ARTICOLI DI TUTTO IL NEGOZIO

ARTICOLI DI TUTTO IL NEGOZIO

ARTICOLI DI TUTTO IL NEGOZIO (249)

GLI ALBORI DEL CRISTIANESIMO - GLI INIZI A GERUSALEMME - 3 La fine degli inizi


RETROCOPERTINA

Terzo e conclusivo tomo di quella che è stata definita «una magnifica esposizione e illustrazione di tutte le maggiori problematiche dei primi quarant'anni di cristianesimo» (D.C. Allison), nelle pagine di questo volume si affrontano gli ultimi tempi della vita di Paolo e la figura di due altri protagonisti di primo piano del cristianesimo delle origini: Pietro e Giacomo.
Queste personalità non marginali sono approfondite nel contesto tragico della Galilea di quegli anni, e anche offrono il destro a utili considerazioni su come si debba pensare il rapporto fra i primi cristiani e la predicazione di Gesù, quale sia insomma la natura del cristianesimo sul finire della prima generazione. La grande opera di James Dunn - messa in valore anche dagli estesi indici che concludono questo terzo tomo - combina visione generale, sensibilità per questioni specifiche e per la documentazione pertinente con una padronanza impareggiabile della ricerca odierna e meno recente, sempre in uno stile che non cessa di sorprendere per freschezza e incisività.


INDICE(L'Opera è in 3 volumi - l'INDICE di questo volume è quello rosso)


9 Premessa

13 Abbreviazioni e sigle

Parte sesta
SCRIVERE LA STORIA DEGLI ESORDI DEL CRISTIANESIMO

Capitolo 20
21 La ricerca della chiesa storica

Capitolo 21
68 Le fonti

Parte settima
LA PRIMA FASE

Capitolo 22
147 Gli inizi a Gerusalemme

Capitolo 23
186 La comunità più antica

Capitolo 24
254 Gli ellenisti e la prima espansione

Capitolo 25
333 La comparsa di Paolo

Capitolo 26
387 La missione di Pietro

Capitolo 27
425 Crisi e conflitti


tomo 2 Parte ottava
APOSTOLO DEI GENTILI

Capitolo 28
523 Date, mete e distanze

Capitolo 29
543 L'apostolo Paolo

Capitolo 30
619 Le chiese di Paolo

Capitolo 31
678 La missione egea: prima fase

Capitolo 32
763 La missione egea: seconda fase

Capitolo 33
872 Si chiude un capitolo

tomo 3 Parte nona
LA FINE DEGLI INIZI

Capitolo 34
987 La passione di Paolo

Capitolo 35
1087 Il Pietro senza voce

Capitolo 36
1106 Catastrofe in Giudea

Capitolo 37
1134 Il retaggio del gruppo di spicco della prima generazione

1205 Bibliografia

1279 Indici


Leggi tutto...

STORIA, NARRATIVA, APOCALITTICA


RETROCOPERTINA

Questo volume della Introduzione allo studio della Bibbia guida alla lettura dei libri storici e narrativi non compresi nel Pentateuco, in parte espressione della scuola deuteronomistica - Giosuè e Giudici, libri di Samuele e dei Re - in parte di quella cronistica: i due libri delle Cronache e i libri di Esdra e Neemia. I due libri canonici dei Maccabei sono oggetto di approfondito esame nella sezione dedicata alla storiografia ellenistica, mentre i libri di Rut, Tobia, Giuditta ed Ester, tanto brevi quanto interessanti, sono studiati negli aspetti letterari e teologici loro propri. L'ultima parte dell'opera è dedicata al fenomeno dell'apocalittica giudaica e all'unico scritto che nella Bibbia ebraica rispecchia questo ambiente: il libro di Daniele, sorta di arco teso fra ciò che vi è di più caratteristico dell'Israele antico e uno degli orientamenti peculiari del Nuovo Testamento. Di tutti i libri si fornisce, nello stile di questa Introduzione, una breve storia della ricerca, le vicende e i risultati della quale sono imprescindibili per una comprensione del testo che si voglia informata e proficua.

INDICE

9 Premessa

13 Abbreviazioni e sigle

Parte prima
LA STORIA DEUTERONOMISTICA

Capitolo I
17 Storia deuteronomistica e Deuteronomio

Capitolo II
53 I libri di Giosuè e dei Giudici

Capitolo III
92 I libri di Samuele. Dai giudici alla monarchia

Capitolo IV
129 I libri dei Re. La monarchia

Parte seconda
LA STORIA CRONISTICA

Capitolo V
169 I libri delle Cronache. Dimensione letteraria

Capitolo VI
205 I libri delle Cronache. Dimensione teologica e socio-storica

Capitolo VII
226 I libri di Esdra e Neemia

Parte terza
STORIA ELLENISTICA

Capitolo VIII
265 I libri dei Maccabei

Parte quarta
RACCONTI BIBLICI

Capitolo IX
301 Il libro di Rut

Capitolo X
317 Il libro di Tobia

Capitolo XI
334 Il libro di Giuditta

Capitolo XII
356 Il libro di Ester

Parte quinta
DANIELE E L'APOCALIITICA

Capitolo XIII
379 Il libro di Daniele

Capitolo XIV
411 L'apocalittica

429 Indice del volume

Leggi tutto...

