseni frequentavano Qumran come loro centro e come luogo santo, per le libazioni, le offerte e probabilmente per dei sacrifici. Vengono per le feste, le preghiere e per i pasti, che per alcuni e in certe occasioni presentano un aspetto comunitario».
Alla luce di queste proposte, si può dunque convenire che - se il lavoro di presentazione dei testi è ormai a conclusione o quasi, come si è detto - resta aperto il problema della loro interpretazione, della loro collocazione ambientale, dello spirito del movimento che li ha ispirati e trasmessi. E tale interpretazione investe anche le vestigia archeologiche, che appunto sembrano rimettere in circolazioni nuove interpretazioni e visuali, anche notevolmente allargate.
Qurnran infatti come luogo non esauriva - ci pare -l'esistenza e l'ampiezza del movimento esseno, ma fu solo un punto forte di aggregazione e riferimento ideale soprattutto tra la metà del I sec. a. C. e la sua estinzione quasi totale nel 68 d. c., con l'arrivo dei romani.
Quali le cause e le condizioni di questi dati? Se infatti - da un punto di vista di individuazione del movimento - può apparire irrilevante la conoscenza esatta della sua origine (se durante o dopo l'esilio babilonese, o anche molto dopo), una prima costatazione porta a ritenere che Gerusalemme non polarizzò completamente l'esperienza del giudaismo post-esilico, come codificò una certa letteratura successiva, canonica o rabbinica, ma ci furono altre forme di vita e poli di riferimento.
Qurnran inoltre dimostra lungo la sua storia come anche i rapporti con la Città Santa variassero a seconda delle istituzioni ivi vigenti, che vanno dal clero del secondo tempio, alla sua delegittimazione sotto i Seleucidi, alla rivolta maccabaica, agli Asmonei, fino agli Erodi e a Roma stessa. Il movimento etnico-religioso che ha il punto di riferimento a Qurnran non si può infatti giudicare in modo omogeneo e monolitico nell'arco della sua esperienza plurisecolare, verosimilmente dall'esilio babilonese alla caduta di Gerusalemme. Così come non è possibile allinearlo esclusivamente nella classificazione di esseni, secondo gli schemi degli storici giudei e romani del I sec. d. c., anche se quest'ultima classificazione ne rispecchia la sua fase evolutiva e finale, a noi più nota.
Ci sia allora permesso proporre suggestioni maturate in seguito alle nuove ricostruzioni e proposte.
Il movimento in questione era verosimilmente molto esteso, più di quanto generalmente si è portati a pensare. La sua collocazione quindi poteva estendersi lungo la valle del Giordano e oltre, a nord, e a sud lungo il Mar Morto e oltre il deserto, tanto da chiedersi se non si possa pensare a un'ampia area che vada dall'Egitto alla Siria. Questo spiegherebbe - per es. - come nel periodo del secondo tempio il movimento riuscì a essere alternativo alla stessa Gerusalemme, e come alle origini del cristianesimo Paolo trovi cristiani a Damasco, 6-7 anni dopo la morte di Gesù, e anteriormente a ogni predicazione apostolica.
Come interpretare allora il movimento all'interno del giudaismo e delle origini cristiane?
Stando alla maggioranza degli studiosi, la figura dominante del maestro di giustizia, contrapposta al sacerdote empio, sembra rispecchiare l'epoca della delegittimazione del sacerdozio oniade a Gerusalemme, sotto Antioco IV Epifane, con la nomina dei vari Giasone, Menelao e così via. Saremmo quindi all'inizio dell'insurrezione maccabaica, che appunto anche nel deserto di Giuda intorno a Qurnran avrebbe potuto trovare sostenitori e adepti. Ma - come si è detto, secondo Humbert - non ci sarebbero stati insediamenti del movimento qumranico sotto gli Asmonei G. Ircano e A. Ianneo. Dov'erano allora? che cosa facevano? Ben poco sappiamo. Finora anzi si diceva che il movimento aveva abbandonato Qurnran all'epoca di Erode il Grande, in seguito al presunto terremoto del 31 a. C.
Dov'erano e che cosa facevano?
Sappiamo che Erode ha protetto in qualche modo gli esseni, e lui stesso era un frequentatore della zona di Gerico, dove aveva ingrandito i palazzi asmonei, costruendovi la sua reggia d'inverno, e rilanciando le acque calde termali di Calliroe, a nord-est del Mar Morto, oltre alle varie fortezze disseminate ovunque.
È significativo poi che nella Gerusalemme erodiana proprio a sud del palazzo regale - sul Sion attuale - si formasse un quartiere esseno, dove tra l'altro, secondo i Vangeli e gli Atti degli apostoli si svolsero gli eventi pasquali definitivi di Gesù e dei suoi discepoli.

È dunque possibile che con Erode il Grande, il movimento qumranico o esseno abbia registrato una ripresa, non solo nella Valle del Giordano e mar Morto, ma nella stessa Città Santa, tanto da proporsi poi successivamente come quel grande movimento religioso che conosciamo dall'archeologia e dai manoscritti a noi giunti copiosamente.
Resta comunque - il movimento qumranico - una grande esperienza religiosa ed etnica del deserto, con le caratteristiche tipiche dell'antica religione patriarcale e soprattutto dell'Esodo mosaico, nella quale è radicato inesorabilmente l'ebraismo, ma alla quale si collegano anche gli esordi del cristianesimo, con la vita e la predicazione del Battista, il battesimo e gli inizi del ministero pubblico di Gesù.
Che sia tutto ciò che ha spinto lo stesso giudaismo - dopo il 70 d. C. - a lasciare nel silenzio questo movimento?
E come mai il NT non solo non polemizza, ma a sua volta tace?
Non c'è forse tra questo movimento e lo stesso cristianesimo un terreno d'intesa iniziale, una simbiosi di caratteristiche, che poi inevitabilmente porteranno sia all'estinzione dello stesso essenìsmo,17 che all'espansione del cristianesimo?
Bernardo Gianluigi Boschi

NOTE

1. In inglese: l'edizione fondamentale della Oxford Press, AA. Vv., Discoveries in the Judean Desert (of Jordan), in vari volumi in corso di pubblicazione (cf. ora E. Tov [con S. J. PFANN], The Dead Sea Scrolls on Microfiche: Companion Volume, Leiden - New York - Koln 1993). In francese: J. CARMIGNAC- E. COTHENET - P. GUILBERT - H. LIGNEE, Les Textes de Qumran, I, Paris 1961; II, 1963. In tedesco: E. LOHSE, Die Texte aus Qumran. Miinchen 1964, 21971; J. MAIER, Die Texte von Toten Meer, 2 voll., Base11960; J. MAIER - K. SCHUBERT, Die Qumran - Essener, Miinchen – Basel 1973. In spagnolo: F. GARCIA MARTINEZ, Textos de Qumran. Madrid 1993.

2. F. MICHELINI - TOCCI, I Manoscritti del Mar Morto. Introduzione, traduzione e commento. Bari 1967; L. MORALDI, a cura di, I Manoscritti di Qumràn. Torino 1971, 21986; TEA, 150, 1994.

3. Per il primo caso citiamo il gruppo dello stesso Stegemann, per il secondo caso richiamiamo le Comunicazioni a Cambridge (GB), per es., di E. PUECH e A. LEMAIRE su alcuni frammenti presso privati di brevissimi testi qurnranici nell'ultimo Congresso IOQS (Intern. Org. for Qurnran Studies) del 16-17/7/1995.

4. Y. YADIN, Megillat ham - Miqdas. The Tempie Seroll (Hebrew Edition) Jerusalem 1977, voI. I - III + IIIa. L'edizione inglese apparve nel 1983. In italiano esistono i testi curati da E. Juco in L. MORALDI, a cura di, I manoscritti di Qumriin, Torino 21986, 733-811, e dal compianto A. VIVIAN, a cura di, Il Rotolo del Tempio (TVOA 6, 1), Brescia 1990.

5. Non siamo favorevoli a un'esistenza di testi cristiani a Qumran, neppure del NT, come nel caso dell'ipotesi O'Callaghan, per cui cf. RB 102(1995), 570-591.

6. Come dimostra il Convegno dell'Aquila del settembre 1995 su NT e Qurnran, con prossima relativa pubblicazione degli Atti presso EDB, Bologna 1997.

7. Meno confortante è lo stacco tra gli specialisti e il resto della cultura - anche religiosa - e la stessa informazione, dove attecchiscono facili manipolazioni o estremismi.

8. Questo non esclude - a nostro parere - l'esistenza di un materiale affine, che potrebbe trovarsi dall'Egitto fino alla Siria, attraverso la valle del Giordano. Ma resta un'ipotesi estremamente labile e generica. Salvo, ovviamente, gradevoli e graditi imprevisti.

9. Per quanto riguarda l'Italia non citiamo il numero rilevante di articoli, rinviando alle rassegne specializzate, ma ci permettiamo di segnalare i libri più interessanti, oltre ai citati testi di MICHELINI TOCCI e MORALDI: S. MOSCATI, I manoscritti ebraici del deserto di Giuda, Roma 1955; E. PIATTELLl, Inni di ringraziamento (dai MSS del M. Morto), Firenze 1959; L. CIRILLO, Qumran e le origini dell'Eucarestia nel NT, Napoli 1965; F.S. PERICOLI RIDOLFINI, Alle origini del Monachesimo. Le convergenze essene, Roma 1966; A. PENNA, I figli della Luce, Fossano 1971; L. MORALDI, Il Maestro di Giustizia, Fossano 1971; l.A. SOGGIN, I manoscritti del Mar Morto, Milano 1978; II ed. aggiornata 1987; il cit. A. VIVIAN, Rotolo del Tempio, Brescia 1990; C. MARTONE, La «Regola della Comunità». Edizione critica (Quaderni di Enoch, 8), Torino 1995. Tra i libri poi tradotti in italiano segnaliamo; J.T. MILIK, Dieci anni di scoperte nel deserto di Giuda, Torino 1957; M. BURRows, Prima di Cristo. La scoperta dei rotoli del Mar Morto, Milano 1961; I. JEREMIAS, Il significato teologico dei reperti del Mar Morto, Brescia 1964; K.H. SCHELKLE, La Comunità di Qumran e la Chiesa del Nuovo Testamento, Roma 1970; R.H. EISEMAN - M. WISE, Manoscritti segreti di Qumran, ed. ital. a cura di E. JUCCI, Casale Monferrato 1994; J.A. FRRZ- MYER, Qumran. Le domande e le risposte essenziali sui Manoscritti del Mar Morto (Gdt, 230), Brescia 1994; J.C. VANDERKAM, Manoscritti del Mar Morto. Il dibattito recente oltre le polemiche, Roma 1995; K. BERGER, I Salmi di Qumran, Casale Monferrato 1995.

