ARTICOLI DI TUTTO IL NEGOZIO

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ARTICOLI DI TUTTO IL NEGOZIO (249)

LA CRONOLOGIA PERSIANA E LA DURATA DELL'ESILIO BABILONESE DEGLI EBREI: 50 o 70 anni?

RETROCOPERTINA

Quanto durò l’esilio babilonese del popolo ebraico: 50 anni o 70 anni?

Il diario astronomico VAT 4956 indica che il 37° anno di Nabucodonosor fu il 568 a.E.V. e la tavola Strm Kambys indica il 7° anno di Cambise come corrispondente al 523 a.E.V. Questo però lascerebbe solamente circa 50 anni per l’esilio in Babilonia del popolo ebraico, laddove la Bibbia dice, con certezza, che Gerusalemme restò una distesa desolata per 70 anni. Una o due delle fonti, quindi, deve essere necessariamente errata. Ma quale? Lo scopo della presente opera è di gettare nuova luce sull’argomento.

Saranno evidenziati i seguenti soggetti:

La base per una cronologia relativa e per una assoluta;

Come si possa stabilire la veridicità di una cronologia assoluta;

I differenti resoconti cronologici nei tempi antichi;

Perché non ci si può fidare a priori della cronologia delle tavolette di Saros;

Come gli errori nelle fondamentali tavolette astronomiche inficiano l’intera cronologia
del mondo antico.

Viene presentato un nuovo schema cronologico dei regnanti di Persia

Si calcola che ci sia un anno extra per Bardiya fra Cambise e Dario I;

Ci fu una coreggenza fra Dario I e Serse, durata 11 anni;

Il regno di Artaserse I deve essere spostato indietro di dieci anni; infatti, regnò 51 anni e
non 41;

Si deve calcolare un anno extra fra i regni di Artaserse I e Dario II

INTRODUZIONE

Ho iniziato i miei studi sulla cronologia Neo Babilonese nel 1984, e ho continuato per alcuni anni a studiare le fonti e a raccogliere informazioni. Dopo un breve intervallo, ho preparato una piccola tesi sull’argomento, come parte del mio Mag. Art. Degree,1 a completamento della trattazione sul sistema verbale Ebraico. Negli ultimi sette anni, durante il semestre, nelle giornate del venerdì, un gruppo di insegnanti si radunava all’Università di Oslo per leggere testi Sumerici e Accadici. Per mezzo di queste riunioni, il mio interesse nei confronti dei documenti cuneiformi si è mantenuto vivo, e lo studio delle questioni cronologiche è continuato.
Quando ho iniziato la stesura del manoscritto di questo libro, la mia speranza era quella di essere in grado di presentare uno studio esauriente sulla Cronologia Assira, Babilonese, Persiana ed Egiziana, in rapporto con la cronologia Biblica. Man mano che il lavoro procedeva, mi sono reso conto che scrivere un libro su questo argomento, che analizzasse in profondità le questioni, richiedeva molto più lavoro di quello che avessi previsto.
Questo perché ci sono contraddizioni nei riguardi delle fonti, ed è importante esaminare se le discordanze riguardano le tavolette cuneiformi stesse, o se il problema è dovuto ad errori di lettura e stampa dei libri e periodici nei quali i dati sono stati pubblicati. L’analisi di importanti problemi di questo tipo, richiede molto lavoro. Un’altra ragione sta nella moltitudine dei dati cuneiformi che sono stati pubblicati, dati che provengono da diecimila tavolette. Un’altra ragione sta nel lento ritmo nella traduzione ed elaborazione del materiale cuneiforme riguardante la cronologia.
Tra il 1893 e il 1900 due grandi studiosi di quel tempo, T. G. Pinches e J. N. Strassmaier trascrissero un gran numero di testi astronomici, molto importanti per la realizzazione di una cronologia assoluta.2 Nei successivi 50 anni, solamente pochi studiosi hanno avuto accesso a questo materiale, e queste eccellenti tavolette ed i loro simboli, non furono pubblicati che prima del 1955, ma senza trascrizione e traduzione.3 Attualmente, quasi cinquanta anni più tardi, solo una parte di questo materiale è stato pubblicato con relativa trascrizione e traduzione.
Parallelamente agli studi cronologici, ho lavorato ad una tesi di dottorato riguardante il sistema verbale dell’Ebraico Classico. Per questo lavoro avevo a disposizione un tempo limitato così ho rimandato il manoscritto sulla cronologia, e il mio proposito era quello di continuare il lavoro sul manoscritto dopo che la tesi fosse completata. In ogni caso, la cronologia non è solo una sorda e noiosa materia accademica, ma in particolare la cronologia delle nazioni attorno all’antico Israele, che interagisce con la cronologia biblica, è stata oggetto di molte discussioni, come si può notare da qualsiasi ricerca su internet. Ho ricevuto molte osservazioni sul mio lavoro da diverse parti del mondo, e per questo, ho ritenuto opportuno pubblicare il primo di questi due volumi contenente un dibattito sulla durata dell’esilio Babilonese degli Ebrei, argomento principale, e sulla cronologia Persiana.
Nel libro sarà dimostrato che non vi è modo di riconciliare la cronologia della Bibbia con il moderno punto di vista della cronologia Babilonese e Assira. La cronologia Persiana, con due grandi adattamenti e alcuni più piccoli, si conforma alla Bibbia. Lo scopo del libro non è quello di raggiungere una definizione finale su quale cronologia sia corretta o sbagliata. Nessuno schema cronologico rappresenta la verità finale. Lo scopo è quello di discutere punti di vista universalmente accettati e presentare i dati il più possibile strutturati in modo da portare il lettore ad una personale conclusione.
Da quando ho iniziato gli studi cronologici, il mio punto di vista è in parte cambiato. Ho iniziato a credere che quando gli esperti stabiliscono una data sulla base di osservazioni astronomiche di una tavoletta cuneiforme e la tavoletta collega una certa data con un particolare anno di uno specifico re, allora c’è una cronologia assoluta indiscutibile. Credo anche che le date Giuliane siano generalmente e correttamente stabilite dai moderni astronomi sulla base delle osservazioni sulle tavolette cuneiformi ma sono più scettico riguardo il rapporto di queste date con gli anni regnanti di antichi re, in particolare prima del 400 A.E.V.
Il punto di vista moderno della cronologia riguardante il mondo antico, si rifà agli scritti di Claudio Tolomeo. Venticinque anni fa, il geofisico R.R. Newton sollevò obiezioni accusando Tolomeo di truffa, poiché quest’ultimo sosteneva di aver fatto osservazioni quando invece aveva inventato calcoli a ritroso nel tempo. La ragione principale per il contrario giudizio di Newton era che le “osservazioni” di Tolomeo si adattavano perfettamente alla teoria astronomica, ma si adattavano solo approssimativamente alla reale posizione dei corpi celesti, con errori particolarmente visibili. I dati disponibili suggeriscono che una situazione simile esisteva anche nello schema cronologico dei re di Tolomeo. Questo schema si adatta perfettamente allo schema teorico delle eclissi dei cicli4 di Saros e dei mesi intercalari, ma fissa solo approssimativamente i regni dei reali re Persiani, Babilonesi e Assiri, con errori specifici.
Molti studi sull’argomento sono orientati a favore della cronologia tradizionale; lo schema generale non è in discussione, e lo scopo degli studi spesso è quello di confermare la cronologia accettata. Questo studio è piuttosto orientato nella direzione opposta; nessuno sforzo sarà compiuto per accordarsi alla cronologia approvata. Sfido la cronologia universalmente accettata di Parker e Dubberstein (1956), tracciata faticosamente da Tolomeo, affermando, per esempio, che il 51% dei loro mesi intercalari, siano senza fondamento. In ogni caso, mi sforzo di rivedere la cronologia tradizionale in un modo giusto ed equilibrato. Attualmente, risulta un vantaggio per la comunità scientifica avere schemi cronologici stabiliti analizzati in modo critico.
Il campo di cui mi occupo è la cultura e il linguaggio Semitico ed un elemento a mio favore è che sono in grado di leggere e lavorare su documenti originali in Ebraico, Aramaico, Greco e Accadico. Un elemento a sfavore è che non sono né un esperto astronomo archeologo, né uno storico. Inoltre, come ogni esperto sa, se non si è preparati in un campo, è più probabile commettere errori. Perciò non vedo l’ora di confrontarmi con critici in modo costruttivo e con suggerimenti di studiosi competenti.5 Il mio punto di vista, comunque, è fondamentalmente linguistico. Non sfido le conclusioni riguardanti i dati che gli archeologi astronomi tracciano sulla base delle tavolette astronomiche; critico solo alcune delle loro applicazioni e la necessità di avere una iniziale conoscenza astrologica da parte mia, è minima. Presento una nuova cronologia, che chiamo “Cronologia di Oslo”, la quale è un’alternativa alla cronologia tradizionale. Ma questo è solo un contributo e non ha la presunzione di essere assoluto. La vera importanza della Cronologia di Oslo è che non determina “la sola, vera cronologia”, ma piuttosto dimostra che nemmeno la cronologia accettata, basata su P&D, rappresenta “la sola, vera cronologia”. Per questo possono essere fatte interpretazioni cronologiche alternative.

NOTE

1. Il Norwegian Magister Artium Degree si pone tra l’American MA e il PH. D degrees, sebbene sia più vicino al Ph. D degree.
2. Una “cronologia assoluta” è una cronologia in cui particolari anni di regno di re sono legati ad osservazioni astronomiche.
3. J. A. Sachs, Late Babylonian Astronomical and Related Texts copied by T. G. Pinches and J. N. Strassmaier, Brown University Studies, Volume XVIII, Providence: Rhode Island: Brown University Press, 1955
4. La parola Saros si riferisce al simbolo cuneiforme Babilonese shar 40 che significa 60x60=3600. Nella moderna astronomia significa un periodo di 223 mesi (18 anni e 11 giorni) di eclissi lunari. Le eclissi accadono con intervalli di 5 o 6 mesi, e dopo 18 anni un nuovo ciclo con eclissi simili a quelle del periodo previsto, si verificano nuovamente. Tale periodo di 18 anni è chiamato ciclo di Saros
5. In particolare sono interessato alle tavolette dove l’analisi indica errori nelle traslitterazioni o trascrizioni pubblicate.

ABSTRACT

Capitolo 1: presenta tre importanti testimonianze del mondo antico: la Bibbia e due tavolette astronomiche, la VAT 4956 e la Strm Kambys 400. Queste tre fonti si contraddicono l’una con l’altra, perciò, lo scopo di questo studio è di scoprire quale di queste testimonianze deve essere certa di fornire informazioni corrette. Il capitolo descrive la differenza tra una cronologia assoluta e relativa ed esamina i diversi problemi che possono ridurre la veridicità di uno schema cronologico.

Capitolo 2: analizza il problema principale per la realizzazione di una cronologia assoluta, basata su tavolette astronomiche in cui sono menzionati uno o più anni riferiti ai re citati. Probabilmente la maggior parte della posizione dei corpi celesti su queste tavolette, è calcolata piuttosto che osservata realmente. Il problema è: come ci si può fidare di queste tavolette se non si possono distinguere le “posizioni” che sono state calcolate da quelle che sono state osservate? Viene discussa l’interazione tra la cronologia assoluta e relativa, e viene mostrato che la cronologia relativa può essere usata per verificare la precisione della cronologia assoluta.

Capitolo 3: analizza le caratteristiche del Sumerico, Accadico ed Ebraico che possono contribuire ad una giusta o sbagliata lettura delle tavolette cuneiformi.

Capitolo 4: confronta i resoconti cronologici di Claudio Tolomeo, Giuseppe Flavio e altri antichi resoconti cronologici elencandone i loro aspetti. I sei passaggi Biblici dove viene menzionato l’esilio Babilonese di 70 anni, vengono qui discussi nel dettaglio. Viene mostrato che alcuni testi sostengono inequivocabilmente che Gerusalemme fosse una distesa desolata durante questi 70 anni. In questo modo, un esilio di circa 50 anni, suggerito dalla cronologia tradizionale, è in contrasto con la Bibbia.

Capitolo 5: analizza le tavolette di Saros, le quali, si pensa, che verifichino la cronologia tradizionale Persiana una volta per tutte. Ma è mostrato che l’informazione sulle tavolette di Saros a volte è in contrasto con le tavolette commerciali datate e astronomiche, così esiste una cronologia calcolata artificialmente che non può essere certa. Viene esaminata l’enorme analisi cronologica di Parker e Dubberstein, mostrando che circa la metà dei mesi intercalari che il lavoro elenca riguardanti l’Impero Persiano, mancano di sicuro fondamento, e che la loro cronologia deve essere rifiutata in alcune sue parti importanti.

Capitolo 6: considera i primi tre re dell’Impero Persiano, Ciro, Cambise, Dario I, e i tre usurpatori al trono, Bardiya, Nabucodonosor III e Nabucodonosor IV. La prova evidente è che Bardiya dominò 18 mesi tra Cambise e Dario I anziché 7 mesi come universalmente creduto. Questo significa che il regno di Dario I cominciò nel 521 e non nel 522 A.E.V. Questo indica che entrambe le cronologie, quella di Saros e quella tradizionale, basate su Tolomeo, sono sbagliate.

Capitolo 7: esamina molte prove che indicano che Serse fu co-reggente con suo padre, Dario I, per 11 anni. Le iscrizioni, un diverso uso di titoli che riguardano Serse, e allo stesso modo, nel modello dei mesi intercalari per i primi 11 anni di Serse e negli ultimi 11 anni di Dario I, sono a favore di una co-reggenza.

Capitolo 8: analizza il regno di Artaserse I. Quando la durata del regno di Dario I viene fatta avanzare di un anno ed il regno di Serse è spostato indietro di 11 anni, questo significa che il regno di Artaserse I è spostato indietro di 10 anni. Così, l’anno di accessione fu il 475 e il primo anno di regno fu il 474 A.E.V. Di conseguenza il regno di Artaserse I fu di 51 anni e non di 41 come comunemente creduto. Viene mostrato come le tavolette commerciali datate, sostengano questo punto di vista, e come ciò sia vero con le testimonianze Greche, in particolare riguardanti Temistocle. La prova dell’Elephantine si schiera a favore del regno più lungo. La fine del regno di Artaserse I è stabilita nel 424, data della cronologia tradizionale, o il 423.

Capitolo 9: analizza il regno di Dario II, il cui regno è spostato avanti di un anno al 423, dando spazio per Serse/Sogdiano tra Artaserse I e Dario II. Gli ultimi re Persiani vengono solo discussi velocemente, perché nel loro caso, il punto di vista della cronologia tradizionale è accettato.

Capitolo 10: unisce tutti gli elementi insieme. L’inizio dell’impero Persiano nel 539 e la sua fine nel 330 è accettata da entrambe, sia la cronologia tradizionale che la Cronologia di Oslo, ma la Cronologia di Oslo differisce in quattro punti: c’è un anno in più per Bardiya prima di Dario I, una co-reggenza di Dario I e Serse di 11 anni, 51 anni di regno per Artaserse I, e un anno in più tra Artaserse I e Dario II posto tra Serse II/Sogdiano. Le due cronologie sono comparate graficamente nella tabella 35 per l’intero Impero Persiano dove viene mostrato il modello dei mesi intercalari. Alla fine vengono presentate le conclusioni.

INDICE

Contenuti Introduzione
Ringraziamenti
Abstract

Capitolo 1 Fondamentali considerazioni cronologiche

Il bisogno di un approccio equilibrato

Prove contro evidenza

Le basi per realizzare una cronologia

La cronologia relativa e i suoi problemi

La cronologia assoluta e i suoi problemi

Fattori connessi con gli scriba e tavolette che possono causare errore

La visione degli osservatori

Il processo di scrittura dei dati

La grossolanità delle osservazioni

Il luogo delle osservazioni

La durata del mese

L’anno lunare contro l’anno solare

L’accettazione di uno schema “adattato”

Quale calendario fu usato?

Nessuna severità nell’accuratezza delle osservazioni

Il lavoro degli studiosi moderni

Capitolo 2: La prova al tornasole della cronologia Assoluta

Osservazione contro calcolo

L’interazione tra cronologia assoluta e relativa e “l’effetto domino”

“L’effetto domino” e i diari astronomici

“L’effetto domino” e le tavolette di Saros

Capitolo 3: Il linguaggio e la scrittura dei documenti originali

Simboli Sumerici e linguaggio

Simboli Accadici e linguaggio

Una possibile identificazione di Nimrod

I numeri Accadici

La lettura e la comprensione dell’Accadico da parte di studiosi moderni

La lettura delle tavolette può risultare inesatta

Possibili errori di lettura causati dalla pressione cronologica

I linguaggi Aramaico ed Ebraico ed i loro simboli

Numeri in Ebraico ed Aramaico

Questioni filologiche riguardanti il testo della Bibbia

Capitolo 4: I vecchi resoconti cronologici dei re Neo Babilonesi

Resoconti cronologici in lingua Greca

La Bibbia: 70 anni di schiavitù Babilonese

I 70 anni di desolazione della terra

Qual’era l’obiettivo di Geremia?

Le parole di Zaccaria

Un tentativo teologico di armonizzare la Bibbia

con la cronologia tradizionale

I due poli della cronologia Babilonese

Capitolo 5: La debolezza della cronologia tradizionale Persiana

Il ciclo di Saros e i mesi intercalari

Tentativi di stabilire i cicli di Saros prima del 747

Il significato delle tavolette di Saros

Le Tavolette di Saros non possono essere utilizzate per realizzare una cronologia assoluta

Problemi relativi all’uso delle Tavolette di Saros in rapporto ad una cronologia relativa

Quanti mesi intercalari sulle Tavolette teoriche di Saros, sono confermate da fonti indipendenti?

L’informazione delle Tavolette di Saros e il ciclo di 19 anni

Un serio problema legato alle tavolette commerciali datate

I mesi intercalari confermati

I mesi intercalari e le tavolette provenienti da Persepoli

La qualità dello studio realizzato da Parker e Dubberstein

Quantità contro qualità

Una selettiva gestione dei dati

Ciro

Cambise

Dario I

Quanti tra i mesi intercalari, a cui fanno riferimento P&D, hanno fondamento?

Mesi intercalari incerti sulle tavolette astronomiche

Mesi intercalari incerti sulle tavolette commerciali

Una sintesi delle prove

La critica di P&D

Conclusioni riguardanti il punto debole della cronologia di Tolomeo e delle Tavolette di Saros

Capitolo 6: Ciro, Cambise, Dario I, Bardiya e la cronologia iconoclasta

Ciro (II) – il primo re dell’Impero Persiano

Cambise, figlio di Ciro – secondo re di Persia

La natura della Strm Kambys 400

Dario I – il portatore di lance che salì al potere

L’iscrizione Behistun

Bardiya e le sue tavolette bucano la cronologia di Tolomeo

L’autenticità delle tavolette datate attribuite a Bardiya

Le tavolette datate applicate ai quattro re L’interpretazione delle tavolette datate

La prova riguardante Bardiya non è generalmente accettata

Nabucodonosor III e Nabucodonosor IV – sono esistiti?