I LIBRI PROFETICI


RETROCOPERTINA

Quarto volume dell'Introduzione allo studio della Bibbia, ormai affermatasi come indispensabile propedeutica a uno studio critico dell'Antico e del Nuovo Testamento, questo lavoro illustra gli elementi fondamentali del profetismo biblico. A un'analisi introduttiva del fenomeno profetico nel Vicino Oriente antico (dall'Egitto a Mari e a Canaan) fa seguito una presentazione sistematica ed esaustiva di tutti gli aspetti che concorsero a fare della profezia uno degli eventi cardinali della religione israelitica. La parte introduttiva consente di affrontare l'esame puntuale dei grandi profeti dei secoli VIII e VII, così come degli epigoni del VI secolo: da Ezechiele e il Deutero-Isaia a Zaccaria, Gioele e Giona. Un capitolo conclusivo illustra il significato del profetismo biblico attraverso la storia della formazione dei singoli libri profetici dell'Antico Testamento.

INDICE

9 Premessa

13 Prologo

15 Bibliografia essenziale

Parte prima
IL FENOMENO PROFETICO

Capitolo I
19 Profeti e libri profetici

Parte seconda
IL PROFETISMO NELL'OTIAVO SECOLO

Capitolo II
43 Profeti del regno d'Israele

Capitolo III
87 Profeti del regno di Giuda: Isaia, Michea

Parte terza
IL PROFETISMO NEL SETIIMO SECOLO

Capitolo IV
123 Geremia e la sua epoca

Capitolo V
157 Da Naum a Sofonia

Parte quarta
IL PROFETISMO NEL SESTO SECÒLO E DOPO L'ESILIO

Capitolo VI
173 Ezechiele e il Deutero-Isaia

Capitolo VII
200 Epoca della restaurazione e ultimi profeti

Parte quinta
SIGNIFICATO DEI PROFETI BIBLICI

Capitolo VIII
231 Significato e verità dei profeti biblici

Appendice

249 Cronologia dei re d'Israele e di Giuda

255 Indice del volume

Leggi tutto...

LIBRI SAPIENZIALI E ALTRI SCRITTI


RETROCOPERTINA

Dedicato ai libri sapienziali e lirici dell'Antico Testamento, questo volume è un'approfondita introduzione letteraria ed esegetica ad alcuni tra i maggiori e più noti scritti biblici, da Giobbe e l'Ecclesiaste ai Salmi e al Cantico dei cantici. In un esteso capitolo premesso all'esame dei singoli libri sapienziali, la sapienza, la figura del sapiente e la tradizione sapienziale ebraica vengono situate nei contesti sociali e religiosi che ne videro la luce e viste sullo sfondo della tradizione sapienziale del Vicino Oriente antico. Ciò fa da indispensabile premessa allo studio del significato e della funzione teologica della letteratura sapienziale così come della singolarità delle sue forme. Dei tre capitoli dedicati al Salterio, il primo comprende una circostanziata presentazione delle forme della poesia ebraica e delle poetiche ad essa sottese. Di fronte a scritti che non di rado appaiono inaccessibili sia per la lingua poetica sia per la tematica svolta, questa introduzione mostra preziose doti di concisione e precisione.

INDICE

9 Premessa

13 Prologo

15 Biografia essenziale

Parte prima
La letteratura sapienziale d'Israele

Capitolo I
19 Sapienza e letteratura sapienziale

Capitolo II
55 Tradizione sapienziale ed espressione letteraria.

Parte seconda
I libri sapienziali

Capitolo III
91 Il libro dei Proverbi

Capitolo IV
117 Il libro di Giobbe

Capitolo V
147 Il libro di Ecclesiaste

Capitolo VI
175 Il libro di
Ecclesiastico

Capitolo VII
209 Il libro della Sapienza

Parte terza
La letteratura lirica

Capitolo VIII
233 Il libro dei Salmi:aspetti letterari

Capitolo IX
261 Generi letterari del Salterio

Capitolo X
293 Teologia del Salterio

Capitolo XI
323 Storia dell'interpretazione del Salterio

Capitolo XII
365 Il Cantico dei cantici

Capitolo XIII
393 Il libro delle Lamentazioni

421 Indice del volume

Leggi tutto...

VANGELI SINOTTICI E ATTI DEGLI APOSTOLI


RETROCOPERTINA

Le Scritture che tanto nel culto quanto nella religiosità popolare hanno sempre goduto di una posizione privilegiata nella vita della chiesa - i vangeli sinottici e gli Atti degli Apostoli - rivelano al ricercatore complessità e difficoltà ben più profonde di qualsiasi altro testo del Nuovo Testamento. In un'esposizione lineare e chiaramente articolata, questo volume dell'Introduzione allo studio della Bibbia espone la natura e l'origine dei vangeli sinottici e degli Atti degli Apostoli avendo sempre di mira i testi e le comunità di cui furono l'espressione. Come nei volumi precedenti, larga parte è dedicata alla storia e allo stato della ricerca e ai problemi che non possono essere ignorati da uno studio rigoroso del testo biblico. Per la sua forma sempre piana ed efficace, questa nuova introduzione allo studio della Bibbia si propone non solo come manuale per le facoltà teologiche e ogni altro istituto di livello universitario, ma anche come opera di consultazione per chiunque desideri un'informazione di base aggiornata sui problemi cui si trova di fronte lo studio della Bibbia.

INDICE

9 Premessa

Parte prima
Introduzione ai vangeli sinottici.