10. Individuando appunto almeno 2 o più famiglie di testi, o palestinesi - nella linea di F. CROSS - o anche introducendo una pista babilonese per il TM, nella linea di I. Tov.

11. Cf. G. BOCCACCINI, Il Medio Giudaismo. Per una storia del pensiero giudaico tra il terzo secolo a.e.v. e il secondo secolo e.v. (Radici 14), Genova 1993.

12. Cf. K. BERGER, l Salmi di Qumran, Casale Monferrato 1995.

13. Fouilles de Khirbet Qumran. Album de photographies. Répertoire du fonds photographique. Synthèse des notes de chantier du Père Roland De Vaux, présentés par Jean - Baptiste Humbert op et Alain Chambon au nom de l'Ecole biblique et archéologique française de Jérusalem (Novum Testamentum et Orbis Antiquus. Series Archaeologica 1), Fribourg, Suisse - Gottingen 1994. Rinviamo a una nostra presentazione in «Osservatorio Bibliografico» di Rivista Biblica Italiana 3(1996).

14. J.B. HUMBERT, «L'espace sacré à Qumran. Propositions pour l'archéologie», in RB 101(1994), 161-214.

15. Noi stessi ce ne siamo occupati in uno studio in corso di pubblicazione In memoriam di F. VATTIONI, a cura di L. CAGNI.

16. Noi stessi abbiamo espresso perplessità nel art. cito in memoriam di F. VATTIONI.

17. Come mai a Qumran si trovano testi non canonici (come lo stesso Sir) o in greco (per noi più della LXX che del NT)?


INDICE GENERALE

Capitolo 1
SCOPERTE

Capitolo 2
QUADRO DI PARTENZA

Lo stato delle pubblicazioni
L'età dei manoscritti

Capitolo 3
I ROTOLI E L'OPINIONE PUBBLICA MODERNA

Il volume «VerschluBsache Jesus»
Acquisti di manoscritti e diritto internazionale

Il best seller Jesus von Qumran
Il best seller Jesus und die Urchristen

Capitolo 4
GLI SCAVI

Khirbet Qumran
Ein Feshkha
Edifici e installazioni dell'insediamento di Qumran
L'edificio principale .
Altre costruzioni del complesso principale
Gli edifici dell'azienda artigianale-commerciale
Il laboratorio per la concia delle pelli
Altre costruzioni a uso artigianale-commerciale
La sala delle riunioni
I cimiteri

Locali adibiti ad abitazione e dormitorio
La finalità dell'insediamento di Qumran e di Ein Feshkha
Destino dell'insediamento di Qumran

Capitolo 5
LE GROTTE DEI ROTOLI

La data della distruzione di Qumran
Monete
Tradizione storica
Lo stato dei rotoli nelle grotte
Conclusioni
Altre teorie su Qurnran
Professor Norman Golb
La teoria delle grotte cultuali
I Donceels

Le grotte in cui sono stati trovati manoscritti: 1Q-11Q
Grotta 1Q
Grotta 2Q
Grotta 3Q
Grotta 4Q
Grotta 5Q
Grotta 6Q
Grotte 7Q, 8Q e 9Q
L'Esapla di Origene
Grotta 10Q
Grotta 11Q
Conclusioni


Capitolo 6
IL CONTENUTO DELLA BIBLIOTECA DI QUMRAN

Le funzioni originarie della biblioteca di Qurnran
Le nuove conoscenze offerte dai ritrovamenti di Qumran
Manoscritti biblici
Filatteri
Apocrifi
I libri di Tobia e di Gesù ben Sira
Pseudo-epigrafi
Il libro dei Giubilei
I libri di Enoch
Il libro dei Giganti
Nuove opere pre-essene
Il rotolo del Tempio
Opere di Mosè
Ordinanze
L'apocrifo della Genesi
La nuova Gerusalemme
La liturgia angelica
Testi sapienziali
Altre opere nuove
Opere relative al calendario
La regola della guerra
Scritti esseni
L'istruzione del maestro a Gionata
La raccolta innica Hodayyot
Regole della comunità
Trattati di studiosi della Bibbia
I commenti dei profeti
Una congratulazione per il re Alessandro Ianneo
Un calendario con i giorni commemorativi
Una lista di ammonizioni ufficiali
Conclusioni


Capitolo 7
GLI ESSENI

Antiche relazioni sugli esseni
Le odierne valutazioni sugli esseni
L'origine degli esseni

La carica di sommo sacerdote del maestro di giustizia
La fondazione dell'Unione essena
L'ulteriore storia degli esseni
Le peculiarità degli esseni
Gli esseni popolo di Dio di Israele
Il calendario
I sacrifici nel tempio di Gerusalemme
La comunione dei beni
Bagni rituali, momenti di preghiera e pasti cultuali
Matrimonio, famiglia ed educazione
Ammissione, posizione giuridica ed esclusione
Dottrine degli esseni

Angeli e demoni
Tempo della fine, giudizio finale, messia e tempo della salvezza
La risurrezione dei morti

Capitolo 8
GIOVANNI BATTISTA

Azione e figura del Battista
Relazioni con gli esseni?
L'importanza delle scoperte di Qumran

Capitolo 9
GESÙ

Il regno di Dio
Il giudizio finale
I libri profetici
La Torah
Conclusione

CapitoLo 10
CRISTIANESIMO PRIMITIVO


Capitolo 11
GIUDAISMO RABBINICO


BIBLIOGRAFIA

ABBREVIAZIONI

Antico Testamento
Torah, Pentateuco
Libri storici
Scritti
Libri dei Profeti
Testi di Qumran
Nuovo Testamento

Leggi tutto...

IL PENSIERO CRISTIANO DELLE ORIGINI


RETROCOPERTINA

Questo libro è qualcosa di più di una storia obiettiva e serena dello sviluppo teologico dei primi secoli. Se chiarezza e concisione, documentazione e senso della prospettiva fossero le sue sole qualità, l'opera non andrebbe al di là dell'ideale, seppur rara, impresa scientifica. Ciò che invece lo caratterizza rispetto al «genus» della «Dogmengeschichte» e che ne costituisce il pregio maggiore è ad un tempo l'armoniosa tessitura e il doppio versante metodologico.
Il libro è infatti solcato, nella sua mappa, da due generi di direttive che ne determinano i punti di riferimento e ne fissano la materia: quella disgiuntiva, cronologica (che divide il pensiero preniceno da quello postniceno) e geografica (che distingue il pensiero latino da quello greco); e quella congiuntiva, in cui lo sviluppo omogeneo delle definizioni dogmatiche viene efficacemente messo in luce, sia in senso orizzontale (lo sviluppo dei dogmi attraverso le epoche) sia in senso verticale (lo sviluppo del dogma al suo proprio interno).
La compattezza del volume non impedisce l'emergere, con chiarezza, di un filo conduttore. Anche se quest'opera non si domanda esplicitamente quale sia il «principio interpretativo» o la formula teorica unitaria sotto la quale assumere i vari fenomeni del pensiero cristiano delle origini (come hanno fatto Harnack e Werner, rispettivamente con la teoria dell'ellenizzazione e della de-escatologizzazione del cristianesimo), articola purtuttavia una chiara risposta quando riconosce il ruolo unificante, costante e salutare, della regola della fede.

Aspetti e problemi
della moderna storia dei dogmi

« Scrivendo questo libro - avverte il Kelly nella prefazione alla prima edizione - il mio modesto scopo è stato quello di offrire agli studiosi e a quanti altri vi s'interessano, uno schema generale dello sviluppo teologico che ha avuto luogo nella Chiesa dei Padri ». Bisogna tener presente a ogni istante questa dichiarazione dell'autore per valutare correttamente la sua opera e non rischiare di rimanere ingiustamente delusi dalla sua lettura.

L'intento eminentemente pratico-scolastico -nel senso migliore del termine - della presente opera è confermato dalla rinuncia a quelle lunghe e impegnative trattazioni preliminari sul significato della storia dei dogmi, sul metodo, sul rapporto tra dogma e teologia, ecc., che occupano invece solitamente un posto di rilievo nei grandi manuali di storia dei dogmi di origine tedesca. Il titolo stesso dell'edizione originale, Early Cbristian Doctrines, indica la volontà dell'autore di mantenere una certa indipendenza di fronte al genere fortemente tipizzato della Dogmengeschichte, rimanendo piuttosto nell'alveo della tradizione anglicana (rappresentata in questo campo per oltre mezzo secolo dalla Early History of Cbristian Doctrine di Bethune-Baker)1 la quale preferisce parlare di «dottrine» anziché di «dogmi», secondo una terminologia che richiama da vicino quella del Saggio sullo sviluppo della dottrina cristiana di J. H. Newman.

Senza teorizzare al di là delle intenzioni dell'autore questa scelta di vocabolario, è lecito far notare come essa abbia il vantaggio di evitare la contrapposizione tra dogma e teologia abbracciando l'uno e l'altra.

La questione del rapporto tra dogma e teologia era stata posta in maniera acuta e brillante dallo Harnack all'inizio del suo Lehrbuch der Dogmengeschichte2. Ma sia lui che il suo discepolo F. Loofs3 si erano poi sottratti alla logica di tale distinzione, mantenendo alle loro opere il titolo di Dogmengeschichte, nonostante risultasse fortemente riduttivo rispetto al reale contenuto delle loro trattazioni.

La cosa va tenuta presente in quanto coinvolge una questione fondamentale per ogni storia del pensiero cristiano. Il dogma è l'esponente o la base della teologia? Harnack, che sollevò per primo questo problema, fonda l'intera sua ricostruzione sulla prima alternativa. «I dogmi - scrive - sono il prodotto della teologia e non viceversa e la teologia, in linea generale, fu il prodotto dello spirito del tempo»4.

