ARTICOLI DI TUTTO IL NEGOZIO

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ARTICOLI DI TUTTO IL NEGOZIO (249)

IL CRISTIANESIMO ANTICO - Da Gesù a Costantino

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L'Autore Paul Mattei insegna Lingua e letteratura latina nell'Università di Lione 2. Specialista di patristica, è responsabile scientifico dell'istituto di ricerca Sources chrétiennes e ha curato edizioni di Tertulliano e Cipriano.


RETROCOPERTINA

Nell'arco di tre secoli, una piccola setta periferica riesce a imporre il proprio messaggio, la propria legge, all'interno dell'impero romano. È questa la vicenda straordinaria della prima diffusione del cristianesimo, qui ricapitolata con chiarezza.
Dopo aver tratteggiato il contesto religioso in cui il cristianesimo sorse, e cioè il giudaismo tardo e i vari paganesimi vigenti nel territorio dell'impero, il volume descrive l'azione di Gesù e degli apostoli, l'intensa opera di proselitismo che essi intrapresero, la progressiva elaborazione della dottrina, l'organizzazione delle comunità, e naturalmente le persecuzioni, che contribuirono a formare un'idea di Chiesa di martiri.

PREMESSA

Un manuale come questo rientra, malgrado la ristrettezza delle sue ambizioni, in una tradizione storiografica plurisecolare, il cui «padre» fu un erudito che ritroveremo spesso nel corso di queste pagine, Eusebio di Cesarea, e di cui, molto tempo dopo, uno degli eroi fu il dotto e modesto Louis-Sébastien Le Nain de Tillemont, condiscepolo di Racine a Port-Royal des Champs. Non che, è addirittura superfluo precisarlo, da questi antenati in poi i metodi e l'approccio, e anche il modo stesso di considerare la storia del cristianesimo, non si siano rinnovati, non siano divenuti più complessi e diversificati - e anche in modo più radicale e più tumultuoso, attraverso maggiori drammi e tormenti rispetto ad altri campi delle scienze umane, malgrado le serene apparenze che l'ingannevole perennità del soggetto farebbe balenare. Tuttavia, oltre ai riferimenti religiosi (d'altra parte, ovviamente, diversi tra loro) di Eusebio e di Tillemont, nonostante le scelte teologiche più o meno dichiarate, più o meno coscienti, con cui l'uno e l'altro colorano o strutturano il proprio racconto, rimane il loro esempio di impegno rivolto a una scrupolosa informazione e alla diligente sottomissione a documenti che ciò nonostante sono spesso imprecisi o lacunosi, e che lasciano insoddisfatta la nostra fame di sapere. Ecco i due patroni cui era giusto, fin dall'inizio, rendere omaggio.
E proprio il ricordo del probo e pio giansenista, dell'equilibrio che seppe trovare tra la sua fede e la sua ragione - pur nei limiti e nella prospettiva a lui imposti dai suoi tempi e dal suo contesto, e che non sono più i nostri - non può che riportarci a quanto Henri Irénée Marrou, terzo genio tutelare, esigeva dallo storico. Due virtù - laiche! - in tensione tra loro: la simpatia nei confronti del proprio oggetto di ricerca e la critica più rigorosa. Ed è sempre Marrou a sottolineare che per scoprire, non la verità, ma un cantuccio di verità, per individuare un punto di attacco di questa verità mai completamente raggiungibile, lo storico si rivolge al proprio oggetto, lo delimita, lo interroga, con tutta la ricchezza che gli consente la sua personale esperienza umana e la sua apertura culturale (l'attrezzatura mentale a sua disposizione) e con le domande di ogni genere che condivide con i suoi contemporanei. Lavoro che ogni generazione, in uno sforzo ininterrotto, ma per nulla lineare (non vi è «progresso»), riprende a sua volta, da capo, usque ad consummationem saeculi.
Del resto, non si tratta tanto di «cantucci» di verità quanto di frammenti riportati alla luce. Un compendio (e qui abban- doniamo il livello della ricerca creativa per ridiscendere a quello, più modesto, del manuale) deve, più di qualunque altro prodotto, resistere alla tentazione della sintesi artificiale. Deve rendere percepibile 1'enormità delle nostre ignoranze - pur tentando di dimostrare come una società «religiosa», tramite il confronto, pacifico o violento, con ciò che essa stessa non era, o non era più, nel corso di una storia che non scorreva senza intoppi, ma per mutamenti successivi, «produsse» norme, più o meno minuziose, e creò istanze, più o meno efficaci, ergendo barriere, più o meno porose, e forgiando una coscienza, più o meno elastica. Per contro, si può vedere che tale «produzione» di norme andò di pari passo con la creazione di istanze - così che i diversi aspetti di questa storia sono tra loro interdipendenti. Cosa che impone a questo lavoro tanto il suo andamento quanto il suo progetto: esso è necessariamente frammentario, deve volersi problematico, poiché studia fenomeni intricati.
A dire il vero, prima di questo libro, 1'autore si era in un certo senso fatto la mano con un opuscolo apparso altrove, nel 2002, più agile ma di più ampi propositi, dato che abbracciava la totalità dell' antichità cristiana, dalle origini a Calcedonia. È ora grato a Maurice Sartre per avergli offerto 1'occasione di riprendere una parte di quella materia in una redazione più ampia, più approfondita e, allo stesso tempo, in un'esposizione meno frustrante - poiché meno ellittica. li lettore troverà qui, a volte, un' eco dell' opuscolo precursore.
Dal 2002 a oggi, purtroppo, due maestri e amici sono scomparsi, e qui l'autore vuole riaffermare, con emozione, il debito che sente nei loro confronti: Serge Lancel e André Mandouze. La colta eleganza del primo, nel portamento come nel tono di tutto ciò che scrisse, la passione e la libera lealtà del secondo, rimangono per lui modelli di stile e di comportamento cui non osa nemmeno pretendere di avvicinarsi.
Lione, 15 giugno 2008

PREFAZIONE

Il sottotitolo di questo libro accenna a tre diversi inquadramenti. In maniera esplicita, o quasi, per quanto riguarda la cronologia: alto impero, da Augusto ai Severi, poi «crisi» e restaurazione del mondo romano, dalla fine dei Severi ai tempi di Diocleziano (ci spingeremo in realtà fino alle guerre civili nel corso delle quali si sfaldò il regime creato da questi, la Tetrarchia, ed emerse il potere, più tardi unico, di Costantino). In maniera implicita, per quanto riguarda la geografia: il mondo incentrato sul Mediterraneo, con i suoi margini reno-danubiani e orientali, le province del regno partico, poi divenuto persiano e zone tampone (Osroene, Armenia). Implicitamente, ancora, per quanto riguarda la cultura: principalmente la civiltà greco-latina, con le sue alte espressioni intellettuali, retorica e filosofia (lungi però dal dimenticare la fonte giudaica, dato che essa è, nel senso proprio del termine, fondamentale, e senza neanche trascurare l'ambito aramaico).
1.
1.1. Antichità classica e cristianesimo
Probabilmente nell'anno 30 un oscuro profeta viene crocifisso alle porte di Gerusalemme. Circa tre secoli dopo l'imperatore Costantino si converte (la sua personale evoluzione, dagli scopi poco chiari, è stata sempre oggetto di discussione tra gli storici), e questa conversione comporta la cristianizzazione dello Stato (nel corso di un complesso sviluppo che si estende su più di cento anni). Perché questo «trionfo» e perché così tardi?
Porre questa duplice domanda significa interrogarsi sulla relazione dialettica tra cristianesimo e antichità classica - dal momento in cui (nella prima metà del II secolo) il cristianesimo, nato nel seno del giudaismo, a conclusione di un processo doloroso e inizialmente niente affatto voluto, fu da quello separato. C'erano delle affinità, dato che vi è stato trionfo; esistevano degli antagonismi, o dei fattori di contrarietà, dato che questo trionfo ha molto tardato. Il cristianesimo dei primi secoli deve intendersi come qualcosa che aveva, con la civiltà greco-latina, un rapporto allo stesso tempo di armonia e di dissonanza.
Raccontare la storia del cristianesimo antico in generale significa studiare un lungo e faticoso fenomeno di confronto e di convergenza.


1.2. Evoluzione interna del «primo» cristianesimo antico
Il cristianesimo, una volta separato dalla «religione madre» e immerso nel cuore del mondo pagano, si trovava costretto a rispondere alle sfide lanciate da quest'ultimo. Sulla base di elementi presenti fin dall'inizio, anche se in altro contesto ed eterogenei tra loro, dovette costituirsi nelle sue strutture e nelle sue dottrine. Verso il 300 questa costruzione non era ancora stata portata a termine. Essa proseguì dopo Costantino, con metodi più pesanti e poste altrettanto importanti.
Raccontare la storia del cristianesimo, in particolare quella dei primi tre secoli, significa fare chiarezza su un lento processo di maturazione delle strutture e delle dottrine.


1.3. Verso più «cristianità»
Assimilando quanto nel mondo che lo circondava era assimilabile (e lasciandosi, all'occorrenza, assimilare), continuando nello stesso tempo a portare a maturazione le sue dottrine e le sue strutture, il cristianesimo, soprattutto nel III secolo, ha de facto gettato, nell'impero e nei territori confinanti, le fondamenta culturali e mentali delle prime civiltà cristiane (o «cristianità»). Iniziando a farsi strada ai tempi di Costantino, queste crebbero poco a poco, anche in rottura, a volte, col passato delle Chiese. La tarda antichità avrebbe poi trasmesso queste cristianità alle epoche successive, e alcuni aspetti ne sopravvivono ancora.
Raccontare la storia del cristianesimo dei primi tre secoli vuoi dire veder porre le basi di vivaci future imprese di civilizzazione.
Infine, un'osservazione. In questo volume si parlerà del «cristianesimo antico». Questa espressione ha un senso più ampio rispetto a «Chiesa antica», ed è migliore in quanto suggerisce che vi saranno affrontati tutti i problemi sollevati dalla nuova fede: non soltanto i problemi politici, dottrinali o di strutture, ma quelli che riguardano, in ogni campo, la vita del «popolo cristiano».


2. Limiti cronologici e articolazioni dell'opera
Partiremo da Gesù e dagli Apostoli. Questo punto di partenza può prestarsi a malintesi: sembra infatti far riferimento a una vecchia concezione che vedrebbe in Gesù il «fondatore di una religione»; ora, questa non è mai stata la sua intenzione; e d'altronde, per definizione, la nuova religione non comincia pienamente che con la fede nel Cristo risorto, dopo Pasqua. Ma è importante esaminare in che modo (grazie a quali avvenimenti, e tramite quale processo), a partire da Gesù e dagli Apostoli, nel corso di tre o quattro generazioni, il cristianesimo si sia emancipato.
Arriveremo fino al «tornante costantiniano». Il III secolo presenta, sotto vari punti di vista, diverse caratteristiche che anticipano la grande «esplosione» del IV. Resta però il fatto che la conversione di Costantino segna l'ingresso in un periodo nuovo: quello dell'impero cristiano, il cui sviluppo coincide con le grandi lotte dottrinali, trinitarie (IV secolo) e poi propriamente cristologiche (V secolo e successivi).
In questo blocco di circa trecento anni - pur prestando attenzione, come è necessario, alle continuità - la consumazione del divorzio con il giudaismo rappresenta una cesura.
Distingueremo quindi due momenti:
Gesù e gli Apostoli, o, in maniera più ampia, il «cristianesimo» (diciamo meglio: il «movimento di Gesù») delle origini (fino al primo terzo del II secolo - al più tardi verso il 135) .
Il movimento «cristiano» nell'impero pagano (II-III secolo) o, se si preferisce, il cristianesimo anteniceano (prima del concilio di Nicea, nel 325 - più esattamente sino alla fine dell'ultima grande persecuzione nell'impero romano, quella detta di «Diocleziano», nel 313.
(Preliminarmente, daremo qualche cenno sul mondo ebraico all'interno del quale, progressivamente, emerse il eristianesimo.)1


3. Un'occhiata alle fonti letterarie
Si troverà qui di seguito una semplice lista. La descrizione dei contenuti, i problemi di datazione e di autenticità verranno discussi a loro tempo nel corso dei diversi capitoli. Mi soffermerò subito soltanto su alcuni, pochi, documenti che è più comodo descrivere fin da questo momento. Non dirò nulla, qui, a proposito delle fonti archeologiche, epigrafiche e figurative: esse faranno la loro comparsa nel corso dell' esposizione, quando ve ne sarà bisogno.


3.1. Il contesto ebraico
I testi sono abbondanti e diversificati. Distingueremo tra letteratura biblica, canonica o meno, e opere della letteratura non biblica.

Letteratura biblica
Libro della Sapienza: uno degli ultimi libri, di origine giudaica e non cristiana, scritti in greco e inseriti, per la maggior parte, come «deuterocanonici» nel canone cristiano cattolico dell' Antico Testamento - vale a dire, con qualche sfumatura, nel canone dei Settanta (LXX)2.
Scritti «intertestamentari», in particolare gli Apocrifi (o Pseudepigrafii dell' Antico Testamento, a volte ritoccati da mani cristiane3. Molti sono stati ritrovati tra i «manoscritti del mar Morto». Citeremo qui in maniera più particolareggiata la letteratura «enochiana» (attribuita tramite pseudepigrafo al patriarca di Gn 5, 21-23 assunto in cielo: l'Enoc «etiopico»4, [1 Enoc]; il Libro dei segreti di Enoc o Enoc «slavo» [2 Enoc] 5).
Menzione speciale anche per le pseudoprofezie degli Oracoli sibillini: centoni omerici posti sotto il patronato di quelle mitiche sacerdotesse pagane che erano le sibille 6; dei dodici libri di Oracoli, numerati da I a VIII e da XI a XIV, solamente i libri IIl, IV e V sono ebraici o, più precisamente, giudeo-ellenistici (I-Il secolo d.C.), mentre gli altri sono cristiani.

Letteratura non biblica
• Opere di ebrei ellenistici, in particolare Filone di Alessandria e Flavio Giuseppe.
• Scritti rabbinici contenuti nella Mishnah e nel Talmud da utilizzare però con cautela, perché più tardi. La compilazione scritta della Legge orale progressivamente elaborata dai maestri farisei, che forma la Mishnah, è opera di Rabbi Yehuda Hanassi [«il Principe»], composta tra il 135 e il 217. I due Talmud, che contengono la Mishnah e i relativi commentari, la Ghemara, sono ancora posteriori: IV secolo per la messa a punto definitiva del Talmud di Gerusalemme, VI secolo per quella del Talmud di Babilonia. Alcune tradizioni (baraita) non comprese nella Mishnah e nel (nei) Talmud, costituiscono la Tosefta
7.


3.2. Gesù e i tempi apostolici

Fonti cristiane: il Nuovo Testamento canonico
Il Nuovo Testamento costituisce la seconda parte della Bibbia cristiana. Si compone di 27 scritti greci il cui canone, come vedremo, fu stabilito, almeno nelle sue linee principali, nel corso del periodo qui studiato. Cioè, nell' attuale ordine
di questo canone:
• I 4 Vangeli (Matteo; Marco; Luca; Giovanni).
• Gli Atti degli Apostoli.
• Le 13 lettere attribuite a Paolo e ordinate per lunghezza: ai Romani; I e II ai Corinzi; ai Galati; agli Efesini; ai Filippesi, ai Colossesi; I e II ai Tessalonicesi; I e II a Timoteo; a Tito; a

Filemone.
La Lettera agli Ebrei, che nessuno oggi pensa più di attribuire, neanche indirettamente, a Paolo.
• Le 7 lettere dette «cattoliche», e attribuite (a torto) ad altri apostoli o persone vicine a Gesù: I e II lettera di Pietro; Lettera di Giacomo; I, n e In lettera di Giovanni; Lettera di Giuda.
L'Apocalisse di Giovanni.