Capitolo I
17 Origine e natura dei vangeli sinottici:

Capitolo II
54 Storia dell'interpretazione e problemi aperti

Parte seconda
Il vangelo secondo Marco.

Capitolo III
91 La dimensione letteraria

Capitolo IV
114 La dimensione teologica.

Capitolo V
146 La dimensione storica.

Parte terza
Il vangelo secondo Matteo

Capitolo VI
167 La dimensione letteraria

Capitolo VII
199 La dimensione teologica

Capitolo VIII
224 La dimensione storico-sociale

Parte quarta
L'opera di Luca (Lc.-Atti)

Capitolo IX
239 La dimensione letteraria

Capitolo X
274 La dimensione teologica

Capitolo XI
300 Aspetti storici

331 Indice del volume

Leggi tutto...

SCRITTI PAOLINI


RETROCOPERTINA

Pur non mancando introduzioni e saggi d'insieme sulla vita, gli scritti e il pensiero di Paolo di Tarso, questo nuovo volume della Introduzione allo studio della Bibbia intende distinguersi per la particolare attenzione prestata alla didattica e a uno studio pedagogicamente efficace degli scritti di Paolo e di tradizione paolina. Dopo avere illustrato la persona, l'opera e l'ambiente del grande apostolo del primo cristianesimo, in due parti si affrontano le lettere paoline autentiche, senza trascurarne gli aspetti più propriamente teologici. Una quarta e quinta parte sono dedicate alle lettere dalla prigionia e alle lettere pastorali oltre che all'epistola agli Ebrei. Il volume si segnala per l'estesa lettura di ogni singolo documento, nonché per l'esposizione ampia e particolareggiata dei grandi temi teologici paolini.

INTRODUZIONE

Per l'esegesi critica di tutti i tempi, ossia degli ultimi duecent'anni, Paolo ha sempre goduto di una posizione particolarmente privilegiata: la critica, non meno della tradizione, crede di sapere chi era, dove nacque, che carattere aveva, quali furono le tappe fondamentali della sua vita e a quali date corrispondono, quali lettere scrisse e a chi, e persino qual era il contenuto e l'intento di ogni singola lettera. Certo si continua a discutere su certi punti della sua biografia, sull'autenticità di alcune sue lettere, persino su determinati aspetti della sua dottrina. Tuttavia queste discussioni si svolgono entro una cornice di consenso che molti altri campi della scienza biblica, e persino della scienza storica, potrebbero invidiare.
Chi abbia avuto un qualche contatto diretto con l'esegesi professionale - praticata inizialmente nelle università tedesche e poi accettata gradualmente da tutti - vedrà che gli studi di questo tipo, nella loro critica, tendono a peccare più per eccesso che per difetto: non danno per scontato quanto afferma la tradizione, a meno che non vi siano argomentazioni più che solide a suo favore. Non si può nemmeno affermare che abbiano un orientamento specificamente confessionale, perlomeno nei rappresentanti più di spicco: tutti partono dalla constatazione che nel cristianesimo vi sono elementi particolarmente utili per il bene dell'umanità, pochi però dimostrano la volontà specifica di aderire ai dogmi della chiesa istituzionale, sia essa cattolica, ortodossa o evangelica.
Se ne ricava un ragionevole criterio di verità: può essere considerato praticamente certo ciò che nella tradizione coincide con l'esegesi critica. Le altre questioni debbono rimanere aperte a una libera discussione, come solitamente lo sono anche dal punto di vista della fede: ad esempio, nel nostro caso, i dubbi relativi all'autenticità di alcune lettere. In presenza di un eventuale conflitto, lo studioso credente registrerà in tutta onestà fino a che punto l'affermazione di fede risulti confermata da un punto di vista storico, poiché non tutto ciò che è certo per la fede lo è pure per la storia.
L'Introduzione allo studio della Bibbia, il cui settimo volume è dedicato agli scritti paolini, ha cercato di adottare una linea di coincidenza con i punti generalmente accettati, nonché di pacifica discussione delle questioni aperte. Comunque non sarebbe un'introduzione sufficientemente razionale se non si fermasse a riflettere anche sui motivi che hanno spinto a raggiungere una certa unanimità su molti punti riguardanti la vita, gli scritti e la dottrina di Paolo.
La parte più consistente del nostro volume - dieci dei quindici capitoli - è costituita dallo studio dettagliato delle singole lettere, raggruppate secondo affinità interne; si è cercato di presentarle seguendo l'ordine in cui furono scritte, senza dare valutazioni affrettate per quanto riguarda le questioni controverse. All'interno di questi capitoli si è data la preferenza alla cosiddetta dimensione letteraria - nel caso specifico, l'analisi delle lettere - a dispetto della dimensione storica e di quella teologica. A quest'ultima si sono dedicati due interi capitoli, il quinto e l'undicesimo, riguardanti rispettivamente la catechesi (partendo dalla prima ai Tessalonicesi) e la teologia dell'apostolo (prendendo spunto dalle quattro grandi lettere: Romani, Galati e la prima e seconda ai Corinti). La prima parte dell'opera, invece, raduna una serie di nozioni che interessano in egual misura tutte le lettere di Paolo: aspetti biografici e cronologici (cap. I), il genere letterario della lettera e una prima classificazione degli scritti giunti sino a noi come paolini (cap. II), testimonianze esterne che li riguardano e linee generali dell'esegesi paolina (cap. III).