Se non che i dogmi, una volta costituiti e sanciti dalla Chiesa, tendono ad assoggettare la teologia riducendola al rango assai modesto di difesa e baluardo del dogma e loro avvocato difensore. Subirebbe, in altre parole, la sorte di una madre che viene fatta schiava dai figli che ha messi sul trono. Questo spiegherebbe perché Origene, che dal punto di vista teologico fu il padre del dogma trinitario, venne poi condannato in nome dello stesso dogma.

Una tale interpretazione della dialettica tra dogma e teologia ha indubbiamente un suo fascino, soprattutto se confrontata con un certo tipo di interpretazione ecclesiastica di vecchio stampo secondo la quale all'origine (come base!) c'è il dogma rivelato, già precostituito, che rappresenta la sostanza della fede, alla quale la teologia non darebbe se non la forma, lavorando semplicemente alla sua formulazione e alla sua promulgazione.

Ma c'è un terzo modo di concepire il rapporto, secondo cui il dogma è, nello stesso tempo, ma in gradi diversi di esplicitazione, base ed esponente della teologia, suo punto di partenza e suo coronamento. Chi ammette questo terzo modo non concluderà che le definizioni dommatiche siano frutto della teologia e non della rivelazione, solo perché Nicea e Calcedonia vengono dopo gli Apologisti e Origene.

Come si vede, il problema della priorità tra teologia e dogma non è che un modo particolare di formulare l'altro problema più vasto e più famoso: quello dello sviluppo o della creazione dei dogmi. Se lo si accenna in questa sede, nonostante la cura del Kelly di tenerlo fuori dalla sua preoccupazione di storico, è perché di fatto egli non è, né poteva essere, neutrale di fronte a tale problema. Studiare, anzi, la sua collocazione all'interno di esso significa scoprire il principio che dà coerenza e unità a tutta la sua ricostruzione del pensiero cristiano antico.

Da cento anni circa a questa parte si sono venuti delineando due modi diversi di fare la storia della dottrina o dei dogmi cristiani. Il primo modo, il più noto, è quello portato avanti in seno al protestantesimo dal genere della Dogmengeschichte, legato ai nomi di A. von Harnack, di F. Loofs, di M. Werner e di altri ancora.

La caratteristica fondamentale di questo tipo di manuale è l'assunzione di un principio interpretativo, alla luce del quale l'intero sviluppo del dogma è visto e giudicato5. Ricordiamo tre casi paradigmatici.

A. von Harnack scorgeva tale principio interpretativo nella progressiva ellenizzazione del messaggio cristiano, parallela a una sua degiudaizzazione. «Nel suo concetto e nel suo sviluppo - egli scriveva - il dogma è l'opera dello spirito ellenico che lavorò sul terreno del Vangelo»6. Nelle edizioni della sua Dogmengeschichte successive alla prima egli lamentava il fatto che i suoi critici avessero falsato su questo punto il suo pensiero, eliminando o sottovalutando la sua precisazione «sul terreno del V angelo ». Ma si può dire che tale precisazione modifichi sostanzialmente il problema? Se il dogma è frutto dello spirito greco che lavorò sul Vangelo, il Vangelo è promosso, tutt'al più, al ruolo di causa materiale, ma non sarebbe mai, in ogni caso, la causa formale della teologia della Chiesa; sarebbe locus theologiae, il terreno della teologia, non locus theologicus, cioè il criterio e la fonte della teologia.

Dopo Harnack la ricostruzione del dogma antico nella quale è più evidente l'assunzione di una teoria dello sviluppo del dogma è l'opera di M. Werner7. Werner mantiene la tesi di Harnack dell'ellenizzazione del cristianesimo, ma la integra con un altro grande principio emerso nel frattempo in primo piano, negli studi sulle origini del cristianesimo, ad opera di A. Schweitzer: l'escatologismo. La dommatica della Chiesa è frutto dell'ellenizzazione, ma l'ellenizzazione non è che l'altra faccia o, se si vuole, la conseguenza della descatologizzazione del messaggio evangelico. La mancata realizzazione della parusia, a dire di Werner, avrebbe indotto i pensa tori cristiani ad elaborare un sistema di dottrine che mettessero la Chiesa in condizione di inserirsi nell'establishment culturale del tempo. Si tratta di una estensione al tempo e alla teologia della Chiesa di quella «escatologia consequenziale» che A. Schweitzer (al quale apertamente il Werner si richiama) aveva applicato per spiegare il Nuovo Testamento e, in particolare, la formazione dell'idea di una storia della salvezza8.

Pur non presentandosi esplicitamente come una storia dei dogmi, merita di essere ricordata a questo punto, come terzo esempio di una ricostruzione sistematica del pensiero cristiano antico, l'opera di H. A. Wolfson, The Philosophy of the Cburcb Fatbers9. Egli vede lo sviluppo delle principali dottrine cristiane (Trinità e Incarnazione) come un momento dell'evoluzione della filosofia antica mediato dal pensiero di Filone Alessandrino. La cesura tra mondo antico e cristianesimo è stemperata in una serie di passaggi indolori e il cristianesimo appare come il continuatore e l'erede, ben più che l'antagonista o anche semplicemente il partner della filosofia greca10.

Questi tentativi di illuminare dall'alto di un'idea o di un principio l'intero sviluppo del pensiero cristiano antico, a giudizio pressoché unanime degli studiosi di oggi, sono falliti e sono falliti soprattutto per la loro incapacità di configurarsi come criteri storici e per la loro tendenza a introdurre una dommatica in seno alla stessa storia del dogma. Di fronte a questi risultati, un noto storico protestante ha commentato: «Solo là dove c'è una tradizione dottrinale della Chiesa, dommaticamente stabilita, come nel cattolicesimo e nell'anglicanesimo, il cammino della ricerca va avanti incontrastato, senza tuttavia essere in grado di elaborare punti di vista nuovi e decisivi»11.

Questo ci introduce a parlare del secondo modo con cui è possibile fare (e si è fatta in realtà) la storia del dogma. Secondo il giudizio, a mio parere esattissimo, dello studioso appena citato esso è comune ai cattolici e agli anglicani ed è caratterizzato dall'accettazione del principio di tradizione. Tra gli anglicani l'esempio pio riuscito e pio noto, prima del Kelly, è dato dalla già ricordata Early History of Christian Doctrine di J. F. Bethune-Baker e tra i cattolici dalla Histoire des dogmes dans l'antiquité chrétienne di J. Tixeront12.

Questi manuali si propongono un obiettivo pio modesto. Si preoccupano molto pio di ricostruire lo sviluppo del dogma che non di fornire, in sovrappiù, anche una teoria dello sviluppo; si sforzano di fare la storia del dogma, pio che l'interpretazione della storia del dogma. La lettura di questi ultimi manuali è senza dubbio meno affascinante e al loro apparire essi non hanno suscitato quell'alone di interesse e di dibattito teologico spesso fecondissimo che ha accompagnato alcune celebri storie dei dogmi tedesche dell'Ottocento e del primo Novecento. Qual è allora il loro scopo e il loro vantaggio? Esso può forse essere sintetizzato con un concetto: l'oggettività. Mi rendo conto che l'oggettività, in questo campo, è essa stessa qualcosa di estremamente « soggettivo» e variamente valutabile. Non si può misconoscere, tuttavia - l'esperienza stessa si è incaricata di dimostrarlo -, che l'assunzione di un principio di interpretazione, oltre a costituire una specie di letto di Procuste per la storia dei dogmi, ha significato anche spalancare la porta al soggettivismo, soprattutto a quel soggettivismo che deriva allo storico da una apertura troppo confidente agli indirizzi culturali ed esegetici in voga al momento in cui scrive. Sotto questo profilo, il genere della Dogmengeschichte ha ricalcato, per taluni aspetti, la vicenda e le oscillazioni della Leben-Jesu Forschung. La teologia liberale di stampo ritschliano ha prodotto la Dogmengeschichte di Harnack (e in parte di Loofs), e la scuola escatologica quella di Werner, esattamente come, in epoca anteriore, la filosofia hegeliana della storia aveva prodotto le varie storie dei dogmi di F. Ch. Baur (Tubingen, 1847), di G. Thomasius (Erlangen, 1874-76) e di altri ancora. Forse sarebbero maturi i tempi per una Geschichte der Dogmengeschichten, per una «Storia delle storie dei dogmi» che assolvesse, in questo campo, lo stesso compito chiarificatore che assolse lo Schweitzer con la sua Geschichte der Leben-Jesu-Forschung13. Questo tipo di soggettivismo che ha reso sempre problematico il ricorso alle grandi storie dei dogmi di estrazione liberale, se non è assente del tutto (sarebbe illusorio crederlo), è certamente meno accentuato nei manuali che rinunciano a un principio di interpretazione personale che non sia quello della tradizione.

A questo punto il nostro discorso si può concentrare sull'opera del Kelly. La sua posizione su alcuni dei problemi sollevati nelle pagine precedenti è espressa nella prefazione della prima edizione inglese, quando scrive: «Non ho tentato di definire la natura intrinseca dell'ortodossia14 né di determinare l'incidenza dell'ellenismo sul Vangelo originario... ma mi sono contentato di esporre le dottrine in se stesse con tutta la comprensione e l'imparzialità possibile».

Che l'autore abbia conseguito alla perfezione questo suo intento è stata l'opinione unanime degli studiosi di patristica. La concisione e la chiarezza fanno del suo volume un ideale libro di testo per lo studio della patristica e, possiamo aggiungere, anche l'unico oggi disponi.

bile sul mercato che possa assolvere tale compito, se intendiamo patristica nel suo significato specifico di studio delle dottrine dei Padri, per il quale si distingue tanto dalla patrologia che dalla storia della letteratura cristiana antica. Anche lo studioso e il ricercatore vi ricorrono sempre con frutto quando hanno bisogno di abbracciare in un rapido sguardo d'insieme un problema, una dottrina, un periodo dello sviluppo del pensiero patristico. Lo sforzo di ripensa mento personale e di essenzializzazione dell'enorme materiale realizzato dall'autore fa sì che chi vi ricorre dopo aver letto più diffusi lavori monografici su un dato argomento abbia l'impressione di ritrovare tutto nelle sue pagine.