Un’interpretazione delle possibili tavolette di Nabucodonosor III e Nabuconodors IV

Nabucodonosor III e Nabucodonosor IV sono esistiti?

Cosa dire riguardo gli altri re dal nome Nabucodonosor?

Considerazioni finali sulla successione al potere di Dario I


Capitolo 7: Il regno di Serse e la sua coreggenza con il padre Dario I

Le tavolette mostrano che il 36° anno di Dario non era l’anno di accessione di Serse

Iscrizioni e incisioni suggeriscono una co-reggenza

Una co-reggenza suggerita da un cambiamento nei titoli usati

Una verifica importante: i mesi intercalari coincidono con gli anni ipotizzati di una co-reggenza?

Conclusioni riguardo una possibile co-reggenza

Capitolo 8: Un punto di vista alternativo riguardo il regno di Artaserse I

Documenti commerciali e altre tavolette datate

Tavolette astronomiche collegate con il regno di Artaserse I

Alcune considerazioni sui principi di datazione

I diari astronomici

Alcune prove Greche

Alcune prove Egiziane

L’ informazione dei papiri duplicemente datati

Problemi con testo e datazione

Capitolo 9: Dario II e gli ultimi re dell’Impero Persiano

Le testimonianze astronomiche nel regno di Dario II

I dati di Venere

Congiunzione di Marte, Saturno e Luna

Osservazioni dei pianeti

La successione dei mesi intercalari da Artaserse I a Dario II

Capitolo 10: Una comparazione tra la Cronologia di Oslo e la Cronologia Tolemaica

Un’analisi dei modelli

La fonte artificiosa della cronologia Tolemaica

Volume II: Cronologia Assira, Babilonese, Egiziana

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LA TRINITÀ: VERITÀ o FALSITÀ - Cosa insegnano veramente la storia e le Sacre Scritture

UN'OPERA GENIALE E UNICA, PERCHÈ?

Per la prima volta, sono a disposizione tutti i versetti che possono avere a che fare con questo insegnamento e sono stati raggruppati in tre sezioni:

192 - Versetti che secondo i trinitari “dimostrano la Trinità”.
70 - Versetti che si possono tradurre in più modi.
388 - Versetti che dimostrano come la Trinità non esista.

Alla fine dello studio, questo insegnamento non sarà più "un mistero"

LaTrinitaVeritaoFals430

RETROCOPERTINA

Da circa due millenni si discute su questo argomento. Negli ultimi anni, sono stati pubblicati molti libri e opuscoli che tentano di arginare un grande paradosso: il dogma della Trinità e/o della divinità di Gesù Cristo e dello spirito santo.
Ciò che mi ha spinto a realizzare questo studio/ricerca, sta nel fatto che esistono molti libri a sostegno e molti altri che sono contro questo insegnamento.
Perchè questa assurdità? Comepuò da una fonte uscire sia acqua dolce che salata?
Essendo l'Iddio onnipotente l'essere più importante di tutto l'universo, è opportuno aver chiaro nella mente che tipo di Dio sia.
È una persona oppure sono tre persone in una, come molti credono? Gesù Cristo è Dio? E poi, cos è lo spirito santo?
Ancora: la dottrina della Trinità è un insegnamento biblico? Gesù Cristo nelle sue conversazioni terrene, insegnò questa dottrina? Pretese mai di essere Dio?
Ho constatato che vari autori hanno prodotto le loro opere guidati anzitutto dal pregiudizio e da un uso riduttivo di quei passi biblici che spostano il peso del giudizio, a favore o contro tale dogma.
Ho deciso quindi di realizzare questo studio, seguendo un criterio innovativo e avanzato.
Per la prima volta, sono a disposizione tutti i versetti che possono avere a che fare con questo insegnamento e sono stati raggruppati in tre sezioni:

192 - Versetti che secondo i trinitari “dimostrano la Trinità”.
70 - Versetti che si possono tradurre in più modi.
388 - Versetti che dimostrano come la Trinità non esista.

Gli ho analizzati in maniera meticolosa e dettagliata e mi sono valso dell'ausilio di centinaia di traduzioni bibliche, lessici, dizionari, commentari e molti altri strumenti biblici di varie confessioni religiose.
Il risultato a cui sono pervenuto, è veramente illuminante e chiarificatore. Non solo la dottrina della Trinità si dimostra del tutto infondata, ma si viene anche a conoscenza del fatto che essa esisteva già prima di essere assimilata da parte di quei cristiani che dopo la morte degli apostoli, divennero apostati.
Per realizzare queste ricerche, ho impiegato molti anni, e ora lo presento come un pratico manuale, adatto non solo per uno studio di come Dio si fa conoscere agli uomini, ma anche per la consultazione immediata dei singoli passi oggetto di interesse.
È uno strumento utilissimo anzitutto per coloro che non credono in tale dottrina, ma anche per tutte quelle persone che si sentono disorientate dalle spiegazioni irrazionali ricevute e desiderano pervenire alla piena comprensione riguardo a questa fantasiosa, insignificante e incomprensibile dottrina.

LA DOTTRINA DELLA
"SANTISSIMA TRINITÀ"

Trinità Egiziana
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UNA FANTASIA RELIGIOSA
LE CUI RADICI AFFONDANO
NELLE CIVILTÀ PAGANE!


Trinità Egiziana
trinita-egiziana-100


Trinità Assira

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Trinità Romana

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Trinità Buddista

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Trinità Buddista

trinita-buddista-100


Trinità Induista

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Trinità Cristianità

trinita-cristianita-100


LO SPESSORE DI QUESTO STUDIO

- Sono stati studiati 650 versetti biblici divisi in 3 sezioni:

a) - 192 Versetti che secondo i trinitari dimostrano la Trinità
b) - 70 Versetti che si possono tradurre in più modi
c) - 388 Versetti che dimostrano come la Trinità non esista


INOLTRE

- sono state analizzate 235 versioni bibliche
- sono state analizzate 174 fonti bibliografiche

Numero Versetti
che secondo i trinitari
"dimostrano la Trinità"

Numero Versetti
che si possono tradurre
"
in più modi "

Numero Versetti
che dimostrano come la
"Trinità non esiste"

A.T.25
MATTEO 26
MARCO 12
LUCA 16
GIOVANNI 33
ATTI 23
ROMANI 7
1 CORINTI 3
2 CORINTI 1
GALATI --
EFESINI 4
FILIPPESI 1
COLOSSESI --
1 TESSALONICESI 1
2 TESSALONICESI --
1 TIMOTEO 2
2 TIMOTEO 1
TITO 3
FILEMONE --
EBREI 8
GIACOMO --
1 PIETRO 2
2 PIETRO
--
1 GIOVANNI 1
2 GIOVANNI --
3 GIOVANNI --
GIUDA --

RIVELAZIONE
23

A.T. 6
MATTEO 3
MARCO --
LUCA --
GIOVANNI 24
ATTI 4
ROMANI 1
1 CORINTI 2
2 CORINTI 4
GALATI --
EFESINI 1
FILIPPESI 2
COLOSSESI 4
1 TESSALONICESI --
2 TESSALONICESI 2
1 TIMOTEO 2
2 TIMOTEO --
TITO 1
FILEMONE --
EBREI 4
GIACOMO 1
1 PIETRO 4
2 PIETRO 1
1 GIOVANNI 2
2 GIOVANNI --
3 GIOVANNI --
GIUDA 1
RIVELAZIONE 1

A.T. 19
MATTEO 43
MARCO 28
LUCA 39
GIOVANNI 51
ATTI 36
ROMANI 18
1 CORINTI 14
2 CORINTI 12
GALATI 5
EFESINI 13
FILIPPESI 6
COLOSSESI 6
1 TESSALONICESI 8
2 TESSALONICESI 2
1 TIMOTEO 5
2 TIMOTEO 2
TITO 3
FILEMONE 1
EBREI 22
GIACOMO 1
1 PIETRO 6
2 PIETRO 3
1 GIOVANNI 11
2 GIOVANNI 3
3 GIOVANNI --
GIUDA 3
RIVELAZIONE 28

TOTALE 192

TOTALE 70

TOTALE 388



VERSETTI TRATTATI

GENESI 1:1 1:2 1:26 3:22 11:7 18:1-19:29, 19:24

ESODO
3:2-15

NUMERI 11:17

DEUTERONOMIO 6:4 10:17 18:15

1 SAMUELE 16:14-16, 23

2 RE 2:9

GIOBBE 27:3 33:4

SALMI 2:2-7 22:1-3, 8, 10, 19 33:6 45:3, 7, 8, 45:6 139:7

PROVERBI 8:22

ISAIA 6:3 6:8 9:6 11:1-3 40:28 42:1-7 42:8, 43:10 43:11 44:6 44:24 48:16 52:13 54:13 61:1, 2

GEREMIA
23:6

DANIELE
7:13, 14 10:13 10:21 12:1 12:2

OSEA 11:9

GIOELE 2:28

MICHEA 5:1 5:1-3

ZACCARIA
2:10, 11 3:2 11:12, 13 12:10 13:7

MALACHIA 3:1

MATTEO 1:21 1:23 2:2, 8, 11 3:3 3:16, 17, 4:1 4:1-10 5:8, 9 5:34, 35 5:48 6:8 6:9 6:14, 15, 18 6:26, 30, 32 7:21 8:2 8:24 8:29 9:2, 3 9:18 10:20 10:29 10:40, 11:2-6 11:25, 26 12:4, 12:18 12:28 12:31, 32 12:50 14:27 14:33 15:3-6, 13 15:25 16:15-17, 20 16:23 16:27 17:5, 18:10, 14, 19, 35, 19:4-6 19:17 19:26 20:20 20:23 21:9 21:9-11 22:21 22:29-32 22:44 23:9, 23:39, 24:36 25:32-34 26:31 26:39, 42, 44 26:53 26:63, 64, 26:63-66 27:9 27:40 27:43 27:46 27:54 27:63, 64 28:9 28:17 28:18 28:19

MARCO 1:3 1:8 1:10, 11 1:11 1:12 1:24, 1:34 2:5-7 2:10 2:26 3:11 3:28, 29 3:35 5:6 5:7, 5:19, 20 6:50 7:13 7:25 8:29 8:33 9:7 9:37 10:6-9 10:18 10:27 11:9 12:17 12:24-27 12:32,
12:36 13:11 13:19, 20 13:32 14:27 14:36, 14:61, 62 15:34 15:39 16:19


LUCA 1:32 1:35 2:11 2:26 2:30 2:49 3:4 3:16 3:21, 22 4:1 4:1-12 4:14 4:18, 19, 4:34, 41 5:16 5:20, 21 6:4 6:12 6:35, 36 7:49 8:28 8:39 8:41 9:20, 9:28 9:35 9:42, 43 9:48 10:16 10:21, 22 10:22 11:2 11:20 11:28 12:10 12:12 12:24, 28, 30, 32 13:13 16:15 17:15-18,
18:19 18:27 19:38 20:25 20:37, 38 20:42, 22:28, 29 22:42 22:67-70 23:35 23:47 24:19 24:52

GIOVANNI 1:1 1:3, 4 1:12 1:14 1:18 1:23 1:29, 1:33 1:34 1:36 1:49 2:16 2:19 2:25 3:2, 3, 3:16-18 3:34-36 4:6 4:21-24 4:26 4:34 4:42 5:17 5:18 5:19 5:19-30, 5:22 5:23 5:26 5:36-44 6:20 6:27-29 6:33 6:38-40 6:40 6:45, 46 6:57 6:69 7:16-18 7:28, 29 7:29 7:40, 41, 8:12 8:16 8:18 8:24, 28 8:26, 29 8:40-42 8:49, 50 8:54, 55 8:58 8:59 9:33 9:38 10:11 10:17, 18 10:24,
10:28 10:30 10:31 10:32-37 10:33 10:38, 10:39 11:22, 27 11:25 12:13 12:28 12:34 12:37-41, 12:49, 50 13:3 13:20 13:31 14:1 14:6 14:9 14:10, 11 14:13 14:14, 14:16 14:17 14:20 14:24, 14:26 14:28 15:26 16:7 16:8 16:13, 14 16:27, 28 16:30 17:3 17:5 17:6-10 17:18 17:20-26,
17:24 18:6 19:7 20:17 20:21 20:22 20:28 20:31 21:17

ATTI 1:2 1:5 1:7 1:8 1:16 1:24 2:4,2:17, 18 2:22-24 2:32-36 2:38 3:13-15 3:14 3:15 3:18-21, 3:22 3:26 4:8 4:10 4:12 4:25-27 4:30, 5:3, 4 5:9 5:30, 31 5:32 6:3, 5, 8 7:51 7:55, 56 7:59, 7:60 8:15-20 8:29 8:39 9:17 9:20 10:19 10:36-42, 10:45 11:12 11:15, 16 11:24 13:2 13:4 13:9 13:23 13:30 13:33-37 13:52 15:8 15:28 16:6 16:7 17:31 18:5 18:28 19:2-6, 20:23 20:28 21:4 21:11 28:25

ROMANI 1:1-9 2:16 3:22 4:24 5:1 5:8-11 6:4 6:9-11 6:23 7:25 8:3 8:9 8:11, 8:16, 8:17 8:26, 27 8:32-34 9:5 9:32 10:9 10:13 14:8, 9 15:5, 6 15:19 16:27

1 CORINTI
1:1 1:2 1:3, 4 1:9 1:24, 30 2:8, 2:10-13 2:16 3:23 6:11 6:14 8:6 10:4 11:3 12:4-6, 12:13 15:15 15:24-28 15:57


2 CORINTI 1:1-3 1:19-21 2:14-17 3:3 3:4,
3:17, 18 4:4 4:6 4:14 5:18, 19 5:19 6:6 11:31 12:19 13:3, 4 13:13 GALATI 1:1-5 1:15, 16, 3:26 4:4 4:14

EFESINI
1:1-6 1:13 1:17 1:20 2:4-6 3:10-12, 3:20, 21 4:4, 5, 6 4:5, 6 4:8 4:11 4:30 4:32 5:2, 5:5 5:18 5:20 6:23


FILIPPESI 1:2 1:11 2:6 2:9 2:9-11 2:10, 11, 3:14 4:7 4:19

COLOSSESI 1:1-3 1:15 1:16, 17, 20 1:17 2:2 2:9 2:12 3:1 3:17

1 TESSALONICESI 1:1-3 1:10 3:11-13 3:13 4:8 4:14, 4:16 5:9 5:19

2 TESSALONICESI 1:1,2 1:12 2:13 2:16

1 TIMOTEO 1:1, 2 1:17 2:3 2:5 3:16 4:1 5:21, 6:13 6:15, 16

2 TIMOTEO 1:1, 2 2:22 4:1

TITO 1:1 1:3, 4 1:4 2:10 2:13 3:4 3:5

FILEMONE 3-6

EBREI 1:1-3 1:2 1:3 1:5 1:6 1:8 1:9, 1:10 2:3, 4 2:9, 10 2:11-13 3:2 3:7 4:15 5:5-10 6:6 7:1-3 7:3 7:25 8:1, 2 9:8 9:14 9:24 10:7 10:12, 10:15 10:19-21 10:29 12:2 12:23, 24, 13:8 13:15 13:20

GIACOMO
1:1 2:1 1


PIETRO 1:2 1:3 1:11 1:21 2:3 2:5 2:7, 8, 3:15 3:18-22 4:11 5:10

2 PIETRO 1:1 1:2 1:17 1:21

1 GIOVANNI
1:1-3 1:7 2:13, 14 2:22 3:8 4:9, 10, 4:12 4:13 4:14, 15 5:1 5:5 5:6 5:7 5:20


2 GIOVANNI 3 7 9

GIUDA 1 4 9 20, 21 25

RIVELAZIONE
1:1, 2 1:4-6 1:8 1:9 1:11 1:17 2:7, 2:8 2:11 2:17 2:18 2:23 2:29 3:2 3:5 3:6 3:7 3:12 3:13 3:14 3:21 3:22 4:8 4:10, 11 5:7 5:8 5:9, 10, 5:12-14 6:16 7:10 7:17 12:7 12:10, 12:17 14:1 14:4 14:12 14:13 15:3, 4 17:14 19:10 19:13 19:16 20:1 20:4-6, 21:6 21:7 21:22, 23 22:1 22:3 22:13 22:16 22:18, 19

INDICE

Prefazione a cura di Umberto Polizzi
Prefazione a cura di Stefano Pizzorni
Introduzione
Antiche Trinità pagane
I Padri apostolici
Gli Apologisti
Il Concilio di Nicea
Il credo Niceno
Il Padre
Il Figlio
Lo spirito santo
Versetti che secondo i trinitari "dimostrano la Trinità"
Versetti che si possono tradurre in più modi
Versetti che smentiscono la Trinità
Gesù è l'arcangelo Michele?
Il monoteismo
Conclusione finale
Sigle o abbreviazioni delle traduzioni bibliche usate
Sigle e abbreviazioni di traduzioni di parti della Bibbia, dei Vangeli,
del Nuovo Testamento, di Interlineari ed altro
Bibliografia
Versetti trattati

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IL GIORNO DELLA MEMORIA - Per non dimenticare


RETROCOPERTINA

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INTRODUZIONE

Perché il "Giorno della Memoria"

La Legge 20 luglio 2000 n. 211 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31.7.2000) prevede la Istituzione del Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei Campi nazisti, che si celebra il 27 gennaio di ogni anno.
In questo giorno, nel 1945, furono abbattuti i cancelli del Lager di Auschwitz, il più grande di quelli creati dai nazisti per la "soluzione finale" del problema ebraico1 , da parte dei soldati sovietici dell'Armata Rossa, che liberarono alcune migliaia di deportati, sopravvissuti allo sterminio
Lo scopo principale della Legge è quello di ricordare non solo la Shoah (lo sterminio del popolo ebraico nell'Europa occupata dai nazisti) e la discriminazione dei cittadini italiani di religione ebraica, dopo l'emanazione delle Leggi Razziali da parte del regime fascista nel 1938, e la loro deportazione nei Campi di sterminio, ma anche la deportazione nei Lager del Terzo Reich degli oppositori politici durante l'occupazione nazista del nostro Paese e dei soldati italiani catturati dopo l'Armistizio dell'8 settembre 1943. Inoltre si vuole ricordare «coloro che, anche in Campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati» (Art. 1).
A questo scopo, la Legge prevede che il 27 gennaio di ogni anno siano organizzati «cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione» (anche con protagonisti e testimoni di quelle tragiche vicende), «in modo particolare nelle scuole», allo scopo di «conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese ed in Europa, affinché simili eventi non possano mai più accadere» (Art. 2).
Questa esigenza di ricordare e di riflettere è ancora più sentita oggigiorno sia perché cresce l'indifferenza della popolazione, soprattutto delle nuove generazioni, che tende a non voler ricordare quei tragici fatti sia perché si vanno diffondendo i tentativi di revisionisrno storico, tendenti addirittura a negare anche quei fatti ampiamente documentati, come la Shoah.