INDICE

9 Premessa

11 Abbreviazioni e sigle

Parte prima
PAOLO E I SUOI SCRITTI

Capitolo I
16 La vita di Paolo

Capitolo II
42 Gli scritti paolini

Capitolo III
60 Testimonianze esterne su Paolo e i suoi scritti

Parte seconda
LA CORRISPONDENZA TESSALONICESE

Capitolo IV
94 La prima lettera ai Tessalonicesi

Capitolo V
108 La catechesi primitiva

Capitolo VI
144 La seconda lettera ai Tessalonicesi

Parte terza
LE GRANDI LETTERE

Capitolo VII
159 La prima lettera ai Corinti

Capitolo VIII
185 La seconda lettera ai Corinti

Capitolo IX
209 La lettera ai Galati

Capitolo X
232 La lettera ai Romani

Capitolo XI
273 Teologia delle grandi lettere: l'antropologia teologica

Parte quarta
LE LETTERE DELLA PRIGIONIA

Capitolo XII
303 Le lettere ai Filippesi e a Filemone

Capitolo XIII
321 Le lettere ai Colossesi e agli Efesini

Parte quinta
ALTRE LETTERE PAOLINE

Capitolo XIV
359 Le lettere pastorali

Capitolo XV
391 La lettera agli Ebrei

427 Bibliografia generale

431 Indice del volume

Leggi tutto...

SCRITTI GIOVANNEI E LETTERE CATTOLICHE


RETROCOPERTINA

Questo volume introduce allo studio del vangelo di Giovanni e delle tre lettere che vanno sotto il suo nome, oltre che dell'Apocalisse e delle cosiddette lettere cattoliche: la lettera di Giacomo, le due di Pietro e la lettera di Giuda. Gli scritti neotestamentari sono illustrati secondo la triplice prospettiva letteraria, teologica e socio-storica. Al pari di quelli che lo hanno preceduto, anche questo nuovo volume, dovuto ad esperti di fama, consente di accedere ai risultati acquisiti della ricerca biblica così come alle diverse tendenze degli studi attuali: all'approfondimento chiaro e analitico dei testi presi in esame si accompagnano ampie e ragionate sezioni bibliografiche.

INTRODUZIONE agli scritti giovannei


I. Gli scritti giovannei

I cosiddetti scritti giovannei, attribuiti alla stessa comunità o scuola, sono il vangelo e le lettere. La tradizione ha individuato una certa vicinanza o affinità tra questi scritti e l'Apocalisse, ma è assai difficile stabilire il tipo di rapporto che li lega. Il genere letterario dell' Apocalisse, molto diverso sia dal vangelo sia dalle lettere, rende arduo un confronto ravvicinato. Sia il vangelo sia le lettere, inoltre, fanno ricorso all'apocalittica con grande parsimonia: anzi ne propongono una versione peculiare che utilizza solo alcuni concetti o immagini con un significato profondamente diverso. Ciò avviene con espressioni consacrate dell' Antico Testamento, come ad esempio «d'ultimo giorno» o la figura del «figlio dell'uomo».
Lo stile dell' Apocalisse è molto diverso da quello del vangelo di Giovanni o delle lettere. Mentre il greco del vangelo e delle lettere è semplice e popolare, ma corretto, il greco dell' Apocalisse mostra numerosi solecismi ed evidenti errori di grammatica che, a dir di molti, rivelano che il greco non era la lingua dell'autore. In ogni caso pare inverosimile che uno stesso autore abbia composto opere stilisticamente tanto distanti come il vangelo di Giovanni e l'Apocalisse.
L'utilizzazione dell'Antico Testamento da parte del vangelo e dell'Apecalisse rivela nei due testi elementi spiccatamente peculiari. Oltre a ricorrere molto di frequente all' Antico Testamento, citato quasi sempre secondo il tenore del testo ebraico, l'Apocalisse impiega molti materiali provenienti dalle visioni profetiche di Daniele ed Ezechiele. Questo genere letterario, come vedremo, rappresenterà un semplice punto di riferimento nel vangelo di Giovanni, il quale non ricorre mai al contenuto di visioni o di audizioni per parlare della rivelazione.
La struttura fondamentale dell' Apocalisse, infine, che individua nella storia un punto di riferimento innegabile e, in certa misura, essenziale, non sembra avere un ruolo di rilievo nel vangelo e nelle cosiddette lettere di Giovanni che, pur non negando la storia, non vi ricorrono come a veicolo centrale per le loro presentazioni teologiche. Questa differenza urne particolare rilievo perché è indice di una sensibilità molto differente, con schemi mentali difficilmente sovrapponibili che, in alcuni casi, rendono particolarmente difficile un parallelo tra queste opere.
Inversamente, i dati che suggeriscono un qualche rapporto tra l'Apocalisse e gli scritti giovannei sono troppo labili per dimostrare una paternità comune. Così, l'impiego di alcuni concetti comuni, come «testimonianza», l'immagine cristo logica dell'agnello - benché i due testi ricorrano a due parole greche differenti -, l'uso di alcuni particolari testi dell' Antico Testamento, ecc. Da ultimo va detto che la paternità dell'Apocalisse - il veggente afferma di chiamarsi Giovanni - non può essere considerata un argomento a favore di una vicinanza tra i testi che, comunque, risulterebbe del tutto estrinseca. L'affinità tra l'Apocalisse e il vangelo di Giovanni non sembra spingersi al di là di alcuni tratti comuni nel contesto di una profonda diversità.
Questa introduzione si limiterà quindi al cosiddetto vangelo di Giovanni e alle tre lettere che tradizionalmente sono state attribuite allo stesso autore. Questo gruppo di testi presenta, peraltro, alcune caratteristiche del tutto peculiari all'interno del Nuovo Testamento. Prima di affrontare l'introduzione a ciascuno di questi documenti sono necessarie alcune osservazioni su questo aspetto.