Fonti cristiane: gli «Apocrifi» (o «Pseudepigrafi») del Nuovo Testamento
Alla collezione dei libri canonici (in pratica non vi sono, per quanto riguarda il Nuovo Testamento, «deuterocanonici»)8 bisogna aggiungere, benché si tratti di opere più recenti (datano almeno al II secolo), gli Apocrifi (o Pseudepigrafi del Nuovo Testamento. Sono scritti di tono più evidentemente leggendario, o caratterizzati in maniera più o meno profonda da aspetti che 1'ortodossia allora in via di formazione non avrebbe poi ratificato.
Il carattere «apocrifo» (o apocrificità) non impedisce, a priori, che i libri che vengono così definiti possano contenere elementi direttamente utili, grazie alla loro autenticità, per la storia dei personaggi neotestamentari che ne sono l'oggetto o i supposti autori. Ma, più ancora, gli apocrifi sono stati rivalutati dalla ricerca recente per ciò che rivelano sui diversi ambienti in cui videro la luce.
Tutti i generi letterari rappresentati nel Nuovo Testamento canonico sono illustrati anche da scritti apocrifi: vangeli, atti degli Apostoli, lettere apostoliche, apocalissi.

Fonti non cristiane

Sono rare e povere.
1) Fonti ebraiche:
• Mishnah e Talmud, critiche e prive di benevolenza nei confronti del cristianesimo, e in ogni caso contenenti dati da considerare con prudenza;
• Flavio Giuseppe: ma il Testimonium Flavianum è quanto meno interpolato.

2) Fonti pagane:
• Tacito (Annali 15, 44)
• Svetonio (Vita di Claudio e Vita di Nerone)
• Plinio il Giovane (Epistole lO, 96-97: lettera a Traiano e risposta del principe).

3.3. Dalla fine del I secolo (o del primo terzo del II) all' inizio del IV

Testimonianze pagane

Sono anch'esse rare e povere. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di attacchi: Luciano, Gallieno, Marco Aurelio, Celso (il discorso Contro i cristiani del retore Frontone di Cirta, maestro di Marco Aurelio, è andato perduto).
È necessario dedicare qualche parola all'Historia Augusta. Questa collezione (in lingua latina) di biografie imperiali, da Adriano a Probo, si presenta come l'opera di molti autori vissuti sotto Diocleziano e sotto Costantino. In realtà si tratta di un falso, spesso fantasioso, volutamente o meno, scritto alla fine del IV secolo da un pagano ostile alla politica degli imperatori cristiani. Stato d'animo di cui bisogna tener conto per «decrittare» quei pochi dettagli forniti dall' Historia Augusta sul cristianesimo (o, meglio, sull' atteggiamento di tale o talaltro principe nei confronti del cristianesimo)9.

Letteratura cristiana

La «patristica» ha inizio con i «Padri apostolici». A questi segue il plotone degli «Apologisti» (ma gran parte di loro non si è limitata alla polemica antipagana). Molti scrittori si distinsero soprattutto contro altri nemici della «Grande Chiesa»10, ebrei ed «eretici»: al primo posto, Melitone di Sardi, peraltro Apologista, ed Ireneo di Lione. Il III secolo è ancora più ricco: a Roma c'è Novaziano («Ippolito», che lo precedette, rappresenta un ingarbugliato problema letterario); in Africa, Tertulliano, Minucio Felice, Cipriano, Commodiano, Arnobio, Lattanzio; in Egitto, Clemente e Origene (e poi, in Egitto e in tutto l'Oriente, gli eredi di quest'ultimo, così come i postumi avversari al suo pensiero, reale o presunto). Bisogna poi aggiungere la produzione agiografica*11 e la documentazione canonico-liturgica.
Oltre a questa letteratura «ortodossa», vi sono gli scritti gnostici restituiti dalle sabbie dell'Egitto (i codici di Nag Hammadi), o noti tramite manoscritti importati in Europa fin dal 175012.

Eusebio di Cesarea, l'«Historia Ecclesiastica», e le fonti connesse

L'Historia di Eusebio, che pur ammettendo diverse ipo- tesi non può in alcun caso essere collocata dopo la vittoria di Costantino su Licinio (324)13, è essenziale. Senza di essa, quali che siano i suoi orientamenti e le sue carenze 14, la nostra conoscenza dei fatti cristiani nel II e nel III secolo sarebbe assai scarsa. Eusebio inserisce nel suo racconto documenti antichi, che è il solo ad aver conservato, come la Lettera delle comunità di Vienna e di Lione (HE 5, 1-2). (Sulla persecuzione di Diocleziano, la circostanziata testimonianza di Eusebio deve essere confrontata con quella di un altro testimone, Lattanzio, conservata nel suo libello, autentico, checché se ne dica, su La morte dei persecutori.)
Faremo scarso riferimento ai continuatori greci di Eusebio, Socrate, Sozomeno e Teodoreto di Ciro: il loro racconto, infatti, non riguarda 1'epoca che prendiamo in considerazione - anche se a volte vi si possono trovare utili flashback. Ciò vale anche per il traduttore latino dell'Historia eusebiana, Rufino di Aquileia, nonostante le aggiunte che apporta all' originale.
Insieme all'Historia di Eusebio, vi è la sua Chronica. In particolare, non la prima parte di questa, o Cronografia, che forniva scorci sulla storia di varie popolazioni antiche e dettagliava i diversi sistemi di computo, ma la seconda, o Canoni cronologici; una presentazione sin cronica, disposta per colonne, degli avvenimenti da Abramo al IV secolo. L'opera, pubblicata nel 303, conobbe una riedizione che la portò fino al 325. A parte alcuni frammenti, la versione greca è andata perduta, ma tutte e due le sue parti sono sopravvissute in versione armena; i Canoni sono conservati nella traduzione latina di Girolamo - con la continuazione, scritta da lui, fino ai suoi giorni (periodo 326-378)15.

Dello stesso Girolamo, aggiungiamo il De viris illustribus. È una successione di capitoli biobibliografici, in ordine di tempo, dall' apostolo Pietro fino a Girolamo stesso. Si tratta di una fonte importante, benché deturpata da imprecisioni o fraintendimenti dovuti a un' erudizione a volte frettolosa. Girolamo dipende spesso da Eusebio.

Fonti sussidiarie

Sono tre complessi documentari cui faremo ricorso solo occasionalmente:
• Due delle opere che formano l' «Appendice di Ottato» (Appendix Optati) in un manoscritto della sua opera e afferenti alle origini del donatismo (Ottato di Milevi, polemista cattolico, ebbe il suo floruit nel decennio 360): le Gesta apud Zenofilum e la Purgatio Felicis. Si tratta di straordinari frammenti di vita. Le Gesta riportano il verbale di un' azione intentata da un diacono contro il suo vescovo nel 320, davanti al governatore di Numidia; racchiudono gli Acta Munati Felicis, relazione sull'irruzione effettuata, nel 303, all'inizio della persecuzione di Diocleziano, dai magistrati municipali di Cirta in Numidia (l'odierna Costantina, in Algeria), in alcuni locali appartenenti alla comunità cristiana. La Purgatio è la relazione che discolpa Felice, vescovo di Abthugni (Pro consolare - metà nord dell' odierna Tunisia), dall' accusa di aver consegnato Libri sacri e vasi consacrati ai persecutori, nello stesso periodo16.
• Il Liber pontificalis, serie, conservata solamente in una seconda edizione, delle «vite» dei papi romani, da Pietro a Stefano V (885-886) - da cui l'altro titolo: Gesta pontificum Romanorum. Il valore delle notizie è molto disomogeneo. Possono conservare utili indicazioni archeologiche, topografiche e liturgiche. Si distinguono diverse stratificazioni: fino alla Vita di Silverio (papa dal 536 al 537) si tratta di un'unica compilazione redatta sotto il pontificato di Vigilio (536-555), in seguito le «biografie», a parte alcune eccezioni, furono composte all'occorrenza. Nei manoscritti il LP è preceduto dalla lista delle Depositiones episcoporum Romanorum (date delle sepolture) che vengono peraltro fornite anche dal Cronografo (Calendario) del 354 e dal Catalogo Liberiano (composto sotto Libero, 352-366); è seguito da un secco elenco dei papi fino a Onorio II (t 113 O) . L'insieme è stato edito da Duchesne (2 volI., 1886-1892)17.
La Biblioteca o Myriobiblion di Fozio (IX secolo), precisamente, Descrizione e repertorio dei volumi letti da noi, ampia collezione di «analisi» (o codices che riassumono e valutano 279 opere, che il futuro patriarca di Costantinopoli pubblicò poco prima dell'855, quando era ancora un alto funzionario laico (alcuni scritti sono oggetto di più di un riassunto; molti codices riguardano autori cristiani, in particolare del III secolo, altrimenti perduti)18.

NOTE

1 In compenso non tratteremo, se non in maniera molto rapida, le religioni non bibliche (i «paganesimi»), soggetto troppo vasto che ci allontanerebbe troppo a lungo dall'essenziale. Ne daremo comunque qualche accenno per tracciare almeno un abbozzo dello sfondo «spirituale».

2 Su questa versione greca (e le sue revisioni), si veda infra, cap. 1. Su altre versioni antiche della Bibbia (latina; siriaca; copta), si veda infra, cap. 6.

3 Sono rari gli Apocrifi dell'Antico Testamento di origine completamente cristiana. Citeremo alcune composizioni relative al ciclo di Esdra che si vanno ad aggiungere ai libri canonici di Esdra e di Neemia (repertoriati dai moderni anche come Esdra I e II; Esdra III è la forma particolare che assume Esdra nella versione dei Settanta): se Esdra IV è un apocrifo giudaico, Esdra V è un'aggiunta cristiana posta all'inizio di Esdra IV, conservata, e forse scritta, in latino, durante il 11-111 secolo (giudeo-cristiano); Esdra VI è un complemento messo al seguito di Esdra IV, più giudaico che cristiano, e redatto nel IV secolo; esistono altri libri, per esempio LlApocalisse di Esdra. L'apocrifo cristiano Ascesa di Isaia (Siria, II secolo) si fonda su fonti giudaiche. Altro Apocrifo dell'Antico Testamento, della stessa origine e della stessa epoca del precedente, è le Odi di Salomone.

4 Così chiamato perché conservata in ge' ez dalla Chiesa copta di Abissinia, che l'ha integrato nel suo canone biblico. Ne sono stati ritrovati a Qumran alcuni frammenti in aramaico. Il libro è stato composto in varie fasi tra il II secolo a.c. e il I secolo d.C.

5 L'originale greco è datato al I secolo d. C. Esiste inoltre un Enoc ebraico (3 Enoc) che è una compilazione rabbinica del III secolo.

6 Si sa che l'antichità conosceva varie sibille, di cui le più famose erano quella Eritrea (originaria della costa ionica) e quella di Cuma (vicino Napoli), e che si conservavano a Roma, in Campidoglio (dove venivano consultati in occasione di situazioni critiche) i Libri sibillini, che si credevano comprati da uno dei re Tarquini (Prisco o Superbo, nel VI secolo a. c.) dalla sibilla Cumana. Sappiamo anche che, sulla base degli Oracoli sibillini cristiani, e ancora di più, di una interpretatio christiana della IV Bucolica di Virgilio, il medioevo occidentale ha fatto delle sibille pagane, allo stesso titolo dei profeti ebraici, delle annunciatrici del Cristo: da qui l'evocazione della Sibilla, insieme a David, nel «Dies lrae», e i colossi dipinti da Michelangelo nella volta della Cappella Sistina.

7 Cfr. G. Stemberger, Introduzione al Talmud e al Midrash, ed. it. riveduta e aggiornata dall'autore, a cura di D. e L. Cattani, Roma, 1995.

8 Benché Lutero abbia considerato di minor valore la Lettera agli Ebrei, la Lettera di Giacomo (che, per il valore che essa attribuisce alle opere, chiamava la «lettera di paglia»), la Lettera di Giuda, l'Apocalisse

9 Della HA si seguirà l'edizione Scrittori della Storia Augusta, 4 voll., introduzione, testo latino, traduzione e note a cura di G. Porta, Bologna, 1990-1995. Per quanto riguarda gli storici greci di epoca imperiale e tarda, non vi è da raggranellare altro che alcuni rari dettagli (così, per esempio, in Dione Cassio, su Domitilla e su Marcia), o, nel migliore dei casi, cogliere qualche chiarimento indiretto.

10 Su questa espressione, consacrata dall' attuale storiografia, si veda infra, cap. 4, nota 32, p. 145.


11 L'asterisco (*) segnala la prima occorrenza di una parola spiegata nel Glossario (sono sistematicamente segnalati così i sostantivi, mentre per gli aggettivi solo nel caso in cui, per chiarezza, si renda necessario).

12 Saranno elencati più avanti (cap. 10) gli eresiologi ortodossi del IV e V secolo, come Epifanio di Salamina, che combattono eresie di epoche precedenti.

13 Vi è un problema relativo alla data esatta di redazione e pubblicazione dei dieci libri dell' HE. Gli ultimi tre sono sicuramente posteriori al 311 (il libro VIII comprende il racconto della persecuzione di «Diocleziano» fino a questa data). Sembra preferibile ammettere che i primi sette siano stati scritti precedentemente allo scoppio della persecuzione, proprio all'inizio del IV secolo (se non proprio alla fine del II!). F. Richard, nell'introduzione alla nuova traduzione francese dell'HE (Paris, 2003, pp. 19-21), fa sua l'opinione di T.D. Barnes (Constantine and Eusebius, Cambridge, Mass., 1981), e fa notare che questa cronologia non è priva di importanza per l'interpretazione di tutta l'opera nel suo complesso: i primi sette libri non possono esser stati scritti nell' euforia della pace costantiniana e degli inizi dell'impero cristiano.

14 L'introduzione citata nella nota precedente fa utilmente il punto sulla situazione dell'HE all'interno dell'opera di Eusebio e sulle intenzioni che questi aveva quando la scriveva (Richard, in HE, pp. 13-16), e anche sul metodo storiografico adottato dall' erudito di Cesarea, i suoi meriti e i suoi difetti (ibidem, pp. 21-29).

15 La Chronica di Eusebio non è la prima scritta da un cristiano. Già «Ippolito» ne aveva composta una, dalle origini del mondo al 234 d.C., di cui non restano che alcuni frammenti e qualche parziale adattamento. Prima di Ippolito, Sextus lulius Africanus (Giulio Africano), ufficiale romano, amico intimo dell'imperatore Alessandro Severo e amico di Origene, aveva scritto una «Cbronograpbia» che arrivava fino al217 (o 224): di quest'opera possediamo oggi solo alcuni frammenti. Vanno ricordati altri due scritti di Eusebio: 1) su I martiri di Palestina, all'epoca di Diocleziano e dei suoi successori (303 ·311), un racconto conservato in due versioni (breve, in greco, come appendice al libro VIII dell'HE in quattro manoscritti di questa; lunga, in siriaco); 2) su La vita del beato Costantino, un elogio funebre lambiccato e di autenticità a lungo contestata, tutta o in parte.

16 Si veda Y. Duval, Chrétiens d'Afrique à l'aube de la paix constantinienne. Les premiers écbos de la grande persécution, Paris, 2000 (parzialmente da correggere: cfr. P. Mattei, in <<REL», 80, 2002, pp. 398-401). Agostino (Contro Cresconio 3, 27 [30J), offre a sua volta gli atti di una riunione vescovile che si tenne a Cirta nel 305 o nel 307: sbalorditiva testimonianza sui costumi dei vescovi numidi, peraltro impavidi fautori del donatismo.