La discussione alla Camera dei Deputati

Il 10.2.1997 è presentata alla Camera dei Deputati una Mozione, firmata da 138 Deputati di Partiti diversi, con la quale si chiede al Governo di istituire un Giorno della Memoria per non dimenticare l'orrore dello sterminio razziale e per condannare le ragioni che hanno ispirato quei tragici eventi, affinché non si ripetano più. Si propone anche di ricordare quegli italiani, come Giorgio Perlasca, che si sono prodigati per cercare di salvare il maggior numero possibile di vittime, o Primo Levi, che invece si è attivato, con i sui scritti, per tramandarne il ricordo, soprattutto alle nuove generazioni.
Nella Mozione si indica come Giorno della Memoria il 16 ottobre, giorno in cui nel 1943 i nazisti attuarono la "razzia degli ebrei romani", poi deportati il 18 ottobre, con un treno merci partito dalla Stazione Tiburtina, al Lager di Auschwitz, dal quale solo in 15 ritornarono.
Il 20.1.2000 (XIII Legislatura) è presentata alla Camera dei Deputati (con il numero 6698 degli Atti Parlamentari) la Proposta di Legge per l'istituzione del Giorno della Memoria dagli On. Furio Colombo (primo firmatario, ex giornalista della RAI, corrispondente dagli USA), Palmizio, Gnaga, Acciarini e Voglino, appartenenti a Partiti di opposti schieramenti politici.
La Proposta ha un procedimento parlamentare rapido. Infatti, nel mese di febbraio 2000 è esaminata preliminarmente nella competente Commissione Cultura, che accoglie la proposta di promuovere le iniziative «nelle scuole di ogni ordine e grado»; poi riceve il parere favorevole delle Commissioni Bilancio (che accerta l'assenza di oneri a carico dello Stato) ed Affari Costituzionali. Quindi, il 23 marzo è presentata la Relazione da parte del Relatore, l'On. Diego Novelli.
La proposta è discussa in Aula nelle Sedute del 27 e del 28 marzo 2000, con gli interventi dell'On. Novelli, che illustra la sua Relazione, e di altri Deputati. In p arcicofare, il Rclatore, sottolinea che lo scopo della Legge è quello di rimuovere la «frequente e diffusa assenza di memoria storica tra i cittadini, soprattutto tra i giovani», riguardo ai tragici fatti della Shoah e della deportazione di milioni di persone nei Campi di sterminio, che si manifesta «in fatti brutali che avvengono anche nelle manifestazioni sportive e nel mondo della scuola». Infatti, le cronache riferiscono spesso di «efferati episodi di razzismo ... nei confronti di coloro che sono diversi da noi».
Il Relatore conclude facendo riferimento a quanto detto dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, pochi giorni prima, al sacrario delle Fosse Ardeatine, a Roma, durante la commemorazione delle 335 vittime, barbaramente trucidate dai nazisti il 24.3.1944 come rappresaglia per l'azione partigiana di Via Rasella: «La memoria dell' abisso, nel quale la superbia e l'odio hanno precipitato l'uomo, ci dia la forza e la fede di costruire la pace. Mai più Shoah, mai più eccidi».2
L'On. Palmizio afferma che «larghi strati della cittadinanza, specie giovani, non conoscono minimamente i fatti gravissimi accaduti anche in Italia a causa delle leggi razziali emanate nel 1938» e ricorda che anche il Papa Giovanni Paolo II, nel suo recente viaggio in Israele, ha visitato il Museo dell'Olocausto (Yad Yasbemi) ed ha infilato tra le pietre del Muro del Pianto (muro residuo del Tempio di Gerusalemme, fatto costruire dal mitico Re Salomone nel X sec. a.c.) una «richiesta di perdono per le sofferenze inflitte al popolo ebraico, vittima di un feroce pregiudizio anti-giudaico, che solo recentemente è stato superato». Afferma inoltre che «la deportazione degli ebrei e la loro eliminazione nelle camere a gas non sarebbero state possibili senza la complicità di molti». Infine ricorda che molte persone si sono opposte alle deportazioni ed allo sterminio degli ebrei e quindi meritano di essere ricordate.
L'On. Colombo (primo firmatario della Proposta di Legge) ricorda quando, dopo la promulgazione delle Leggi Razziali fasciste nel 1938, nelle classi delle scuole italiane veniva «l'ispettore della razza per misurare i volti, i crani ed i profili dei bambini», per individuare i tratti somatici degli appartenenti alla "razza ariana" ed alle "altre razze". Ricorda inoltre che "tanti" sono stati i complici dei nazisti e dei fascisti nelle operazioni dello sterminio. Infatti, «perché queste cose possano accadere ci vuole un mare di silenzio, di acquiescenza, di opportunismo e persino il tornaconto di coloro che si sono impossessati delle cattedre dei docenti ebrei che venivano eliminati dalle scuole, delle loro proprietà e della titolarità di uffici e funzioni a cuiforse non avrebbero mai avuto accesso sulla base dei loro meriti...». Ricorda inoltre che nella stessa aula parlamentare, nel 1938, quando furono approvate le Leggi Razziali, tutti i presenti, ben 351 Deputati, votarono a favore e l'esito della votazione fu accolto con un prolungato applauso. Pertanto, per cancellare quella vergogna, auspica che la Proposta di Legge sia approvata all'unanimità. Infine afferma l'opportunità di ricordare, nel Giorno della Memoria, i "giusti" che si sono prodigati per salvare gli ebrei e gli altri perseguitati.
A favore della Proposta si esprime il rappresentante del Governo, l'Ono Morgando, Sottosegretario di Stato per l'Industria, il Commercio e l'Artigianato.
Nella Seduta del giorno seguente, 28 marzo, si procede all'esame dei vari Ordini del giorno presentati sull'argomento.
Intervengono numerosi Deputati. In particolare, l'Ono Manzione ricorda l'angoscia di «non essere creduto», che assillava Primo Levi, come forse tutti i sopravvissuti alla deportazione ed alla Shoah. Sottolinea inoltre che «se non vi fosse stata la condiscendenza del popolo tedesco, l'Olocausto non sarebbe mai stato possibile o, per lo meno, non avrebbe avuto le dimensione che poi ha auuto". Allora «c'è da chiedersi cosa abbia portato questa gente comune ad indossare l'abito degli assassini, se non l'ignoranza, il pregiudizio, la non conoscenza della propria storia e della storia dell'altro».
L'On. Voglino (altro firmatario della Proposta) ricorda l'impegno di Nuto Revelli, espresso nei suoi scritti, per far ricordare la tragedia della guerra affinché «i giovani sapessero, capissero, aprissero gli occhi ... perché la libertà è un bene immenso: senza libertà non si vive, ma si vegeta».
Posta in votazione la Proposta di Legge è approvata all'unanimità, con 443 voti favorevoli e 4 astenuti.3

L'approvazione al Senato della Repubblica

La Proposta di Legge, nel testo approvato dalla Camera dei Deputati, è subito trasmessa al Senato della Repubblica e riceve il n. 4557 degli Atti Parlamentari. È discussa preliminarmente nella Prima Commissione Permanente" Affari Costituzionali" il5 aprile 2000, congiuntamente con i Disegni di Legge n. 2232 (presentato il 17.3.1997 da 48 Senatori, primo firmatario il Seno Athos De Luca.) e n. 4450 (presentato il 3.2.2000 da tre Senatori, primo firmatario il Seno Terracini), relativi entrambi alla Istituzione di una giornata nazionale dedicata a tutti i deportati nei Campi di concentramento nel corso della guerra del 1939-1945.
La Relatrice, Seno Bucciarelli, nella Seduta del 5 aprile, illustra brevemente il Disegno di legge n. 4557, che contiene il testo approvato dalla Camera il 28 marzo e propone che sia assunto dalla Commissione come testo base per la discussione.4
Il Seno Villone, Presidente della Prima Commissione, recependo la richiesta di alcuni Senatori, propone il trasferimento alla Sede Deliberante dell'esame dei tre Disegni di Legge n. 2232, n. 4450 e n. 4557 e di assumere come testo base per la discussione il Disegno di Legge n. 4557, proponendo un brevissimo termine (fino alle ore 14 dello stesso giorno) per la presentazione degli emendamenti. La sua proposta è accolta all'unanimità. L'esame congiunto dei tre Disegni di legge è rinviato al pomeriggio, quando il Presidente Villone decide, su richiesta di vari Senatori, di spostare la presentazione degli emendamenti al giorno 18 aprile.
Vengono così presentati numerosi emendamenti al Disegno di Legge n. 4557, assunto come testo base, la maggior parte dei quali chiedono, compreso quello presentato all'art. 1 del Disegno di Legge n. 4557 dalla Relatrice, Seno Bucciarelli, di ricordare, nel Giorno della Memoria, «tutte le violenze e le stragi perpetrate in nome di ideologie oppressive prima, durante e dopo la guerra 1939-1945 per motivi razziali, etnici, religiosi, politici».
Il 5 luglio 2000 riprende nella Prima Commissione la discussione congiunta dei tre Disegni di Legge e si procede all' esame del Disegno di Legge n. 4557 e degli emendamenti presentati, i quali però sono tutti ritirati dai rispettivi proponenti.
Intervengono alcuni Senatori. In particolare, il Sen. Besostri illustra il suo Ordine del Giorno con il quale si impegna il Governo ad attivarsi affinché nelle iniziative del Giorno della Memoria siano ricordate «le persecuzioni razziali in tutta Europa, le repressioni politiche, le vittime del lavoro forzato sotto le dittature di ogni genere e le stragi perpetrate in nome di ideologie oppressive per motivi etnici, religiosi o politici». Il Sottosegretario di Stato, On. Cananzi, in rappresentanza del Governo, accoglie l'Ordine del Giorno che pertanto non è posto in votazione. Quindi, il Presidente Villone, dopo aver formalmente accertato il ritiro di tutti gli emendamenti, pone in votazione, separatamente, i due articoli del Disegno di Legge n. 4557, che sono approvati senza modifiche nel testo trasmesso dalla Camera. Infine è approvato nel suo complesso il Disegno di Legge n. 4557, che è promulgato dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 20 luglio 2000 con il n. 211 ed è pubblicato il 31 luglio sulla Gazzetta Ufficiale n. 177.

Il Giorno della Memoria negli altri Paesi

Il Giorno della Memoria è stato istituito in altri Paesi europei:
- in Germania, Gran Bretagna e Svezia è il 27 gennaio;
- in Belgio è 1'8 maggio, giorno della fine della seconda guerra mondiale;
- in Danimarca ed Olanda è il4 maggio, giorno dell'invasione tedesca nel 1940;
- in Francia è il 16 luglio, giorno della deportazione, nel 1942, di circa 13.000 ebrei, catturati e rinchiusi nel Velodromo d'inverno a Parigi (cosiddetta razzia del "velodrome d'hiver");
- in Polonia è il 19 aprile, giorno dell'insurrezione nel 1943 degli abitanti nel ghetto di Varsavia, crudelmente repressa dalle truppe naziste.

NOTE

1. Nel Lager di Auschwitz, il più grande dei Campi di sterminio nazisti, furono trucidati nelle camere a gas e bruciati nei forni crematori oltre due milioni di persone (ebrei, prigionieri russi, oppositori politici, provenienti da tutti i Paesi europei occupati dai nazisti), la metà delle quali ebrei.
2. Gli interventi del Relatore e degli altri Deputati sono tratti dagli Atti Parlamentari della Camera dei Deputati, XIII Legislatura, Resoconto Stenografico delle Sedute dell' Aula del 27 e del 28 marzo 2000.
3. Le astensioni non inficiano l'unanimità. In verità vi è un voto contrario. Però l'Ono Giuseppe Giulietti, chiesta la parola, afferma di essersi sbagliato nel votare per cui il suo voto contrario è annullato.
4. Gli interventi della Relatrice e degli altri Senatori sono tratti dagli Atti Parlamentari del Senato della Repubblica, XIII Legislatura, Resoconto Stenografico delle Sedute della Prima Commissione (Affari Costituzionali) del 5 aprile 2000 (in Sede Referente ed in Sede deliberante) e del 5 luglio 2000 (in Sede Deliberante).

INDICE

Introduzione
- Perché il Giorno della Memoria
- L'approvazione della Legge n. 211 del 2000
La discussione alla Camera dei Deputati
L'approvazione al Senato della Repubblica
- Il Giorno della Memoria negli altri Paesi

Note

DOCUMENTI

La Legge 20 luglio 2000 n. 211

PARTE I
DALL' ANTISEMITISMO ALLA SHOAH

L'antisemitismo in Europa

- Le origini dell'antisemitismo

Le prime ostilità contro gli ebrei
L'antigiudaismo cristiano
- Le prime leggi discriminatorie contro gli ebrei
- La discriminazione degli ebrei nell'Impero Romano
- La discriminazione degli ebrei negli altri Paesi
- La discriminazione degli ebrei nel Medio Evo
- Le accuse infamanti contro gli ebrei
- L'espulsione degli ebrei dai Paesi europei
- I nuovi provvedimenti discriminatori
- L'emancipazione degli ebrei
- La diffusione dell'antisemitismo nel XIX secolo
- L'antisernitismo in Europa all'inizio del Novecento

L'antisemitismo nazista

- L'antisemitismo in Germania prima del nazismo
- La supremazia della razza ariana nell'ideologia nazista
- I nazisti conquistano il potere
- I Campi di rieducazione
- I primi provvedimenti contro gli ebrei
- L'eliminazione dei disabili e dei malati di mente
- Il "Lebensborn"
- Le Leggi di Norimberga
- L'emigrazione degli ebrei tedeschi
- La notte dei cristalli
- L'Operazione T4 per la "purificazione" del Reich
- La guerra e la costituzione dei ghetti ad Est
- La vita nei ghetti
- Il ghetto di Lodz
- Il ghetto di Varsavia
- Il Piano Madagascar

La Shoah

- Le uccisioni di massa degli Einsatzgruppen
- La deportazione degli ebrei nei ghetti dell'Est
- Verso la "soluzione finale del problema ebraico": La conferenza di Gross Wannsee
- Le deportazioni degli ebrei del Reich nei Campi di sterminio
- Le deportazioni degli ebrei degli altri Paesi europei
- I Campi di sterminio
Il Campo di Chelmo
Il Campo di Belzec
Il Campo di Sobibor
Il Campo di Treblinka
Il "Campo misto" di Auschwitz-Birkenau
Il Campo di Auschwitz I
Il Campo di Auschwitz II - Birkenau
Il Campo di Auschwitz IlI-Monowiz
Il Campo misto di Lublino-Maidanek
- La vita dei deportati
- Lo sfruttamento del lavoro dei deportati
- Gli esperimenti pseudoscientifici
- Le modalità del genocidio
- Le fughe e le rivolte nei Campi
- Lo sterminio: chi sapeva?
- Il Processo di Norimberga
- L'opposizione delle Chiese al N azismo
- La posizione della Chiesa Cattolica sulla Shoah

Note
Cronologia della Shoah
DOCUMENTI
- Mappa dei centri di sterminio
- Pianta dell' ex Campo di concentramento di Auschwitz I
- Il verbale della conferenza di Gross Wansee
- Il decreto "Notte e Nebbia"


PARTE II
IL GENOCIDIO DIMENTICATO DEI ROM

- Introduzione
- L'arrivo dei Rom in Europa
- La diffusione dei Rom in Europa
- Le cause delle migrazioni
- La persecuzione secolare dei Rom
- La persecuzione dei Rom all'inizio del Novecento
- La persecuzione da parte dei nazisti
- La normativa nazista contro gli zingari
- La soluzione finale della questione zingara
- L'internamento e lo sterminio dei Rom negli altri Paesi
- La politica fascista verso i Rom
- Le condizioni dei Rom dopo la guerra

Note
DOCUMENTI

PARTE III
LE VITTIME DIMENTICATE DEL REGIME NAZISTA

I testimoni di Geova
- Introduzione
- La repressione prima del nazismo
- La persecuzione da parte del nazismo
- Si intensifica la repressione
- La persecuzione dei testimoni di Geova durante il fascismo
Le origini e la diffusione del Movimento in Italia
Inizia la repressione
La distruzione del Movimento

Gli omosessuali
- Introduzione
- La persecuzione prima del nazismo
- La persecuzione durante il regime nazista
- L'internamento nei Lager
- La condizione degli omosessuali in Italia durante il fascismo

Note

PARTE IV
IL FASCISMO E LE LEGGI RAZZIALI

- La diffusione degli ebrei in Italia
- La discriminazione secolare degli ebrei
- li ghetto di Roma
- L'emancipazione degli ebrei
- L'antisemitismo prima del fascismo
- La prima normativa fascista antiebraica
- La campagna antisemita sulla stampa
- li "Manifesto della razza"
- La Rivista "La Difesa della Razza"
- L'espulsione degli ebrei dalle scuole

- I provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri
- La "Dichiarazione della razza"
- I nuovi provvedimenti antiebraici per la scuola e l'Università
- "I provvedimenti per la difesa della razza italiana"
- L'approvazione in Parlamento delle Leggi Razziali
- L'esclusione definitiva degli ebrei dalla società
- I Campi di concentramento per gli ebrei
- La posizione della Chiesa Cattolica
- La caduta del fascismo e l'occupazione nazista
- Inizia la deportazione degli ebrei italiani
La "razzia" degli ebrei romani
Continua la deportazione degli ebrei
- I Lager nazisti in Italia
Il Lager di Fossoli
Il Lager di Gries
La Risiera di S. Sabba
Conclusioni

Note

Cronologia dell'antisemitismo in Italia
DOCUMENTI
- Vignette antisemite
- Alcune tra le principali leggi "Per la difesa della razza italiana"
- Manifesto degli scienziati razzisti
- Pianta della Risiera di S. Sabba

PARTE V
GLI INTERNATI MILITARI ITALIANI IN GERMANIA


- Le disfatte militari
- La caduta del fascismo
- li Governo Badoglio
- Le trattative per l'Armistizio

- La firma dell' armistizio a Cassibile
- La proclamazione dell'Armistizio l'otto settembre 1943
- La fuga da Roma del Re e di Badoglio
- La dissoluzione dell'Esercito
- La resistenza dei reparti italiani contro i tedeschi
- La resa della Marina e dell'Aeronautica
- L'occupazione militare tedesca dell'Italia
- La costituzione della Repubblica Sociale Italiana
- L'internamento di militari italiani
I militari internati nei Lager
L'organizzazione dei Lager
Le modalità dell'internamento
Lo status di internato militare
Lo status di lavoratore civile
L'assistenza sanitaria
Il rifiuto di aderire alla RSI
La resistenza nei Lager

Note
DOCUMENTI
- Manifesti e volantini di propaganda nazifascista
- Gli inviti agli internati ad aderire alla RSI

Appendice
- Gli Schindler Italiani:
Giorgio Perlasca
Giovanni Palatucci
- I simboli antisemiti
- Gli emblemi etnici nazisti
- I simboli nazisti
- Le divise naziste
- Motti, inni e saluti nazisti
- I simboli fascisti
- Organizzazioni fasciste
- Le organizzazioni giovanili fasciste
- Le uniformi fasciste
- Le festività fasciste


Note

Bibliografia

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DIO ESISTE? - Hans Küng


RETROCOPERTINA

Torna in libreria, dopo la storica edizione Mondadori del 1979, un classico imperdibile della teologia e della filosofia contemporanee, bestseller e insieme longseller a livello mondiale.