2. Il vangelo e le lettere di Giovanni

Il vangelo di Giovanni e le lettere presentano un orizzonte piuttosto ampio e sono percorse da un filo conduttore di notevole importanza. Questi documenti sono molto diversi per quanto attiene al genere letterario, alle sottolineature dottrina li e alle dimensioni. Tuttavia risalgono alla stessa cerchia o comunità. Il lessico peculiare, la mentalità, lo stile e la teologia mostrano affinità notevoli. In questo senso risulta interessante la possibilità di disporli in un ordine cronologico che evidenzi diversi momenti della vita di uno stesso gruppo. Benché non si sia raggiunto un consenso unanime sulle fasi di questa sequenza, tuttavia emerge con crescente chiarezza che il vangelo dev'essere collocato prima delle lettere I e, probabilmente, la prima e la seconda lettera di Giovanni precedono la terza. Senza l'ausilio del vangelo le lettere risulterebbero un vero e proprio enigma. I grandi temi - le professioni di fede, le esortazioni - e lo stesso lessico trovano un punto di riferimento essenziale nel vangelo di Giovanni. Il significato delle lettere dev'essere confrontato con quello del vangelo, perché non può essere in alcun modo dato per scontato. Per questa ragione l'introduzione alla lettura di questi documenti seguirà l'ordine che segue: vangelo di Giovanni, prima e seconda lettera di Giovanni, terza lettera di Giovanni.
Prima dell'introduzione vera e propria è opportuna un'ulteriore precisazione. La sommaria introduzione che presentiamo non aspira ad essere un insieme organico e compiuto. Nel lavoro esegetico il processo di revisione e approfondimento è ininterrotto, appartenendo alla sfera dell'interpretazione. Il mondo dell'interpretazione è per natura aperto a una comprensione sempre più ampia, precisa e adeguata. Il significato dei testi dipende anche dalle domande e dagli interrogativi che s'intendono chiarire. In questo senso il lavoro dell'esegesi biblica sarà perennemente soggetto a revisione. L'esegesi critica, d'altra parte, è una disciplina relativamente recente. Non si dimentichi che i primi lavori che si sono proposti lo studio scientifico dei vangeli non hanno nemmeno due secoli di vita. Non è quindi possibile pretendere che abbiano conseguito una chiarezza e un grado di certezza che, probabilmente, è ancora ben lungi dall'essere raggiunto: i dati e i documenti disponibili sono in larga misura insufficienti.
Peraltro l'esegesi non aspira mai a sostituirsi alla lettura di fede della Scrittura. Non si tratta nemmeno di un'opera parallela o alternativa. Semplicemente, l'esegesi cerca di contribuire a una conoscenza più approfondita dei testi biblici, ponendosi sempre al servizio della lettura di fede, che resta l'obiettivo essenziale. Essa offre, insomma, una base, un primo livello di comprensione. Si tratta di ciò che gli antichi, i Padri della chiesa e i maestri medievali chiamavano il senso letterale: un punto di partenza, un primo significato del testo! In altre parole, essa tenta di evitare due scogli molto importanti: in primo luogo non è finalizzata alla ricerca archeologica; non si tratta di ricostruire la comprensione che i testi esprimono nella loro letteralità originaria. D'altra parte offre un valido ausilio per evitare di trarre dai testi interpretazioni scorrette, ossia estrapolate dal contesto. Essa non vuole essere, dunque, né archeologia né stimolo per moti inconsulti dell'animo umano. Questi sono i due grandi rischi: il fondamentalismo e la lettura puramente carismatica.
In tale prospettiva, e per concludere questa premessa, è più che probabile che nel volgere di alcuni anni l'esegesi corregga molte delle affermazioni che ricorreranno nelle pagine seguenti. Speriamo che sia così. Ciò suonerà come conferma che siamo giunti sin dove era possibile sulla base dei documenti in nostro possesso, con onestà e sincerità. Senza l'intenzione di presentare un'interpretazione compiuta e quindi dogmatica. In questo senso la nostra introduzione è modesta per due motivi: perché dev'essere necessariamente breve e perché non può aspirare a un'esattezza e a una solidità che sfuggono alla sua stessa natura e, per di più, sono assai limitate dai numerosi dati ipotetici cui si deve ricorrere e dalle scarse conoscenze sul contesto e sulle circostanze nei quali ebbe luogo la redazione di queste opere.

INDICE

9 Premessa

11 Abbreviazioni e sigle

13 Introduzione agli scritti giovannei

Parte prima
Il vangelo secondo Giovanni

Capitolo 1
19 Dimensione letteraria: lo scritto e la tradizione narrativa

Capitolo 2
37 Dimensione letteraria: dialoghi, controversie e racconto della passione

Capitolo 3
68 Dimensione teologica

Capitolo 4
110 Storia della ricerca

Parte seconda
Le lettere di Giovanni

Capitolo 5
141 Le lettere di Giovanni

Parte terza
L'Apocalisse di Giovanni

Capitolo 6
177 Dimensione letteraria.