17 Nuova edizione: Paris, 1955 (con un terzo volume a cura di C. Vogel, 1957).

18 Fozio, Biblioteca, 8 voll., a cura di R. Henry, Paris, 1959-1977, voI. 9: Indices, a cura di J. Schamp, Paris, 1991.

INDICE

Premessa

Prefazione

PARTE PRIMA: UNO SGUARDO AL MONDO CIRCOSTANTE

I. Il tardo giudaismo, n secolo a.c. - n secolo d.C.

II. I paganesimi in epoca imperiale

PARTE SECONDA: GESÙ E L'EPOCA APOSTOLICA, I SECOLO

III. Gesù

IV. L'epoca apostolica. Dalla morte di Gesù al primo terzo del n secolo

V. Nota sul giudeo-cristianesimo e la sua evoluzione

PARTE TERZA: IL CRISTIANESIMO NELL'IMPERO PAGANO, II - III SECOLO

VI. L'espansione cristiana

VII. Il cristianesimo e l'impero: le persecuzioni

VIII. Aspetti dottrinali, n secolo

IX. Aspetti dottrinali, n secolo

X. Aspetti dottrinali, n secolo

XI. Aspetti dottrinali, In secolo

XII. Aspetti dottrinali, In secolo

XIII. Organizzazione delle comunità

XIV Aspetti materiali, morali e spirituali

Conclusioni

Appendici

Carte

Cronologia

Glossario

Bibliografia scelta

Indice dei nomi

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IL PRIMO CRISTIANESIMO - Rileggere il libro degli Atti


RETROCOPERTINA

Con gli Atti degli apostoli Luca affronta la questione - attualissima anche nei tempi di grandi cambiamenti in cui viviamo - dell'avvenire del cristianesimo.
Alla fine del I secolo d.C., infatti, la situazione dei cristiani - una miri ade di piccole comunità dagli orientamenti contraddittori - è tutt' altro che invidiabile: consumata la rottura con gli ebrei, essi vivono in un contesto sovraccarico di culti e religioni e sono oggetto di pesanti vessazioni romane.
Con il suo sguardo a un tempo da profeta, pastore e storico, Luca scommette sul cristianesimo e mira a ridare coraggio ai suoi lettori, convincendoli che il messaggio di Cristo non ha perso il suo valore.

PREFAZIONE

Si può ritenere il cristianesimo «sorprendente» pur rimanendo politicamente corretti?
Si può osare proclamarsi fieri dell'evangelo senza essere bollati di affiliazione a una setta?
Posso rallegrarmi di essere un cristiano senza passare per un integrali sta impaziente di veder bruciare all'inferno quelli che non sottoscrivono il mio credo?
In breve, è possibile parlare di un «cristianesimo sorprendente» senza farsi rinfacciare la lunga storia dei crimini commessi nel nome di Cristo?
lo vorrei provarci.
E ci provo seguendo una traccia vecchia di diciannove secoli. Intorno all' anno 80 della nostra era, un uomo - lo chiameremo Luca, senza sapere se questo sia stato davvero il suo nome - ha scritto la prima storia del cristianesimo. A quel tempo quello che più tardi sarà chiamato «cristianesimo» si riassume in una rniriade di piccole comunità. Una folla di gente perduta nell'immensità delle città e delle campagne dell'impero romano. Questi gruppuscoli più o meno oscuri - in effetti, piuttosto di più che di meno - vivevano all' ombra delle istituzioni religiose riconosciute e rispettate, i cui luoghi di culto erano sotto gli occhi di tutti: templi dedicati all'imperatore, santuari dei guaritori, sinagoghe ebraiche, templi consacrati a Zeus, Ermes, Artemide, Dioniso, Iside e così via.
A quel tempo, la cristianità era soltanto un gruppo non strutturato, una manciata di conventicole dagli orientamenti contraddittori. Si potevano trovare alla rinfusa il giudeo-cristianesimo di Giacomo legato a Israele, il cristianesimo di Pietro con estensioni missionarie, le chiese di Paolo aperte alla cultura greco-romana, le assemblee di Giovanni in conflitto con l'ebraismo, coloro che credevano nell' apocalisse i quali coltivavano l'odio per il potere politico romano, le consorterie gnostiche dalla spiritualità elitaria.
All'epoca, chi avrebbe scommesso un sesterzio sull' avvenire di questo start-up religioso? Luca l'ha fatto. Oggi, a distanza di tempo, facciamo fatica a misurare la straordinaria audacia del suo gesto. L'osare una tale scommessa sull' avvenire è un atto visionario. Significa vedere, al di là di un presente nebuloso, ciò che emergerà nel futuro. Luca ha la stoffa del profeta.
E tuttavia sorprende scoprire che Luca è uno storico. Egli non ha niente del personaggio divinatorio. Con cura e minuzia ha percorso in lungo e in largo la memoria del passato, i primi cinquant'anni del cristianesimo. Il risultato del suo lavoro di ricerca è un racconto scevro da condiscendenza sugli inizi del movimento di Gesù. Ciò nonostante, attraverso questo ritratto-verità, Luca fa capire ai cristiani suoi contemporanei che non devono vergognarsi delle loro origini. Mostra loro che sono gli anelli di una catena umana, bella, coraggiosa, degna, intellettualmente rispettabile, in una parola sorprendente.
Il suo messaggio ha, a mio parere, di che rinforzare il nostro cristianesimo stanco. Per le nostre chiese che medicano le ferite e rinserrano le truppe invecchiate, lo sguardo che l'autore degli Atti degli apostoli volge sul cristianesimo funge da tonico. Il suo testo riemerge dal passato più profondo, ma l'orizzonte che disegna parla del nostro futuro.

INDICE

Prefazione
1. Un atto di memoria
1.1 Il primo storico
1.2 Il grande choc dell' anno Settanta
1.3 Resi fragili dal divorzio religioso in corso
1.4 La sorpresa
1.5 E, malgrado tutto, la rottura
1.6 La differenza cristiana
1.7 Israele, prima di tutto

2. Una moltitudine di testimoni
2.1 L'era dell' assenza
2.2 L'umano e il divino si incontrano
2.3 Una Disneyland religiosa?
2.4 Due modi per dire Dio
2.5 Dio non ha altre parole al di fuori delle nostre
2.6 Una moltitudine di testimoni
2.7 A rischio dello Spirito santo
2.8 Chi è il protagonista?
2.9 Fierezza della Parola

3. Cronaca della risurrezione
3.1 Tutte le lingue del mondo
3.2 Democratizzazione dello Spirito
3.3 Lo Spirito, traccia di risurrezione
3.4 Gesù Cristo ti guarisce

3.5 La presenza nascosta della risurrezione
3.6 Una forza vitale attraverso la sconfitta
3.7 L'universalità,
3.8 Una commistione enigmatica
3.9 Condividere la stessa tavola

4. La faccia nascosta di Paolo
4.1 Molte divergenze
4.2 Luca è stato un compagno di Paolo?
4.3 Uno storico che scrive a distanza
4.4 Tramandare la memoria di Paolo
4.5 Nessun altro apostolo oltre i Dodici
4.6 L'importanza del tempo passato
4.7 Un Paolo sconosciuto
4.8 Come un angelo di Dio
4.9 Senza rinnegare la fede di Israele
4.10 Un Paolo dai tanti volti

5. L'evangelo e le religioni
5.1 Li hanno presi per dèi
5.2 Comprendere la religione degli altri
5.3 Di fronte agli intellettuali di Atene
5.4 Un discorso a doppia valenza
5.5 Non si può trovare Dio senza aver trovato il Cristo
5.6 Contro la manipolazione della religione
5.7 Un esorcismo sorprendente
5.8 Per non farsi incorporare
5.9 La collera degli orefici a Efeso

6. Storie di denaro
6.1 «Guai a voi ricchi»
6.2 Coesistenza sociale
6.3 Una comunione dei beni
6.4 Non c'è vergogna nel possedere
6.5 Dramma all'interno della chiesa
6.6 Un romanzo ad alta tensione
6.7 Quando la chiesa è in gioco
6.8 Hanno sbagliato a far finta
6.9 Un nuovo peccato originale

Conclusione
Bibliografia

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LE PRIME COMUNITÀ CRISTIANE - Tradizioni e tendenze nel cristianesimo delle origini


RETROCOPERTINA

Qualunque sia la datazione proposta per i primi scritti cristiani, anche i più antichi di essi sono stati preceduti da tradizioni orali. In esse ci si imbatte ad ogni passo. Gli scritti stessi vi fanno riferimento: sia le lettere (cf. per es. 1Cor 15,1-11) sia i vangeli (cf. Le 1,1-4). Nel cristianesimo la tradizione, diventando veicolo di un messaggio di salvezza, coinvolge ogni aspetto della vita delle comunità: predicazione, fede, liturgia, morale.
Il volume ricostruisce il formarsi e i contenuti delle prime tradizioni cristiane. Prime: concentra la sua attenzione sulla fase iniziale, allargando lo sguardo agli sviluppi successivi solo nella misura in cui possono aiutarci a far luce, retrospettivamente, su di essa. Cristiane: foca lizza soprattutto gli elementi specificamente cristiani; in concreto le tradizioni cristologiche, senza con questo porre una separazione con le tradizioni ebraiche, che non solo sono premessa o sfondo di quelle cristiane, ma spesso parte integrante di esse. Tradizioni: il plurale sottolinea l'interesse per la loro molteplicità; anche se non verranno studiate tutte, vengono però messe a confronto le principali di esse.
Dopo una verifica sulla possibilità di ricostruire o meno le prime tradizioni cristiane, il volume approfondisce la tradizione kerygmatica pasquale (l'annuncio del risorto), poi le tradizioni sul Gesù prepasquale, delinea quindi i vari gruppi della Chiesa primitiva, con le tendenze e le tensioni che esprimono, per chiudere su un quadro d'insieme.

PREFAZIONE

Le prime tradizioni cristiane
e la loro ricostruzione


1. TRA GLI EVENTI ED I TESTI


Qualunque sia la datazione ritenuta probabile per i primi scritti cristiani, anche i più antichi di essi sono stati preceduti da tradizioni orali.1 Non è una scoperta recente: gli scritti stessi vi fanno riferimento, sia le lettere (cf. per esempio 1Cor 15,1-11) sia i Vangeli (cf. Le 1,1-4), e la Chiesa antica sapeva bene che ciò che fu affidato agli scritti era stato prima predicato.2 È stata però l'esegesi moderna a portarne alla luce tutta la ricchezza e la complessità, il loro molteplice sviluppo nel tempo e nello spazio.
In esse ci si imbatte ad ogni passo, anche negli altri volumi di questa collana. In questo volume però, anziché attraversarle solo di sfuggita per puntare più a monte verso gli eventi, o più a valle verso i testi, ci proponiamo di studi arie più direttamente.
Di una realtà così vasta, va detto subito, potremo toccare solo alcuni aspetti. Nel cristianesimo infatti la tradizione, diventando veicolo di un messaggio di salvezza, assume un ruolo ancora più decisivo di quello, pur essenziale, che svolge in qualsiasi gruppo umano,3 e coinvolge ogni aspetto della vita ecclesiale: predicazione, fede, liturgia, morale. Ricostruire, anche solo a grandi linee, un panorama completo delle prime tradizioni cristiane equivarrebbe dunque praticamente a ricostruire tutta la storia di quelle comunità, da inquadrare a sua volta sullo sfondo più vasto dell'ambiente.
Si aggiungono, inoltre, le difficoltà metodologiche. Alle prime tradizioni cristiane possiamo risalire solo a ritroso, attraverso un paziente lavoro di ricostruzione, partendo da tutta una serie di scritti, il cui numero peraltro non è facilmente delimitabile. Sarebbe troppo comodo, infatti, limitarsi agli scritti più antichi, o addirittura solo agli «strati» più antichi all'interno di essi, come se quelli più tardivi non potessero incorporare anch'essi materiale tradizionale. Diventa difficile pertanto precisare un punto d'arrivo, un terminus ad quem cronologico della produzione scritta da esaminare.
A prima vista esso potrebbe essere segnato, non tanto dal momento in cui i singoli scritti apparvero, quanto dal momento in cui alcuni di essi, recepiti come corpus canonico, si imposero come punto di riferimento primario. Tale processo però si realizzò solo gradualmente: per molto tempo le tradizioni non scritte continuarono ad essere ampiamente diffuse e utilizzate autonomamente dagli scritti, come mostrano sia i detti di Gesù ignoti ai Vangeli canonici (i cosiddetti àgraphai, sia quelli citati in una forma testuale diversa.4
L'orizzonte si allarga ancora di più se non ci limitiamo semplicemente a recuperare gli elementi individuabili come «tradizionali» all'interno degli scritti successivi, ma collocandoci in un'ottica di ricezione, di «storia degli effetti», utilizziamo tutto, anche gli elementi palesemente «secondari», o addirittura devianti, ma che in qualche modo possono offrire un riflesso del punto di partenza. La teorizzazione di questo criterio ermeneutico è relativamente recente,5 come pure il termine «traiettorie»,6 ma l'impostazione storiografica è classica. Così per esempio Harnack osservava che nessuno aveva compreso Paolo se non Marcione, benché anche lui lo avesse frainteso7 o, viceversa, che l'ostilità di Porfirio per Paolo conferma « ... che l'apostolo in fondo nonsia da ascrivere tra i cristiani ellenisti ma tra i giudaizzanti»;8 analogamente BouBet poteva notare che il docetismo rappresenta l'esito estremo di un tipo di predicazione cristiana in cui aveva scarso rilievo il Gesù terreno,9 oppure che tanto l'interpretazione gnostica quanto quella cattolica sviluppavano aspetti effettivamente presenti in Paolo e in Giovanni.10 Non si tratta, ovviamente, di obbedire a un postulato evoluzionistico,11 né di mettere sullo stesso piano, come avviene in certe ermeneutiche di segno nichilistico, tutte le diverse ricezioni, rinunziando a valutarie criticamente in rapporto al dato di partenza; ma fare storia significa pur sempre collegare i fenomeni attraverso il tempo e lo spazio, capire ciò che è stato dopo in base a ciò che era stato prima, ma anche ciò che era stato prima in base a ciò che è stato dopo.
Per uno studio delle prime tradizioni cristiane, ciò significa che il suo orizzonte dovrebbe spingersi fin verso la fine del secondo secolo, allorché il cristianesimo emerge ormai chiaramente come la «terza stirpe», distinta tanto da quella dei pagani quanto da quella dei giudei,12 e all'interno del cristianesimo stesso la «grande Chiesa» si consolida istituzionalmente e dottrinalmente accogliendo insieme nel canone tradizioni originariamente distinte quali quelle sinottiche, quelle paoline, quelle giovannee, per non citare che le più importanti; e al tempo stesso si contrappone da una parte al dualismo marcionita e gnostico che ripudiava l'Antico Testamento, dall'altra alle tendenze riduttive di alcuni gruppi giudeocristiani che rischiavano di sminuire la novità salvifica di Cristo. Tutte queste traiettorie - del cattolicesimo, dello gnosticismo, del giudeocristianesimo - tutti questi processi, per un verso di confluenza ed unificazione, per altro verso di distanziazione e contrapposizione, affondano le loro radici all'indietro, in qualche modo sino alle origini stesse del cristianesimo, devono esserne illuminati e dovrebbero a loro volta illuminarle.
Gli scritti da prendere in esame, di conseguenza, sono non soltanto quelli accolti nel corpus canonico del Nuovo Testamento ma anche quelli venerati come «Padri» della Chiesa, in particolare i cosiddetti «Padri apostolici», immediatamente a ridosso delle origini, quelli di altri autori ecclesiastici, e quelli che per diverse ragioni vennero classificati fra gli «apocrifi».13

A sua volta poi anche il lavoro da compiere su tutti questi scritti è molteplice. Globalmente lo si può denominare, con i tedeschi, «storia della tradizione», ma all'interno di esso in realtà s'intrecciano inevitabilmente diversi problemi e diversi metodi: lo studio dei testi stessi sia «sincronicamente» nella loro stesura letteraria finale, sia «diacronicamente» nelle modifiche introdotte nei materiali preesistenti (<<storia della redazione»); lo studio delle singole micro-unità tradizionali durante la fase orale nella loro forma linguistica e nella loro funzione sociologica e religiosa (<<storia delle forrne»); lo studio degli eventi stessi ai quali essi fanno riferimento (critica storica).14
Tutto questo lavoro è ancora in pieno svolgimento, e benché oggi comincino a moltiplicarsi audaci tentativi di sintesi,15 non sembra ancora possibile, a differenza di altri settori, presentare semplicemente un tranquillo bilancio di risultati già acquisiti. II quadro che andremo delineando potrà presentarsi dunque solo provvisorio e frammentario, poco più che una «mappa» appena abbozzata a grandi linee per un primo orientamento. Indichiamo subito, perciò, in negativo e in positivo, alcune del imitazioni della nostra ricerca, suggerite sia dalla materia stessa, sia dallo stato attuale della discussione.
L'aggettivo «prime» esprime la scelta di concentrare l'attenzione sulla fase iniziale, allargando lo sguardo agli sviluppi successivi solo nella misura in cui possono aiutarci a far luce, retrospettivamente, su di essa.16
L'aggettivo «cristiane» vuole concentrare l'attenzione soprattutto sugli elementi più specificamente cristiani: in concreto dunque innanzi tutto sulle tradizioni cristologiche; senza con questo porre una separazione con le tradizioni ebraiche, che non sono solo premessa o sfondo di quelle cristiane, ma spesso parte integrante di esse.17 Usiamo il termine, come nel libro degli Atti (At 11,26; 26,28), anche per quella fase in cui, da un punto di vista sociologico, i seguaci di Gesù sono ancora uno dei vari gruppi interni al giudaismo (cf. At 24,5.14 e 28,22: hairesis Nazoraions, a prescindere dal problema se da un punto di vista teologico ci sia già in nuce la successiva distinzione.
II plurale infine, «le tradizioni», non significa che intendiamo studiarie tutte una per una, ma vuoi sottolineare un particolare interesse proprio al fenomeno della loro molteplicità, preso globalmente: non però astrattamente, come mero problema di principio, ma mettendo concretamente a confronto almeno alcune delle principali tradizioni. È soprattutto questo aspetto, infatti, al centro dei dibattito attuale. (Continua...)