Nella nuova prefazione Hans Kung afferma che oggi «sia i rappresentanti di Dio in terra sia i loro oppositori hanno perso credibilità». La crisi della Chiesa e delle ideologie però non ha fatto cadere l'attenzione per la domanda sull'assoluto, semmai l'ha resa più intensa: Dio esiste? E se sì, chi è? Dov'è? Come lo possiamo conoscere? Kung ha la sua risposta ovviamente, ma questo saggio vibrante si sviluppa soprattutto attorno all'inquietudine, alla curiosità, al dubbio, come appare già dall'impressionante abbondanza di punti interrogativi, così insolita per un libro di teologia.

In queste celebri pagine si snoda un lungo viaggio alla ricerca del fondamento della fede. Si impara a conoscere che cosa pensavano di Dio i protagonisti del pensiero moderno, Descartes e Pascal, Spinoza e Kant, Hegel e Schopenhauer, Feuerbach e Marx, Nietzsche e Heidegger e molti altri. Il confronto si allarga agli esploratori della psiche come Freud, Jung, Adler, e a uomini di scienza come Darwin, Einstein, Heisenberg. L'obiettivo di Kung però non è riducibile a una disputa tra dotti: con lo stile fresco e coinvolgente che ha fatto di questo libro un successo mondiale, egli scandaglia nel passato per illuminare il presente e far emergere tutta l'urgenza delle eterne domande dell'uomo.

Dio esiste? La risposta di Kung è sì, Dio esiste, e anche gli uomini del XXI secolo possono credervi in modo razionale. Dal capolavoro del teologo dissidente, icona di una Chiesa non clericale e capace
di profezia, emerge una fede in grado di fare i conti con i dubbi della filosofia e i risultati della scienza, e per questo amica della ricerca razionale e generatrice di libertà.

PREFAZIONE ALLA NUOVA EDIZIONE ITALIANA

In questi tempi di vita frenetica, spesso i libri, a un solo anno dalla loro uscita, sono già troppo vecchi per il mercato e devono fare spazio a nuovi prodotti editoriali di tendenza. Ancor più difficile che scrivere un bestseller è scrivere un longseller. Il mio libro Dio esiste? è fortunatamente entrambe le cose. Per me in quanto autore, è una straordinaria soddisfazione che un volume pubblicato in tedesco nel 1978 e in Italia già nel 1979 veda oggi, nel 2012, una seconda edizione in lingua italiana.
Questo libro è scritto per il vasto pubblico. Non è scritto per i teologi, pur rivolgendosi anche a loro.
Come il saggio Essere cristiani, vuole aprire orizzonti del tutto nuovi per la teologia contemporanea. Il nuovo approccio inaugurato dal libro si potrebbe condensare nei seguenti dieci principi:
1 - Non deve esistere un sapere esoterico riservato a chi già crede, ma serve la comprensione dei non credenti.
2 - Nessun premio per la "pura" fede e nessuna difesa del sistema "ecclesiastico", ma sforzi scientifici rigorosi e privi di compromesso per il raggiungimento della verità.
3 - Gli avversari ideologici non devono essere ignorati, né stigmatizzati, né soppressi teologicamente, ma interpretati in buona coscienza, con la maggior apertura e tolleranza possibile, e allo stesso tempo messi alla prova mediante una corretta e imparziale discussione.
4 - L'interdisciplinarietà non è solo da invocare, ma da esercitare: il dialogo tra scienziati che lavorano in settori convergenti deve andare di pari passo al lavoro solitario nel proprio ambito di ricerca.
5 - Nessuna ostilità inconciliabile, ma anche nessun appiattimento pacifista, serve piuttosto un confronto dialogico, soprattutto tra filosofia e teologia, teologia e scienze naturali: la religione e la razionalità vanno di pari passo!
6 - Ad avere la priorità non devono essere i problemi del passato, ma i grandi e complessi problemi degli uomini e della società di oggi.
7 - La norma fondamentale della teologia cristiana, da cui originano tutte le altre norme, non può essere un'istituzione o una tradizione ecclesiastica o teologica. Deve essere invece il Vangelo, l'originario messaggio cristiano: vogliamo una teologia orientata in tutto e per tutto all'indagine storica e critica della Bibbia!
8 - Non si deve parlare il linguaggio arcaico della Bibbia, né quello dogmatico di stampo ellenistico-scolastico, né infine il gergo filosofico-teologico oggi in voga, ma la lingua comprensibile a tutti, quella dell'uomo moderno: non deve essere risparmiato nessuno sforzo in questa direzione!
9 - Teoria e praxis, dogmatica ed etica, devozione personale e riforma delle istituzioni non vanno viste come separate, ma nella loro inscindibile relazione.
10 - Non serve una mentalità confessionale da ghetto, ma un'apertura ecumenica, quella concepita dalle religioni universali e dalle ideologie moderne: la maggior tolleranza possibile verso chi è estraneo alla Chiesa, verso le persone di altre religioni e l'umano in generale, e, allo stesso tempo, l'individuazione di ciò che è specificamente cristiano.
Questo libro è scritto quindi per difendere, giustificare, spiegare e sfidare la fede in Dio in un' epoca in cui sia i rappresentanti di Dio in terra sia i loro oppositori hanno perso credibilità:
non per la propria, ma - come indicato nella dedica a Ignazio di Loyola e Giovanni Calvino - per la gloria di Dio, «ad maiorem Dei gloriam»! La fede non deve però essere declamata pateticamente, proclamata dogmaticamente o dichiarata dall' alto di una cattedra, ma fondata con modestia nella teologia: come e perché, anche un uomo dotato di spirito critico, può dar conto sinceramente, davanti a sé e agli altri, della sua fede in Dio? Ecco una risposta per oggi.

Ciò che questo libro si propone

Dio esiste? E inoltre: chi è Dio? Il libro si propone di dare una risposta a questi due interrogativi e, insieme, di giustificare la propria risposta. Esso intende analizzare seriamente il punto interrogativo, ma senza arrestarvisi. Sì a Dio? Una risposta da lungo tempo non più ovvia per molti credenti. Ma anche molti non credenti non trovano più naturale il loro no a Dio.
Sì o no? Molti sono perplessi tra la fede e l'incredulità, sono indecisi, scettici. Essi dubitano della loro fede, ma anche dei loro dubbi. Molti anzi sono addirittura orgogliosi di questi loro dubbi. Nondimeno rimane il desiderio della certezza. Certezza? Cattolici, protestanti, ortodossi, cristiani o ebrei, credenti in Dio o atei - oggi la discussione passa attraverso le vecchie confessioni e le nuove ideologie.
In realtà ci si può chiedere: il cristianesimo non è alla fine? Non si deve dire la stessa cosa della fede in Dio? La religione ha ancora un avvenire? La morale non è possibile anche senza la religione? Non basta la scienza? La religione non si è sviluppata dalla magia? Non è forse destinata a scomparire nel corso dell'evoluzione? Dio non è essenzialmente proiezione dell'uomo (Feuerbach), oppio del popolo (Marx), risentimento dei vinti (Nietzsche), illusione di gente rimasta allo stadio infantile (Freud)? L'ateismo non è dimostrato e il nichilismo non è inconfutabile? Non hanno forse finito anche i teologi per abbandonare le prove dell'esistenza di Dio? Oppure si deve credere senza ragioni? Semplicemente credere? Non si può dubitare di tutto, eccetto forse della matematica e di ciò che si può osservare, pesare e misurare? Non potrebbe essere la certezza matematica l'ideale - oppure non c'è nessuna base su cui fondare la certezza?
E se anche Dio esistesse: sarebbe personale o impersonale? La prima alternativa non sarebbe ingenua e la seconda astratta? O si dovrebbe forse preferire la sapienza dell'Oriente, il silenzio del buddhismo al cospetto dell' Assoluto senza nome? Le religioni non sono, in fondo, tutte uguali? Il Dio dei filosofi non sarebbe intellettualmente più onesto?
Perché infatti dovrebbe essere migliore il Dio della Bibbia? Dio come colui che crea e porta a compimento l'universo? Che cosa sappiamo delle origini e della fine? E magari del Dio cristiano: Padre, Figlio e Spirito Santo - Trinità? Che cosa pensare di tutto ciò?
Anzi, perché credere in Dio? Perché non accontentarsi di credere nell'uomo, nella società, nel mondo? Perché credere in Dio, e non semplicemente nei valori umani di libertà, fraternità, amore? Perché, oltre alla fiducia in se stessi, anche la fiducia in Dio, perché oltre al lavoro anche la preghiera, oltre alla politica anche la religione, oltre alla ragione anche la Bibbia, oltre all'al di qua anche all' di là? Che cosa significa in generale la fede in Dio?
Che cosa vuol dire credere in Dio, oggi?
Parliamoci chiaro: oggi come non mai l'ateismo chiede che si renda conto della fede in Dio. Trinceratasi sempre più sulla difensiva, nel corso dell'età moderna questa fede ha finito abbastanza spesso per perdere la propria voce, in ambiti da principio soltanto ristretti, ma poi presso un numero sempre più grande di persone. Come fenomeno di massa l'ateismo è certamente una caratteristica dell'epoca più recente, appunto della nostra. Urgono gli interrogativi: come si è giunti a questo punto? Quali ne sono le cause? Dove è iniziata la crisi?
Una problematica difficile, ma anche affascinante, nella quale svolgono un ruolo la Rivoluzione francese e la teoria della relatività, la scienza naturale e la politica, l'epistemologia e la psicoanalisi' la storia delle religioni e la critica della religione - che cosa non vi è coinvolto? Ma come dare una risposta a tutto ciò insieme, di fronte all'enorme materiale depositato dalla corrente dell'età moderna? Di fronte a tutti gli interrogativi e problemi, cui occorrerebbe rispondere contemporaneamente, se si vuol dare loro una risposta convincente? Ciò può spiegare anche la mole del presente libro.
Per trovare una risposta fondata abbiamo dovuto risalire all'inizio dell'età moderna: non per scrivere una storia della filosofia, in cui i filosofi generano filosofi e le idee partoriscono idee. Non intendiamo riferire di una storia delle idee, ma di uomini concreti in carne e ossa, con i loro dubbi, lotte e sofferenze, con la loro fede e incredulità, con tutti gli interrogativi, che ancora oggi ci stimolano. È meraviglioso vedere come ci si sia cimentati con il problema di Dio da Descartes, Pascal e Spinoza, attraverso Kant e Hegel, fino al Vaticano I e a Karl Barth, a WilliamJames, Teilhard de Chardin, Whitehead, Heidegger e Bloch. In questa storia Agostino e Tommaso entrano a pari diritto dei riformatori, del giansenismo e dell'illuminismo e più tardi di Comte e Schopenhauer, Darwin e Strauss, del positivismo e dell' esistenzialismo, e infine della filosofia fondata sull'analisi del linguaggio di Carnap e Wittgenstein, della Teoria critica dei francofortesi Adorno e Horkheimer e del razionalismo critico di Popper e Albert.
Se noi qui percorriamo continuamente il cammino della storia, non lo facciamo per elencare dei fatti, per celebrare i grandi spiriti, per raccontare storie, insomma: per amore del passato, ma piuttosto per acquistare un distacco, e insieme un nuovo tipo di vicinanza, nei confronti del presente. Riesaminiamo il passato per comprendere meglio il presente e noi stessi in tutte le nostre dimensioni: ragione e cuore, coscienza e subconscio, storia e società, scienza e cultura.
Dio esiste? Qui si deve giocare a carte scoperte. La risposta sarà: Sì, Dio esiste. E anche come uomini del XX secolo si può credere, in maniera del tutto ragionevole, in Dio e, persino, nel Dio cristiano. Forse oggi è più facile credere che non qualche decennio o addirittura qualche secolo fa. In effetti, dopo tante crisi, molte cose si sono sorprendentemente chiarite, e molte difficoltà che ostacolavano la fede in Dio sono state superate - anche se alcuni non sanno ancora che: non si deve necessariamente essere contro Dio, solo perché siamo per la centralità dei problemi della Terra e dell'uomo e per la teoria dell'evoluzione, la democrazia e la scienza, illiberalismo o il socialismo. Anzi, chi crede in Dio può essere addirittura fautore della vera libertà, uguaglianza e fraternità, dell'umanità, liberalità e giustizia sociale, della democrazia umana e del progresso scientifico controllato. Qualche tempo fa, alla domanda se credesse in Dio, un premio Nobel inglese rispose: «Oj course not, I am a scientist!». Questo libro è sostenuto dalla speranza che inizi una nuova era in cui la risposta sia invece: «Oj course, I am a scientist!», 'Naturalmente, sono uno scienziato!'.
La professione di fede, là dove ne è il caso, non viene evitata. Ma nulla viene vantato o imposto. Il lettore ha il diritto di essere, prima di tutto, informato e orientato sullo stato attuale della questione. Deve però ricevere anche delle risposte: chiare, ma non prefabbricate. Tali risposte hanno il compito di provocare la libera decisione, pro o contro: una decisione dunque verificata razionalmente, responsabile. E forse di provocare anche la revisione di una decisione.
Un'ultima cosa. I due libri Essere cristiani e Dio esiste? si richiamano e - come speriamo - si integrano a vicenda. Quando se n'è avvertita la necessità, in particolare naturalmente nell'ultima parte, non abbiamo temuto di ripeterei. Ogni libro deve anche poter essere letto e compreso interamente di per se stesso, in maniera autonoma. Era mia intenzione dare espressione, nel modo più coerente e trasparente possibile, alla totalità della fede in Dio, anche se in alcune questioni particolari, invece di offrire soluzioni rigidamente definite, si è preferito indicare delle linee di pensiero. Questa totalità offre tante possibilità di accesso - le quali peraltro conducono tutte al centro - che il lettore può fare quello che spesso fa lo stesso autore di fronte a libri del genere: incominciare da dove più gli aggrada.

A. Ragione o fede?

Oggi si dubita dell'esistenza di Dio. Ma non soltanto di essa. Non è infatti il caso di semplificare troppo le cose: da sempre, sia pure in modo diverso, si combatte anche contro l'insicurezza dell' esistenza umana e, dall' avvento dell'uomo moderno, razionale, si dibatte per così dire con accanimento il problema della certezza umana. Dove trovare - ci si chiede - una certezza salda e incrollabile, su cui fondare ogni certezza umana?

INDICE

Prefazione alla nuova edizione italiana

Ciò che questo libro si propone

A. Ragione o fede?

I. lo penso, dunque sono? René Descartes
1. L'ideale della certezza matematica, - Necessità del metodo esatto, - Lindioiduo certo di sé, - 2. La certezza fondamentale della ragione,- Tutto ciò su cui sipuò dubitare, - Il punto di Archimede, - 3. La ragione come base della fede?, - Dalla certezza di sé alla certezza di Dio, - Né libero pensiero né agostinismo, - Eredità tomistica, - Chiarezza come ideale della teologia, - 4. Unità infranta, - Realtà lacerata?, - La matematica come ideale di verità?, - Matematica esente da contraddizioni, - Prova conclusiva dell'esistenza di Dio?, - Piani? Tommaso d'Aquino e le conseguenze,

II. lo credo, dunque sono? Blaise Pascal
1. La relatività della certezza matematica, - Conoergenze e divergenze, - La logica del cuore, - 2. La certezza fondamentale della fede, - Grandezza e miseria dell'uomo, - Ciò di cui non si può dubitare, - 3. La fede come base della ragione, - Ragione razionale - Fede credibile?, - Né libero pensiero né tomismo, - Eredità agostiniana, - La fede come fondamento della teologia: Agostino e agostiniani, - Conflitto della fede con se stessa: il giansenismo, - 4. Sulle tracce dell'ateismo, - Domande della morale: ateismo umanistico?, - Domande della politica: ateismo politico?, - Domande della scienza: ateismo scientifico,

III. Contro il razionalismo e per la razionalità
1. La discussione epistemologica, - L'empirieo e il "mistico": Ludwig Wittgenstein, - Logica ed epistemologia contro la metafisica? Rudolf Carnap, - Pretesa universale del pensiero scientifico? Karl Popper, - Rivoluzioni scientifiche: Thomas S. Kuhn,- La teologia e le trasformazioni dell'immagine del mondo, - 2. Primo bilancio provvisorio: Tesi sulla razionalità moderna, - Cambiamento di rotta, - Scienza moderna, - Rapporto tra teologia e scienza naturale, - Scienza e problema di Dio, - Pluristratificazione e unità della realtà,

B. La nuova comprensione di Dio

I. Dio nel mondo: Georg Wilhelm Friedrich Hegel
1. Dal deismo al panenteismo,- Limiti dell'illuminismo, - Tutto in Dio: L'eredità di Spinoza, - 2. Ateismo?, - Fichte e l'Atheismusstreit, - Post-ateisticamente, - Il primato di Dio,

II. Dio nella storia
1. Fenomenologia dello Spirito, - L'Assoluto nella coscienza, - Dialettica in Dio stesso, - Il sistema nella storia, - La nuova sintesi, - La nuova filosofiadella storia, - La nuova filosofia della religione,

III. Un Dio mondano e storico
1. L'insopprirnibile diffirenza, - Identità difinito e Infinito, - Tutto razionale, - Tutto necessario, - 2. Dio nel divenire, - Progresso senza Dio? Auguste Comte, - Il Dio dell'evoluzione: Pierre Teilhard de Chardin, - Dio nel processo: Alfred N. Whitehead, - 3. Secondo bilancio provvisorio: Tesi sulla mondanità e storicità di Dio, - Cambiamento di rotta, - Mondanità di Dio, - Storicità di Dio,