L'intera materia è solcata da due grandi coordinate che ne determinano una distribuzione logica ed efficace guanto storicamente valida: la coordinata cronologie a che divide il pensiero preniceno da quello postniceno e la coordinata geografica che distingue il pensiero latino da quello greco15. (Assente, purtroppo, come nella maggior parte di lavori del genere, resta il pensiero patristico orientale pure non estraneo, specie quello siriaco, allo sviluppo del dogma). Un vantaggio di questa disposizione è di mettere in evidenza immediatamente il diverso contributo della teologia greca e di quella latina e la loro diversa reattività di fronte alle dottrine evangeliche. Nonostante certe felici (ma quanto consapevoli?) anticipazioni terminologiche dei latini, e in particolare di Tertulliano, l'elaborazione della dottrina trinitaria e più ancora di quella cristologica appare opera soprattutto dei greci, mentre la dottrina della Chiesa, della grazia e dei sacramenti ha trovato il suo epicentro, almeno dopo Nicea, in occidente tra i latini. La ragione di ciò non può essere ricondotta totalmente alla presenza in tale momento tra i latini di quel genio che si chiama Agostino, ma va anche ricercata nel diverso grado di applicabilità del bagaglio filosofico greco ai due ordini di dottrine. All'interno di questa grande suddivisione, il Kelly è riuscito a distribuire la materia in unità organi- che susseguentisi in maniera logica e armoniosa, in modo da riflettere il più fedelmente possibile il reale svolgersi della riflessione teologica all'interno di una dottrina (Trinità, cristologia, soteriologia, ecc.) e la vitale connessione delle varie dottrine tra loro. Una riserva va forse avanzata per la trattazione dell'escatologia posta tutta intera alla fine e, non si capisce perché, sotto forma di Epilogo. Sul problema dell'escatologia, oltre questo rilievo sulla sua collocazione, ci sarebbe forse da avanzarne un altro relativo al contenuto stesso. Essa è trattata, infatti, più alla stregua del tradizionale De novissimis che non alla luce della più recente problematica escatologica elaborata dagli studi biblici. La sintesi che Kelly ci offre in tale Epilogo è, come al solito, impeccabile per la capacità di individuare e dare il giusto rilievo ai tempi forti di una dottrina, compito particolarmente arduo in questo caso, mancando il solito riferimento a controversie e definizioni conciliari che si hanno invece in altri campi. Ma il taglio scelto lascia fuori del tutto uno degli aspetti più interessanti legati alla escatologia: la concezione cristiana del tempo e della storia e quindi anche della storia della salvezza16.

Interessante e nuovo è il metodo usato dal Kelly per la documentazione. Egli sceglie per ogni autore, o momento della sua ricostruzione, i testi più significativi dei Padri, li riassume fedelmente nel testo, riportando talora nella lingua originale i termini e le formule di maggior rilievo, limitandosi a dare in nota la sola citazione della fonte antica. Il risultato è che si ha veramente l'impressione che siano i Padri a spiegare essi stessi con parole proprie il loro pensiero. I casi di autori moderni inseriti nel vivo della discussione e della ricostruzione storica si contano letteralmente sulle dita. In compenso, alla fine di ogni capitolo è fornita una « nota bibliografica» generalmente ben selezionata17.

Si tratta di un metodo senza dubbio semplificatore, ma tutt'altro che di comodo. Esso è anzi fra tutti quello che costringe l'autore ad assumersi la maggior quantità di lavoro e a lasciarne il meno al lettore. Ciò che viene offerto è un materiale già predigesto.

Naturalmente c'è un pericolo anche in ciò e non è mancato chi lo ha fatto osservare18. Il pericolo di semplificare troppo le questioni, ricadendo così, per tutt'altra via, nel rischio del soggettivismo. Pur riconoscendo infatti all'autore, in grado sommo, acume interpretativo dei' testi, informazione bibliografica e sforzo di obiettività, ad ogni istante quello con cui il lettore si trova ad essere confrontato sono in fondo le soluzioni e le scelte interpretative dell'autore, senza una possibilità di verifica immediata che non passi attraverso la lettura dell'intera bibliografia riunita a fine capitolo, ciò che non potrebbe sostituire, in ogni caso, il compito di una confrontazione capillare delle opinioni. Coloro per i quali il libro del Kelly costituisce il primo e l'unico strumento di accostamento del pensiero patristico (e sono i più, trattandosi di un lavoro largamente adottato come testo scolastico in seminari ed università) dovranno guardarsi dal credere che esista ormai un accordo di massima su tutte le questioni della teologia patristica. Il dibattito, al contrario, è più che mai vivace e aperto su molti punti anche centrali dello sviluppo del pensiero cristiano antico e la scienza storica è ben lontana ancora dall'averlo rischiarato in tutte le sue pieghe.

Nella seconda edizione inglese del libro, resasi necessaria (cosa assai significativa per questo genere di libri!) ad appena un anno di distanza, l'autore raccoglieva questa obiezione, riconoscendo l'urgenza di una maggiore discussione sulle soluzioni dottrinali, ma aggiungeva di non ritenere che ciò fosse compito di un lavoro storico come quello che egli aveva voluto scrivere. Forse la risposta ultima è che si è trattato di una scelta e come ogni scelta anche questa ha comportato una rinuncia: la rinuncia ad una maggiore problematizzazione che, se avrebbe arricchito e vivacizzato il discorso, difficilmente avrebbe permesso di mantenere inalterata la chiarezza e la sobrietà, le qualità cioè più volentieri ammirate nel manuale del Kelly.

Personalmente, sono incline ad attribuire maggiore rilevanza a un'altra obiezione: quella del punto di partenza della storia del dogma19. Il Kelly inizia la sua ricostruzione del pensiero cristiano antico con l'era sub-apostolica, fuori cioè del Nuovo Testamento, dopo aver premesso dei prolegomena sull'ambiente culturale e religioso in cui nasce il cristianesimo. Motivi che possono avvalorare questa scelta ve ne sono certamente. Tuttavia, credo he abbia ragione il Grillmeier quando afferma che una storia del dogma oggi non possa prescindere da un quadro, sia pure introduttivo e sommario, delle dottrine del Nuovo Testamento. A suo modo, tenuto conto cioè del punto in cui era a suo tempo la teologia biblica, un tale innesto tra teologia biblica e teologia ecclesiastica fu tentato già dal Tixeront20. Fare diversamente potrebbe equivalere a risalire un fiume in esplorazione e fermarsi prima di essere giunti alla sua sorgente. Ciò che lo esige non è tanto la necessità di mostrare la continuità o la di scontinuità tra kerygma e dogma – che esigerebbe un di spiegamento ben maggiore di mezzi e di spazio -, ma piuttosto un'altra considerazione. Oggi sappiamo che c'è un processo di teologizzazione del kerygma ben anteriore all'explicit del Nuovo Testamento ed è sommamente istruttivo studiare i caratteri e la direzione di tale processo per essere in grado di meglio valutarlo quando esso ci si ripresenta nella teologia della Chiesa. Il cosiddetto processo di ellenizzazione o di ontologizzazione della eristologia, per fare un esempio, richiede una diversa valutazione, una volta costatato che esso è già in atto e, per così dire, canonizzato all'interno del Nuovo Testamento nel passaggio dalla cristologia della primitiva comunità palestinese alla cristologia del giudaismo ellenistico e da questa alla cristologia della comunità ellenistica della gentilità21.

Probabilmente, una saldatura di questo tipo tra teologia neotestamentaria e teologia patristica farebbe apparire inesatto, o almeno assai sommario, il luogo comune che oppone la cristologia del Nuovo Testamento a quella della primitiva Chiesa come una cristologia storico-salvifica o funzionale a una cristologia ontologica.

C'è una cristologia ontologica nel Nuovo Testamento, come, d'altra parte, c'è una cristologia funzionale nella Chiesa patristica. Il bisogno di integrazione e di saldatura, del resto, è reciproco. Anche il biblista, infatti, si rende sempre meglio conto della necessità di spingersi verso il tempo della Chiesa, se vuole capire il senso e la direzione di certi processi o anche di certi concetti rilevati e seguiti nell'arco della rivelazione neotestamentaria. Ne è un esempio lo spazio sempre maggiore che il lessico del Kittel è venuto via via riservando, nei suoi articoli, alla letteratura sub-apostolica22.

Rimanendo sempre nell' ambito delle considerazioni di metodo, c'è un altro aspetto del lavoro del Kelly che mi pare utile mettere in rilievo perché aiuta a scoprire una dimensione più profonda che non sia quella della semplice ricostruzione storica. A prima vista - si è detto - il lavoro si presenta come un digestum della teologia patristica, il cui pregio maggiore sembra essere quello di abbracciare il maggior numero di dati e di problemi nel minor spazio possibile; minore, in ogni caso, in confronto con tutti i manuali confratelli che lo hanno preceduto, compreso quello di Bethune-Baker. Ma ciò non dà ragione della vera indole del libro e della sua ragion d'essere e, oltre tutto, da solo basterebbe appena a compensare i rischi e gli inconvenienti fin troppo noti di questo come di ogni altro manuale. Tale ragion d'essere è da scorgere, a mio avviso, in una dimensione essenziale del pensiero teologico antico che per tal 'via - e soltanto per essa - può essere messa in luce e compresa: la sua continuità. Una continuità che - con una terminologia stereotipata, ma sempre efficace - potremmo definire orizzontale e verticale nello stesso tempo. La continuità orizzontale (quella per la quale non esiste soluzione o cesura di sorta tra una regione e l'altra della teologia), COS1 caratteristica del pensiero patristico, è messa in evidenza in questa sintesi del Kelly (per quanto ciò è possibile una volta che si è perso il sentimento della globalità del mistero cristiano ed è sopravvenuta la lottizzazione del discorso teologico in «trattati»), in quanto i vari dogmi - Trinità, cristologia, soteriologia, ecclesiologia, dottrina sacramentaria, ecc. - sono qui esaminati e innestati l'uno sull'altro in modo più ravvicinato e più capillare che in qualsiasi altro tipo di ricostruzione d'insieme23.