INDICE

Introduzione
LE PRIME TRADIZIONI CRISTIANE E LA LORO RICOSTRUZIONE

1. TRA GLI EVENTI ED I TESTI
2. LE PRIME TRADIZIONI CRISTIANE NEL DIBATTITO ATTUALE
2.1. L'eredità di Tubinga: il problema del giudeocristianesimo
2.2. L'eredità del novecento: tradizioni kerygmatiche e tradizioni sul Gesù
prepasquale

3. L'ITINERARIO

1. L'ANNUNZIO DEL RISORTO. LA TRADIZIONE KERYGMATICA PASQUALE

4. UN KERYGMA INCENTRATO SULLA MORTE E RISURREZIONE DI GESÙ
4.1. I dati
4.2. La spiegazione
5. LE FONTI E IL METODO DI RICOSTRUZiONE
5.1. Tradizione kerygmatica nelle Lettere
5.2. Tradizione kerygmatica negli Atti degli apostoli
5.3. Tradizione kerygmatica nei Vangeli
6. UN MATERIALE PRIVILEGIATO: LE «FORMULE DI FEDE»
6.1. Funzione, tipologia e sviluppo delle «formule di fede»
6.2. «Dio ha risuscitato Gesù dai morti!»
6.3. «Signore è Gesù!»
6.4. Formule nominali
6.5. «Cristo è morto per noi!»
6.6. «Per noi morto, per noi risorto»

6.7. «Uno solo è Dio, uno solo è il Signore!»
6.8. Sviluppo «in avanti»
6.9. Sviluppo «all'indietro»
7. LO SVILUPPO INTERNO DI QUESTA CORRENTE DI TRADIZIONE
7.1. Sguardo d'insieme
7.2. Signoria
7.3. Valore salvifico della morte
7.4. Filiazione-preesistenza
7.5. Conclusione

2. LE TRADIZIONI SUL GESÙ PREPASQUALE

8.
LA TRADIZIONE DELLA Fonte Q

8.1. La Fonte Q è esistita?
8.2. Problemi di ricostruzione
8.3. I materiali e la struttura
8.4. Il genere letterario
8.5. L'orientamento teologico
8.6. I materiali assenti
9. LA TRADIZIONE GIOVANNEA
10. ALTRE TRADIZIONI PRESINOTTICHE
11. TRADIZIONI SU GESÙ NEGLI SCRITTI EXTRACANONICI
11.1. Sguardo d'insieme
11.2. Il Vangelo di Tommaso

3. GRUPPI, TENDENZE, TENSIONI

12. LE FONTI
13. LO SFONDO STORICO. TRA ATENE E GERUSALEMME
14. LA PRIMA COMUNITÀ DI GERUSALEMME
15. IL GRUPPO «ELLENISTA» E L'EVANGELIZZAZIONE DEI PAGANI
16. LA COMUNITÀ DI ANTIOCHIA
17. LE TENSIONI E L'ACCORDO (Gal. 1-2; AT 15)
17.1. L'accordo di Gerusalemme (Gal. 2,1-10 e At 15)
17.2. L'incidente di Antiochia (Gal. 2,11-14)
17.3. Il «decreto apostolico» (At 15,20s.28s; 21,25)
18. LE COMUNITÀ PAOLINE
19. GLI OPPOSITORI DI PAOLO
20. PAOLO TESTIMONE DELLE TENSIONI DELLA CHIESA PRIMITIVA E DELLA SUA UNITÀ

4. QUADRO D'INSIEME

21. LA TRADIZIO E «KERYGMATICA» DELLE COMUNITÀ PALESTINESI ED ELLENISTICHE
22. IL PROCESSO DI RECUPERO DELLE TRADIZIONI SUL GESÙ TERRENO
22.1. Prima della Quelle
22.2. Localizzazione della fonte Q e della tradizione soggiacente
22.3. La dinamica delle prime tradizioni cristiane

Indice biblico

Indice dei nomi

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LOGOS O UOMO - Testi antitrinitari di Michele Serveto


RETROCOPERTINA

Le origini dell'antitrinitarismo cinquecentesco restano, a distanza di secoli dalla pubblicazione del De trinitatis erroribus da parte del giovane aragonese Michele Serveto nel 1531 un affascinante enigma storiografico. Quali le sue origini? Siamo in realtà di fronte a un'interpretazione radicale del principio scritturistico, enunciato da Lutero agli albori della Riforma, e frutto dell'umanesimo biblico, in base al quale tutte le asserzioni di fede relative al mistero di Cristo e del Dio unico dovrebbero avrebbero dovuto conformarsi alla graeca et hebraica veritas del testo originale della Bibbia. La critica ai dogmi di Nicea e Calcedonia, con il ritorno alle fonti, venne così a costituire una vera e propria rivoluzione nei confronti del consenso millenario della tradizione teologica occidentale: una minaccia teologica e politica per cattolici e riformati. La persecuzione di Serveto, che lo condusse sul rogo a Ginevra nel 1553, non esaurì tuttavia l'impatto delle sue idee, che in una forma in parte diversa e più radicale sarebbero state riprese e diffuse, sino alle remote piaghe dell'Europa Orientale (Polonia e Transilvania) da uomini come il senese Fausto Sozzini e il saluzzese Giorgio Biandrata.

PREFAZIONI

È questo il terzo volume a venire pubblicato a cura della associazione Giorgio Biandrata. Costituitasi nel 1997 con l'obiettivo di conoscere meglio e far conoscere la figura di Giorgio Biandrata (1515-1588), illustre nostro concittadino, autorevole esponente di una corrente minoritaria sorta nell'ambito della Riforma, la nostra associazione nel corso di questi anni ha promosso, tra le altre attività, due convegni di studi che hanno visto la partecipazione di eminenti studiosi quali Vittorio Marchetti e Claudio Madonia (Università di Bologna), Massimo Firpo (Università di Torino), il pastore valdese Giorgio Bouchard, l'avvocato Guido Fubini della Comunità Ebraica di Torino, Giovanni Franzoni, già abate della comunità di San Paolo fuori le mura di Roma.
Sono stati approfonditi, più in generale, i temi della tolleranza religiosa tra passato, presente e futuro, e più nello specifico quello delle origini e dei caratteri della corrente dell'antitrinitarismo, di cui Giorgio Biandrata fu esponente appassionato e documentato, e del contesto storico in cui tale corrente si sviluppò.
Coordinatori del progetto sono stati i professori Sergio Carletto e Graziano Lingua, che, oltre al presente volume, hanno curato le due opere finora pubblicate: La Trinità e l'Anticristo, L'Arciere, 2001 che reca gli atti del primo convegno svoltosi a Saluzzo il 30 aprile 1999, accanto ad un'antologia di testi latini e traduzioni italiane tratte da scritti attribuiti a Biandrata; Cristianesimo senza roghi, L'Arciere 2003, in cui è riportata una parte delle relazioni del convegno,"Giorgio Biandrata protagonista della libertà religiosa", tenuto a Saluzzo il 21 aprile 2001.

MARIA GABRIELLA CARENA
In questo terzo volume viene presentata la traduzione di alcuni scritti di Michele Serveto (1511-1553) e di Fausto Sozzini (1539- 1604), che furono tra i maggiori esponenti del movimento di cui faceva parte il Biandrata. Purtroppo anche in seno alla Riforma si riproposero gli stessi conflitti e l'incapacità di dialogo che avevano caratterizzato i rapporti fra la chiesa cattolica e i riformati: Michele Serveto fu infatti condannato al rogo e morì arso vivo a Ginevra il 27 ottobre 1553. "Uccidere un uomo significa uccidere un uomo, non confutare una dottrina errata". Così, nel suo De Haereticis an sini persequendi, l'umanista Sebastiano Castellione attaccava Giovanni Calvino, per aver mandato a morte Michele Serveto. Castellione, a nostro parere, avrebbe fatto bene a concludere la sua peraltro giusta riflessione in questo modo" .... una dottrina ritenuta errata". Chi può infatti avere la pretesa di decidere quale sia la verità per imporla ad altri?
Il Cinquecento fu dunque un secolo di serrati dibattiti nel mondo cristiano, di grande passione per la lettura dei testi biblici e la loro interpretazione; accanto alle divisioni e alle reciproche scomuniche, che sfociarono anche in eventi cruenti, di cui abbiamo portato l'esempio più celebre, si fece strada l'idea della tolleranza che ebbe una suo importante riconoscimento, grazie anche al ruolo svolto da Giorgio Biandrata, nella Dieta di Torda (1568), nella quale Giovanni Sigismondo, principe di Transilvania, riconobbe piena libertà alle confessioni religiose diffuse (cattolica, luterana, riformata) incluso l'Unitarismo.
Certo il cammino era ancora lungo perché alle dichiarazioni di principio facesse seguito una loro costante ed effettiva applicazione, e soprattutto una convinta adesione di tutti al rispetto delle diversità, in qualunque settore esse si manifestino; la strada tuttavia era indicata. La storia ci insegna che non sono le persecuzioni e i roghi a impedire la diffusione delle idee e, in questo caso, dei diversi modi di leggere e interpretare i testi biblici.
L'unitarismo (o antitrinitarismo) venne diffuso nel corso nel 1600 in Inghilterra da John Biddle e fra coloro che condivisero convinzioni vicine all'unitarismo ci furono il grande poeta inglese John Milton (1608-1674) e Isaac Newton (1642-1727), uno dei più grandi scienziati della storia. Nel 1773 il liberale anglicano Theophilus Lindsey uscì dalla Chiesa d'Inghilterra e fondò a Londra, nella Essex Chapel, la prima comunità autonoma unitariana.
Nel Nord America le dottrine unitariane si diffusero solo negli ultimi anni del secolo XVIII. La King's Chapel, a Boston, divenne nel 1785 la prima Chiesa unitariana nel nuovo mondo. Dopo la rivoluzione, l'unitarismo americano conobbe un ritmo di crescita piuttosto rapido ed ebbe un largo influsso nella classe dirigente americana. Nel 1816 venne fondata la famosa scuola di teologia
di Harvard, che in breve divenne il centro del pensiero unitario. Il grande filosofo statunitense Ralph Waldo Emerson fu per alcuni anni pastore unitariano a Boston. In Europa le comunità unitariane sono ancora presenti in Inghilterra, in Norvegia, in Svizzera e in Transilvania.

Siamo lieti, con la pubblicazione di quest'opera, di aggiungere un ulteriore tassello alla conoscenza del pensiero di Giorgio Biandrata e più in generale delle idee di cui, con molti altri, fu sostenitore, nella convinzione che la conoscenza, e il libero confronto, costituiscano un percorso di crescita personale e di arricchimento e miglioramento della società. In proposito, nell'atto costitutivo della nostra Associazione si legge: "L'Associazione persegue finalità di promozione della cultura e dell'arte, della solidarietà sociale e del libero confronto di opinioni e tradizioni culturali, di opposizione al pregiudizio, all'intolleranza etnica, razziale e religiosa."
Concludendo, esprimo un vivo ringraziamento al Comune di Saluzzo, che ha sempre patrocinato ed anche sostenuto economicamente le nostre iniziative, e alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Saluzzo che, con il suo generoso contributo, ha reso possibile la prosecuzione di questo importante lavoro di ricerca storica.

Per l'Associazione "Giorgio Biandrata"
Maria Gabriella Carena

PAOLO ALLEMANO

A nome dell'Amministrazione Comunale di Saluzzo, e mio personale, saluto con soddisfazione la pubblicazione di questa nuova raccolta, dopo la precedente edita nel 200 l presso l'Arciere di Dronero, di testi essenziali dell'antitrinitarismo cinquecentesco. Il volume viene pubblicato su iniziativa dell' Associazione culturale "Giorgio Biandrata", fondata e instancabilmente animata per oltre un decennio dall'amico Gigi Ferraro. Essa, sin dal suo sorgere, si è fattivamente impegnata, a fianco di una serie di altre preziose iniziative sui temi della libertà religiosa e del dialogo interreligioso e interculturale, nella riscoperta e nella valorizzazione della figura del medico, diplomatico e teologo saluzzese Giorgio
Biandrata (1515-1588). Il Biandrata, emulo nelle sue idee del medico aragonese Miguel Servet, fu non soltanto una figura eminente della cultura e della storia del Cinquecento, ma anche un convinto profeta della lotta per la libertà religiosa in Polonia e Transilvania. Accanto a lui figure importanti come il senese Fausto Sozzini, di cui insieme a Serveto vengono qui presentati alcuni testi in traduzione italiana.
È nato in tal modo il "Progetto Biandrata" (1997), diretto dai dott. Sergio Cadetto e Graziano Lingua, che ha prodotto nel corso degli anni, oltre ad iniziative pubbliche, convegni e incontri nelle
scuole la pubblicazione di tre volumi. Le diverse amministrazioni comunali che si sono succedute in questi anni non hanno mai mancato di sostenere tali iniziative, in questi ultimi anni con un contributo finanziario per l'attività di ricerca che si è affiancato a quello assai generoso della Fondazione CRS.
Abbiamo seguito con attenzione questo lavoro perché crediamo che ancor oggi, in questa nostra Europa e altrove nel mondo, il tema della promozione della libertà religiosa, come diritto essenziale di cittadinanza, richiamato con forza dalla Costituzione, e l 'implementazione di uno spazio, sempre minacciato, di libera espressione delle proprie idee e posizioni anche in materia religiosa, costituiscano una vocazione ineludibile per chi riveste funzioni pubbliche a ogni livello.
Paolo Allemano
Sindaco di Saluzzo


GIANNI RABBIA
Con la pubblicazione di questo volume, che raccoglie trascrizioni latine, e testi in traduzione italiana, di alcuni tra i più significativi esponenti dell' antitrinitarismo cinquecentesco (lo spagnolo Michele Serveto e il senese Fausto Sozzini), la Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo, porta a compimento un cospicuo impegno finanziario, durato per oltre un decennio, che ha consentito all'Associazione Culturale "Giorgio Biandrata" di rendere onore, con convegni, pubblicazioni (tre volumi) e lezioni per gli studenti a un concittadino illustre, medico, diplomatico e teologo. Giorgio Biandrata (1516-1588) fu protagonista attivo della lotta per la libertà religiosa negli anni turbolenti della seconda metà del XVI secolo, esule a Ginevra e poi nell 'Europa Orientale, in paesi come la Polonia e la Transilvania, che vissero una singolare stagione di tolleranza nell'Europa dei roghi e dell'intolleranza. Il Biandrata non avrebbe tuttavia potuto far tutto da solo, se non fosse stato parte di un più vasto movimento, costituito dagli eredi più genuini del nostro Rinascimento, quegli "eretici italiani", anime inquiete e in ricerca di Dio, della scienza e della verità, scoperti da Delio Cantimori, nei primi anni Trenta del Novecento. Di qui la necessità, da parte degli amici dell' Associazione "Biandrata" e dei dott. Carletto e Lingua, di mettere in cantiere un ulteriore volume che offrisse, al lettore non solo saluzzese, elementi preziosi per meglio approfondire lo sfondo su cui si stagliò la figura del Biandrata, alla ricerca delle origini del dissenso religioso antitrinitario. Esprimo pertanto a nome di una istituzione che si prefigge di valorizzare il retaggio storico-culturale di Saluzzo, e delle terre del suo antico Marchesato, il mio compiacimento per questa simolante novità editoriale, pubblicata presso l'Arciere di Dronero.
Gianni Rabbia
Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo

INDICE

PREFAZIONI
1. Da Serveto a Biandrata
2. Serveto giovane: la redazione del De trinitatis erroribus e dei Dia/agi de Trinitate
3. MICHELE SERVETO (1511-1553)
4. DE TRINITATIS ERRORIBUS LlB. VII
5. Michele Serveto, alias Revés, spagnolo dell' Aragona Anno 1531 Gli errori della
Trinità
Libro VII

6. DIALOGO RUM DE TRINITA TE LIBRI DUO
7. DIALOGI LIBER DUE
8. Due libri di dialoghi sulla Trinità di Michele Serveto, alias Reves, spagnolo
dell'Aragona Anno 1532

9. Dialoghi Libro Secondo
10. Fausto Sozzini EXPLlCATIO PRIMAE PARTIS PRIMI CAPITIS IOHANNIS
11. Introduzione alla Explicatio di Fausto Sozzini
12. Explicatio Primae partis primi capitis Evangelistae Johannis
13. Commento alla prima parte del primo capitolo di Giovanni sino al versetto 15
14. Bibliografia generale

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VITA E MORTE DI MICHELE SERVETO


RISVOLTO COPERTINA

Studioso e medico spagnolo, testimone delle persecuzioni contro ebrei e musulmani, autore di un libro esplosivo dal titolo Gli errori della Trinità, Michele Serveto fu a lungo costretto a vivere sotto falso nome (Michel de Villeneuve) per sfuggire all'Inquisizione cattolica.
Quando però giungerà nella protestante Ginevra, verrà arrestato e bruciato in una pubblica piazza per ordine di Giovanni Calvino. Era il 27 ottobre 1553 e Serveto aveva 42 anni.
Il suo caso riecheggiò in tutta Europa, segnando l'inizio dell'idea moderna di tolleranza religiosa. Commentando ne la morte a distanza di pochi mesi, l'umanista francese Sebastiano Castellione scrisse le celebri parole: «Uccidere un uomo
non significa difendere una dottrina, ma solo uccidere un uomo».
Oggi Michele Serveto rappresenta uno dei simboli più vividi e drammatici della lotta per la libertà di pensiero, accanto a Giordano Bruno e Galileo Galilei. Le sue idee sull'uomo nato libero e innocente, sul mistero della divinità che è rigorosamente unitario, sono sopravvissute alla distruzione del suo corpo e dei suoi libri.
Questa biografia, opera di uno dei più autorevoli e brillanti storici contemporanei e tradotta per la prima volta in Italia, farà sperimentare al lettore l'emozione dell'incontro con la vita e la morte di Michele Serveto, e sarà come un monito a essere sempre in prima linea nella difesa della libertà di coscienza.

INTRODUZIONE

Nota al testo
di Peter Hughes*

Quando la Blackstone Editions e la Unitarian Universalist Historical Society vagliarono la possibilità di ristampare Vita e Morte di Michele Serveto, ci ponemmo due domande. Prima di tutto, perché ristampare un saggio di oltre cinquant'anni fa? In secondo luogo, non esistono in circolazione sufficienti copie dell' originale del 1953, o dell' edizione economica del 1960, nel mercato dei libri usati per soddisfare ogni ragionevole richiesta?
La risposta alla prima domanda è che finora questo libro ha resistito alla prova del tempo. Da allora altri volumi sono stati scritti su Serveto, ma nessuno che combinasse così abilmente profondità d'indagine e capacità divulgativa. La ricerca va sicuramente avanti ma abbiamo scoperto poco che contraddica quello che scrisse Bainton - semplicemente integrazioni. Naturalmente Vita e Morte di Michele Serveto, come ogni lavoro di ricerca, contiene qualche errore e alcune interpretazioni discutibili, come disse Angel Alcalà, l'illustre studioso di Serveto che tradusse l'opera in spagnolo nel 1973. Tuttavia nell'insieme il libro regge in modo eccellente.
Sebbene lo studio alla base di Vita e Morte di Michele Serveto resti solido, abbiamo ritenuto che l'apparato richiedesse un aggiornamento. Di conseguenza abbiamo deciso che questo volume dovesse essere non una semplice ristampa, ma un'edizione riveduta, aggiornata e arricchita. Come la ristampa in DVD di un film classico molto amato, esso offre vari "contenuti speciali". Abbiamo rivisto la cronologia, aggiornato note e bibliografia e aggiunto due appendici: un documento originale raro, antico e difficile da reperire e una breve biografia di Roland Bainton.

* Curatore dell'edizione rivista del 2005.

Il testo

Il testo di questa edizione è lo stesso di quella originale del 1953, con le eccezioni che seguono:
- Due paragrafi sulla vita di Serveto a Vienne, scritti da Bainton per il Prologo all'edizione economica del 1960, sono stati incorporati nel capitolo 7. Abbiamo anche incluso un po' di materiale aggiuntivo, principalmente nei capitoli 4 e 8, dall' edizione spagnola del 1973. Le parentesi quadre sono usate per identificare il nuovo testo. Per evitare ogni confusione, alcune brevi note di Bainton, che erano fra parentesi quadre nella precedente edizione, sono state modificate in note a piè di pagina.
- Nomi personali e alcuni termini (come "Qur'an" invece che "Corano") sono stati cambiati per conformità con l'attuale authority file della Library of Congress.

Note e bibliografia

Consci del fatto che Vita e Morte di Michele Serveto è servito come introduzione a Serveto per generazioni di lettori, abbiamo fatto uno sforzo in più per rendere le note il più possibile chiare e accessibili. Abbiamo evitato l'uso delle abbreviazioni per periodici e opere fondamentali, usato con moderazione le forme abbreviate e riportato per esteso ogni opera la prima volta che appare in un capitolo. L'intenzione è che il lettore che non abbia alle spalle una formazione specifica sulla Riforma possa essere in grado di reperire con facilità le opere nel catalogo di una biblioteca.
In aggiunta alle note originali, le note conclusive di Bainton includevano quelli che si potrebbero definire come suggerimenti per ulteriori letture su soggetti discussi nel libro: la dottrina della Trinità di Agostino, gli scolastici medievali, l'anabattismo, quello che il Qur'an dice riguardo a Gesù e così via. Alcalà aggiornò le note nell'edizione spagnola del 1973, citando nuovi studi sulla famiglia di Serveto e aggiungendo rinvii a fonti spagnole per soggetti come i marrani, gli alumbrados e l'iconografia della Trinità nell' arte spagnola. Abbiamo incorporato le aggiunte di Alcalà e anche ampliato le note per includere studi recenti su molti dei soggetti trattati nel libro. L'accento è posto sulle fonti in lingua inglese, ma sono state incluse anche opere in francese, spagnolo e tedesco*. Come per il testo principale, le parentesi quadre nelle note identificano il materiale successivo.La bibliografia in questo libro è nuova, redatta espressamente per questa edizione. Non aspira a essere esauriente, ma mira a includere le opere su Serveto più informative e storicamente rilevanti. Bainton iniziò, umilmente, ad annotare la bibliografia in Vita e Morte di Michele Serveto. La bibliografia di questa edizione include le sue note e aggiunge molte altre annotazioni - alcune sono brevi articoli critici - prese da varie opere di Bainton e di altri studiosi di Serveto, compresi Earl Morse Wilbur, Angel Alcala, Jerome Friedman e Charles Dardier.

* Nella presente edizione italiana sono stati integrati alcuni titoli italiani.

Illustrazioni
Le illustrazioni sono una delle cose più amate di Vita e Morte di Michele Serveto. Molti lettori conservano un bel ricordo delle rappresentazioni della Trinità o del quartetto d'archi con Platone, Aristotele, Galeno e Ippocrate. Per quanto possibile, questa edizione include le illustrazioni originali. Alcune, come la veduta di Basilea nel capitolo 2 e la mappa del Nuovo Mondo nel capitolo 5, sono state ritenute di qualità insufficiente per essere riprodotte. Per compensare la loro assenza ne abbiamo aggiunte di nuove: la pagina introduttiva della Geografia di Tolomeo nell'edizione del 1541, due vedute di Ginevra del
secolo, Ermete Trismegisto - il leggendario fondatore della tradizione ermetica - e una figura di grande rilevanza per Serveto, l'Arcangelo Michele, suo omonimo e protettore*.

* Per l'edizione italiana sono state aggiunte le immagini di Calvino ed Erasmo.

Appendici
L'Appendice A contiene il primo resoconto noto dell' esecuzione di Serveto, uno scritto anonimo conosciuto come Historia mortis Serveti, che fu scritto attorno al 1554. Questo breve racconto di quanto accadde è stato conservato e reso disponibile attraverso i secoli perché incluso nei libri su Serveto, compresa l'edizione olandese del Con tra libellum Calvini di Sebastiano Castellione (1612) e l'Anderweitiger Versuch di Johann von Mosheim (1748). Fu tradotto in inglese nel 1878 dallo studioso inglese unitariano Alexander Gordon e stampato nello stesso anno nel giornale unitariano «Christian Life». Abbiamo accluso la traduzione di Gordon per metterla a disposizione di una nuova generazione di studiosi di Serveto, poiché tutte queste opere oggi sono rare e i documenti, difficili da reperire, si possono trovare solo in poche biblioteche specializzate.
Le precedenti edizioni di Vita e Morte di Michele Serveto includevano una nota biografica dell' autore veramente succinta.
Ora, una cinquantina d'anni dopo la prima pubblicazione e a vent' anni dalla morte di Bainton, è possibile vedere Vita e Morte di Michele Serveto nel contesto temporale in cui fu scritto e valutarne la collocazione nella produzione del suo autore. Abbiamo quindi inserito una breve biografia di Roland Bainton come Appendice B. Ci auguriamo che consenta ai lettori di apprezzare maggiormente sia i risultati raggiunti da Bainton nel campo della storia religiosa sia la passione che lo spinse a compiere questo lavoro. Tra le altre cose, questa edizione di Vita e Morte di Michele Serveto è un omaggio a un uomo che vide la ricerca come uno strumento per abbattere le barriere d'isola- mento culturale e linguistico nel mondo, portando l'umanità più vicina alla comprensione, all' armonia e alla pace.

Ringraziamenti
Molte istituzioni e persone hanno contribuito alla realizzazione di questa nuova edizione. Il volume è stato pubblicato in una serie di classici sulla storia religiosa liberale patrocinati e finanziati dalla Unitarian Universalist Historical Society. Alcuni dei fondi per questo programma furono donati dalla New York State Convention of Universalists. Herbert Bainton e la famiglia Bainton hanno .gentilmente concesso l'autorizzazione alla ristampa del testo. Angel Alcalà ci ha consentito di includere materiale dalla sua edizione spagnola del 1973. Il Cleveland Museum of Art ha dato l'autorizzazione all'utilizzo dell'incisione con l'Arcangelo Michele.
La ricerca per questa edizione è stata condotta con l'assistenza della Brown University Library, della Houghton Library e della Andover-Harvard Theological Library della Harvard University, e della Wiggin Memorial Library della MeadvillelLombard Theological School. Ringraziamenti speciali vanno al Senior Library Assistant J oyce Meakin della Harris Manchester College Library, Oxford, per aver individuato i numeri di «Christian Life» contenenti le traduzioni della Historia mortis Serveti e il "Ritratto" di Tollin.
Jaume de Marcos e Sergio Baches Opi hanno contribuito alla bibliografia, e Jaume alla traduzione del materiale spagnolo.
Angel Alcalà ha dato utili suggerimenti per migliorare la bibliografia, provveduto a che i libri fossero spediti dalla Spagna e offerto consigli e sostegno. Lynn Gordon Hughes ha dato il suo apporto con l'editing del testo e la revisione di note, bibliografia e indice.

Siamo debitori a Pat Falcon, Gwen Howard, Anthony David Steers e Laurie Stearns; ai membri della Unitarian Universalist Historical Society e ai partecipanti del Concilio Internazionale degli Unitariani Universalisti alla conferenza per il 450° anniversario della morte di Serveto (tenutasi a Ginevra nell'ottobre 2003) per i consigli, l'assistenza e l'incoraggiamento.

INDICE

Introduzione di Adriano Prosperi
Nota al testo di Peter Hugbes

VITA E MORTE DI MICHELE SERVETO 1511-1553
1. Cane d'un marrano
2. Gli errori della Trinità
3. La Parola eterna
4. Ninive impenitente
5. Michel de Villeneuve, correttore di bozze
6. Dottore in Medicina
7. Il ripristino del cristianesimo
8. Scontro con l'Inquisizione

9. Perché Ginevra?
10. Il processo di Ginevra
11. Il rogo a Champel

APPENDICE A. Resoconto della morte di Serveto - Historia mortis Serveti (1554)
APPENDICE B. Roland Bainton, eretico onorato a cura di Peter Hughes
Cronologia
Note
Bibliografia aggiornata nel 2011
Indice dei nomi
Epilogo. Sull' origine della Declarationis Jesu Christi Filii Dei libri quinque

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INDENNIZZO E RISARCIMENTO DEI DANNI DA PRELIEVI E TRASFUSIONI DI SANGUE

Uomini che rovinano i pazienti

"Che la sapienza sia giusta è provato dalle sue opere"
dice il Leader del prossimo Governo mondiale, Gesù Cristo
.


TG5
del 14/01/
2016
CORTE DI STRASBURBO
CONDANNA L'ITALIA A PAGARE 10 MILIONI DI €.
PER IL SANGUE INFETTO


Sangue Infettato ASangue Infettato B

Questi sono i risultati prodotti da quegli uomini psychikòi che si accaniscono contro coloro che li invitano a imparare dall'ospedale di Englewood, perchè condizionati dalle lobby dell'Avis che devono a tutti i costi vendergli le sacche di sangue, affinchè possano, in molti casi, produrre questi effetti mortali. Finalmente... i loro giorni stanno per terminare!

TG1 del 08/10/2015

Duilio Poggiolini

Era chiamato il Re Mida della sanità.Duilio Poggiolini, direttore generale del ministero ai tempi di tangentopoli, era stato condannato per corruzione dopo aver accumulato miliardi. Ora viveva in una casa di cura abusiva alle porte di Roma, chiusa dalla Asl.

"Un uomo che ha ammazzato tante persone
con sacche di sangue infetto"

L’ultima notte della sua vita terrena, Gesù disse a proposito di Giuda Iscariota che lo stava per tradire: “Sarebbe stato meglio per quell’uomo se non fosse mai nato”. Più tardi lo chiamò “il figlio della distruzione”. —Mr 14:21; Gv 17:12; Eb 10:26-29. Similmente chissà cosa pensa di Poggiolini oggi, il prossimo giustiziere di tutta l'umanità.

Uomini che difendono i pazienti

avv. mattarelli
L'Autore Renato Mattarelli , Avvocato, esperto in responsabilità medica e sanitaria in particolare per i danni da emotrasfusioni. Autore del libro “Istituzioni di diritto privato” (1996) e coautore dei volumi “Diritto Commerciale” (1997), “Diritto processuale civile” (1998), Titolare del portale www.dannidasangue.it ed autore di diversi articoli in materia di responsabilità e danni da emotrasfusioni.

Indennizzo danni trasfusione

ROSITA MEZZINI


Roberta Mezzini
Avvocato, è coautrice del volume “Diritto processuale civile” (1998). Titolare ed autrice del portale www.dannidasangue.it


RETROCOPERTINA

L'opera, aggiornata alla recente giurisprudenza sui danni risarcibili da contagio, vuole essere un manuale di riferimento per la risoluzione delle problematiche connesse alla responsabilità e al risarcimento del danno per i prelievi e le trasfusioni di sangue.
Fra le principali novità che hanno reso necessario l'aggiornamento del libro vi sono, nell'ambito della tutela indennitaria, L'ESTENSIONE DEL DIRITTO, prima negato, ai SOGGETTI DIALIZZATI; l'applicazione del TERMINE DI DECADENZA di tre anni a tutte le domande di indennizzo a prescindere dall'epoca delle trasfusioni; l'intervento risolutivo della Corte Costituzionale e della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sulla diatriba relativa alla RIVALUTAZIONE INTEGRALE DELL'ASSEGNO.