C. La sfida dell'ateismo

I. Dio - una proiezione dell'uomo? Ludwig Feuerbach
1. L'ateismo antropologico, - Da teologo ad ateo, - Dibattito intorno a Hegel: conservazione o liquidazione della religione?,- Un precursore dell'ateismo in Germania: David Friedrich Straass, - Dio come immagine riflessa dell'uomo, - Il mistero della religione: ateismo, - 2. Feuerbach nella critica, - Orizzonte della critica antropologica della religione, - Infinità della coscienza umana?, - Fine del cristianesimo?, - Dio - desiderio o realtà?, - 3. Feuerbach - un punto di non ritorno, - Ateismo - una sfida permanente, - Che cosa rimane della critica della religione di Feuerbacbr,

II. Dio - una consolazione condizionata da interessi? Karl Marx
1. L'ateismo politico-sociale, - Da ebreo ad ateo, - Da ateo a socialista, - Il materialismo dialettico al posto dell'idealismo,- Un torrente difuoco che sfocia in Marx?, - Oppio del popolo, - Un ateismo fondato economicamente, - L'ateismo comevisione del mondo: da Engels a Lenin, - 2. Marx nella critica, - Orizzonte della critica politico-sociale della religione, - La religione è opera dell'uomo, - Futuro senza religione?,- Promessa senza compimento?, - 3. Marx - un punto di non ritorno, - Che cosa rimane della critica marxiana della religione?, - Cristianesimo e marxismo, - Verzfica nella prassi,

III. Dio - un'illusione infantile? Sigmund Freud
1. L'ateismo psicoanalitico, - Da naturalista ad ateo, - Dalla fisiologia alla psicologia, - Il regno dei desideri latenti, - Qual è l'origine della religione?,- Che cos'è la religione?, - Educazione alla raltà, - 2. Freud nella critica, - La religione in Adler e Jung, - Le discusse origini della religione, - La religione - soltanto proiezione di un desiderio?, - Fede nella scienza, - Religiosità rimossa?, - 3. Freud - un punto di non ritorno, - Che cosa rimane della critica [reudiana della religione, - Importanza della psico-terapia per la religione, p. 418 - Critica e Controcritica, - Importanza della religione per [ung, Fromm, Frankl, - 4. Terzo bilancio provvisorio: Tesi sull'ateismo, - Cambiamento di rotta, - Il problema della verità, - Contro una strategia teologica di ripiegamento, - Per una teologia seria, - Prendere sul serio -l'ateismo,

D. Il nichilismo - conseguenza dell'ateismo

I. L'origine del nichilismo: Friedrich Nietzscbe
1. Critica della cultura, - La teoria evoluzionista di Darwin, - L'«ottimismo da jilisteo» di Strauss, - Gli inizi di Nietzscbe, - Il pessimismo di Scbopenbauer, - La via propria di Nietzscbe,- 2. La contro-religione, - Contro l'ateismo senza conseguenze, - Il superuomo come controfigura, - Il più abissale dei pensieri, - 3. Che cos'è il nichilismo?, - Descartes, Pasca l ovvero il dibattito sulla certezza fondamentale, - Superamento della morale, -Avvento del nichilismo, - Nietzscbe era nichilista?,

II. Superamento del nichilismo?
1. Nietzsche nella critica, - Eterno Ritorno dell'Uguale, - Un ateismo fondato?, - 2. Quello che i cristiani possono imparare, - L'unico vero cristiano?, - Essere cristiani ed essere uomini?, - 3. Quello' che i non cristiani possono imparare, - Conseguenze del nichilismo privato, - Conseguenze del nichilismo sociale, - 4. Quarto bilancio provvisorio: Tesi sul nichilismo, - Cambiamento di rotta, - La realtà problematica, - Il nichilismo - possibile, irrefutabile, ma indimostrato,

E. Sì alla realtà - alternativa al nichilismo

I. L'atteggiamento di fondo
1. Chiarificazioni, - Quale io?, - Quale realtà?, - 2. Presa di posizione nei confronti della realtà, - Libertà limitata, - Libertà come esperienza, - I.: alternativa di fondo,

II. Fiducia o sfiducia di fondo?
1. Confronto, - Il no alla realtà, - Il si alla realtà, - Nessun pareggio, - Dono e compito, - 2. Concretizzazione, - L'origine della fiducia difondo nel bambino, - La fiducia difondo come compito di tutta la vita, - 3. Spiegazione, - La fiducia difondo come base della scienza, - La fiducia difondo come base dell'etica, - Fiducia difondo e fede religiosa, - I.:ineliminabile enigma di fondo della realtà,

F. Sì a Dio - alternativa all' ateismo

I. L'uomo a più dimensioni
1. Trascendenza?, - Uno sguardo retrospettivo e prospettico, - L'uomo trascendente: Ernst Bloch, - Trascendimento senza trascendenzar, - 2. L'altra dimensione, - Nostalgia del totalmente Altro: Max Horkheimer, - Il problema del- l'essere: Martin Heidegger, - Tacere davanti a Dio?, - Attendere Dio?, - «Dio» - una parola sensata: Ludwig Wittgenstein,

II. Discussioni teologiche
1. Via cattolica o evangelica?, - Conoscenza di Dio mediante la ragione: Vaticano I, - Conoscenza di Dio mediante la fede: Karl Barth, - 2. Dibattito sulla teologia naturale, 5 - Natura e sourannatura: «Nouvelle théologie», - Conoscenza di Dio dei non cristiani, - Correzione tacita: ancora Karl Barth,

III. Dimostrare Dio?
1. Argomenti pro e contro, - Argomenti pro, - Le difficoltà, - Il contenuto non dimostrabile, - 2. Qualcosa di più della ragion pura: Immanuel Kant, - Autocritica della ragione, - Dio come idea-guida, - Kant nella critica, - La condizione di possibilità della realtà, - Verzfica indiretta dell' esperienza,

IV. Dio esiste
1. Introduzione, - Nuova apertura, - Quasi-religiosità secolare, - Riscoperta della trascendenza, - L'avvenire della religione, - 2. Dio come ipotesi, - Che cosa muterebbe se, - Fondamento, sostegno e fine della realtà, - Fondamento, sostegno e fine dell' esistenza umana, - 3. Dio come realtà, - Possibilità del no e del si a Dio, - Dio una questione di fiducia, - La fede in Dio come fiducia difondo motivata, - Fede in Dio giustificata razionalmente, - Fede in Dio come dono, - 4. Conseguenze, - Per la dogmatica: teologia naturale, - Per l'etica: autonomia fondata teologicamente,

G. Sì al Dio cristiano

I. Il Dio delle religioni non cristiane
1. I molti nomi dell'unico Dio, - Il Dio dai molti nomi della religione cinese, - Conseguenze per il cristianesimo, - Il Dio senza nome della religione buddhista, - Sfida reciproca, - 2. I due tipi fondamentali di esperienza religiosa, - Religione mistica o profetica Z, - Tutto ugualmente vero?, - La verità - frutto di una decisione pragmatica?,

II. Il Dio della Bibbia
1. Il Dio vivente, - Storia di un errore?, - Il Dio uno e unico, - Il Dio della liberazione, - L'unico Dio con un nome, - La risposta dell'uomo, - L'unico Dio e i molti dèi, - 2. Dio e il suo mondo, - Dio gioca a dadi? Albert Einstein, - Dio è persona, - Cosa c'era all'iniziar, - Intervento di Dio?, - Miracoli?, - Cosa accadrà alla fine?, - Diritto divino e diritti umani, - Dio dei filosofi - Dio della Bibbia,

III Il Dio di Gesù Cristo
1.Dio in quanto Padre, - Un Dio tiranno?, - Un Dio - maschile, - Padre dei perduti, - 2. Dio mediante Gesù Cristo, - La morte - e poi?, - Il Figlio di Dio, - Lo specifico cristiano nel Dio cristiano, - Il criterio di un' etica cristiana, - Il Dio dell'amore, p. 930- 3. Dio nello Spirito, - Dio - uno e trina, - Dio esiste?,

Ringraziamenti

Note

Abbreviazioni

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CERCANDO DIO NELL'UNIVERSO - Un grande astronomo tra scienza e fede


RETROCOPERTINA

"Questo libro - intelligente, provocatorio, e rispettoso dei differenti punti di vista - mostra come uno scienziato contemporaneo possa sostenere sia l'evoluzione sia il disegno intelligente, e offre, più in generale, un terreno favorevole all'incontro fra scienza e religione."
Alan Lightman, fisico e saggista

"Scrivendo in uno stile accessibile, costellato di interessanti aneddoti storici, Owen Gingerich ricorre sia alla propria competenza in materia di astronomia e di storia dell'astronomia sia alle proprie intuizioni di credente cristiano per fornire una spiegazione, estremamente convincente, del ruolo del genere umano nel cosmo."
John Polkinghorne, fisico e saggista

"Owen Gingerich illustra quanto siano esigue le probabilità che in seguito al Big Bang potesse formarsi un pianeta idoneo ad ospitare la vita e che su questo pianeta si sviluppassero forme di vita intelligenti. Le riflessione di Gingerich (da cristiano liberale) sul significato teologico di tutto ciò sono sensibili e profonde. Una lettura estremamente affascinante."
Hilary putman, folosofo

"Un'opera provvidenziale e importante, grazie alla quale Gingerich offre un ampio e autorevole resoconto del nostro ininterrotto processo di presa di coscienza e di comprensione nei confronti dell'universo a cui apparteniamo."
Frank rhodes, preside emerito, Cornell University

PREFAZIONE di Peter J. Gomes

Durante i trenta e rotti anni del mio incarico a Harvard, ho avuto il piacere di ricoprire il ruolo di coordinatore delle William Belden Noble Lectures. Fondata da Nannie Yulee Noble allo scopo di sostenere una serie di conferenze universitarie aperte al pubblico, concernenti il rapporto tra la religione cristiana e le questioni al momento più scottanti, tale istituzione risale agli ultimi anni del XIX secolo; da allora questa docenza ha visto alcuni fra i più notevoli pensa tori del mondo, spesso ecclesiastici e teologi, occuparsi di tematiche di estrema importanza.
Negli anni, tuttavia, alcune delle lezioni più significative sono state tenute da laici esperti nei loro rispettivi campi, il più illustre dei quali - nella prima decade della docenza - fu l'ex presidente Theodore Roosevelt. Più di recente sono intervenuti personaggi politici come i senatori Eugene McCarthy e Mark Hatfield; Alan Paton, scrittore e riformatore sociale sudafricano; lo psichiatra Armand Nicholi, che tenne una lezione su Freud e Clive Staples Lewis; lo scienziato Francis S. Collins, direttore del National Human Genome Research Institute; e il commentatore televisivo Timothy Johnson.
In realtà, non era nostra consuetudine proporre a un membro del corpo insegnante di Harvard di tenere le Noble Lectures - il professor Harvey Cox, qualche anno fa, aveva rappresentato in questo senso un'eccezione, ma nell'estendere l'invito al professor Owen Gingerich sapevo che ci saremmo trovati di fronte a una seria e affascinante presentazione di una delle più urgenti questioni dei nostri giorni, quella cioè del rapporto tra scienza e religione. Quel che segue ne è il felice risultato.
Alla Memorial Church di Harvard, il professor Gingerieh parlò per tre sere di fronte a un ampio pubblico di studenti, docenti ed esperti della materia; a Harvard, del resto, egli gode di un certo prestigio, avendo rivestito a lungo la carica di professore di astronomia e di storia della scienza, durante la quale tenne numerosi çorsi estremamente apprezzati. Vista la considerazione in cui Gingerich è tenuto come studioso della vita e dell'opera di Copernico, e conoscendo la sua sorprendente capacità di suscitare nei profani intellettualmente curiosi un notevole interesse verso i grandi temi dell'astronomia, non vi era dubbio alcuno che il suo pubblico lo reputasse a tutti gli effetti una delle figure più prestigiose dell'università. Era invece meno noto il fatto che il professor Gingerich fosse anche un devoto mennonita, per il quale fede e scienza non erano mai entrate in conflitto.
Tutti, in ogni caso, si aspettavano che nell'acceso dibattito concernente i concetti di creazionismo e di Disegno Intelligente e il presunto scontro culturale tra scienza e religione, Gingerich avrebbe avuto da dire qualcosa di interessante e provocatorio.
Nel riportare in questo libro le sue Noble Lectures, niente del brillante incontro con tali idee fra loro in conflitto è andato perduto, e il fatto che ora in molti possano accedere al penetrante discorso di Gingerich è una grande fortuna. Attingendo a un'ampia esperienza e a una profonda cultura, e armato di un understatement spesso disarmante laddove altri lanciano giudizi categorici, Gingerich contribuisce a rendere le questioni trattate talmente chiare che ci scopriamo alla fine del dibattito a pronunciare il massimo complimento accademico: «Perché non ci avevo pensato?».
A qualcuno, l'umiltà intellettuale con cui Gingerich affronta il tema potrebbe sembrare persino esagerata: nel suo discorso, infatti, né gli scienziati «senza dio» né i devoti creazionisti troveranno di che alimentare i loro attacchi. Ma Gingerich in realtà è tutt'altro che insicuro, né la sua umiltà è da interpretarsi come il timore di dire qualcosa. Consapevole di quanto sia serio il suo compito, egli mantiene piuttosto un atteggiamento di grande modestia. Ed è modesto nel senso in cui lo era Albert Einstein, da lui spesso citato. Proprio quest'ultimo disse: «Le esperienze sensibili sono il soggetto dato. Ma la teoria che le interpreterà è opera umana; [...] mai interamente conclusiva, sempre soggetta a problemi e dubbi». Parlando dei limiti della scienza, un concetto familiare agli scienziati puri ma estraneo a coloro che della scienza si servono per altri scopi, Gingerich nel prologo osserva:

Nel creare la sua brillante raffigurazione della natura, la scienza si muove all'interno di una struttura prestabilita. Mentre la realtà si spinge molto più a fondo. Gli scienziati lavorano con la fisica, ma (forse senza volerlo) possiedono un sistema di credenze più vasto: la metafisica, un termine che letteralmente significa «oltre la fisica».

Pur discutendo dunque di quello che chiama un «arazzo scientifico del mondo fisico», Gingerich sottolinea subito come gli scienziati «si confrontino anche con la struttura meta-fisica al cui interno è possibile interpretare l'universo».

Quanto al Disegno Intelligente, egli ritiene che presentandolo come un'alternativa alle spiegazioni naturalistiche offerte dalla scienza - che non richiedono esplicitamente la mano di Dio - [...] venga frainteso. E che, di per sé - prosegue, - il fatto che all'interno della sua struttura la scienza non possa funzionare altrimenti non significa necessariamente che l'universo sia privo di un dio.

Ascoltare le parole di Gingerich, uomo di fede e di scienza, rende verosimile l'idea che questi due grandi modi di pensiero non debbano per forza ritrovarsi in conflitto l'uno con l'altro, a meno che una delle due controparti sia nei confronti dell'altra avida, invidiosa o male informata. Questo libro, come le conferenze a cui esso deve la sua esistenza, affronta con chiarezza e capacità di persuasione alcune delle più controverse questioni dei nostri giorni, e laddove di risposte chiare non ve ne siano, Gingerich non ha la presunzione di fornime. Il capitolo conclusivo è intitolato «Domande senza risposta»: come a suggerirci che in questo pellegrinaggio di cuore e di mente il viaggio è sempre in fieri, la meta ancora da raggiungere. E come fu fortunato Dante a trovare in Virgilio la sua guida, accompagnati da Owen Gingerich noi lo siamo altrettanto.


INDICE

5 Ringraziamenti
7 Prefazione di Peter J. Gomes

CERCANDO DIO NELL'UNIVERSO
13 Prologo e pellegrinaggio
21 1. La mediocrità è una buona idea?
51 2. Osa uno scienziato credere nel disegno?
87 3. Domande senza risposta
119 Epilogo
127 Bibliografia
133 Indice dei nomi

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DIO ESISTE - Le riflessioni su Dio di ancuni dei più grandi filosofi e intellettuali della storia


RETROCOPERTINA

Che cosa hanno detto i pensatori più autorevoli di tutti i tempi sul divino? Nei venticinque secoli trascorsi molti pensatori di diversa estrazione hanno espresso le loro idee su Dio. In questo libro l'americano Andrew Pessin ne prende brevemente in esame novanta, a cominciare dai filosofi greci Platone e Aristotele per finire con i contemporanei Daniel Dennett e Ricard Dawkins. Molti filosofi ammettono la loro fede in Dio, soprattutto i più antichi e i medioevali, altri la negano, altri ancora si collocano in posizione intermedia, ossia credono nella divinità, ma non nella sua perfezione e infallibilità.
Di qui alcune delle questioni fondamentali alle quali non è mai stata mai trovata risposta. Come si spiega il male nel mondo? Come si concilia l'onniscienza di Dio con il libero arbitrio dell'uomo?
Secondo Cicerone, se Dio conosce gli eventi futuri in anticipo, allora non è possibile sostenere che l'uomo sia libero: non avrebbe meriti quando compie il bene né colpe quando commette cattive azioni.
Per l'illuminista Voltaire La questione è: se Dio può fare miracoli e non interviene in difesa degli innocenti, possiamo ritenerlo onnipotente? Secondo Kierkegaard invece, Dio non è conoscibile per mezzo della ragione. Il rapporto con la divinità è una questione di fede e di passione, e prescinde dalla logica.
E così via, dalla dichiarazione di Nietsche secondo cui "Dio è morto", all'affermazione di Paul Davies, sostenitore della tesi secondo cui la struttura dell'universo richiede un disegno intelligente, Dio esiste? Propone una serie di autorevoli teorie e riflessioni su un dibattito antico come il mondo stesso.