La continuità verticale - quella cioè che unisce i vari stadi successivi di sviluppo all'interno di ogni singolo dogma (e per la quale, appunto, si ha diritto di parlare di « sviluppo» dei dogmi) - è posta fortemente in risalto dal ruolo che l'autore assegna, nello svolgimento del pensiero patristico, alla Tradizione della Chiesa. Questa costituisce, a mio avviso, l'anima nascosta e il filo conduttore che dà unità a tutta la sintesi. Da questo punto di vista, non è neppure del tutto esatto affermare che questo tipo di manuale di storia dei dogmi non presenta alcun principio di interpretazione. forse è più esatto dire che tale principio esiste, anche se diverso da tutti quelli cui si è accennato in precedenza, ed è appunto il riconoscimento del ruolo della Tradizione nello sviluppo della dottrina cristiana. La diversità di tale principio, per rispetto a ogni altro, è che esso non è applicato retrospettivamente a partire da una certa situazione culturale moderna, ma è vivo e operante nella coscienza stessa di coloro che di quella stessa dottrina furono i protagonisti dello sviluppo.

Secondo W. Miinscher - che può essere considerato il fondatore del genere della Dogmengeschichte liberale - la storia del dogma ha per scopo quello di mostrare le «innumerevoli mutazioni che l'elemento teorico della religione cristiana ha registrato dalla sua fondazione in poi»24. Questa definizione mal si applicherebbe al manuale del Kelly, il quale mostra piuttosto la continuità e lo sviluppo organico delle dottrine cristiane che non il loro supposto ricambio nel passaggio da un'epoca all'altra. In questo senso si diceva all'inizio che egli, pur evitando di impegnarsi in una ennesima discussione sul problema dello sviluppo o della creazione dei dogmi, non resta neutrale di fronte ad esso. Il riconoscimento della Tradizione costituisce per se stesso una presa di posizione su tale problema.

Quando parlo del ruolo della Tradizione nella ricostruzione del Kelly non mi riferisco naturalmente al breve capitolo dei Prolegomena in cui si tratta della dottrina dei Padri intorno alla Tradizione, quanto piuttosto alla applicazione di tale principio da parte dell'autore nel ricostruire e valutare le dottrine dei Padri. Un'applicazione, invero, assai discreta, quasi un atteggiamento e un punto di riferimento, più che una tesi chiaramente formulata alla maniera dei Deuteprinzipien dell'ellenizzazione o della descatologizzazione. Essa, tuttavia, non sfugge al lettore attento che non ricorre soltanto fugacemente, per semplice consultazione, a qualche pagina del libro, ma lo legge di un sol fiato e per intero.

Uno degli indici più manifesti del ruolo assegnato alla «traditio Ecclesiae» è il diverso peso che assume la testimonianza di origine ecclesiale, cioè dei pastori della Chiesa, rispetto a quella delle fonti apocrife, popolari o para-ecclesiastiche. Su questo punto, il manuale del Kelly differisce da quelli di Harnack e di Werner allo stesso modo che, sul piano letterario, la Gescbicbte der altkir-chlichen Literatur di Bardenhewer differisce dalla Gescbicbte der altchristlicher Literatur di Harnack25.

Quando il nostro autore afferma che se la gnosi non è arrivata a soppiantare la Tradizione, ciò è dovuto « in larga misura a un attaccamento indefettibile alla regola di fede come essa era formulata nella liturgia, nella catechesi e nella predicazione» (p. 176), viene a riconoscere alla Tradizione vivente della Chiesa un ruolo attivo nella storia del dogma. Si potrebbe verificare ancor meglio il ruolo attribuito alla Tradizione e alla «fides Ecclesiae» analizzando l'intero capitolo IV che tratta della dottrina trinitaria nel primo e secondo secolo. Taluno potrebbe perfino avere l'impressione che esso non faccia emergere nella loro reale dimensione le incertezze che caratterizzano i primi passi della teologia cristiana in questa direzione, per es. negli Apologisti greci, e che la preoccupazione di seguire il «filone centrale» della Tradizione lasci fatalmente nell'ombra delle impostazioni «laterali» del problema trinitario che pure hanno avuto la loro importanza nello svolgimento della riflessione teologica26.

Mi pare, tuttavia, che a parte questi inconvenienti, in parte inevitabili data l'indole del manuale, non si possa negare la fondatezza del punto di vista del Kelly quando mette in evidenza la coesistenza, a una certa fase dello sviluppo di una dottrina, di un dato di fede tradizionale della Chiesa (magari non formulato o mal formulato) con il silenzio o, addirittura, con l'assenza di ogni riflessione teologica cosciente su quel dato stesso. È a questo punto e su questa ammissione che si decide il problema della continuità o discontinuità tra kerygnra e dogma, il problema del rapporto tra base ed esponente nella teologia, per tornare al linguaggio di Harnack.

Le mie riflessioni si sono limitate fin qui al metodo dell'opera. Si potrebbe, volendolo, impostare una discussione anche sui suoi contenuti. Ma la ritengo di scarsa utilità ai fini della comprensione del libro. Il lettore già versato in materia potrà non riconoscersi in questa o quella soluzione adottata dall'autore. L'importante, tuttavia, è che, pur trattandosi di una storia dei dogmi, il motivo di un eventuale dissenso non è quasi mai di natura confessionale. Questo non solo testimonia della rara obiettività storica dell'autore, ma attesta, altresì, quale enorme patrimonio comune le varie confessioni cristiane - e in particolare quella cattolica e quella anglicana - possiedano nel Pensiero cristiano delle origini.
RANIERO CANTALAMESSA

NOTE

1. Edita per la prima volta a Londra nel 1903 l'opera ha avuto numerose edizioni e ristampe fino ai nostri giorni.

2. A. von Harnack, Lebrbucb der Dogmengescbicbte, Tùbingen, 1931, vol. I, pp. 12 ss.

3. F. Loofs, Leitladen zum Studium der Dogmengescbicbte, 5° ed. riveduta da K. Aland, Halle, 1950, vol. I, p. 9.

4. Harnack, op. cit., p. 12.

5. Cfr. A. Grillmeier, Ilellenisierung - judaisierung des Cbristentums als Deuteprinzipien der Gescbicbte dcs kirchlichen Dogmas, in «Scholastik», XXXIII (1958), pp. 321-355, 528-558

6. Harnack, op. cit., p. 24.

7. M. Werner, Die Entstebung des christlicben Doginus problemgescbicbtlicb dargestellt , Bern-Leipzig, 1941; 2° ed., Tiibingen, 1954; edizione inglese ridotta: Tbe Formationof Cbristian Dogma. An Historical Study of lts Problem, London, 1957.

8. Cfr. O. Cullmann, lleil als Gcschicbte, Tubingen, 1965; trad. it. Il mistero della redenzione nella storia, Bologna, 1966. pp. 31·78.

9. Carnbridge, Mass., 1956.

10. Interessante a questo proposito notare la collana della quale l'opera fa parte e che porta il titolo: Struttura e suiluppo dei sistemi filosofici da Platone a Spinoza.

11. C. Andrcsen, Zur Dogmengescbicbte der alten Kircbe, in «Thcolonische Litcrannzeitung», LXXXIV (1959), p. 82. Lo stesso studioso ribadiva questo concetto recensendo il volume del Kelly: «Il lavoro del Kelly dimostra per l'anglicanesimo. come fa il manuale di storia dei dogmi di Schrnaus per il cattolicesimo, che le maggiori possibilità di ricostruzione per la storia dei dogmi si hanno là dove il principio della tradizione perdura inoppugnato, come norma teologica domrnatica» («Theologische Literaturzeitung». LXXXV [1960], p. 597).

12. Il manuale del Tixeront in 3 voll. (fino al sec. IX) vide la luce in un momento difficile per coloro che all'interno della Chiesa cattolica tentavano di fare un discorso storico sul dogma (la prima edizione risale al 1904!) ed ebbe non poco merito nel dare alla storia del dogma diritto di cittadinanza nell'insegnamento cattolico della teologia, come notò P. Batiffol in un Auant-Propos premesso alla 7° edizione del volume III (Paris, 1928). L'opera ha raggiunto nel 1930 la sua 11° edizione e non è stata mai del tutto sostituita, nonostante i tentativi di B. J. Otten, A Manual of tbe History of Dogmas, 2 voll., London, 1917, e quello più noto di F. Marin-Sola, L'évolution homogène du dogme catboliquc , 2 voll., Paris, 1924, al quale è stato rimproverato di accentuare molto più l'«omogeneità» che non l'«evoluzione» e di non dare, perciò, il dovuto rilievo all'elemento storico dei dogmi e del loro sviluppo. Il nuovo manuale cattolico di storia dei dogmi, l'Handbuch der Dogmeugeschichte , a cura di M. Schmaus e A. Grillmeier, Herder, 1950 ss. dovrebbe abbracciare in 5 volumi tutta la storia del dogma. Il periodo patristico è trattato in fascicoli rnonografici brevi ma ben informati (usciti già quelli sulla crisrologia di J. Liebaerr, sul battesimo e l'unzione di B. Neunheuser. sulla creazione e la provvidenza di L. Scheffczvk). Di particolare interesse, dal punto di vista di una rifiessione sul senso del dogma e del suo sviluppo storico, è l'ultimo fascicolo: G. Soll, Dogma und Dogmenentuncklung, Freiburg, 1971.

13. Tubingen, 1906; l'opera era apparsa però in prima edizione nel 1902 con il titolo: Von Reimarus zu Wrede. Eine Darstellung der Leben-Jesu-Forscbung. Quello che per il momento esiste come «Storia delle storie dei dogmi» non va molto oltre gli articoli di enciclopedie e le introduzioni, talune ampie e ben informate, premesse alle grandi storie dei dogmi. Si veda]' Auer, Dogmengeschichte, in Lexikon fur Tbeologie und Kircbe, Freiburg, 1959, voI. III, pp. 463-470, e W. Schneemelcher, Das Problem der Dogmengescbichte, in «Zeitschr. f. TheoI. u. Kirche», XLVIII (1951), pp. 63-89.