Sul piano RISARCITORIO si espongono le seguenti tematiche:
la più recente messa a fuoco della giurisprudenza sull'epoca da cui far decorrere la responsabilità dell'amministrazione sanitaria;
lo scomputo formale dell'indennizzo dal risarcimento;
la piena conoscenza del danno da cui far decorrere la prescrizione;
il significato del principio del "più probabile che non" in tema di nesso causale, che scende sotto la soglia probabilistica del "cinquanta percento più uno" laddove la causa del contagio può imputarsi a più cause concorrenti o concomitanti alle trasfusioni;
il concetto di precauzione e di evitabilità del rischio di contagio.


Per una maggiore agilità nella consultazione del testo, sono stati trasferiti integralmente tutti i CASI MATERIALI e le FORMULE sull'allegato Cd-Rom.*


Cd Indennizzo
*Indice del materiale presente nel Cd-Rom

Caso n. 11)
Caso n. 12)
Caso n. 13)

Processo di primo grado. Risarcimento agli eredi.
Processo di primo e secondo grado. Rigetto della domanda per prescrizione
Processo di primo grado. Risarcimento senza scomputo dell'indennizzo
Processo di primo grado. Risarcimento senza preventiva richiesta di indennizzo
Processo di primo e secondo grado. Rigetto della domanda eredi per prescrizione
Processo di primo e secondo grado. Rigetto della domanda per prescrizione
Processo di primo grado. Risarcimento agli eredi con più attori
Processo di primo grado. Risarcimento a persona in vita
Processo di primo grado e secondo grado. Risarcimento con scomputo dell'indennizzo
Processo di primo grado. Decesso in corso di causa. Riassunzione
Processo di primo e secondo grado. Rigetto della domanda di due attori per prescrizione
Processo di primo grado. Risarcimento senza scomputo dell'indennizzo
Processo di primo e secondo grado. Rigetto delle domanda di indennizzo per intempestività

INTRODUZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE

Iniziò male da subito! La prima trasfusione di sangue documentata, che pare sia stata praticata nel 1492 a Papa Innocenza VIII, provocò la morte del paziente e dei piccoli donatori, tre innocenti bambini ricompensati con un ducato ciascuno. Oggi non va meglio!
A distanza di secoli, in tutto il mondo gli esiti post-trasfusionali non possono definirsi migliori, con la variante quantitativa del prelievo ematico, pari ad oltre 60 milioni di litri di sangue all'anno, pari ad altrettanta somministrazione terapeutica.
A questo enorme, non è un eufemismo, uso ed abuso del sangue umano in medicina non corrisponde nell'editoria giuridica (quella medica è altra cosa) altrettanta produzione libraria che ne rilevi gli aspetti legali inerenti e conseguenti ai danni post-trasfusionali {centinaia di migliaia, per alcuni milioni solo in Italia!}.
Con questa premessa, il volume "Indennizzo e risarcimento dei danni da prelievi e trasfusione di sangue" si presenta come un "prototipo apri- pista" della materia, un manuale pratico per gli operatori del diritto (in particolare per i colleghi avvocati), uno strumento speriamo utile per la risoluzione delle questioni relative ai danni da trasfusione di sangue.
L'opera si divide in tre parti, di cui la prima e più corposa attiene all'indennizzo previsto dalla legge 210/1992 in favore dei danneggiati da trasfusioni di sangue e somministrazione di emoderivati (e da vaccinazioni obbligatorie).
La seconda parte si occupa della responsabilità civile di quanti siano stati coinvolti, nelle rispettive funzioni e competenze, in trasfusioni di sangue o somministrazione di emoderivati infetti, in particolare della responsabilità (culpa in vigilando) del Ministero della salute, quale comune denominatore istituzionale, delle dipendenze territoriali e funzionali che, direttamente o indirettamente, abbiano partecipato alla raccolta, lavorazione e somministrazione terapeutica del sangue umano.
La terza parte illustra l'ipotesi di risarcimento dei danni da emotrasfusioni praticate contro la volontà del paziente e, quindi, anche nel caso di un esito non infausto della terapia indesiderata. Si tratta di una considerazione comunque tecnica, nonostante i contenuti giuridicamente "romantici" dati dall'implementazione nel diritto vivente dei principi costituzionali come quelli di libertà, coscienza, religione e diritto alle cure e al loro rifiuto. Un viaggio con i piedi a terra fra libertà e doverosità dei trattamenti sanitari; un percorso accidentato nella rapida evoluzione del diritto all'autodeterminazione della persona; una trattazione che traghetta i sempre più numerosi casi di rifiuto delle trasfusioni, dall'isola delle mere enunciazioni di principi costituzionali alla terraferma di una realtà di soprusi sanitari.
La dissertazione individua innanzitutto le fonti normative, con particolare attenzione ai principi costituzionali coinvolti e le problematiche connesse, per poi concentrarsi sulle soluzioni pratiche date dall'esperienza professionale concreta e tradotta in casi materiali risolti e in corso di risoluzione nonché dalla prassi amministrativa (in materia di indennizzo ex legge n. 210/1992) e soprattutto dalla giurisprudenza.

INTRODUZIONE ALLA SECONDA EDIZIONE

Dalla prima edizione di questo volume alcune importanti novità della giurisprudenza della Suprema Corte ne hanno reso necessario l'aggiornamento.
In particolare, l'11 gennaio 2008, le sezioni unite della Cassazione hanno affermato, con dieci sentenze "gemelle", i principi giuridici e giudiziari sottesi alle problematiche dell'indennizzo e del risarcimento da trasfusioni
di sangue.
Nell'occasione, i giudici di legittimità hanno ridisegnato la mappa della responsabilità del medico, della struttura sanitaria e del Ministero della salute a cui quella indennitaria e risarcitoria da emotrasfusioni, accedono come specifica categoria nel più grande contenitore della responsabilità sanitaria.
Dovendo pronunciarsi su una "frazione di responsabilità", quella da somministrazione di sangue, le sezioni unite hanno deciso, anzi hanno dovuto decidere, sull'intera struttura della responsabilità medico-sanitaria e dell'Amministrazione della salute pubblica. Un percorso, quello della Cassazione, necessitato dalla impossibilità di motivare le emanande decisioni, in una materia così specifica come i danni post-trasfusionali, senza prima spiegare il funzionamento del nesso causale, specie nelle omissioni sanitarie, secondo le principali teorie che regolano l'imputazione di responsabilità nella condotta medica.
Infatti, l'infezione post-trasfusionale, prima di essere addebitabile al Ministero della salute, è innanzitutto un'attività del donatore e del centro trasfusionale, poi una scelta terapeutica del medico (oggi condivisa con il paziente) e una prestazione dell'obbligazione della struttura sanitaria, ed ancora un servizio dell'Asl e della Regione, una prestazione del Servizio Sanitario Nazionale e dello Stato.

INTRODUZIONE ALLA TERZA EDIZIONE

Quello che nel 2007, alla sua prima edizione, doveva essere un libro "apripista" di un argomento praticamente sconosciuto all'editoria giuridica del tempo, si è in effetti rivelato un "pioniere" che ha contribuito, nei limiti e nella misura di un'opera prima, ad informare migliaia di giuristi, e qualche autore, alle prese con un argomento complesso come quello
sintetizzato nel titolo del volume "Indennizzo e risarcimento dei danni da prelievi e trasfusione di sangue ".
Quella che nel2010, invece, sembrava dover essere la seconda ed ultima edizione del libro è diventata, non solo, una piattaforma di discussione critica alle dieci sentenze "gemelle" delle sezioni unite della Cassazione dell'11 gennaio 2008 ma, anche, un manuale pratico per introdurre, istruire e far decidere utilmente le cause di indennizzo ex legge n. 210/1992 e quelle di risarcimento integrale dei danni da sangue infetto.
Quanto sopra è stato fatto - la precisazione è d'obbligo - con nessuna presunzione di fare cultura giuridica. Il volume era e resta una semplice quanto autentica fotografia degli atti e dei fatti che si svolgono quotidianamente nelle aule giudiziarie.
Questa terza edizione del volume è aggiornata con la giurisprudenza di merito e di legittimità successiva ai principi dettati, in materia di indennizzo e di risarcimento dei danni da trasfusioni di sangue infetto, dalle sezioni unite dell'l 1 gennaio 2008.
Fra le principali novità che hanno reso necessario l'aggiornamento del libro vi sono, nell'ambito della tutela indennitaria prevista dalla legge n. 210/1992, l'estensione del diritto, prima negato, ai soggetti dializzati; l'applicazione del termine di decadenza di tre anni a tutte le domande di indennizzo a prescindere dall'epoca delle trasfusioni, prima di prescrizione
di dieci anni per quelle somministrate fino alla legge n. 238/1997; l'intervento risolutivo della Corte Costituzionale e della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sulla diatriba relativa alla rivalutazione integrale dell'assegno.
Sul piano risarcitorio, a parte la deprecabile stagnazione delle transazioni previste dalla legge n. 244/2007, debordata dai confini giudiziari a quelli della cronaca con conseguente necessità del "rattoppo" parlamentare previsto dall'art. 27-bis, legge n. 114/2014, la terza edizione del volume registra la più recente messa a fuoco della giurisprudenza sull'epoca da cui far decorrere la responsabilità dell'amministrazione sanitaria che retroagisce dai primi anni Settanta alla metà degli anni Sessanta; sullo scomputo formale dell'indennizzo dal risarcimento, negandolo laddove l'eccezione di compensazione non sia stata provata nel quantum; sulla piena conoscenza del danno da cui far decorrere la prescrizione; sul significato del principio del "più probabile che non" in tema di nesso causale, che scende sotto la soglia probabilistica del "cinquanta percento più uno" laddove la causa del contagio può imputarsi a più cause concorrenti o concomitanti alle trasfusioni; sul concetto di precauzione e di evitabilità del rischio di contagio con test surrogati a quelli successivamente approntati dalla scienza medica.
Per una [ocalizzarione mirata esclusivamente alle tematiche giuridiche sottese alle trasfusioni di sangue infetto, è stata eseguita una radicale revisione del volume da cui è stata eliminata la terza parte relativa al "Risarcimento da emotrasfusione per assenza del consenso e contro la volontà del paziente" che l'editore riverserà in altre pubblicazioni di responsabilità medica a vocazione bioeticistica.
Per una maggiore agilità di studio e di lettura del testo cartaceo, a pagine ridotte in questa terza edizione, sono stati trasferiti integralmente tutti i casi materiali ed i formulari sull'allegato Cd-Rom arricchito di nuovi atti processuali e sentenze di merito inedite sulle principali questioni.
Il volume è stato integrato con alcuni paragrafi sui danni risarcibili alla luce delle peculiarità di quelli da contagio ed aggiornato con un 'appendice delle più recenti sentenze di merito e di legittimità.
A questo punto della storia dei danni da contagio post-trasfusionale, in continua evoluzione, non si escludono futuri aggiornamenti del volume "... perché questo ormai è un allarme sociale, ci sono migliaia di situazioni di persone infettate e beffate dai mancati risarcimenti. Qui si raccontano le loro storie. Quelle di chi - per errore, negligenza, superficialità - è stato infettato da trasfusioni. Di chi è morto o ha vissuto e vive una vita d'inferno, acuita dalla burocrazia ... "(1).


(1) G. DEL GIACCIO, SANGUE SPORCO. Trasfusioni, errori e malasanità, Giubilei Regnani Editore,

Sangue Sporco 250
(Acquista)
UN LIBRO DENUNCIA contro il CINISMO
di una parte della SANITÀ ITALIANA
nel ROVINARE i pazienti



INDICE (Del libro indennizzo e risarcimento dei danni...)


Introduzione alla prima edizione
Introduzione alla seconda edizione
Introduzione alla terza edizione


PARTE I
L'INDENNIZZO PREVISTO DALLA LEGGE N. 210/1992


Capitolo I - La legge n. 210/1992 sugli indennizzi

1. Legge n. 210/1992. Origine e ratio. La sentenza della Corte Costituzionale del 22
giugno 1990, n. 307

2. Modifiche ed integrazioni alla legge n. 210/1992
3. Gli interventi della Corte Costituzionale
4. Il trasferimento delle competenze alle Regioni
5. Incongruenze e modifiche auspicabili alla legge n. 210/1992
5.1. Allargamento dei mezzi di prova sul nesso causale
5.2. Eliminazione del termine triennale di decadenza ed estensione dell'ordinario
termine decennale di prescrizione nel
caso di epatiti post-trasfusionali

5.3. Introduzione del principio del "silenzio-assenso" per le domande ed i ricorsi
gerarchici non decisi nei termini

5.4. Eliminazione dei limiti dell'indennizzo a patologie tipiche
5.5. Applicazione delle tabelle di danno biologico all'indennizzo
5.6. Effettiva pubblicizzazione della legge n. 210/1992
5.7. Istituzione di una C.M.O. a composizione specializzata


Capitolo II - li procedimento amministrativo dell'indennizzo


1. I soggetti beneficiari
1.1. Soggetti danneggiati da trasfusioni praticate all'estero
2. I benefici economici
3. La presentazione della domanda di indennizzo
4. La natura dell'indennizzo
5. La natura del procedimento
6. Liter e l'istruttoria della pratica
6.1. Contenuto della domanda e modalità di presentazione. Caso generale
6.2. Decorrenza dei termini di presentazione della domanda
6.3. ...(Segue) Conoscenza del danno e documentazione
6.4. ...(Segue), fra decadenza e prescrizione
6.5. Caso di aggravamento e di doppia patologia
6.6. Caso di importo aggiuntivo una tantum del 30% per i soli danni da
vaccinazione

6.7. Caso di assegno una tantum di euro 77.468,53 ed assegno reversibile per
quindici anni. Eredità

7. Documenti e dati personali del richiedente
8. Documentazione amministrativa. Caso di danneggiato in vita »
9. Documentazione sanitaria. Caso di danneggiato in vita (ipotesi di lesione da
vaccinazione).

9.1. (Segue) Caso di danneggiato in vita (ipotesi di danneggiato da persona a sua
volta danneggiata da vaccinazione)

10. Documentazione sanitaria. Caso generale di danneggiato in vita da trasfusione
di sangue o somministrazione di emocom
ponenti o emoderivati

10.1. (Segue) Caso speciale di danneggiato politrasfuso in vita da sangue o da
somministrazione di emocomponenti o
emoderivati.

10.2. (Segue) Caso speciale di danneggiato in vita da occasionale trasfusione di
sangue, somministrazione di
emocomponenti o emoderivati.