Capitolo 7
211 Teologia e dimensione socio-storica

Parte quarta
Le lettere cattoliche.

Capitolo 8
235 La lettera di Giacomo.

Capitolo 9
262 La prima lettera di Pietro

Capitolo 10
284 La seconda lettera di Pietro

Capitolo 11
297 La lettera di Giuda

305 Indice del volume

Leggi tutto...

GESU' DI NAZARET E PAOLO DI TARSO - Confronto storico


RETROCOPERTINA

Dal punto di vista cronologico la distanza di Paolo da Gesù è di pochi anni, perché Paolo è poco più giovane di Gesù. Ma la distanza culturale, sociale e teologica è inversamente proporzionale alla vicinanza di tempo. L'uno vive nei villaggi, l'altro abita le metropoli; uno parla aramaico, l'altro usa il greco; Gesù esprime la cultura orale, Paolo dà inizio alla letteratura cristiana; e lo stigma dell'iniziatore è in Paolo tanto prepotente che qualcuno l'ha definito «l'inventore del cristianesimo». In realtà Paolo non si è appiattito su Gesù, né si è distanziato da lui fino a ignorarlo. Discontinuo, senz'altro, rispetto al Nazareno perché vissuto in un altro ambiente geografico, linguistico e culturale, missionario non nella piccola Galilea, ma nel cuore dell'impero romano e proteso alla conquista spirituale dei gentili, animato da un'incrollabile fede nel crocifisso risorto condivisa con i diversi gruppi di credenti del primo trentennio. AI Gesù evangelista del regno di Dio corrisponde il Paolo evangelista di Cristo morto, risuscitato e venturo. In una parola, l'annunciatore è diventato l'annunciato, come ha ben detto Bultmann. Il volume mette in parallelo il ritratto e l'annuncio dei due personaggi, dapprima attraverso il loro ambiente di vita, poi analizzando il loro pensiero. Un percorso storico che, nell'analisi accurata dei testi, si trasforma in un esemplare saggio di interpretazione.