14. Con questa frase l'autore allude alla problernatica suscitata da W. Bauer, con il suo studio Rechtglaubigkeit und Ketzerei im dltcsten Cbristentum, Tiibingen, 1964 (1°ed. 1934) il quale rovescia la credenza comune secondo cui l'ortodossia precede l'eresia, sostenendo che l'ortodossia è posteriore nel cristianesimo all'eresia e non appare che alla fine del secondo secolo per la forza catalizzatrice della Chiesa di Roma. Le forme primitive di cristianesimo sono più vicine a quelle che in seguito saranno considerate eresie che non a ciò che in seguito si configurerà come ortodossia. La reazione venutasi a creare nei confronti di questa tesi radicale che riduce eresia e ortodossia a pure categorie storiche vuote di contenuto dottrinale, ha portato alla soluzione di H. E. W. Turner, Tbe Pattern 01 the Cbristian Truth, London, 1954, il quale parte proprio dall'analisi della natura profonda dell'ortodossia e della eresia e tenta di chiari me il rapporto studiando l'unità e la diversità, gli «elementi fissi» e gli «elementi flessibili» del cristianesimo primitivo (pp. 26-35), senza tuttavia ritornare alla visione tradizionale, anteriore al Bauer, di una ortodossia dai caratteri unitari e ben definiti, cui si opporrebbe la varietà delle eresie. È significativo che il Kelly definisca la cristologia ebionita e adozionista (il Cristo puro uomo) e la cristologia docetista (il Cristo solo Dio) come «soluzioni unilaterali» («Onesided Solutions») e non « soluzioni eretiche».

15. Un'interessante alternativa a questo criterio di distribuzione è costituito dal piano della Histoire des doctrines chrétiennes avant Nicée di T. Daniélou, di cui sono usciti due volumi: La théologie du [udéo- cbristianisme Paris, 1958 e Message éoangélique et culture bellénistique , Paris, 1961. (Un terzo volume su «Le monde latin» è in preparazione). In tale piano la divisione non è per epoche cronologiche, ma piuttosto per ambienti vitali e culturali in cui il messaggio evangelico si incarna: l'ambiente giudeo-cristiano e l'ambiente ellenistico. La difficoltà tuttavia in questo caso è determinare la vera natura del cosiddetto giudeo cristianesimo.

16. Anche tra gli studi segnalati nella nota bibliografica non c'è che: il libro di O. Cullmann, Cbristus und die Zeit, Zurich, 1962; trad. it., Cristo e il tempo, Bologna, 1965, che contempli questo aspetto per di più quasi esclusivamente limitato alla Scrittura. Un buon complemento, più direttamente attinente all'epoca patristica, può essere dato dalla lettura di J. Daniélou, Le mystère de l'bistoire, Paris, 1953; di C. Andresen, Logos und Nomos, Berlin, 1957, soprattutto pp. 354·372; di A. Luneau, L'bistoire du salut cbez les Pères de l'Eglise , Paris, 1964, e di L. G. Patterson, God and History in Early Cbristian Thought, New York, 1967.

17. Qualcuno (cfr. C. Andresen, in «Theologische Litcraturzcitung», cit., p. 598) ha creduto di scorgere nelle scelte bibliografiche dell'autore una prevalenza della produzione francese su quella tedesca, deducendone implicitamente una certa valutazione circa la collocazione teologica dell'opera. Ma mi pare a torto. Semmai si deve notare come il Kelly abbia saputo trar profitto dalla vastissima e talora eccellente produzione della Chiesa anglicana, specie nel settore che riguarda la dottrina trinitaria e la cristologia (evidente soprattutto l'influsso di G. Prestige, God in Patristic Tbougbt, London, 1936; trad. it., Dio nel pensiero dei Padri, Bologna, 1969), produzione, a mio parere, non sempre valorizzata come merita nel continente.

18. Cfr. D. Nineham, in «Journa! of Ecclesiastica! History», X (1959) p. 93.

19. Cfr. A. Grillmeier, in «Theologische Revue», LVII (1961), col. 116.

20. Tixeront, op. cit., voI. I, pp. 62-118. Il titolo che l'autore dà a questo capitolo è significativo: Le premier état du dogme cbrétien: la prédication de Jésus et des Apàtres. Anche il manuale di Schmaus e Grillmeier comporta all'inizio di ogni trattato una introduzione biblica: vedi per es. quella sulla cristologia curata da P. Lamarche.

21. Cfr. per es. R. H. Fuller, Tbe Foundations 01 New Testament Cbristology ; London, 1965, pp. 242 ss., e anche F. Hahn, Christologiscbe Hobeitstitel. lbre Gescbicbte im [rùben Cbristentum, Gottingen, 1964

22. La tendenza a non assolutizzare troppo il limite che separa la letteratura canonica del Nuovo Testamento da quella sub-apostolica si nota anche negli scritti del Cullmann; ma l'esempio più significativo si ha nel Kvrios Cbristos di W. Bousset (Gortingen, 1913), che fa terminare con Ireneo la sua ricostruzione della cristologia biblica.

23. È questo forse il vantaggio maggiore che il manuale di storia dei dogmi o, in genere, una storia globale del pensiero cristiano antico come questa del Kelly presenta rispetto alle trattazioni monografiche delle singole dottrine come quella di J, Lebreton relativa alla Trinità, quella di A. Grillmeier sulla cristologia (Cbrist in Cbristian Tradition, London, 1965), di J, Rivièrc. sulla redenzione, di H. Rondet sulla grazia, ecc. Queste rnonografie che in campo cattolico sono state coltivate a preferenza dei manuali di storia dei dogmi, hanno, in compenso, il vantaggio di mettere in miglior rilievo la continuità verticale, vale a dire lo svilupp «cronologico della riflessione all'interno di una singola dottrina, non dovendo ricorrere ai «tagli» in sezioni più o meno estese necessari nelle trattazioni generali,

24. W. Miinscher, Handbuch der christlicben Dogmengeschicbte, Marburg, 1797, vol. I, pp. 3-4.

25. È nota la controversia sul modo di concepire la storia della letteratura dei primi secoli che oppose Bardenhewer ad Harnack e che si esprime nel diverso aggettivo usato per tale letteratura: «cristiana» per Harnack, «ecclesiastica» per il cattolico Bardenhewer. Se sul piano letterario la visione di Harnack appare più giustificata di quella del suo avversario, la cosa è diversa, evidentemente, quando si tratta della storia delle dottrine, perché in questo caso l'autorità di chi le rappresenta non è un elemento accidentale.

26. Mi riferisco soprattutto alla ricostruzione dell'origine della dottrina trinitaria messa in luce da G. Kretschmar nel suo noto libro: Studien zur frùbcbristlichen Trinitatstbeologie, Tiibingen, 1956,. in cui fa risalire l'inizio della teologia trinitaria all'angelologia giudaica rielaborata nella liturgia cristiana primitiva. Daniélou ha dimostrato che Krerschmar ha colto un aspetto reale della teologia trinitaria primitiva, un aspetto tuttavia, che non è proprio di tutta la teologia cristiana, ma solo di quella del giudeo-cristianesimo: cfr. La théologie du Judéochristianisme, cit., pp. 167-198.


INDICE DEL VOLUME

Introduzione all'edizione italiana, di Raniero Cantalamessa

Prefazione alla prima edizione

Prefazione alla seconda edizione

PARTE PRIMA: PROLEGO

I. L'ambiente
1.L'epoca patristica
2.Gli orientamenti religiosi nell'impero romano
3.La filosofia greco-romana
4.Il neoplaronismo
5.Il giudaisrno
6.La via gnostica

II. Tradizione e Scrittura
1.La norma della dottrina
2.Il periodo primi rivo
3.Irenco c Tcrrulliar:o
4.Il terzo e quarto secolo
5.L'appello ai Padri

III. Le Sacre Scritture
1.L'Antico Testamento
2.Il canone neotestamentario
3.L'ispirazione della Scrittura
4.L'unità dei due Testamenti
5.Tipologia e allegoria
6. La reazione antiochena


PARTE SECONDA: LA TEOLOGIA PRENICENA

IV. La Triade divina
1.Un solo Dio creatore
2.La fede della Chiesa
3.I Padri Apostolici
4.Gli Apologisti e il Verbo
5.Gli Apologisti e la Trinità
6.Ireneo

V. Il trinitarismo del terzo secolo
1.Introduzione
2.Ippolito e Tertulliano
3.Il monarchianismo dinamico
4.Il monarchianismo modalistico
5.La teologia romana
6.Clemente e Origene
7.L'influenza di Origene

VI. Gli inizi della cristologia
1.Soluzioni unilaterali'
2.La cristologia pneumatica
3.Gli Apologisti e Ireneo
4.Il contributo occidentale
5.La scuola di Alessandria
6.L'oriente dopo Origene

VII. L'uomo e la sua redenzione
1.L'epoca sub-apostolica
2.Gli Apologisti
3.La teoria della ricapitolazione
4.L'occidente nel terzo secolo
5.La dottrina dell'uomo in oriente
6.Le opinioni orientali sull'opera di Cristo

VIII. La comunità cristiana
1.Gli inizi dell'ecclesiologia
2.Le antiche concezioni sui sacramenti
3.Gli sviluppi della dottrina della Chiesa
4.Il battesimo nel terzo secolo
5.Lo sviluppo della dottrina eucaristica
6.La disciplina penitenziale

PARTE TERZA: DA NlCEA A CALCEDONIA

IX. La crisi nicena
1.La vigilia del conflitto
2.L'insegnamento di Ario
3.La teologia di Nicea
4.Le conseguenze di Nicea
5.Il partito niceno e Atanasio
6.Gli antiniceni

X. La dottrina della Trinità
1.Il ritorno all'«homoousion»
2.L'«homoousion» dello Spirito: Atanasio
3.L'«homoousion» dello Spirito: i Cappadoci
4.I Cappadoci e la Trinità
5.La Trinità in occidente
6.Il contributo di Agostino

XI. La cristologia nel quarto secolo
1.Introduzione
2.Gli ariani ed Eustazio
3.La cristologia di Atanasio
4.L'eresia di Apollinare
5.La reazione ortodossa
6.La cristologia antiochena

XII. L'accordo cristologico
1.Il nestorianesimo
2.Cirillo di Alessandria
3.Da Efeso all'unità
4.La controversia di Eutiche
5.L'occidente e Leone
6.L'accordo di Calcedonia

XIII. L'uomo caduto e la grazia di Dio
1.L'origine dell'anima
2.Atanasio e la caduta
3.I Padri greci
4.L'occidente prima di Agostino
5.La dottrina di Pelagio
6.Agostino e il peccato originale
7.Grazia e predestinazione
8.Lo sviluppo dottrinale in occidente
9.L'oriente nel quinto secolo

XIV. L'opera di salvezza di Cristo
1.La chiave della soteriologia
2.Atanasio
3.I Padri greci del quarto secolo
4.L'occidente nel quarto secolo
5.Agostino
6.L'oriente nel quinto secolo

XV. Il corpo mistico di Cristo
1.L'ecclesiologia in oriente
2.L'oriente e la sede romana
3.Dottrine occidentali: llario e Optato
4.Dottrine occidentali: Agostino
5.L'occidente e il primato romano

XVI. Sviluppi della dottrina dei sacramenti
1.Teoria generale
2.Il battesimo
3.Confermazione o cresima
4.La penitenza
5.La presenza eucaristica
6.Il sacrificio eucaristico

PARTE QUARTA: EPILOGO

XVII. La speranza cristiana

1.La tensione nella escatologia
2.Le concezioni escatologiche del secondo secolo
3.Lo sviluppo del dogma
4.Origene
5.La risurrezione dei corpi nel pensiero posteriore
6.Parusia e giudizio nel pensiero posteriore
7.La vita eterna

Indice dei nomi

Leggi tutto...