PREFAZIONE

Per tutto il corso della storia, e ancora ai giorni nostri, parecchi individui sono vissuti, e molti hanno perso la vita, in nome della loro fede in Dio.
Altrettanto numerosi sono stati coloro che hanno rifiutato in modo reciso ogni credenza in Dio e in anni recenti lo hanno fatto sostenuti da un pubblico sempre più vasto.
Sfortunatamente, e anche tragicamente, la maggior parte della gente non aveva, e non ha, un'idea ben chiara di ciò per cui vive o muore o che rifiuta. Questo perché avere un'idea chiara di quel che significa credere in Dio implica un'idea chiara di ciò che si ipotizza sia «Dio»; e avere un'idea chiara di ciò che si ipotizza sia «Dio» a sua volta implica una certa riflessione, una riflessione filosofica.
Purtroppo, la «ragione» e la «logica» non sono state sempre presenti in queste interminabili discussioni; per fortuna, tuttavia, di tanto in tanto sono riuscite a riemergere, e quando è accaduto hanno dato luogo a importanti e profonde intuizioni. Ne consegue, e non c'è da stupirsi, che il teismo - la dottrina che afferma l'esistenza di Dio - è molto più complesso di quanto si possa pensare. Ma lo è altrettanto l'ateismo, ovvero il rifiuto di tale dottrina.
Questo libro intende presentare al lettore tali intuizioni e aiutarlo a farsi un'idea più chiara di ciò che si ipotizza sia Dio. Lo guiderà attraverso ciò che i più importanti pensatori hanno detto di Dio: della sua natura, dei suoi attributi e del suo carattere; delle sue presunte attività (compresa quella di creare il mondo e di continuare a operare in esso); del suo progetto per la creazione (ammesso che ve ne sia uno), e così via.
Lo guiderà altresì attraverso ciò che alcuni pensatori hanno affermato in merito al tipo di argomento che può essere addotto per dimostrare l'esistenza o la non esistenza di Dio, o se sia addirittura un argomento che può essere dimostrato o confutato. Ne consegue che riflettere su ciò che si assume sia Dio e se una simile entità possa esistere porterà altre- sì il lettore a riflettere su molti altri aspetti interessanti e fondamentali: se l'uomo possiede il libero arbitrio, la natura della moralità, il rapporto tra religione e scienza, se il tempo è reale, e così via. Pertanto, qualora il lettore stia cercando di chiarirsi le idee su Dio o sia semplicemente interessato al modo in cui il concetto di Dio ha attinenza con numerose altre idee essenziali, allora questo libro fa al caso suo.
Né potrebbe esservi periodo migliore per intraprendere tale progetto. Perché nel ventunesimo secolo noi ci troviamo a un importante crocevia. La fede in Dio - o le diverse forme di tale fede - è il perno attorno al quale ruotano grandi conflitti mondiali, e in Occidente è oggetto di un dibattito pubblico sempre più acceso. Sarà possibile, alla fine, sviluppare una concezione di Dio soddisfacente e coerente?
Esiste un concetto di Dio che riconosca il valore della ragione e della scienza plaudite dagli atei pur rimanendo abbastanza vicino al concetto tradizionale di Dio da essere visto come una sua estensione? E, fattore ancora più rilevante, una qualsiasi idea di Dio potrebbe essere considerata accettabile da comunità (delle principali fedi occidentali) internazionalmente, culturalmente e politicamente diverse i cui membri si considerano credenti? Famosi pensatori hanno detto un numero sorprendente e variegato di cose su Dio negli ultimi venticinque secoli. Da qualche parte lì in mezzo ci sono forse le risorse per costruire una concezione di Dio che possa soddisfare tutte le parti, atei e teisti insieme, e, tra questi, ebrei, cristiani e musulmani?
Questi sono interrogativi filosofici profondi e importanti e vi è un unico modo per trovarvi una risposta: analizziamo che cosa dissero di Dio alcuni famosi pensatori.

INTRODUZIONE

Inizieremo nel mezzo, nel quinto secolo a.c., in un periodo che si inserisce tra gli antichi regni ebraici di Davide e Salomone (nel decimo secolo a.Ci) e la nascita di Gesù, che avverrà dieci secoli più tardi, e in una località che si situa leggermente a ovest del Mediterraneo rispetto agli altri due territori. Spesso è stato enfatizzato il rapporto tra «Gerusalemme» e «Atene», essendo il primo il luogo dove nasce simbolicamente la religione occidentale, e il secondo quello in cui di fatto incomincia la filosofia occidentale, e dove noi inizieremo, con i grandi e antichi filosofi greci: Platone (427-347 a.C,) e il suo più famoso allievo, Aristotele (384-322 a.C,). Il libro tratta essenzialmente di tale rapporto. Dal momento che le religioni occidentali - il giudaismo, il cristianesimo e l'Islam - presentarono al mondo l'idea del monoteismo (o teismo per brevità) - ovvero che esiste un unico Dio -, la filosofia occidentale ha impiegato i successivi tre millenni nel tentativo di stabilire che cosa questo significhi esattamente e se e come possa essere ragionevole credervi. Da una parte, il rapporto è stato spesso molto stretto, in quanto alcuni dei più grandi filosofi di tutti i tempi sono stati anche i più grandi interpreti e paladini delle loro rispettive confessioni. Dall' altra, tale rapporto è stato spesso imbarazzante, dal momento che i filosofi sono stati inclini a fornire interpretazioni delle loro rispettive scritture - la Bibbia ebraica (o Vecchio Testamento), il Nuovo Testamento cristiano e il Corano musulmano - estremamente divergenti da quelle sostenute dalle loro autorità religiose. Alcune opere filosofiche, nonché alcuni filosofi, sono stati persino bruciati sul rogo per questo.

Ma stiamo precorrendo i tempi.

Benché la filosofia occidentale abbia inizio con i greci, i greci non sposarono una «religione occidentale»: essi erano pagani politeisti, ovvero credevano nell' esistenza di molti dei. Ciononostante, gli scritti di Platone e di Aristotele suggeriscono chiaramente qualcosa che si avvicina al Dio monoteista, benché espresso con termini a loro propri e senza i vari particolari ideologici specifici delle tre grandi religioni monoteiste occidentali. Platone parla, per esempio, di un «artefice divino», mentre Aristotele di un «motore immobile» eterno e immutabile, un linguaggio che non troverete nella Bibbia ebraica, nel Nuovo Testamento o nel Corano. Questo naturalmente fa sorgere l'interrogativo se l'ente supremo descritto dai greci possa essere equiparato a quello che le religioni occidentali definiscono «Dio». Be', forse no. Tuttavia per tutto il primo millennio dopo Cristo le idee di Platone si ritrovano ovunque negli scritti dei teisti delle tre maggiori confessioni; e, come vedremo nella seconda parte, le idee di Aristotele alla fine saranno introiettate dai grandi pensatori medievali nelle loro concezioni di Dio, le quali diventeranno le concezioni dominanti delle loro rispettive religioni ben oltre l'era moderna. Quindi, sebbene nessuno dei due fosse un teista in quanto accettava una religione monoteista occidentale tradizionale, si può affermare che le loro idee abbiano fornito la vera essenza dell'idea teista tradizionale di Dio.

O almeno così sarebbe se vi fosse un'unica idea teista tradizionale di Dio, se vi fosse una singola concezione di Dio condivisa da tutti i pensatori religiosi, il che, come avremo modo di vedere, è da escludersi. Oltre a chiederei se l'ente supremo dei greci sia lo stesso del Dio occidentale, potremmo altresì chiederei se il Dio della Bibbia ebraica sia davvero lo stesso Dio del Nuovo Testamento e se entrambi siano paragonabili all'Allah del Corano. E se il Dio del protestantesimo sia lo stesso di quello del cattolicesimo. E se quello di una determinata religione, comunque sia denominato, sia lo stesso di un'altra fede. E così via. In sé e di per sé questi sono interrogativi filosofici ai quali il materiale di questo libro fornirà almeno gli elementi iniziali per trovare alcune risposte.

In questa prima parte vedremo come l'antico concetto di divinità costituirà la base da cui partiranno i successivi filosofi monoteisti per elaborare la loro concezione. E vedremo anche i primi accenni, nei dibattiti che dureranno secoli e arriveranno fino ai giorni nostri, sulla precisa relazione tra Dio e la moralità, e se il libero arbitrio possa conciliarsi con l'idea che Dio conosce in anticipo le nostre azioni. Quest'ultimo argomento è proposto dal grande statista e oratore romano Cicerone (106-43 a. Ci) al quale è attribuita non solo la diffusione della filosofia greca nella cultura romana, ma anche lo sviluppo, grazie alla sua bella ed elegante prosa latina, della scrittura raffinata, un'arte che forse oggi sta scomparendo.

INDICE

Ringraziamenti
Prefazione

PRIMA PARTE

Filosofia precristiana: da Platone a Cicerone
INTRODUZIONE

Platone (427-347 a.C.)
1. L'artefice divino
2. Fai la cosa giusta, qualunque cosa questo significhi

Aristotele (384-322 a.C.)
3. Il motore immobile

Cicerone (106-43 a.C.)
4. Il prezzo della libertà

SECONDA PARTE
Filosofia medievale: da Agostino a Sudrez,
INTRODUZIONE

Agostino (354-430)
5. Il «pronosticatore
6. In principio fu il principio
7. Sul vedere la luce

Boezio (ca. 480-524)
8. Il «voyeur»

Saadia (ca. 882-942)
9. Che lungo, strano viaggio non è stato
10. Due modi di essere uno

Avicenna (980-1037)
11. Dio esiste perché la tua esistenza non è necessaria
12. L'eterno processo di emanazione

Anselmo d'Aosta (1033-1109)
13. Nego l'esistenza di Dio, quindi egli esiste

al-Ghazali (1058-1111)
14. L'onnipotente incendiario

Averroè (1126-1198)
15. Conoscenza è potere
16. Loro non possono gestire la verità

Mosè Maimonide (1135-1204)
17. La chiamata è riservata a pochi
18. Parlando di Dio
19. Ed ecco, è ancora una cosa buona

Tommaso d'Aquino (1225-1274)
20. Che cosa potrebbe esservi di più semplice di un essere infinito incommensurabilmente potente, intelligente e buono?
21. Molte cose vere e distinte su Dio
22. Dio potrebbe creare una pietra tanto pesante da non riuscire a sollevarla?
23. Dio non è mai andato in vacanza dacché creò il mondo

Giovanni Duns Scoto (ca. 1270-1308)
24. Immutabilmente mutevole

Durand de Saint-Pourçain (ca. 1275-1332)
25. Quella magia che fai così bene

Guglielmo di Occam (ca. 1287-1347)
26. Peccare senza peccare
27. Non è finita finché è finita

Martin Lutero (1483-1546)
28. L'avvocato del diavolo

Luis de Molina (1535-1600)
29. Che cosa fa Gesù

Francisco Suarez (1548-1617)
30. Miracoli per omissione

TERZA PARTE 113
Filosofia moderna: da Galileo a Kant
INTRODUZIONE

Galileo Galilei (1564-1642)
31. Le apparenze possono ingannare

Thomas Hobbes (1588-1679)
32. I miracoli non sono miracoli

Cartesio (1596-1650)
33. La cosa che esiste, esiste
34. L'essere infinito non è solo una buona idea
35. Dio l'ha innescato
36. Tra il meramente inconcepibile e l'impossibile

Blaise Pascal (1623-1662)
37. Scommettere sulla vita

Baruch Spinoza (1632-1677)
38. Tu, io, quel cavallo, il cielo
39. La divinità mi ha indotto a farlo

Nicolas Malebranche (1638-1715)
40. Ho indotto la divinità a farlo
41. Onorare Dio, non i suoi ortaggi
42. Le leggi della natura l'hanno reso possibile

G.W. Leibniz (1646-1716)
43. Il migliore dei mondi possibili
44. Ho bisogno di un miracolo ogni giorno
45.L'armonizzatore

Pierre Bayle (1647-1706)
46. Una «verità» strana e letteralmente inverosimile

George Berkeley (1685-1753)
47. Ciò che vedete è ciò che ottenete
48. Non si tratta di un ingannatore

Voltaire (1694-1778)
49. Nel migliore dei casi, non è il peggiore dei mondi possibili

William Paley (1743-1805)
50. L'orologiaio cosmico

David Hume (1711-1776)
51. Se il mondo è la vostra premessa
52. Continua ad andare, andare, andare

Immanuel Kant (1724-1804)
53. Un SE piuttosto grande
54. Dovreste credere in Dio

QUARTA PARTE
Filosofia del diciannovesimo secolo: da Hegel a Nietzsche
INTRODUZIONE

G.W.F. Hegel (1770-1831)
55. L'autobiografo

Ludwig Feuerbach (1804-1872)
56. Essere umani è divino

Charles Darwin (1809-1882)
57. Il fabbricante di occhi cieco

Karl Marx (1818-1883)
58. L'oppio dei popoli

Soren Kierkegaard (1813-1855)
59. Nulla di impersonale

Friedrich Nietzsche (1844-1900)
60. Requiem per una divinità

QUINTA PARTE
Filosofia contemporanea: da James a Dawkins
INTRODUZIONE

William James (1842-1910)
61. Esprimere a parole ciò che è superfluo dire

Sigmund Freud (1856-1939)
62. Abbiamo papà a cena

Rudolf Otto (1869-1937)
63. Il tremendo mistero

Martin Buber (1878-1965)
64. Il ménage à trois

Bertrand Russell (1872-1970)
65. Che tu sia dannato se lo fai

Alfred North Whitehead (1861-1947)
66. Un'opera in fieri

Alfred Jules Ayer (1910-89)
67. Il divino iuppete oh-ah

Ludwig Wittgenstein (1889-1951)
68. Giustificare i motivi

Charles Hartshorne (1897-2000)
69. Ovunque e contemporaneamente

C.S. Lewis (1898-1963)
70. Colui che viola la legge

Martin Heidegger (1889-1976)
71 La prima Frutta sommamente buona, immutabilmente immobile

Norman Malcolm (1911-1990)
72. Se è possibile, allora è reale

KarI Rahner (1904-1984)
73. Cristiani anonimi

Harry Frankfurt (n. 1929)
74. Sognare il sogno impossibile: sollevare la pietra che non può essere sollevata

Norman Kretzmann (1928-1998)
75. L'immutabile onnisciente non è né l'uno né l'altro

Nelson Pike (n. 1930)
76. L'onnipotente ciabattino

Robert Mo Adams (no 1937)
77. Dio avrebbe potuto fare di meglio e, forse, anche di peggio

Eleonore Stump (no 1947)
78. Possa Dio concederei la serenità di accettare ciò che non può essere accettato vale a dire tutto

Alvin Plantinga (no 1932)
79. Ragionevole senza motivi

Hans Jonas (1903-1993)
80. Dio dopo Auschwitz

George Mavrodes (n. 1926)
81. Se Dio non esiste, allora tutto è lecito

William Alston (n. 1921)
82. Percepire Dio

John Hick (n. 1922)
83. Dietro a molte verità ve ne è una sola

Marilyn McCord Adarns (n. 1943)
84. Quando persino il migliore dei mondi possibili non è abbastanza buono per te

Paul Davies (n. 1946)
85. È probabile che il mondo non sia stato creato per caso

Richard Swinburne (n. 1934)
86. Onnisciente senza conoscere tutto

Michael Behe (n. 1952)
87. Il ritorno dell'artefice intelligente

Sarah Coakley (n. 1951)
88. Dio o Dea

Daniel Dennett (n. 1942)
89. E ti reggerai sulle tue gambe

Richard Dawkins (n. 1941)
90. Lo straordinario Boeing 747

Osservazioni conclusive
Fonti bibliografiche consultate dall'autore


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DIO E L'EVOLUZIONE - La discussione attuale


RETROCOPERTINA

Un libro che per la prima volta, in forma articolata ed estesa, risponde a Richard Dawkins, autore di alcuni fra i lavori scientifici più conosciuti, tra cui Il gene egoista e L'orologiaio cieco, e al momento forse l'ateo più famoso nel mondo, noto per la sua visione ostile e controversa della religione.
Splendidamente argomentato, il volume prende in esame punto per punto alcuni dei concetti centrali di Dawkins, come il conflitto tra scienza e religione, la teoria evolutiva del "gene egoista" e il ruolo delle scienze nell'interpretazione del mondo, e ne dimostra brillantemente l'insostenibilità, sviluppando la discussione in uno stile godibile da chiunque, anche a digiuno di conoscenze scientifiche o religiose.

INTRODUZIONE

Il lungo dibattito sull'evoluzione

È SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI come, negli ultimi anni, il problema dell' evoluzione sia divenuto, nei paesi di civiltà occidentale, nuovamente oggetto di un dibattito appassionato o di accese controversie.
Dopo le polemiche incandescenti che, nella seconda metà dell'Sco e nei primi decenni del xx secolo, avevano visto contrapposti i darwinisti ortodossi agli oppositori dell' evoluzionismo, le scoperte della genetica classica e quelle della paleonrologia, avevano resa più accettabile sul piano scientifico l'idea fondamentale del naturalista inglese, secondo la quale le specie animali si sono gradualmente trasformate nel corso di milioni di anni, l'una nell'altra. In effetti, negli anni '30-'40 l'insieme delle conoscenze biologiche che si erano accumulate, aveva permesso ad un gruppo di studiosi di varia formazione - statistici, genecisti, zoologi, paleontologi, ecc. - di elaborare una teoria evoluzionistica che riusciva a dare ragione di un insieme molto esteso e diverso di fenomeni empirici. Questa teoria, che prese il nome di "teoria sintetica dell'evoluzione" o di "neodarwinisrno", ottenne rapidamente il consenso del mondo scientifico e divenne il paradigma dominante all'interno della comunità dei biologi.

* * *
In realtà, il problema dell'evoluzione, già nelle parole del suo ideatore e in quelle dei suoi primi sostenitori, si è presentato come un problema che oltrepassava i limiti di una pura ipotesi scientifica e invadeva ambiti di pensiero che, tradizionalmente, facevano parte della filosofia e/ o della religione. Per questo motivo l'evoluzionismo ha assunto subito il carattere di una teoria molto generale, che rivoluzionava radicalmente la concezione tradizionale della natura e dell'uomo e proponeva una nuova visione del mondo.
Come tutti sanno, già i primi sostenitori del darwinismo hanno concepito la nuova teoria come un'ipotesi che riteneva l'uomo il puro prodotto naturale della trasformazione delle specie animali e che cancellava le differenze che separavano i fenomeni non-vitali dai fenomeni vitali. È facile, infatti, constatare come nei testi di Thomas H. Huxley (1825-1895), di Ernst Haeckel (1834-1919), il darvinismo sia stato interpretato, fin dal suo primo apparire, come una teoria che concepiva l'uomo soltanto come un appartenente all'Ordine dei Primati, cioè come il mero prodotto di un processo naturale.
Le tesi di Darwin e dei suoi epigoni suscitarono immediatamente reazioni vivaci, alle quali si contrapposero le risposte dei darwinisti, cosicché nel giro di pochi anni le polemiche divamparono e divennero incandescenti. Alla base dello scontro non vi era tanto l'ipotesi - contraria alla lettera della Bibbia e anche alle opinioni scientifiche allora dominanti - che le specie viventi cambiassero nel tempo e che l'origine e la durata del mondo non fossero quelle descritte nel libro sacro, quanto l'idea che l'uomo fosse originato da una scimmia o da un altro progenitore e che, quindi, esso non fosse, in ultima analisi, niente altro che un animale. Furono appunto questi aspetti dell' evoluzionismo che provocarono verso di esso l'ostilità di molti circoli filosofici e degli ambienti religiosi.
Così, in Inghilterra, intellettuali come Benjamin Disraeli (1804-1881) ed esponenti della Chiesa anglicana, come il vescovo di Oxford Samuel Wilbeforce, avversarono fin dall'inizio l'ipotesi darwiniana, mentre negli Stati Uniti i protestanti fondamentalisti ed altre Chiese, seguendo un'interpretazione letterale del libro della Genesi, mantennero l'idea di Linneo che Dio aveva creato singolarmente ogni specie animale diversa, in sette giorni. A questo proposito è rimasto famoso il processo Scopes che, nel 1925, nel Tennessee, vide opposte due diverse fazioni: i darwinisti da un lato e dall'altro i fondamentalisti creazionisti, i quali auspicavano che nelle scuole dovesse essere insegnata soltanto l'interpretazione letterale della Bibbia.
In Italia le discussioni furono innescate da una conferenza, tenuta dallo zoologo Filippo De Filippi (1814-1867) a Torino l'Il gennaio 1864 e intitolata "L'uomo e le scimmie", Per quanto De Filippi fosse uomo sinceramente religioso e avesse tentato di conciliare l'evoluzionismo con la fede, la sua decisa adesione all'idea che l'uomo fosse "una derivazione dalle scimmie" suscitò diffuse e risentite reazioni, che si continuarono per circa un trentennio. Schematizzando, si può dire che nell'800 le reazioni al darwinismo furono di due tipi: da una parte i naturalisti misero in discussione la teoria della trasformazione delle specie, dal l' altra, letterati, filosofi e religiosi criticarono l'idea che l'uomo potesse davvero derivare dalle scimmie e misero in discussione il fatto che una teoria empirica potesse contraddire ciò che stava scritto nella Bibbia. (Continua)...