INTRODUZIONE

Calcolata sui due millenni di presenza del movimento cristiano, la distanza cronologica tra Gesù di Nazaret e Paolo di Tarso appare minima. Il Nazareno, nato qualche anno prima di Cristo (!), è morto, si ritiene, nel 30 o nel 33. Pochi anni più giovane, l'apostolo ha finito i suoi giorni attorno al 60. Ma la distanza culturale, sociale e teologica è inversamente proporzionale alla vicinanza di tempo. Ora il confronto tra i due, che ha alle spalle più di un secolo e mezzo di studi e ricerche, ha registrato opinioni contrastanti: si va dagli estremi di totale continuità e completa discontinuità a soluzioni intermedie proposte sotto il segno evoluzionistico di una storica transizione dall'uno all'altro.
La lontananza più estrema è nota sotto la formula assai divulgata di Paolo «vero fondatore del cristianesimo». Una voce su tutte, l'ebreo Klausner: «Questo Saul è il vero fondatore del cristianesimo come nuova religione e come chiesa»,1 Altrettanto deciso Wrede: «Paolo si deve considerare il secondo fondatore del cristianesimo», lui che «rispetto al primo ha esercitato senz'altro l'influsso più forte non l'influsso migliore»; un giudizio così motivato: Paolo «ha fatto del cristianesimo una religione della redenzione». In particolare il confronto è stato condotto sull'immagine che Gesù ebbe e manifestò di sé e la figura divinizzata che Paolo ne tracciò nella sua riflessione. Bousset, autore della monumentale ricerca Kyrios Christos, all'inizio del secolo scorso sostenne che Paolo aveva fatto del Nazareno «un essere divino però un gradino sotto Dio [ ... ], un mezzo dio» (Halbgott). Anche Bultmann si è fatto paladino della tesi di una netta dissoci azione tra il pensiero di Paolo e la predicazione di Gesù: questa per l'apostolo «è irrilevante, almeno nell'essenziale».
Agli occhi di autori ebrei in particolare, se ultimamente il Nazareno è riconosciuto come «fratello» (Ben Chorin) o «un mio grande fratello» (M. Buber), e si può parlare di una sua felice «rimpatriata», Paolo appare un ebreo andato extra moenia, passato al campo dei gentili e al mondo della cultura greca, insomma un disertore: in lui «l'antica religione teocentrica del giudaismo viene sostituita da una confessione cristocentrica» (Klausner); ha abbandonato la fedeemunà per una fede-pistis di stampo dogmatico (M. Buber). Giudizi più passionali e meno fondati scorrono sotto la penna di uno studioso dei nostri giorni, H. Maccoby, autore di un libro il cui titolo è tutto un programma: The Mythmaker (Il creatore di miti): Paolo «era un mitologista, più che un teologo»; è «l'inventore del cristianesimo»; la sua teologia è il frutto del «più grande fantasista di tutti».
Sull'altra sponda sono numerosi anche gli studiosi che, a vario titolo, riconoscono l'esistenza di una sostanziale continuità tra i due. Già il famoso Harnack dichiarava in Essenza del cristianesimo: Paolo «fu colui che meglio comprese il maestro e ne continuò l'opera», e non temeva di affermare: «è il suo discepolo», capace di fame evolvere il vangelo traendolo fuori «dall'alveo dell'ebraismo», Anche Goguel, in aspra polemica con quanti vedevano in Paolo «il vero creatore del cristianesimo» o, peggio, «il falsificatore», sostiene che «è stato, in maniera originale ma tuttavia fedelissima, il discepolo di Gesù Cristo». Assai interessante il punto di vista di Jungel sviluppato con grande suggestione nel voluminoso Paolo e Gesù: c'è, dice «totale parentela della dottrina di Paolo con quella di Gesù», perché concordano pienamente nell'annunciare «la vicinanza di Dio alla storia».
In ogni modo, un po' tutti riconoscono l'apporto positivo dell'apostolo che ha saputo dare all'orizzonte di Gesù un'apertura universalistica. Ma non mancano suoi tenaci detrattori, di cui il più famoso è senz'altro Nietzsche in L'anticristo: «Il "vangelo" morì sulla croce. Ciò che a cominciare da quel momento è chiamato "vangelo" era già l'antitesi di quel che lui aveva vissuto: una "cattiva novella", un Dysangelium [ ... ]. Alla "buona novella" seguì immediatamente la peggiore tra tutte: quella di Paolo. In Paolo si incarna il tipo antitetico alla "buona novella", il genio dell'odio, nella visione dell'odio, nella spietata logica dell'odio. Che cosa non ha sacrificato all'odio questo disangelista?».
In pratica sono state proposte tutte le possibili soluzioni del problema, riassumi bili nelle formule coordinativa e disgiuntiva: «e Gesù e Paolo», «o Gesù o Paolo», secondo che sono valutati su una linea continua di passaggio naturale dall'uno all'altro, oppure come poli contrapposti tra i quali scegliere, e in passato di regola la preferenza si è espressa in questi termini sbrigativi: «via da Paolo e andiamo a Gesù», via dal dogma dell'apostolo e ritorno alla calda e semplice religione del Nazareno. Negli ultimi decenni lo sguardo degli studiosi appare però puntato a segnalare somiglianze e, insieme, diversità, facendo un consuntivo dei punti di contatto e degli aspetti di lontananza. Il confronto comunque resta fissato non sulle due personalità religiose, come invece aveva fatto, voce isolata, Windisch, bensì sulla loro prospettiva colta nei suoi aspetti fondamentali, caratterizzanti.
Devo però constatare che ultimamente non sono stati né molti né approfonditi gli studi dedicati a tale confronto. Ora le numerose ricerche storiche di questi anni su Gesù e la New Perspective della teologia di Paolo, che ha preso avvio poco più di un ventennio fa, giustificano un nuovo tentativo: presentare un bilancio dei legami che li uniscono e delle diversità che li separano. L'approccio è rigorosamente storico, come dice anche il sottotitolo, dunque studio critico delle fonti antiche, per Gesù in primis le testimonianze evangeliche canoniche e apocrife, per Paolo le sue lettere autentiche, ma anche ascolto attento delle voci giudaiche e greco-romane di quel tempo lontano che ci fanno conoscere il mondo in cui essi hanno vissuto, senza disdegnare la ricca letteratura secondaria degli studiosi moderni che in vario modo hanno contribuito a questa mia ricerca, per questo citati in calce come segno di riconoscimento del debito contratto. Il presente contributo ha carattere sintetico; per questo qui e lì rimando il lettore ai miei precedenti studi (Gesù ebreo di Galilea, La teologia di Paolo e Il pensare dell'apostolo Paolo) dove è possibile trovare, nei singoli aspetti, notazioni più diffuse.
Infine vorrei precisare, se ce ne fosse bisogno, che in realtà un confronto storico «Gesù e Paolo» si traduce nel confronto tra una «nostra» immagine di Gesù e una «nostra» interpretazione di Paolo e del suo pensiero, l'una e l'altra criticamente vagliate sulla base delle testimonianze. Si sa che la soggettività dello storico non può essere messa tra parentesi e il suo peso si avverte in particolare quando, al di là di singole particolarità, propone una valutazione globale dei due termini a confronto e del loro rapporto: il vaglio delle fonti storiche è operazione «costruttiva», non «ricostruttiva». Dunque nessuna pretesa di supposta, ma impossibile, obiettività di natura positivistica, bensì una lettura, argomentata e motivata, di due presenze straordinarie della storia cristiana, non isolate però, bensì stelle lucenti di particolare splendore in una ricca costellazione. D'altra parte la ricerca storica afferma la sua autonomia di fronte ad altre forme di conoscenza di tipo ideologico, siano esse di carattere religioso o anche filosofico. Correttezza vuole che tutte si mantengano rigorosamente nel proprio ambito.

NOTA

1 Gli esatti riferimenti sono indicati all'interno dell'opera, soprattutto al capitolo I.

INDICE

INTRODUZIONE

ABBREVIAZIONI DI RIVISTE, ENCICLOPEDIE E COLLEZIONI

FONTI: EDIZIONI E TRADUZIONI

Capitolo 1
PROBLEMA DEI TEMPI MODERNI

1. LA PRIMA STAGIONE DELLA RICERCA (1831-1920)
2. I DECENNI 1920-1960
3. LA QUESTIONE VISTA CON GLI OCCHI DI STUDIOSI EBREI
4. GLI ULTIMI SVILUPPI

Capitolo 2
DISLOCAZIONE: DA UN MONDO A UN ALTRO

1. DISLOCAZIONE GEOGRAFICA: IL PAESANO GESÙ E IL METROPOLITANO PAOLO
2. DISLOCAZIONE DI LINGUA E DI LINGUAGGIO
3. DISLOCAZIONE SOCIO-RELIGIOSA E POLITICA