INTRODUZIONE ALL'ANTICO TESTAMENTO


RETROCOPERTINA

Questa quarta edizione della ben nota introduzione di J. Alberto Soggin - tradotta e pubblicata in più lingue - si presenta come un'opera del tutto nuova. Interamente rielaborata, tiene conto della diversa impostazione e soluzione dei problemi che l'orientalistica la critica è veterotestamentaria sono venute elaborando nell'ultimo ventennio.
Aggiornata ai metodi contemporanei, la nuova edizione conserva la caratteristica di storia letteraria dell'Antico Testamento condotta con rigore scientifico e aperta al tempo stesso agli interessi sia del credente lettore della scrittura sia della persona colta in generale.

PREFAZIONE alla quarta edizione italiana ed alla terza inglese

L'Introduzione ha ormai circa vent'anni. Sono molti per un manuale che intende formare le nuove generazioni di studiosi della materia ed aggiornare le altre. I problemi sono ormai diversi, diversa ne è l'impostazione, diversi sono i metodi usati per la loro soluzione.
Questa quarta edizione, alla quale seguirà presto la terza edizione inglese, sipresenta quindi come un'opera nuova. La seconda e la terza edizione si erano limitate ad aggiornare le bibliografie e ad inserire qua e là nel testo alcuni ampliamenti; ma il lavoro restava lo stesso nella sua impostazione di fondo. Questa quarta edizione è stata invece riscritta in più parti. I rimaneggiamenti più consistenti si sono avuti nelle parti prima, seconda e terza; ma anche nelle altre nessuna pagina è, difatto, rimasta interamente invariata. Se il risultato ottenuto debba considerarsi un passo avanti nei confronti delle altre edizioni, giudicherà il lettore; personalmente penso di si, anche se sono certo che per alcuni la nuova impostazione dei problemi e le soluzioni proposte sembreranno troppo radicali, mentre per altri non lo saranno state abbastanza.
Così tanto per fare un esempio, la struttura di fondo dell' opera è rimasta uguale a quella delle prime tre edizioni: il testo continua a seguire un compromesso tra l'ordine canonico e quello cronologico dei libri della Bibbia e conclude con una parte dedicata alla collezione alessandrina e due appendici dedi- cate ai testi epigrafici. Ma non ho più adottato questa struttura con piena convinzione: ero sempre più persuaso, infatti, e lo sono quasi del tutto adesso che il dattiloscritto è terminato, che avrei dovuto iniziare col Deuteronomio e la storiografia cosiddetta «deuteronomistica», alla quale ultima dobbiamo anche la prima edizione del Pentateuco e dei Profeti posteriori, e quella finale dei Profeti anteriori. Ovvero, parlando del Proto-Deutero- e Trito-Isaia, avrei dovuto far miei i risultati degli studi più recenti (cfr. sotto, 20,1.3) di R.E. Clements, o. Kaiser e R. Rendtorff, e trattare queste tre opere, la cui divisione è ormai uno degli assiomi della critica storica, come un unico complesso redazionale. In altre parole, si trattava d'iniziare con l'esilio babilonese, veramente lo spartiacque tra l'ebraismo antico e quello che appare nella Bibbia. Sarà dunque per una prossima edizione; al lettore offro in ogni caso i necessari ingredienti, i quali, convenientemente riordinati, potranno dare un'Introduzione più aggiornata ai metodi contemporanei.

In passato alcuni recensori hanno formulato critiche a due apparenti lacune nell'opera:
a) Leonhard Rost (ThLZ IOI, I976, I79S.) ha criticato ilfatto che il lavoro non si occupi sifficientemente del problema della metrica ebraica (cfr. sotto, 6,4). E certamente vero. Ammetto però anche di non essere mai riuscito a comprendere, né tanto meno ad applicare i vari metodi proposti, tra i quali primeggia quello formulato all'inizio del secolo da E. Sievers. Le ragioni sono semplici: si tratta infatti di studiare la metrica di una lingua trasmessaci certamente in una uocaliaazione non originaria, posteriore di secoli agli originali, anche se fondata su un'autorevole tradizione. Né possediamo i testi originali, ma testi passati per molte mani, manipolati e commentati secondo le necessità della comunità credente, prodotti di molte riletture. Ed oltre alla uocalizzazione, nulla sappiamo dell' accentazione originaria né della divisione in sillabe. Del resto anche i oocalizzatori nella seconda metà del I mill. d. C. non sembrano aver avuto più neanche il ricordo di una lettura metrica. In fondo, a guardar bene, non possiamo dunque neanche sapere se una tale lettura vi sia mai stata ed il sospetto sorge che il presupposto si basi solamente sull'analogia della poesia greca e latina antiche; ma anche qui, com' è noto, ci troviamo in una fase di sostanziale revisione.
Mi è sembrato quindi non solo imprudente, ma anche poco produttivo trattare un problema cosi complesso e con cosi scarse prospettive di soluzione, senza che vi fossero novità in questo campo. Una di queste sembra essere la proposta di un metodo, chiamato dall'autore «sticometrico», sviluppato da o. Loretz all'Università di Miinster e più volte presentato sulla rivista UF e negli scritti che da essa emanano; ma anche questo metodo non ha ancora raggiunto risultati incontestabili, né ha sviluppato una metodologia che ne permetta l'uso anche a chi non ha lavorato col Loretz. Pertanto ha bisogno di non poche precisazioni, prima di essere applicabile su vasta scala.
Per tutte queste cause respingo le congetture e gli emendamenti metri causa, come appaiono spesso nelle edizioni critiche e nei commentari.
b) Gianfranco Rauasiil: a scuola cattolica 102, 1975, 664S.) avrebbe voluto che l'Introduzione affrontasse i problemi anche secondo «le nuove prospettive di analisi stilistica, linguistica ed ermeneutica, le istanze di un'esegesi più als Literaturwissenschaft...» e similmente si è espresso, con lettera in data iz luglio 1977, il collega Maas Boertien dell'Università cittadina di Amsterdam. Devo però confessare di non avere quelle capacità di critica estetica (da noi ampiamente collaudata dall'opera di Francesco De Sanctis e da altri) necessarie per condurre a termine un lavoro del genere, per cui sono costretto a lasciarlo ad altri. Certo, la Bibbia ebraica è anche, ed anzitutto, un'opera letteraria, un'opera d'arte, per cui è sempre legittimo, ed in alcuni casi necessario, trattarla da questo punto di vista.
Ma, a differenza di tante opere letterarie, essa non è soltanto questo: è un'opera di storia sacra, la sacra scrittura normativa di due fedi, quella ebraica e quella cristiana; è poi anche una raccolta di testi del Vicino Oriente antico, testi che riflettono determinate situazioni storiche, politiche e sociali. Lo studioso dovrà dunque, pur apprezzando il valore letterario ed estetico delle varie composizioni, evitare di fermarsi a questo punto; anche gli altri elementi menzionati fanno parte integrante dei testi che intendiamo studiare. Legittima è quindi l'esigenza dei cultori della Literaturwissenschaft di effettuare la loro analisi, ed anche quella di esigere che venga fatta da altriprima di procedere oltre; ma sarebbe fare un torto ai testi, se li abbandonassimo a questo punto, senza in terrogarli sulle altre informazioni che ci possono offrire.
Per esempi di analisi letteraria si vedano tra gli altri: R. Alter, The Art ofbiblical Narrative, New York 1981; J. Fokkelman, Narrative Art in Genesis, Assen 1975 e Narrative Art and Poetry in the Books 01 Samuel, Assen I 1981, II 1986 (sono previsti altri due volumi) e M. Weiss, The Bible [rom Within,J erusalem 1986. Sul problema cfr. il nostro Critica letteraria e critica storica: Hen 5 (1983) 268-272 e D. Vetter, Was leistet die biblische Erzéihlung?: BerThZ 3 (1986)

190-206.
Per elementi riguardanti la storia d'Israele, rimando alla mia Storia d'Israele dalle origini alla rivolta di Bar Kochbà, Paideia Editrice, Brescia 1984 (trad, inglese London 1984, SCM Press e Philadelphia 1985, Westminster Press), che citiamo come la Storia.
Nel corso del lavoro ho preferito usare quando possibile l'espressione «Bibbia ebraica» invece di Antico o Vecchio Testamento: cerco così di prescindere da un'impostazione canonica dei problemi. Di Antico o Vecchio Testamento si parla infatti soltanto con l'ingresso nel canone cristiano del Nuovo Testamento. Preferisco anche trascrivere il nome divino con Jhwh, invece di usare Jahwe: la trascrizione del nome non è sicura, certo è invece ch'esso non è mai stato pronunciato in epoca storicamente accertabile.
Concludo con un ringraziamento all'Università di Roma la Sapienza ed alla Facoltà valdese di teologia, che m'hanno concesso il tempo necessario; alla biblioteca universitaria di Basilea, che ha gentilmente messo a mia disposizione un tavolo di lavoro nell' aula riservata ai docenti durante i mesi di settembre, ottobre e novembre 1986, e mi ha consentito l'accesso agli scaffali. Sono stati contributi essenziali alla realizzazione di questo lavoro.
Roma, autunno 1986. J.A.S.