L'incontro con Dawkins:
un resoconto personale

MI SONO IMBATTUTO PER LA PRIMA VOLTA nel lavoro di Richard Dawkins nel 1977 quando lessi il suo libro più famoso Il gene egoista. Stavo completando la mia tesi di dottorato al dipartimento di biochimica dell'università di Oxford, sotto la geniale supervisione del professor Sir Gorge Radda, da poco Direttore esecutivo del Radical Research Council. Cercavo di spiegarmi come le membrane biologiche fossero in grado di svolgere la loro funzione in modo così soddisfacente aiutandomi con lo sviluppo di metodologie fisiche che ne analizzavano il comportamento.
Era più che evidente che si trattasse di un libro eccezionale, nonostante che in quegli anni Il gene egoista non avesse ancora raggiunto il cult status di cui gode oggi. Ero estasiato dal modo incredibile in cui Dawkins usava le parole e dalla sua abilità nel rendere così comprensibili concetti cruciali molto spesso complessi. Era scrittura scientifica divulgativa al suo meglio. Nessuna sorpresa, quindi, che il «New York Times» sottolineasse che era «il tipo di scrittura scientifica divulgativa che permette al lettore di sentirsi un genio».
Ci sarebbero voluti, inoltre, ancora alcuni anni prima che la reputazione di Dawkins come «il Rottweiler di Darwin» si radicasse. Eppure, anche in questo primo lavoro è possibile rilevare le tracce di una polemica marcatamente antireligiosa. Una volta, da studente, anch'io come Dawkins credevo che le scienze naturali esigessero una visione atea del mondo, ma ora non più. Ero istintivamente curioso di vedere che tipo di argomenti Dawkins avrebbe portato a supporto di quest'idea così attraente. Quello che scoprii non mi convinse del tutto. Proponeva confusi tentativi di dare un senso all'idea di «fede», senza stabilire una giusta base analitica e probante per le sue riflessioni. Ne uscii perplesso e mi prefissi di scrivere prima o poi alcune righe di risposta.
Ho amato le scienze naturali fin da quando ricordo di avere mai amato qualcosa. Intorno ai dieci anni, mi costruii un piccolo telescopio catottrico così da poter studiare le meraviglie dei cieli. Rimasi affascinato dalle tremule immagini delle lune di Giove e dei crateri della Luna ed ero incantato dalla possibilità di spiare in questo vasto, maestoso e misterioso universo, senza sentirmi per nulla sopraffatto da tale esperienza. Ad aprirmi il mondo della biologia fu un vecchio microscopio tedesco regalatomi da un prozio che una volta era stato il responsabile del dipartimento di Patologia del Royal Vietoria Hospital di Belfast. Il microscopio si trova ancora sulla mia scrivania. All'età di tredici anni ero completamente perso, non vi era dubbio su cosa avrei fatto nel resto della mia vita: avrei studiato le meraviglie della natura.
Un cambiamento di scuola, nel 1966, contribuì a dare nuova forza alla mia intuizione. A Belfast, il College Metodista aveva recentemente costruito una nuova unità di scienze, attrezzandola generosamente con gli standard attuali. Mi gettai nello studio delle scienze e della matematica, concentrando mi soprattutto in chimica e in fisica. Fu un lavoro d'amore più che ampliamente ricompensato dall'eccitamento intellettuale che mi procurava. A questo punto della mia vita era più che evidente che le scienze avevano preso il posto di Dio, rendendo il credo religioso una vana reliquia di un' età passata e, come se non bastasse, la mia visione delle cose veniva rafforzata in modo decisivo dagli eventi della fine degli anni Sessanta. (Continua)...

INDICE

Introduzione di Giovanni Federspil
L'incontro con Dawkins:
un resoconto personale
Il Gene egoista
L'orologiaio cieco:
l'evoluzione e l'eliminazione di dio?
Fede e dimostrazione: il ruolo delle prove nella scienza e nella religione
Darwinismo culturale?
La curiosa «scienza» della memetica
Scienza e religione:
dialogo o pacifìcazione intellettuale?

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GALILEI - Divin uomo

RETROCOPERTINA

Raccontare la vita, le opere, le scoperte e le invenzioni di Galileo Galilei come nessuno ha mai fatto, fino a toccare le questioni più attuali di fisica, ecologia e biotecnologie: è lo scopo perseguito da Antonino Zichichi in questo libro provocatorio per il coraggio di spiegare verità taciute per secoli, volto a promuovere un nuovo modo di intendere il rapporto tra ricerca scientifica e spiritualità. Sfatando il mito dell'ateismo di Galilei, Zichichi dimostra come il "divin uomo", con la sua indagine rivoluzionaria sulla "Logica del Creato", debba essere considerato il padre della scienza.
Una figura di grandezza straordinaria che prende corpo in tutta la sua geniale modernità. Il suo insegnamento è alla base delle future conquiste della scienza, da Newton a Einstein, da Dirac e Fermi al Supermondo. Quell'Insegnamento, del resto, è anche la chiave interpretativa per un altro tema di ineludibile attualità: il ruolo della scienza oggi. Contestando chi sostiene che la scienza non abbia più nulla da scoprire, il fisico Antonino Zichichi ci mostra, con la chiarezza e il rigore espositivo che ne fanno uno dei massimi esponenti della cultura scientifica moderna, su quali cammini le applicazioni delle grandi scoperte scientifiche debbano essere indirizzate al fine di servire davvero l'uomo, il suo progresso civile e sociale.

SCOPO DEL LIBRO

Fu un uomo di Chiesa a definire Galileo Galilei "divin uomo". E ancora oggi è così: senza il suo atto di Fede nel Creatore non sarebbe stata scoperta la Scienza, che ci porta pian piano sulle tracce del "Grande Disegno" e della "Logica del Creato". Logica e "Grande Disegno" che Galilei identifica nella prova della potenza divina le cui impronte sono nelle pietre.
Se non fosse stata scoperta la Scienza, non sarebbero state possibili le applicazioni della Scienza a fin di bene. Come ha detto Giovanni Paolo II, l'uso della Scienza a fin di bene è testimonianza vivente di una straordinaria continuità, di un congiungimento costante con l'Opera della Creazione.
La cultura dominante atea ha fatto credere al grande pubblico che il pianeta "imbottito" di bombe H e l'industrializzazione selvaggia abbiano la Scienza come causa.
La cultura atea dimentica l'insegnamento di Giovanni Paolo II che dice: l'uso della Scienza non è più Scienza.
È necessario distinguere nettamente ciò che veramente fu l'opera di Galileo Galilei, cioè la scoperta delle impronte del Creatore, dall'uso che di quest'opera ne hanno fatto - e ne fanno tuttora - la violenza politica e quella economica.
L'uso della Scienza in difesa della vita e della dignità umana ha dato a tutti, credenti e non credenti, la prova che, se c'è buona volontà, è possibile affrontare e risolvere le Emergenze Planetarie che l'umanità ha ereditato dal secolo ventesimo, forse uno dei più tremendi periodi nella Storia del mondo. Se non fosse per quel "divin uomo", che per atto di Fede scoprì la Scienza, non sarebbe possibile immaginare l'esistenza dei mezzi necessari al fine di creare le condizioni di vita ideali per gli oltre sei miliardi di passeggeri, attualmente in viaggio, su questa splendida navicella spaziale che gira attorno al Sole. Passeggeri, il cui numero è previsto salire a otto miliardi e mezzo fra un quarto di secolo.
Quel "divin uomo" amava la Musica, l'Arte, la Poesia, la Vita. E aveva le idee chiare sulla Bibbia, che non poteva essere scritta in lingua matematica. Lingua, che invece doveva essere usata per la Logica del Creato. Logica, le cui impronte Galilei voleva cercare qui, sulla Terra; convinto che sarebbero state queste impronte a permettergli di scoprire le tracce della Logica di Colui che ha fatto il mondo. Egli dette alle pietre la stessa dignità culturale delle Stelle. Mai un uomo aveva saputo fare quanto lui ha saputo fare e ha fatto. Scopritore delle prime Leggi Fondamentali della Natura (impronte del Creatore). Padre dell' Astrofisica moderna, giustamente considerato anche padre della Meteorologia - un esempio di uso della Scienza a fin di bene - in quanto inventore dei due strumenti base delle previsioni meteorologiche: il termometro e il barometro. Amico di poeti e artisti, ha elaborato una teoria dell' Arte astratta in difesa della Pittura (che viene attribuita a Jacob Burckhardt, 1818-1897). Ha scoperto la prima proprietà fondamentale dell'Infinito (una parte è uguale al tutto) rifiutandone la paternità.
Su Galileo Galilei sono stati versati fiumi d'inchiostro. Insultato e vilipeso da coloro che - apparentemente - volevano perorare la causa della libertà della Scienza (Bertolt Brecht, 1898-1956). Abbandonato da quella cultura che avrebbe dovuto capire e diffondere il suo insegnamento, Galileo Galilei è un punto di svolta senza precedenti nella ricerca delle verità fondamentali che reggono il mondo. Ricerca che ha impegnato, nel corso di millenni e millenni, gli intelletti più eccelsi di tutte le civiltà.
Le nuove frontiere della Scienza e l'uso della Scienza a fini di bene e di prosperità rendono Galileo Galilei, ancora oggi, "divin uomo".
E vedremo che, anche nei secoli a venire, sarà così in quanto le sfide al nostro intelletto che vengono dalla Scienza galileiana di oggi sono la sorgente di una grande dignità culturale.
Essa è come una luce sempre accesa sugli orizzonti del nostro sapere.
Luce, che ci ricorda il privilegio unico di cui siamo depositari: la Ragione.
Ragione, che ci ha permesso di scoprire il Linguaggio, la Logica e la Scienza.
Scienza, che grazie al "dioin uomo" ci lega alla Fede e ci permette di capire che non siamo figli del caos e che quando il Sole si spegnerà, con esso non potrà finire la sfera tra- scendentale della nostra esistenza, in quanto essa non può obbedire alla stessa Logica della sfera immanentistica del Creato.
Fino a quando nessuno potrà più ignorare gli orizzonti nuovi del sapere scientifico, che l'umanità continuerà a scoprire e ad ammirare nei millenni a venire, fintantoché esisterà il Tempo, Galilei sarà nel mondo, per tutti, sempre "diuin uomo". Sarà, nei secoli dei secoli, ammirato e seguito da coloro i quali capiranno che a lui fa capo la più grande conquista dell'intelletto umano: la comunione che c'è tra Scienza e Fede.
Scopo del libro è dare al Lettore gli strumenti per conoscere e, volendo, anche diffondere queste sacrosante verità.

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OMEOPATIA - Guida medica ai rimedi omeopatici per la cura delle più comuni malattie

RETROCOPERTINA

Il presupposto fondamentale dell’omeopatia, medicina naturale che cura il paziente attraverso la somministrazione di dosi infinitesimali di principi attivi rendendoli atossici, stabilisce che il simile si cura con il simile, vale a dire che la malattia va curata con lo stesso elemento che il un individuo sano scatena la malattia.
In questo manuale, Tommaso de Chirio descrive, in base al repertorio di Kent, tutte le patologie più comuni che affligono l’uomo moderno e i rimedi omeopatici più efficaci tanto per i disturbi fisici quanto per quelli psichici.
In un momento come quello attuale in cui l'omeopatia non suscita più diffidenza, l'autore avvicina a questa medicina quelle persone che non intendono “inquinare” ulteriormente l'organismo con i farmaci tra­dizionali e vogliono salvaguardare la propria salute.


INTRODUZIONE

Questo manuale, rivolto ad un pubblico ampio ed eterogeneo sui temi dell'Omeopatia, vuole essere un ulteriore contributo al chiarimento di che cosa è esattamente questa Medicina e di cosa ci si può aspettare da un trattamento omeopatico. Inoltre, intende fornire alcuni suggerimenti su come impostare un rapporto ottimale tra medico omeopatico e paziente. Questa stupenda branca della Medicina, lungi dall'essere definita alternativa, può infatti convivere in ottima sintonia con la Medicina cosiddetta tradizionale, dato che questa, nonostante i successi e la elevata tecnologia in costante evoluzione, manifesta un progressivo allontanamento dall'Uomo, fisicamente, socialmente, psicologicamente, culturalmente ed umanisticamente inteso; la prima, infatti, nel rispetto di questi valori, conserva il rapporto originale uomo-uomo nella Natura, così come impostato sin dai tempi di Ippocrate.
Possiamo quindi definire l'Omeopatia:
- Medicina Totale dell'Uomo perché prende in considerazione l'individuo analiticamente nell'insieme dei sintomi particolari di malattia che definiscono la sua personalità nel binomio psiche-soma.
- Medicina Naturale perché utilizza Rimedi farrnacologìcì non sintetici, ma estratti dai tre regni della Natura, in quantità e dosaggi tali da non produrre effetti secondari indesiderati. Forse è proprio questo il movente dell'attuale rilancio in grande stile dell'Omeopatia; la gente comune, oggi più matura e più critica, dopo aver notato che i benefici della Medicina Tradizionale sono spesso transitori ed incompleti, si è indirizzata alla ricerca di metodi terapeutici più naturali, meno tossici e più semplici. quali l'omeopatia, l'agopuntura cinese e l'Erboristeria Naturale.
- Medicina Sperimentale e Sperimentata perché, dopo la geniale intuizione del Dr. Samuel Friederich Christian Hahnemann (Meissen 1755 - Parigi, 1843), che ne pose le basi teoriche e dottrinali, è stata avvalorata da numerose prove sperimentali nell'uomo sano e dalla pratica clinica. Da quasi duecento anni il metodo omeopatico è rimasto invariato e ciò conferma la validità dei suoi principi fondamentali.
- Medicina Preventiva perché agisce attraverso due meccanismi: da un lato il trattamento tempestivo con il Rimedio Simillimum (corrispondente in toto ai sintomi fisici e mentali del paziente) è in grado di indurre un incremento di resistenza dell'organismo di fronte ad eventuali malattie (terapia di fondo); dall'altro, nel momento in cui l'intervento è finalizzato solo alla cura di disturbi acuti ed improvvisi, ma non gravi, oppure delle emergenze che mettono in serio pericolo la vita (rispettivamente si parla di terapia sintomatica e di terapia palliativa), il trattamento omeopatico è in ogni caso dotato di duratura efficacia terapeutica, in quanto rinforzale capacità naturali difensive dell'organismo senza provocare effetti collaterali. La persona così trattata tenderà ad ammalarsi sempre meno frequentemente e comunque in modo sempre più lieve e transitorio, richiederà sempre meno farmaci ed assistenza e quindi costerà sempre meno in termini economici e di impegno sociale alla collettività.
- Medicina Eugenetica perché chi si cura da tempo in modo omeopatico avrà talmente rafforzato il proprio organismo in armonia con i ritmi biologici che, senza le negative interferenze farmacologiche tipiche delle medicine sintetiche, tenderà a fare figli più sani e più resistenti alle malattie e costituzionalmente più in sintonia con l'equilibrio na-
turale della vita. Dice Hahnemann nell'Organon: "Grazie a questo trattamento prenatale (SULPHUR), il bimbo nasce normalmente molto più sano e robusto, il che può stupire tutti".
Vorrei dire due parole sulle motivazioni che mi hanno spinto a scrivere questo libro.
Spesso c'è confusione, se non addirittura ignoranza, su quanto questa Medicina possa offrire e sulle aspettative riposte. Se alcuni Manuali spiegano le teorie di base e i procedimenti diagnostici e curativi con brevi schemi, chiari e sintetici, di terapia pratica, altri, di difficile lettura per- ché sono scritti con una terminologia da iniziati, hanno una diffusione limitata quasi esclusivamente alla classe medica. Alcuni inoltre descrivono in tono troppo trionfalistico i successi dell'Omeopatia, tanto da insinuare il dubbio in chi legge se quanto scritto corrisponda sempre a verità. Altri, invece, impostati con un intento decisamente denigratorio, evidenziano solo tenaci pregiudizi e conoscenze incomplete sulle teorie di base e sui risultati ottenuti dall'Omeopatia.
A parte questi casi limite, da non prendere in seria considerazione per una serena e obiettiva informazione, la divulgazione a mezzo stampa dell'Omeopatia, pur con tutta la volontà di completezza ed obiettività degli Autori competenti in materia, presenta ancora delle lacune.
Buona parte del pubblico, da tempo documentata sull'Omeopatia, sa come funzionano i Rimedi e che cosa fare prima, durante e dopo una cura omeopatica. Tuttavia, in questa serie di nozioni mancano alcuni elementi fondamentali: non si conoscono abbastanza il ruolo e la formazione del medico omeopatico, e il metodo diagnostico-terapeutico da lui
utilizzato; non ci si interroga a fondo sulle reali aspettative e sulle possibilità offerte da questa Medicina e non si è sufficientemente informati sull'approccio tecnico basato sull'anamnesi omeopatica, trait d'union tra medico e paziente indispensabile per la prescrizione del Rimedio.
Il presente libro, pertanto, vuole colmare tutte queste lacune; innanzitutto analizzando la figura del paziente nei suoi atteggiamenti più frequenti, quindi descrivendo la figura del medico omeopatico, con i concetti essenziali dell'Omeopatia, gli indirizzi terapeutici delle varie Scuole, le varie strategie terapeutiche e gli effetti dei Rimedi nella pratica corrente, infine esaminando in dettaglio l'anamnesi omeopatica, finalizzata all'inquadramento dei sintomi ed alla prescrizione del Rimedio. A tal fine, ho seguito lo schema del Repertorio di Kent, che è il manuale-raccolta dei sintomi sperimentati nell'uomo sano e riscontrati nella pratica clinica, testo cui generalmente fanno riferimento i medici omeopatici tradizionali nella loro professione. Le malattie ed i sintomi più frequenti e noti, inquadrati con le loro rispettive modalità e sfumature che ne caratterizzano il valore personale, sono così descritte insieme ai Rimedi che vengono più frequentemente somministrati per curarli, con osservazioni e suggerimenti terapeutici.
Questo risvolto pratico è indispensabile perché una semplice, minuziosa descrizione dei sintomi desunti dall'anamnesi ed inquadrati nelle Rubriche del Repertorio può apparire monotona e pesante; tuttavia, ciò non deve essere interpretato come un invito a curarsi da soli, in quanto il testo è finalizzato alla sola conoscenza del metodo diagnostico In definitiva, si potrebbe considerare questo lavoro come un tentativo di conciliazione tra la divulgazione delle nozioni teoriche e pratiche essenziali della Medicina Omeopatica e la conoscenza di quell'interessante, affascinante ed indispensabile strumento di base che è il Repertorio di Kent.
In breve, una sintesi diversa, più duttile e moderna, del Repertorio stesso, indirizzata a quel pubblico che ne ignora l'importanza, se non addirittura l'esistenza. Ciò vuol essere anche un riconoscimento alla monumentale ed incompresa fatica di ]. T. Kent, che in epoca precomputerizzata ha messo a disposizione del medico omeopatico un codice di raccolta, coordinamento e valutazione di molte malattie e dei Rimedi corrispondenti, codice a tutt'oggi, in epoca di computer, valido e insostituibile.
Mi auguro che gli argomenti esposti nel presente libro siano stimolo ad una conoscenza nuova, più dinamica e viva, dell'Omeopatia, e che la curiosità e il piacere di sfogliare le pagine dello stesso strumento di lavoro, il Repertorio di Kent, possa rendere anche più facile il lavoro di coppia medico/paziente, migliorandone i risultati.
l'Autore