10.3. (Segue) Caso speciale di operatore sanitario in vita danneggiato da
contagio HIV o da epatite durante il
servizio

10.4. (Segue) Caso speciale di danneggiato in vita con aggravamento o doppia
patologia

11. Documentazione amministrativa. Caso di danneggiato deceduto
11.1. (Segue) Caso di pagamento dei ratei agli eredi
12. Documentazione amministrativa e sanitaria. Caso di pagamento dell'assegno
una tantum o assegno di reversibilità agli
aventi diritto

13. Il giudizio medico-legale. La Commissione Medico Ospedaliera
13.1. (Segue) li verbale della C.M.O
13.2. La notificazione del giudizio
14. L'erogazione dell'indennizzo
14.1. Le ritenute fiscali e trattenute assistenziali
14.2. Gli interessi legali sugli arretrati dell'indennizzo Pago 74
14.3. L'indennizzo e la rivalutazione monetaria. La sentenza della Corte di
Cassazione, sezione lavoro, 28 luglio 2005,
n. 15894 (a favore)

14.4. (Segue) La Cassazione, sezione lavoro, 13 ottobre 2009, n. 21703 (contro).
Critica

14.5. (Segue) La Corte Costituzionale, 9 novembre 2011, n. 293
14.6. (Segue) La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del 3 settembre 2013.
Diario di un abuso

14.7. (Segue) Tabelle ed importi degli indennizzi
Casi principali di esclusione
15.1. (Segue) Segni contrari: !'indennizzo agli emodializzati


Capitolo III - Le impugnazioni in sede amministrativa e giudiziaria

1. Il ricorso amministrativo
1.1. I motivi di impugnazione
2. La tutela giudiziaria
2.1. Competenza del giudice del lavoro
2.2. (Segue) Legittimazione passiva del Ministero della salute e delle Regioni
2.3. ...(Segue) Gli oneri probatori
2.4. ...(Segue) Poteri del giudice
2.5. ...(Segue) Il decreto ingiuntivo

PARTE II
IL RISARCIMENTO DA TRASFUSIONE DI SANGUE
E DA SOMMINISTRAZIONE DI EMOCOMPONENTI
ED EMODERIVATI INFETTI


Capitolo V - Il risarcimento da emotrasfusioni

1. L'azione di risarcimento dei danni. Cumulo con l'indennizzo
1.1. (Segue) Cumulo sostanziale o formale?
1.2. (Segue) Il cumulo dopo le sezioni unite dell'11 gennaio 2008: segni contrari
allo scomputo

1.3. (Segue) Critiche alla scomputabilità
2. La causa petendi
3. I danni risarcibili (Rinvio)
4. Fondamento della responsabilità della pubblica amministrazione: culpa in
vigilando

4.1. (Segue) La responsabilità contrattuale del Ministero della salute
5. Il ruolo del Ministero della salute già della sanità
6. Conoscenze scientifiche dei rischi delle trasfusioni di sangue. Premessa
7. Conoscenze scientifiche degli effetti della trasfusione di sangue sul sistema
immunitario negli anni '60-'90

8. Conoscenze scientifiche dei virus e dei rischi da trasfusione negli anni' 60-'90
9. Responsabilità della pubblica amministrazione e conoscenze scientifiche dei
pericoli trasfusionali

10. Abuso nell'utilizzo del sangue in Italia negli anni '80 e '90
11. Il modello legislativo di condotta nell'esercizio dell'attività trasfusionale
12. La responsabilità extracontrattuale del Ministero della salute. Le norme violate
13. Sentenza del Tribunale di Roma, 17 novembre 1998, n. 21060
14. Sentenza Corte di Appello di Roma, 23 ottobre 2000, n. 3242
15. Sentenza Corte di Cassazione del 31 maggio 2005, n. 11609. Analisi critica
16. Sentenza del Tribunale di Roma del 14 giugno 2001, n. 23097
16.1. Le sezioni unite del gennaio 2008 (Rinvio)
17. La legge n. 141/2003 sulle transazioni
17.1. (Segue) La legge n. 244/2007 sulle transazioni
17.2. (Segue) L'art. 27-bis, legge n. 114/2014. La "nuova transazione"
17.3. (Segue) Le trattative per la cessione dei crediti indicati in sentenza
18. Responsabilità per l'esercizio di attività pericolosa: art. 2050 c.c.
18.1. L'art. 2050 c.c. e le emotrasfusioni
18.2. Il caso Perlmutter (U.S.A. 1954)
18.3. Il caso Trilergan (Italia)
19. Responsabilità del produttore. Il d.P.R. 224/1988
20. Sicurezza del sangue dopo la legislazione di "emergenza" Dagli anni '90 ad oggi
21. Dalle sentenze "gemelle" delle sezioni unite del gennaio 2008 ad oggi. La
relazione n. 35 dell'Ufficio del Massimario e del
Ruolo

21.1. Il rapporto tra la disciplina dell'indennizzo di cui alla legge n. 210/1992 e
l'azione di risarcimento dei danni.
Il cumulo e lo scomputo
21.2. La erogabilità dell'assegno una tantum a favore dei s
oggetti danneggiati
da vaccinazioni anche ai soggetti
emotrasfusi

21.3. La legittimazione passiva del Ministero della salute, delle Regioni, delle
Asl, del medico e della struttura
sanitaria

21.4. La problematica della prescrizione
21.5. La durata della prescrizione. Configurabilità di reati
21.6. L'onere della prova in tema di eccezione di prescrizione
21.7. Gli atti interruttivi della prescrizione
21.8. La problematica del nesso causale
21.9. (Segue) La "causalità materiale". Le principali teorie
21.10. (Segue) La causalità giuridica
21.11. (Segue) L'accertamento della responsabilità penale e sua estensione
nella responsabilità civile. La causalità
negli illeciti omissivi. Il caso "Franzese"

21.12. (Segue) La giurisprudenza precedente alle sezioni unite
21.13. (Segue) Dalla soluzione delle sezioni unite sull'accertamento del nesso
causale ad oggi

21.14. (Segue) L'onere della prova per l'accertamento del nesso causale
21.15. (Segue) Il contenuto e la difficoltà dell'onere della prova del nesso
causale. Le presunzioni

21.16. (Segue) Le osservazioni conclusive dell'Ufficio del Massimario e del Ruolo
21.17. La configurabilità della responsabilità per esercizio di attività pericolosa
21.18. La responsabilità del medico e della struttura sanitaria
21.19. La cronologia della responsabilità del Ministero. La soluzione delle
sezioni unite

22. I danni risarcibili. Profili
22.1. (Segue) Le peculiarità dei danni da sangue infetto
22.2. (Segue) In particolare: i danni iatrogeni da epatite C
22.3. (Segue) Il danno biologico alla luce delle sezioni unite n. 26972/2008


APPENDICI


Appendice Parte I
Legge 25 febbraio 1992, D. 210 - Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati

Giurisprudenza - Indennizzo
Natura dell'indennizzo - Danno biologico
Domanda di indennizzo
Procedimento: ASL e C.M.O
Diritto eredi ratei indennizzo maturati
Decadenza
Prescrizione
Termini processuali
Conoscenza del danno - Dies a quo
Differenze vaccinazioni-trasfusioni
Trasfusioni praticate all'estero
Nesso causale - Prova
Rivalutazione monetaria
Danni ritardo erogazione indennizzo
Interessi legali
Trasferimento competenze Regioni
Emodialisi - Autotrasfusione
Valutazione danno indennizzabile
Composizione indennizzo
Contagio degli operatori sanitari
Giurisdizione - Competenza
Una tantum 30% vaccinazioni non previsto per le trasfusioni
Beneficiari indennizzo
Legittimazione passiva del Ministero della salute, Regione e ASL

Corrispondenza richiesto e pronunciato
Processo - Giudice
Emoderivati: antitetanica
Indennizzo al convivente more uxorio
Indennizzo al figlio
Doppia patologia
Patologie - Tabelle indennizzo
Privacy
Vaccinazioni non obbligatorie


Appendice Parte II


Giurisprudenza - Risarcimento
Tipologia della tutela
Responsabilità contrattuale ed extra contrattuale
Responsabilità contrattuale del Ministero della salute

Responsabilità extracontrattuale del Ministero della salute
Titolarità del diritto all'azione
Legittimazione passiva del Ministero della salute
Responsabilità - Epoca delle conoscenze scientifiche
Responsabilità dagli anni '60
HCV da emoderivati
Esperibilità dell'azione risarcitoria. Cumulo
Cumulo sostanziale indennizzo risarcimento
Cumulo formale indennizzo risarcimento
Eccezione: compensatio lucri cum damno
Prescrizione e dies a qua
Esercizio attività pericolosa
Pericolosità delle trasfusioni - Prudenza
Prova nel processo civile e penale
Causalità materiale e giuridica
Nesso causale - Prova
Prova contagio - Rapporti sessuali
Prova - Presunzioni
Valore probatorio dei verbali C.M.O
Prova - Aggravamento
Responsabilità sanitaria - Prova
Responsabilità sanitaria - Natura
Danno patrimoniale della casalinga
Danno da ritardo - Risarcimento
Danno morale
Responsabilità del produttore e dell'importatore
Competenza territoriale.
Durata del processo
Responsabilità indiretta
Transazione legge n. 141/2003
Transazione legge n. 244/2007

Bibliografìa

Indice analitico

Indice del materiale presente nel Cd-Rom

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BIOGRAFIA Dott. Alvan Lamson e Unitaresimo: Storia e Dottrina

RETROCOPERTINA

Contenuto:
Biografia del Rev. Dott. Alvan Lamson.

L'Unitarianismo (Storia e Dottrina. Tra cui un riassunto della vita di: Michele Serveto, John Milton, Isaac Newton (Newton: Un eretico simulatore?) e molti altri).

Sermoni del Rev. Dott. Alvan Lamson.
1 - Colui che è più grande di Salomone. (Lo straordinario contrasto esistente tra l'uomo spirituale e il celeste, Gesù e Salomone).

2 - Le piccole volpi che guastano le vigne. (La nostra infelicità nasce spesso da piccoli difetti in noi stessi. Ci rendiamo miserabili per piccole cose, e spesso consentiamo a queste piccole cose di turbarci. I piccoli peccati sono quelli contro cui abbiamo particolare bisogno di guardarci. "Chi disprezza le piccole cose, perirà a poco a poco").

3 - Siate sempre allegri! (Come possiamo rallegrarci e gioire sempre, in mezzo a tutte le rattristanti visioni e fatti tristi di questa nostra vita mortale? Non è forse contrario alla nostra natura e impossibile? Anzi, non è il dolore, un sentimento cristiano? Non era Gesù stesso un "uomo del dolore"? Da dove deve mai fiorire la nostra gioia?).

4 - Il peccato non è attribuibile alla mancanza di luce. ("Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscita". (Luca 16:31) Che gli uomini non siano migliori, non è da attribuire alla mancanza di conoscenza o alla mancanza di prove su un'esistenza futura, ma ad altre cause).

5 - Il trionfo della croce nella domenica di Pasqua. (Senza la risurrezione l'obbrobrio della croce sarebbe rimasto. Non sarebbe mai diventata il simbolo della fede e della speranza. Come strumento di morte, essa non li avrebbe mai ispirati e spronati, ma semmai sarebbe avvenuto l'esatto contrario. Essa è diventata dunque un simbolo di vita solo grazie alla risurrezione).

PREFAZIONE

Chi era Alvan Lamson e perché tradurre e pubblicare una sua biografia a 150 anni esatti dalla sua morte? Il motivo è che il Rev. Alvan Lamson è l’autore di un libro stupendo per il suo valore storico, recentemente pubblicato dall’Azzurra7 Editrice con il titolo: La Dottrina della Chiesa dei primi tre secoli. Tutti coloro che amano la persona di Gesù, il più grande e importante uomo della storia, certamente ameranno quest’opera di grande spessore sia per la competenza del suo autore che per l’argomento trattato.

Con la presente opera, intendiamo coprire una lacuna per il lettore italiano che non conosce l’autore della suddetta opera. Il Rev. Dott. Alvan Lamson, un unitariano e quindi antitrinitario americano del XIX secolo, è presentato nel presente volume che è stato ulteriormente arricchito con un suo articolo sull’unitarianismo e con la traduzione di alcuni suoi sermoni scelti di valore. Pur non condividendo ogni sua posizione dottrinale, pensiamo che quest’opera sia di grandissimo valore per lo studio storico e consultativo.

Nell’aver realizzato quest’opera confidiamo di aver fatto cosa gradita a parecchie migliaia di lettori italiani. Un ringraziamento particolare va fatto alla Casa Editrice Azzurra7 che ha creduto nel valore di quest’opera, e grazie alla quale essa è oggi disponibile.
Il curatore e traduttore

INDICE

Fotografie e documenti

Prefazione

Biografia


L’Unitarianismo

Dottrina

Storia

Statistiche

Foto dei principali unitariani

Giorgio Biandrata

Matteo Gribaldi Moffa

Michele Serveto

John Milton

Isaac Newton

Newton: Un eretico simulatore?

Ferenc Dávid

Fausto Sozzini (Socini)

Giovanni Valentino Gentile

Sermoni

Colui che è più grande di Salomone

Le piccole volpi che guastano le vigne

Siate sempre allegri!

Peccato non attribuibile alla mancanza di luce

Il trionfo della croce nella domenica di Pasqua

L’opera principale di Alvan Lamson

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I TRE MONDI - E LA MIETUTURA DI QUESTO MONDO


I TRE MONDI
E LA MIETITURA
DI QUESTO
MONDO

3 Mondi

UNA BREVE REVISIONE DEL PIANO DI REDENZIONE
DELLA BIBBIA, CHE ATTRAVERSA TRE MONDI:
"IL MONDO CHE ERA", "IL MONDO CHE È ORA" E
"IL MONDO AVVENIRE"; CON LE EVIDENZE CHE ORA SIAMO NEL
"TEMPO DELLA MIETITURA",
O L’OPERA CONCLUSIVA DELL'ETÀ EVANGELICA.

"Ed io guardai, e vedi una nube bianca, e sulla nube seduto stava
qualcuno simile al Figlio dell’Uomo, avendo sulla sua testa una corona
dorata, e nella sua mano un falcetto affilato; e colui che sedeva sulla
nube lanciò il suo falcetto sulla terra, e la terra fu mietuta."
Rivelazione
14:14, 16.

"La mietitura è la fine dell’Età presente." Matteo 13:39.

Pubblicato da
Nelson H. Barbour
Charles T. Russell1
Copyright© 1877 - ROCHESTER, New York 1877

1 L’autore di questo libro fu N. H. Barbour, C. T. Russell ne finanziò solo la pubblicazione.

"IL MONDO CHE ERA"
"IL MONDO CHE È ORA"
"IL MONDO AVVENIRE"

3 Mondi1


RETROCOPERTINA

I Tre Mondi e la Mietitura di Questo Mondo, è una breve revisione del piano di redenzione della Bibbia che attraversa tre mondi: (1) "il mondo che era" (distrutto al Diluvio), (2) "il mondo che è ora" e (3) "il mondo avvenire" (o Nuovo Mondo). Vengono fornite prove cronologiche dalla Bibbia che ora siamo nel "tempo della mietitura", o nel tempo conclusivo dell'età evangelica. In questo libro, scritto nel 1877, basandosi sul capitolo 4 di Daniele, Barbour indicava con sorprendente accuratezza il 1914 quale anno della fine dei "tempi dei Gentili" (Luca 21:24). Mostrava che questo periodo di dominio delle nazioni era durato in tutto 2.520 anni, durante il quale le nazioni gentili o non giudaiche hanno dominato selvaggiamente la terra senza interferenza da parte del Regno di Dio, e che questo periodo era cominciato con la caduta del regno di Giuda per opera dei babilonesi nel 606 a.C.

In questo libro Nelson H. Barbour fornisce prove scritturali per credere che l’obiettivo del ritorno di Cristo non è quello di distruggere le famiglie della terra ma di benedirle, e che la sua seconda venuta a differenza della prima, non sarebbe stata nella carne ma nello spirito, e che sarebbe stata caratterizzata da una presenza invisibile non percepita dalle persone, proprio come disse Gesù quando paragonò i giorni del suo ritorno ai giorni di Noè.

Barbour credeva inoltre che la presenza invisibile di Cristo (o Parusia) fosse già iniziata nel 1874 e che da allora Cristo fosse presente nell'opera di mietitura per radunare il “grano” e la “zizzania”, prima dell'inizio dei "Tempi della restituzione di tutte le cose" (Atti 3:21).

Barbour non poteva credere in un Dio saggio e amorevole, che aveva permesso la caduta nel peccato dell'uomo per poi abbandonarlo al suo destino eterno. Al contrario, egli credeva che la caduta era stata consentita per uno scopo saggio, e che Dio ha un piano preciso per l'uomo in cui nulla è lasciato al caso o all'ignoranza.

Barbour fu l'autore di questo libro, mentre C. T. Russell ne finanziò la stampa. Esso segnò l'inizio della stretta collaborazione tra i due che durò alcuni anni, prima che divergenze dottrinali estranee al contenuto di questo libro spingessero Russell a separarsi definitivamente da lui.