INDICE DEL VOLUME

Prefazione alla quarta edizione italiana ed alla terza inglese

Abbreviazioni e sigle

Bibliografia generale

Parte prima
La Bibbia ebraica. Sua storia e suoi problemi generali

1. Introduzione alla Bibbia ebraica
1. Descrizione e definizione della materia
2. Scopi e limiti dell'introduzione

2. Il canone
1. Tradizioni sul canone palestinese
2. Dati a noi noti sull' origine del canone palestinese
3. La raccolta alessandrina
4. Chiusura del canone palestinese
5. La Bibbia ebraica: il testo
6. Le traduzioni greche
7. Il Pentateuco samaritano
8. Parafrasi e traduzioni aramaiche
9.Traduzioni latine

3. La critica testuale e storica
1. Introduzione
2. La critica biblica
3. La critica testuale o «bassa critica»
4. La critica storica o «alta critica»

4. Descrizione della Bibbia ebraica
1. La Bibbia ebraica come libro di storia
2. Per la sinagoga e la chiesa la Bibbia è ancora parola ispirata di Dio

5. Mito, leggenda e storia
1. Il mito
2. La leggenda
3. La favola e la fìaba
4. Leggenda e storiografìa


6. Lo sviluppo preletterario del materiale biblico. I generi letterari
1. I secoli XIII-X e la loro importanza
2. La tradizione orale
3. I generi letterari
4. Generi letterari in poesia
5. Resti di poesia ebraica antica
6. Generi letterari in prosa
7. Antichi testi giuridici

Parte seconda
Il Pentateuco e i profeti anteriori

7. Il Pentateuco
1. Introduzione
2. La tradizione intorno all' autore
3. Storia della critica letteraria del Pentateuco
4. J. Wellhausen e la sua scuola
5. Sviluppi dell'ipotesi documentaria
6. Lo studio dei generi letterari.
La storia della tradizione
7. Compatibilità tra ipotesi documentaria e storia della tradizione
8. Questioni di datazione delle fonti più antiche

8. Le singole fonti: lo Jahveista e l'Elohista
1. Caratteristiche dello Jahveista
2. Ragioni della collezione
3. Data e composizione
4. Caratteristiche dell'Elohista
5. Scopo della collezione
6. Data, luogo e composizione

9. Le singole fonti: il Deuteronomio
1 . Caratteristiche
2. Il problema delle origini
3. Rinascita degli studi
4. I generi letterari ed il Deuteronomio
5. Gli studi di G. von Rad e di M. Noth
6. L'ultimo quarto di secolo
7. Perplessità e problemi

Excursus I
Alleanza o impegno e teologia deuteronomica

1. Un formulario
2. Antichi trattati di «vassallaggio»
3. Trattati ed «alleanza» o «impegno»
4. Critica

Excursus 2
Passi deuteronomici o deuteronomistici negli altri libri del Pentateuco
1 . TI problema
2. Criteri di valutazione

Excursus 3
Il decalogo
I testi

10. Le singole fonti: il codice sacerdotale (P)
1. Caratteristiche
2. Cronologia
3. Data e luogo di composizione
4. Elementi costitutivi
5. Composizione
6. Redazione finale del Pentateuco

11. Il diritto d'Israele
1. Introduzione
2. Diritto e fede
3. Caratteristiche delle collezioni legali bibliche
4. Le leggi formulate in forma casistica
5. Le leggi formulate in forma apodittica
6. Critica alle tesi dell' Alt
7. TI processo nella Bibbia ebraica
8. TI diritto israelitico e quello del Vicino Oriente antico

12. L'opera storiografica deuteronomistica
1. Carattere
2. Scopo dell' opera
3. Fonti
4. Luogo e data di composizione

13. Giosuè
1. Divisione e caratteristiche
2. Il problema del libro
3. Testi topografìci
4. Il pensiero del libro di Giosuè

14. Giudici
1. Titolo e contenuto
2. Il corpo del libro .
3. Il «Canto di Debora», Giud. 5
4. I capitoli 17-2I
5. Origini del libro
6. Pensiero

15. I libri di Samuele
1. Introduzione
2. Contenuto del libro e problemi del testo
3. Unità indipendenti
4. Pensiero

16. I libri dei Re
1. Introduzione
2. Le fonti di Re
3. Pensiero di Re

Parte terza
I profeti preesilici

17. I profeti d'Israele
1. Etimologia ed uso dei termini
2. Origine e derivazione
3. Profeti presso i popoli vicini
4. Fonti della profezia biblica
5. Epoche in cui operavano i profeti
6. Caratteri del ministero profetico e problemi insoluti
7. Profeti e culto
8. Profeti e politica
9. Profeti e problema sociale
10. Profeti e storia

18. Amos
1. Persona e origini
2. Divisione e problemi principali del libro
3. Redazione deuteronomistica
4. Pensiero

19. 0sea
1. Persona e tempi
2. Il matrimonio
3. Divisione e testo
4. Osea, il Deuteronomio ed il Deuteronomista
5. Pensiero

20. Isaia
1. Il libro e i suoi problemi
2. Persona ed epoca del profeta
3. Divisione e contenuto del libro
4. Pensiero d'Isaia

21. Michea
1. Nome e persona
2. Contenuto
3. Il pensiero di Michea

22. Nahum, Habaccuc, Sofonia
1. Nahum
2. Habaccuc
3. Sofonia

23. Geremia
1. Vita ed opera del profeta
2. Il testo
3. Il testo dei LXX
4. Geremia e fonti contemporanee
5. Geremia pensatore

Parte quarta
I profeti esilici e postesilici

24. Ezechiele
1. Nome e persona
2. Le visioni e le azioni simboliche
3. Il libro
4. Ezechiele pensatore

25. Deutero-Isaia
1. Il profeta ed i suoi tempi
2. Analisi e contenuto
3. I canti del «Servo del Signore»
4. Il pensiero del Deutero-Isaia
5. Il testo

26. Aggeo
1. Persona e tempi
2. Analisi e testo del libro
3. Pensiero di Aggeo

27. Zaccaria
1. Persona ed epoca del profeta
2. Analisi del libro
3. Pensiero

28. Il Trito-Isaia
1 . Il problema del libro
2. Il contenuto
3. Il testo

29. Abdia

30. Malachia
1. Autore e data

2. Analisi e contenuto
3. Carattere, stile e pensiero

31. Deutero-Zaccaria
1. Il problema del libro
2. Persona, epoca e datazione
3. Analisi e trasmissione del testo
4. Messaggio

32. Gioele
1. Autore del libro e sua analisi
2. Lo stile ed il pensiero

33. Giona
1. Analisi del libro
2. La persona del profeta
3. Il problema del libro
4. Il capitolo 2
5. Data e testo

Parte quinta
Gli agiografì

34. I Salmi
1. Introduzione
2. L'impiego dei Salmi
3. La formazione del Salterio
4. L'ambientazione nella vita dei Salmi
5. Generi letterari rappresentati nei Salmi
6. Conclusione

35. Introduzione alla sapienza
1. I libri sapienziali in Israele
2. Sapienza proverbiale e sapienza trattatistica
3. Ambientazione nella vita della sapienza

36. I Proverbi
1. Autore e titolo
2. Data

37. Giobbe
1. Carattere, divisione e contenuto
2. Epoca, luogo e problemi della composizione
3. Problemi e pensiero di Giobbe

38. Rut. Lamentazioni
1. Rut
2. Le Lamentazioni

39. L'Ecclesiaste. TI Cantico
1. L'Ecclesiaste
2. Il Cantico dei Cantici

40. Ester

41. Daniele
1. Carattere dell' opera e suo contenuto
2. Autore ed origine
3. Scopi e pensiero del libro

42. Le Cronache o Paralipomeni
1. Carattere del libro, analisi e date
2. Fonti
3. Il pensiero

43. Esdra e Nehemia
1. Carattere e contenuto dei due libri
2. Fonti
3. Cronologia
4. Lo stato giuridico di Esdra e Nehemia nell'amministrazione persiana

Parte sesta
I libri deuterocanonici

44. Tobia
1. Caratteristiche e contenuto
2. Storia e letteratura
3. Problemi della lingua e delle origini
4. Pensiero

45. Giuditta
1. Caratteristiche e contenuto dell' opera
2. Testo, data e storicità
3. Pensiero

46. Aggiunte a libri protocanonici
1. Aggiunte ad Ester
2. Aggiunte a Daniele

47. La Sapienza di Salomone
1. Carattere e contenuto
2. Problemi principali

48. L'Ecclesiastico di Gesù ben Sira'
1. Caratteristiche e contenuto
2. L'autore
3. Pensiero del Siracide
4. Testo e stile

49. Baruk ed Epistola di Geremia
1. Introduzione a Baruk e suo contenuto
2. Autore e date
3. Pensiero
4. L'Epistola di Geremia

50. La Preghiera di Manasse

51. Il primo libro dei Maccabei
1. Introduzione
2. Contenuto
3. Relazioni tra I e 2 Maccabei
4. Problemi letterari

52. Il secondo libro dei Maccabei
1. Contenuto
2. Autore

53. Il terzo e il quarto libro dei Maccabei.
Il terzo libro di Esdra
1. 3 Maccabei
2. 4 Maccabei
3. 3 Esdra

Appendici

I. Iscrizioni palestinesi della prima metà del I millennio
1. Introduzione
2. Il «Calendario» agricolo di Gezer
3. La stele di Mésa', re di Moab
4. Gli ostraka di Samaria
5. L'iscrizione di Siloe
6. L'epitaftio di un alto funzionario regio
7. L'iscrizione nella grotta funeraria presso Lakis
8. L'ostrakon di Javne-Jam o Mesad Hasabjàhù
9. Gli ostraka di Lakis
10. Gli ostraka di Tell-'Arad
11. I frammenti di Tell Deir-'Alla

2. Reperti manoscritti dei primi secoli postesilici
1. I papiri di Elefantina
2. La religione degli Ebrei d'Elefantina
3. I papiri di Samaria

Tavola cronologica

Indici

I. Persone, concetti e cose
2. Parole ed espressioni ebraiche
3. Parole ed espressioni in altre lingue

4. Testi citati
5. Autori moderni

Leggi tutto...