INDICE

INTRODUZIONE

PARTE PRIMA: IL RAPPORTO MEDICO-PAZIENTE
il Paziente: errori ed equivoci
il Medico Omeopatico: figura, ruolo e metodi

l'Anamnesi: punto di contatto Medico/Paziente

PARTE SECONDA: LE MALATTIE NEL REPERTORIO DI KENT
Premessa
Note pratiche
Rubriche secondo il Repertorio di Kent:
sintomi mentali
vertigine
testa
occhio e visione
orecchio e udito
naso e olfatto
faccia
bocca
denti
gola e collo
stomaco
addome
retto e feci
vescica e urina
reni e ureteri
prostata - uretra
genitali maschili
genitali femminili
laringe, trachea e voce
tosse ed espettorato
respirazione
torace
schiena e dorso
arti
sonno e sogni
sudore, brividi, febbre
pelle
generalità
Conclusioni

PARTE TERZA: LA TERAPIA
Inquadramento dei sintomi e strategie terapeutiche
Gli effetti della prima somministrazione e la successiva prescrizione

PARTE QUARTA: LA MATERIA MEDICA OMEOPATICA
Esempio di Materia Medica Pura: Ambra Grisea
Commento
Esempio di Materia Medica Sintetica: ai giardini pubblici
Commento

PARTE QUINTA: E per finire ... ,

Bibliografia consultata
Bibliografia consigliata
Indice dei termini ed argomenti trattati
Indice delle malattie descritte

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L'ESISTENZA DI DIO - Prove filosofiche, scientifiche e teologiche


RETROCOPERTINA

"Perché c'è qualche cosa?

Perché non il nulla?"
Nolan Kaiser, filosofo

"Se c'è un Dio, è certo che dovrebbe farsi conoscere.
Perché non si fa vedere?
David Meister, docente di ergonomia

In una società che considera la scienza trionfante e vincente, si può ancora essere credenti?

Il mondo moderno del sapere e della ragione può far posto a Dio?

C'è stata una lunga guerra del positivismo e dello scientismo contro l'idea dell'esistenza di Dio. Oggi, però, proprio alla luce dei risultati che ha raggiunto, la stessa scienza ammette di non poter spiegare tutto richiamandosi al solo intelletto calcolatore.

Il noto scienziato Antonino Zichichi ha affermato recentemente: “Non esiste alcuna scoperta scientifica che possa essere usata al fine di mettere in dubbio o di negare l'esistenza di Dio”.

Fede e scienza non sono in alcun modo in contrasto l'una con l'altra, ma doni distinti di Dio, espressioni delle due componenti di cui tutti siamo fatti: il trascendente e immanente.
Le conquiste della scienza non oscurano le leggi divine, ma le rafforzano, contribuendo a risvegliare lo stupore e l'ammirazione per il meraviglioso spettacolo del cosmo, che va dal cuore di un atomo ai confini dell'universo.

Il filosofo inglese Bacone disse: “Una scarsa scienza può anche rendere l'uomo incredulo, ma molta scienza necessariamente conduce l'uomo a Dio”. Questo perché il mondo è segno di Dio, insegna Dio.

E’ ancora attuale la riflessione dell’apostolo Paolo: “Da un solo uomo Dio ha fatto discendere tutti i popoli, e li ha fatti abitare su tutta la terra…Dio ha fatto tutto questo perché gli uomini lo cerchino e si sforzino di trovarlo, anche a tentoni, per poterlo incontrare. In realtà Dio non è lontano da ciascuno di noi” (Atti degli Apostoli).


In questa libro il professor Hal Flemings evidenzia le ragioni filosofiche, scientifiche e teologiche per credere in Dio e poter in tal modo afferrare fermamente la vera vita ora offerta.

PREFAZIONE

Mia madre e mia nonna materna mi hanno cresciuto in un quartiere operaio di Detroit abitato prevalentemente da messicani, europei dell'Est e una piccola comunità nera. Nella prima adolescenza, ho cominciato a interessarmi di scienza, filosofia, lingue straniere e religione. All' epoca il mio amico di sempre, Frank Askew, ed io facevamo a gara nel leggere libri presi in biblioteca su queste materie. Anche se in seguito, al contrario di Frank, sono riuscito ad andare all'università, lui mi è sempre stato davanti per quantità e, forse, per qualità di volumi letti e studiati. Non avrei mai pensato che tali interessi precoci sarebbero stati al centro delle mie riflessioni sulla questione dell'esistenza di Dio.
Durante l'ultimo anno di scuola superiore, attraversai un periodo di crisi che incise profondamente sulla mia vita. Le lezioni di biologia evidenziarono le discordanze tra evoluzione organica e idee creazioniste. Poi fui profondamente colpito dal contrasto tra geologia e racconto del Diluvio come si legge nella Genesi. La tensione crebbe ulteriormente con l'inizio della mia carriera universitaria e le prime lezioni di filosofia. Le sottigliezze intellettuali di David Hume, Anthony Flew, Bertrand Russell e altri indebolirono la mia credenza nell'esistenza di Dio proprio come le idee dell'evoluzione organica hanno minato la mia accettazione della visione creazionista non evoluzionistica. Fu allora che decisi di riservare del tempo per studiare attentamente le varie argomentazioni dei diversi punti di vista e quindi tirare le mie conclusioni. Inoltre, poiché avevo visto o letto di atti di disonestà nei vari campi del pensiero, decisi di lasciare che a decidere per me fossero i fatti e non le credenziali o la popolarità. Mi sono attenuto a quel criterio fino ad oggi.
Di tutte le persone che ho incontrato, due si distinguono nel contesto di questo lavoro. La mia interazione con loro nel corso del tempo ha contribuito a formare il mio pensiero sulla questione di Dio. Negli anni '70 mi sono regolarmente confrontato con Nolan Kaiser di Mt. Pleasant, nel Michigan. È un noto filosofo e amico di vecchia data. Un po' più tardi, a metà degli anni 90, ho fatto conversazioni simili con David Meister di San Diego, in California. È noto a livello internazionale per gli studi di ergonomia ed è, lui pure, un caro amico. Con entrambi, nel corso degli anni, abbiamo riesaminato il dibattito in senso storico, filosofico e scientifico. Non dimenticherò mai i preziosi
momenti spesi a dialogare con loro.
Ben fornite biblioteche cittadine e universitarie contengono molte informazioni sulla questione de1l'esistenza di un Dio. Inoltre, internet e la sua banca dati in rapida espansione offrono abbondanti informazioni sul tema. Ciò che ho presentato in questo libro non sarà certo l'ultima parola. Nuove conoscenze e intuizioni certamente modificheranno il nostro pensiero, magari aprendo nuovi percorsi di pensiero.
Quest' opera cercherà di affrontare diverse domande importanti: Che cosa si intende per "Dio"? Cos'hanno sostenuto al riguardo varie scuole di pensiero in conflitto tra loro? Qual è stata la storia del dibattito? In quale direzione puntano le prove e il pensiero attuali?
Dal punto di vista teologico, la mia metamorfosi da battista "nato di nuovo" a scettico e, infme, a testimone di Geova mi ha offerto un caleidoscopio di opinioni, spesso in netto contrasto tra loro. Ma mi ha insegnato a esaminare tutti i punti di vista in maniera critica, a considerare attentamente tutte le prove e quindi a selezionare quanto sembra ragionevole, anche se non è alla moda.

Spero che questa sia per voi una valida esperienza di lettura.

HaI Flemings

San Diego

PREFAZIONE ALL'EDIZIONE ITALIANA

Una volta Napoleone chiese a Laplace, l'illustre astronomo francese, perché nella Mèchanique céleste, appena pubblicata, non aveva menzionato Dio. L'astronomo rispose: "Sire, non avevo bisogno di questa ipotesi!" Ovviamente Laplace non fu né il primo né l'ultimo ad assumere un'idea così sprezzante di Dio.
Eppure l'universo, il "libro della natura", rivela molte cose su cui riflettere. Non a caso il premio Nobel per la fisica, Carlo Rubbia, ha affermato: "Noi scandagliamo la struttura della materia con la massima precisione, sperando di scoprirvi l'unità e la semplicità di un mondo che a prima vista sorprende per la sua diversità e complessità. Quanto più la nostra ricerca si approfondisce, tanto più ci confondono la semplicità, l'universalità e la bellezza delle leggi della natura".
Per comprendere pienamente il senso di questa frase bisogna ripercorrere il cammino della scienza almeno dagli inizi dell"800 quando cominciò a delinearsi uno dei falsi miti del nostro tempo, lo scientismo, ovvero l'illusione di poter comprendere la natura in tutti i suoi aspetti e le sue manifestazioni facendo ricorso a leggi di tipo deterministico. Il positivismo scientifico, proclamando il dominio della ragione sulla superstizione religiosa, decretò la 'morte di Dio' ritenuta un'ipotesi non necessaria. Ciò serve anche a spiegare l'immediato successo tributato alla teoria evoluzionistica di Darwin sull' origine delle specie per selezione naturale.
Tuttavia le orgogliose promesse di quella cultura scientista cresciuta con la rivoluzione industriale hanno fatto il loro tempo. Oggi gli scienziati si rendono conto - vista la complessità della natura - di essere ancora ben lontani dall'aver compreso tutto e di non avere ancora tutti gli strumenti concettuali per comprendere la realtà nel suo insieme. Si pensi alla difficoltà di defmire cosa sia la materia.
Benché la ricerca sulle origini dell'universo sia antica quanto l'uomo, soltanto nel secolo scorso è uscita dal campo delle pure speculazioni metafisiche per assumere il carattere di scienza che
si basa sui fatti osservati. L'idea che l'universo non esista da sempre, secondo la concezione aristotelica, ma che invece abbia avuto un principio, e sia in continua espansione, è stata avanzata
per la prima volta da E. Hubble nel 1929 sulla base dei suoi calcoli dello spostamento delle righe spettrali della radiazione emessa dai corpi celesti verso il rosso (Red Shift). Si dovette attendere il 1964, con la scoperta, in verità del tutto casuale, di A. Penzias e R. Wilson, per avere una prima conferma dell'ipotesi dell'espansione dell'universo: da ogni parte del cosmo è possibile captare un debolissimo segnale (radiazione fossile di fondo a 3 K) che rappresenterebbe la lontana eco dell'esplosione iniziale, il cosiddetto big bang, il primo respiro dell'universo, quando tutta la materia era concentrata in una capocchia di spillo.
Siamo comunque ben lontani dall'aver appreso tutto sul nostro maestoso universo. Per dirla come una famosa risposta di Einstein a chi gli chiedeva a che punto siamo nella conoscenza dell'universo: "È come quando qualcuno sale sul tetto di casa convinto di poter osservare meglio la luna".
Insomma, oggi l'uomo non può avvicinarsi al grande libro della natura con la stessa supponenza ed arroganza intellettuale con la quale un docente universitario pensa di poter sfogliare un abbecedario. E ciò in quanto la natura si rivela - come ben dice Rubbia - a prima vista complessa, come l'intricatissima trama di una stupenda tela dove ogni punto-fenomeno è collegato ad un altro attraverso una fitta rete di connessioni. Ciò che gli scienziati tentano di scoprire è quell'unica e semplice legge che consenta di capire come si passa da un punto della tela ad un altro. Vi deve essere un unico e semplice principio che sottintende la diversità e la complessità, dalla struttura dell' atomo, allo sbocciare di un fiore, all'esplosione di una supernova. Ed è nell'affascinante ricerca di questa semplicità che unifica tutti i fenomeni naturali che gli scienziati, come guardando attraverso le maglie al di là della tela, intravedono una presenza, per alcuni scomoda ed indesiderata.
Questa semplicità e quest'ordine, di fronte alla cui bellezza gli uomini di scienza come Rubbia si sentono confusi, da dove proviene? È possibile che dal disordine molecolare si sia creato - in contrasto con il principio dell' entropia - un mondo strutturalmente diverso e complesso regolato da leggi semplici ed uniche?
"In principio Dio creò ì cieli e la terra". Con questo linguaggio semplice e solenne la Bibbia introduce la storia della creazione. Una storia che non è una leggenda senza tempo ma che invece ha un principio. Una verità che viene da molto lontano e sulla quale non si rifletterà mai abbastanza.
Qualcuno ha obiettato che un processo casuale, come ad esempio la formazione spontanea di un organismo unicellulare, per quanto assai poco probabile può aver luogo se viene concesso al caso un sufficiente periodo di tempo. È ben noto l'aforisma della scimmietta posta davanti alla macchina da scrivere che, dopo un tempo lunghissimo e battendo a caso i tasti, prima o poi riuscirà a comporre la Divina Commedia. Sarà, ma sembra molto di più un atto di cieca creduloneria. C'è chi ha paragonato un simile evento (la formazione spontanea di un organismo unicellulare) alla probabilità di montare un Boeing 747 per opera di un tornado che attraversi un deposito di rottami.
Di fronte alle speculazioni filosofiche ed evoluzionistiche e alle fragili certezze della scienza antropologica, oggi accolte con entusiasmo e domani rinnegate con imbarazzo, ben venga quest'opera di HaI Flemings, un caro amico che con onestà intellettuale e profonda umiltà fa una difesa filosofica, scientifica e teologica dell'idea che Dio esiste.
Vorrei concludere questa prefazione all'edizione italiana con il bel discorso dell'apostolo Paolo nel mezzo dell' Areopago: "Uomini di Atene, vedo che in ogni cosa voi sembrate dediti al timore delle deità più di altri. Per esempio, passando e osservando i vostri oggetti di devozione ho anche trovato un altare sul quale era stato inciso 'All'Iddio sconosciuto. Perciò quello al quale rendete santa devozione senza conoscerlo, quello io vi proclamo. L'Iddio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo, come Questi è, Signore del cielo e della terra, non dimora in templi fatti con mani, né è servito da mani umane come se avesse bisogno di alcuna cosa, perché egli stesso dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa. Ed egli ha fatto da un uomo ogni nazione degli uomini, perché dimorino sull'intera superficie della terra, e ha decretato le stagioni fissate e i limiti stabiliti della dimora degli uomini, perché cerchino Dio, se possono brancolare per lui e realmente trovarlo, benché, infatti, non sia lontano da ciascuno di noi. Poiché da lui abbiamo la vita e ci muoviamo ed esistiamo, come certi poeti fra voi hanno detto: 'Poiché siamo pure sua progenie" (Atti 17:22-28).
Dio è morto per chi non lo cerca.

Dott. Steno Sari

INDICE

PREFAZIONE
PREFAZIONE ALL'EDIZIONE ITALIANA
RINGRAZIAMENTI

CAPITOLO 1

FINO A CHE PUNTO È RILEVANTE
Che cosa significa "Dio"?
Dio dedotto logicamente e Dio dedotto teologicamente
Perché preoccuparsene?
Può esserci un Dio interagente?
Il "terzo gruppo"

CAPITOLO 2

I VARI PUNTI DI VISTA
Le argomentazioni dei deisti
Le argomentazioni dei teisti
Le argomentazioni dei panteisti
Le argomentazioni degli atei
Le argomentazioni degli agnostici

CAPITOLO 3

STORIA DEL DIBATTITO
Dall'antichità al 500 AEV
Dal 500 AEV al 500 EV
Dal 500 al 1500
Dal 1500 al 1900
Dal 1900 ad oggi

CAPITOLO 4

GLI ARGOMENTI CONTRO DIO
Il problema delle contraddizioni
Il problema del male e della sofferenza
Il problema di conoscere l'ignoto
L'argomento psicologico
L'avanzare della scienza e l'eclissi di Dio

CAPITOLO 5

GLI ARGOMENTI A FAVORE
L'argomento cosmologico
L'argomento teleologico
L'argomento antropologico
L'argomento ontologico
L'argomento scientifico

CAPITOLO 6

COSA SI DEDUCE DALLA CREAZIONE CIRCA LA NATURA DI DIO

CAPITOLO 7

RISPOSTE AGLI ATEI E AGLI AGNOSTICI
La brutta storia della religione
Solo le proposizioni a priori sono logicamente certe
Un Dio amorevole e potente?
Esiste davvero un Essere immateriale?
Gli uomini possono comprendere Dio?
Se Dio sa tutto, perché pregarlo e perché ci mette alla prova?
Il progetto: un argomento contro Dio?
Un Dio buono torturerebbe i dissidenti?
Dio come "superpater" freudiano
Il problema del "silenzio" di Dio

CAPITOLO 8

DI NUOVO SUL PROBLEMA DEL MALE E DELLA SOFFERENZA
La risposta socio-psicologica
E le calamità naturali?
Risposte teologiche

CAPITOLO 9

L'ESISTENZA DI DIO E LA BIBBIA
Anticipazioni scientifiche
Anticipazioni storiche

CAPITOLO 10

PERCHÉ NON GLI ALTRI TESTI SACRI?
Una questione di correttezza
La letteratura sacra buddista
La letteratura sacra hindù
Il libro Scienza e salute di Scienza Cristiana
Il Corano
La letteratura sacra baha'i
L'Avesta
Conclusione

CAPITOLO 11

YESH ELOHIM
Che cosa ne pensate?
Rivediamo il viaggio

INDICE DEI NOMI E DELLE COSE NOTEVOLI

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