PREFAZIONE

Nel proporre questo libro alle persone e alla Chiesa di Dio, lo scrittore, mentre dà credito liberamente del suo indebitamento per molti dei suoi più buoni pensieri ad amici della causa, è nondimeno consapevole della sua inabilità a fare giustizia ai grandi soggetti qui presentati. Se essi sono di alcun valore, la loro importanza dovrebbe coprirne le imperfezioni degli agenti usati nella loro disseminazione. Possa Dio nel suo amore infinito,
causare che il libro possa portare a termine il lavoro di condurre la Chiesa nella verità riguardo al piano di Redenzione della Bibbia, e alla Mietitura dell'Età Evangelica.
N. H. Barbour


BIOGRAFIA2

Nelson Barbur

Nelson H. Barbour nacque a Throopsville, New York, il 21 agosto 1824, e morì a Tacoma, Washington, il 30 agosto 1905.3Barbour era uno scrittore ed editore avventista molto influente, meglio conosciuto per la sua associazione e successiva opposizione a Charles Taze Russell.
Barbour era il figlio di David Barbour e il nipote di Friend Barbour. Sia la famiglia che i documenti ufficiali usano l'ortografia "Barbour" e il suo spelling alternativo "Barber".
Egli era legato a una serie di importanti newyorkesi tra cui Dio Lewis. Ha frequentato la Temple Hill Academy al Geneseo, New York, nel periodo 1839-1842. Mentre era al Temple Hill ha studiato anche come ministro episcopale metodista con un certo Anziano Ferris, forse William H. Ferris4
Barbour è stato introdotto al Millerismo5 attraverso gli sforzi di un certo signor Johnson che insegnava al Geneseo, nell'inverno del 1842. Barbour si associava con altri Milleriti che vivevano in quella zona. Tra questi Owen Crozier, William Marsh, e Daniel Cogswell. Cogswell sarebbe diventato un amico per tutta la vita così come Henry F. Hill. Cogswell sarebbe poi diventato presidente della Conferenza di New York della Chiesa Cristiana dell’Avvento. Hill invece sarebbe diventato un autore di spicco associato agli Avventisti Evangelici.
Gli Avventisti nella zona del Geneseo si riunivano a Springwater (N.Y.) per attendere la seconda venuta seconda venuta di Gesù nel 1843. La loro delusione fu molto profonda, e Barbour soffrì una crisi di fede. In seguito scrisse: "Abbiamo continuato a radunarci insieme fino all'autunno del 1844. Poi, come una zattera galleggiante in acque profonde scompare improvvisamente da sotto i piedi dei suoi occupanti, così scomparve la nostra piattaforma da sotto di noi, e così abbiamo cercato disperatamente la riva in ogni direzione; ma la nostra unità era ormai sparita, e, come uomini che stanno per affogare, ci siamo aggrappati a qualunque cosa."6
Barbour ha poi perseguito una carriera medica, diventando un medico elettricista, un terapeuta che curava le malattie attraverso l'applicazione della corrente elettrica, che a quel tempo era vista come una terapia valida.
In seguito partì per l'Australia alla ricerca di oro, per far ritorno via Londra nel 1859. Ci sono alcune prove che egli predicò in qualche occasione mentre si trovava in Australia.7 Una discussione avuta sulla nave con un ecclesiastico riattizzò il suo interesse nelle profezie bibliche. Rientrato egli consultò libri su temi profetici presso la Biblioteca British Library e si convinse che il 1873 avrebbe segnato il ritorno di Cristo, basandosi sulle idee già avanzate da altri fin da almeno il 1823. (Continua...)

NOTE

1 L’autore di questo libro fu N. H. Barbour, C. T. Russell ne finanziò solo la pubblicazione.
2 Fonte: Wikipedia, l’enciclopedia libera, in lingua inglese.
3 Una sua domanda di brevetto del 1870 dà come suo secondo nome Horatio. Il The New York Grave Index dà il suo nome per intero come Nelson Horatio Barbour. Il suo secondo nome compare nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti come Omero (Homer). B. Woodcroft: Alphabetical Index of Patentees and Applicants of Patents for Invention for the year 1870, pag. 79. Schulz and deVienne: Nelson Barbour: The Millennium's Forgotten Prophet, 2009, pag. 4.
4 La probabile identità dell’Anziano Ferris con William H. Ferris è discussa in Schulz e de Vienne, Nelson Barbour: The Millennium's Forgotten Prophet, pag. 11-12.
5 [William Miller (Pittsfield, 15 febbraio 1782 – Hampton, 20 dicembre 1849) è stato un teologo e filosofo statunitense, ed è stato la figura più importante di quel filone escatologico cristiano che nel periodo 1830-1840 caratterizzò il fervore religioso degli Stati Uniti d'America, e che sarà conosciuto con il nome di Avventismo. In particolare, l'insieme dei suoi insegnamenti assumerà il nome di Millerismo, e i suoi seguaci sono conosciuti con il nome di milleriti. (Wikipedia). — N.d.A.].
6 Barbour, N. H.: Evidences for the Coming of the Lord in 1873, Or the Midnight Cry, anno 1871, pag. 26.
7 Barbour ha affermato di aver predicato in Australia in un'intervista stampata nella rivista Rochester Union and Advertiser. L'unica volta che è noto che egli sia stato in Australia è alla fine degli anni 1850.

INDICE

Tre Mondi
Biografia
Vengono quaranta anni di guai
Le Sette teste di Roma
Modalità del ritorno di Cristo
I Santi e gli Angeli
Nel Mondo avvenire — Ci riconosceremo l'un l'altro?
Il regno di Dio — Sarà visto dai Mortali?
Il naturale e lo spirituale
Sofisma
Il Piano di Redenzione
Il Giudizio — I santi saranno messi alla prova?
Cronologia biblica
“I Tempi dei Gentili”
Le due alleanze o economie, l’ebraica ed evangelica
Il Giubileo
Il luogo santo
La Risurrezione
Elia il profeta
La mietitura, il suo inizio e la sua fine
I cinque regni, e la loro localizzazione
L’Anticristo
Le sette trombe
I sette sigilli
Le sette ultime piaghe
La chiesa e il mondo
Una parabola
I duemilatrecento giorni
La questione orientale
“Babilonia è caduta”
Il regno di Dio
La bestia con due corna
La parabola delle dieci vergini
Le stesse chiese
Sommario
Note sulla Cronologia
Cosa faremo?

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QUANDO GLI UOMINI MORIVANO - Come stanno vivendo ora coloro che invece vivranno per miliardi di anni

Mentre la SCIENZA, per quanto si affanni,
non le sarà permesso di offrirla

Osservate questo video

L'AZZURRA7 EDITRICE prende lo spunto da quasta intervista e offre ai suoi lettori questa nuova e autorevole opera che spiega dove e a chi rivolgersi per ricevere, fra breve, con assoluta certezza l'immortalità sulla terra!

LA RICERCA INFRUTTUOSA DELLA SCIENZA

"Chi di voi può, essendo ansioso, aggiungere un cubito1
alla durata della sua vita?"
dice Gesù Cristo!
Quanto sono vere queste parole!

Lo storico inglese Arnold Toynbee ha osservato: “Dal momento della nascita c’è la costante possibilità che un essere umano muoia in qualsiasi momento; e inevitabilmente questa possibilità diventerà un fatto compiuto”. Abbiamo un numero finito di giorni per vivere e sappiamo che prima o poi finiranno e sopraggiungerà la morte.

Se la religione tradizionale si è rassegnata all’idea della morte, la scienza no ed insegue l’utopia dell’immortalità. Ma è credibile oppure illusorio confidare nella scienza? Questo libro — Quando gli uomini morivano – La fine di una millenaria tragedia — sconfessa le fantasie fantascientifiche per rivolgere l’attenzione verso ciò che è invece assolutamente credibile e reale.

In esso l’autore mostra che tutti gli sforzi che la scienza sta compiendo sono futili e inutili, per il semplice fatto che la morte è stata impiantata nell'uomo a livello genetico proprio a causa del peccato geneticamente ereditato e nessuna scienza umana potrà mai e poi mai eliminarlo, ma soltanto Colui che ha progettato l’uomo per farlo vivere per sempre. Solo chi prende coscienza e assume responsabilità verso la super-intelligenza del divino Creatore può sperare di eliminare la sua morte!

L’alternativa non è l’immortalità offerta dalla scienza umana in una società in rovina e neppure l’immortalità nell’aldilà offerta dalla falsa religione, ma la morte eterna. Ognuno può scegliere tra la morte eterna o la vita eterna qui sulla Terra dove è nato con la prospettiva di poterci vivere eternamente.


1. Misura lineare che corrisponde all’incirca alla distanza fra il gomito e la punta del dito medio. (De 3:11) Sembra che gli israeliti usassero comunemente un cubito di circa 44,5 cm, e così viene calcolato in questa pubblicazione. L’iscrizione di Siloam, per esempio, indica che la galleria per l’acqua costruita dal re Ezechia era lunga 1.200 cubiti. Secondo le misurazioni attuali, questa galleria è lunga 533m. In base a questo calcolo un cubito corrisponderebbe a 44,4 cm. Inoltre numerosi edifici e recinti portati alla luce dagli scavi compiuti in Palestina possono essere misurati in multipli interi di quest’unità di misura, fornendo un’ulteriore ragione per calcolare il cubito a circa 44,5cm.

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RETROCOPERTINA

Nella copertina si può notare lo scenario di un millenario dramma esistenziale, che vede l'uomo scendere e scomparire per sempre nel baratro della tomba. Su tale scenario si staglia il titolo del libro Quando gli uomini morivano - La fine di una millenaria tragedia. Sono millenni che l'uomo si interroga sul mistero della vita e su quello della morte. Ma la morte è un fatto meramente naturale che cancella per sempre l'essere vivente, oppure una porta d'accessso o stargate per l'aldilà, oppure una nuova occasione per il ciclo delle rinascite o che altro ancora? È stata trovata la risposta definitiva? Religioni e filosofie hanno tentato e presentato varie soluzioni. Di recente la scienza ha intrapreso un nuovo persorso che prevede lo studio e la cura della morte. Nel suo saggio sulla morte, il filosofo, politico e giurista inglese Francesco Bacone (Francis Bacon, 1561-1626) ha scritto: “Gli uomini temono la morte come i bambini temono il buio; e, come la naturale paura dei bambini aumenta con le favole, così pure quell'altra”.

Possiamo continuare a illuderci e a spaventarci con le “favole” o dovremmo cercare di conoscere i fatti? Poichè si attiene fedelmente alla realtà dei fatti, quest'opera permette al lettore di compiere un viaggio nel futuro, per centinaia, migliaia e centinaia di migliaia di anni, portandoci a conoscere quale sarà la condizione della vita sulla Terra. Questa analisi del futuro prossimo venturo ed anche più lontano è compiuta alla luce di un'antica previsione, che ha avuto nella comparsa di un personaggio che ha diviso la storia del mondo Gesù Cristo, orientandolo dalla morte eterna ad una speranza di vita eterna, il suo punto focale. La presenza storica di questo “Figlio d'uomo” (Gesu Cristo), tutt'altro che casuale, è la chiave di accesso per vivere sotto una nuova governance o governanza, i cui obiettivi saranno realizzati da una nuova classe dirigente. Tale nuova governance o nuovo modo di governo, nuova conduzione, gestione e direzione, garantirà le legittime aspirazioni della vita umana su questo pianeta. Tutto il resto è destinato a sparire.

C'è un fatto importante che il lettore dovrebbe riconoscere prima di leggere questo libro: la classe religiosa e politica che duemila anni fa ha udito il messaggio di Cristo non lo ha compreso. Ancora oggi la storia si ripete col risultato che religione e politica continuano a non capire la vera speranza cristiana. Semplicemente tale messaggio non è alla portata né dei capi religiosi né dei leaders politici. Il libro ne spiega le ragioni. Dopo averlo letto, il lettore potrà comprendere cos'è la millenaria tragedia che deve finire e come potrà finire. Con la lettura di quest'opera, la visione dell'oggi non sarà più la stessa, negativa, delusa, disperata, rabbiosa e senza speranza, ma sarà cambiata incredibilmente in meglio, in una visione ottimistica e realistica di ciò che sta per accadere tra breve, dello straordinario cambiamento in meglio che trasformerà la vita umana sulla Terra in una vita significativa.

Un'OPERA rivolta a tutti coloro che sono
"giustamente disposti per la vita eterna"
sulla Terra!

INDICE

Quando gli uomini morivano — La fine di una millenaria tragedia

Indice dei capitoli

Presentazione del libro

Prefazione

L’angolo della riflessione prima di leggere il libro

Parte I - Oltre l’orgoglio e il pregiudizio

Parte II - Oltre il fenomeno dell’apateismo

INTRODUZIONE
Verso il futuro

Capitolo 1
Un dolce risveglio alla vita

Appendice al capitolo 1
Il significato della vita

Capitolo 2
Una tragedia si abbatte sull’umanità

Capitolo 3
Un mese dopo Har-Maghedon

Capitolo 4
Cento anni dopo Har-Maghedon

Capitolo 5
Seicento anni dopo Har-Maghedon

Capitolo 6
Mille anni dopo Har-Maghedon

Capitolo 7
Centomila anni dopo l’eliminazione del male

Capitolo 8
Un milione di anni dopo l’eliminazione del male e verso l’infinito

Capitolo 9
Capire l’eternità

Appendice al capitolo 9
Un uomo morente capisce il senso della vita

Indice analitico degli autori citati, delle opere e dei soggetti trattati

Indice delle illustrazioni e loro fonti



Non rimmarrai deluso!
La tua esistenza avrà finalmente significato

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GLI ALBORI DEL CRISTIANESIMO - LA MEMORIA DI GESÙ - 1 Fede e Gesù storico


RETROCOPERTINA

Il primo volume di questa nuova opera di James Dunn dedicata alle origini cristiane si legge con grande profitto sia per la chiarezza espositiva che distingue i lavori dell'autore sia per la miniera di informazioni fornite riguardo alla storia e alle tendenze della ricerca su Gesù sia, non ultimo, per la novità della prospettiva adottata. Il titolo, La memoria di Gesù, mostra quale sia l'intento del volume: giungere a un'immagine chiara della tradizione di Gesù, nella convinzione che gli evangelisti sinottici, lungi dal falsificare la memoria di Gesù, miravano a preservarla e a presentarla in modo che sia sempre possibile l'incontro con il Gesù nato in Galilea.
In quest'ottica le tradizioni riguardanti Gesù sono esaminate in quanto tradizione orale, e gli aspetti di questa tradizione sono presentati per le caratteristiche loro proprie più che per la loro diversità. Nell'esposizione della tradizione del Battista, del motivo del regno, della chiamata al discepolato, della crocifissione e della fede nel Gesù risorto questo lavoro porta a un'immagine inedita di come Gesù venne fin da subito ricordato. Dando sempre mostra di equilibrio, James Dunn mette a frutto la sua grande pratica dei testi neotestamentari e della storia degli studi così come delle fonti non bibliche e dei risultati della ricerca archeologica più recente.
Questo primo tomo del volume primo si compone di due grandi parti dedicate al significato del Gesù storico per la fede e alle fonti scritte e orali che consentono di ricostruire il contesto in cui ebbe a operare il Gesù della storia.


INDICE (L'Opera è in 3 volumi - l'INDICE di questo volume è quello rosso)

9 Premessa

15 Abbreviazioni e sigle

Capitolo 1
19 Il cristianesimo in formazione

Parte prima
FEDE E GESÙ STORICO

Capitolo 2
29 Introduzione

Capitolo 3
34 Il risveglio della coscienza storica

Capitolo 4
42 Fuga dal dogma

Capitolo 5
83 Fuga dalla storia

Capitolo 6
114 Storia, ermeneutica e fede

Parte seconda

DAI VANGELI A GESÙ

Capitolo 7
155 Le fonti

Capitolo 8
188 La tradizione

Capitolo 9
271 Il contesto storico

Capitolo 10
344 Attraverso i vangeli a Gesù

tomo 2 Parte terza
LA MISSIONE DI GESÙ

Capitolo 11
379 Il battesimo di Giovanni

Capitolo 12
424 Il regno di Dio


Capitolo 13
529 A chi si rivolgeva Gesù?

Capitolo 14
581 Il discepolato

Parte quarta
LA CONCEZIONE CHE GESÙ AVEVA DI SÉ

Capitolo 15
651 Gesù, chi era?

Capitolo 16
740 Quale ruolo si attribuiva Gesù?

tomo 3 Parte quinta
L'ACME DELLA MISSIONE DI GESÙ

Capitolo 17
819 Crucifixus sub Pontio Pilato

Capitolo 18
879 Et resurrexit


Capitolo 19
934 Il Gesù ricordato

949 Bibliografia

997 Indici

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