Capitolo 3
TRANSIZIONE DA GESÙ A PAOLO

1. STORIA DELLA RICERCA
2. IL QUADRO ODIERNO
2.1. Forme del movimento cristiano in Galilea
2.2. Le comunità cristiane di Gerusalemme
2.3. La comunità mista di Antiochia

Capitolo 4
DUE GRANDI CONVERTITI, DUE STRAORDINARI VISIONARI

1. «VEDEVO IL SATANA CHE CADEVA COME FOLGORE DAL CIELO»
2. «NON HO FORSE AVUTO LA VISIONE DI GESÙ, IL SIGNORE NOSTRO?»
2.1. Il Paolo precristiano
2.2. Il nuovo inizio

Capitolo 5
TEMPO E MONDO

1. «COME MAI NON SAPETE VALUTARE QUESTO TEMPO?»
1.1. L'oggi tempo di grazia
1.2. La prospettiva del domani ultimo
2. L'ORIENTAMENTO DI PAOLO
2.1. L'evento atteso è accaduto
2.2. La condizione presente
2.3. L'attesa del futuro
3. GESÙ E PAOLO: UN CONFRONTO

Capitolo 6
DIVINIZZAZIONE DI GESÙ

1. LE ATTESE GIUDAICHE DEL TEMPO DI GESÙ
2. LA RETICENZA DI GESÙ
3. GESÙ HA MOSTRATO INDIRETTAMENTE COSCIENZA MESSIANICA?
4. NONCURANZA DI PAOLO PER LA BIOGRAFIA DI GESÙ
5. «UN UOMO», «L'UOMO»
6. «IL SIGNORE»
7. «IL FIGLIO DI DIO»
8. CRISTOLOGIA FUNZIONALE
9. IL CRISTO DIVINIZZATO DI PAOLO

Capitolo 7
IL DIO DI GESÙ CRISTO

1. LE IMMAGINI DIVINE DI GESÙ
1.1. Deus adveniens, l'immagine regale
1.2. Deus praesens: l'immagine paterna
1.3. Figure convergenti e originali
2. «TEOLOGIA» DI PAOLO
2.1. Il risuscitatore del Crocifisso
2.2. Dio giusto e giustificante per fede
2.3. Dio promettente e fedele
2.4. «L'anima del monoteismo» di Paolo

Capitolo 8
«GESÙ ANNUNCIAVA IL REGNO ED È VENUTA LA CHlESA»
1. «I DODICI», SIMBOLO POLITICO
2. I SEGUACI DI GESÙ, UN GRUPPO ASOClALE
3. LE COMUNITÀ DI PAOLO
3.1. L'ekklesia
3.2. Corpo di Cristo
3.3. Fraternità
3.4. Solidarietà (koinònia e synergeia)

Capitolo 9
DISCORSO DELLA MONTAGNA, LIBERTÀ DELLO SPIRITO
1. GESÙ MAESTRO DI VITA
2. RADlCALlSMO MORALE
3. INTERPRETAZIONE OCCASIONALE DELLA LEGGE MOSAICA
3.1. Il sabato per l'uomo
3.2. Il tabù dell'impuro
3.3. «È stato detto, ma io vi dico»
3.4. Il divorzio equiparato all'adulterio
4. SGUARDO D'INSIEME
5. PAOLO, TEOLOGO DELLA GRAZIA
5.1. «Etica» della libertà
5.2. Etica della grazia, non del comandamento
5.3. Agiti dallo spirito
5.4. Pedagogia


Capitolo 10
FEDELTÀ EBRAICA
1. GESÙ PROFETA DEL POPOLO D'IsRAELE
2. PAOLO APOSTOLO DEI GENTILl PER ISRAELE
2.1. Diserzione dal mosaismo
2.2. Affermazione dell'identità abramica
2.3. La salvezza di «tutto l'Israele»

CONCLUSIONE

INDICE DELLE FONTI

INDICE DEI NOMI

Leggi tutto...

L'UNIVERSO SAPIENTE - Dall'atomo a Dio

RETROCOPERTINA

Le speculazioni metafisiche dello scienziato Schroeder riflettono una notevole dose di umiltà, qualità assai rara nel mondo della divulgazione."
PUBLlSHERS WEEKLY

"L'universo sapiente parla di scienza e religione, superando cliché e stereotipi di cui scienziati e religiosi sembrano non saper fare a meno."
THE WASHlNGTON POST

"Questo libro merita di essere letto, soprattutto da coloro che subiscono il fascino delle armonie che si celano nell'universo."
BOOKLlST

PROLOGO: NOI SIAMO L'UNIVERSO CHE VIVE

Una sola coscienza, un'intelligenza che tutto avvolge, pervade l'universo. Le ricerche scientifiche, quelle che investigano la natura subatomica della materia, quelle che esplorano la complessità molecolare della biologia e quelle che indagano il rapporto cervello/mente, ci hanno portato sulla soglia di una folgorante rivelazione: tutto ciò che esiste è espressione di questa intelligenza. Nei laboratori la sperimentiamo come informazione che prima si articola a livello fisico come energia e poi si condensa sotto forma di materia.
Ogni particella, ogni essere, dall' atomo all' essere umano, sembra contenere al suo interno un livello di informazione, di intelligenza consapevole. li dilemma che intendo affrontare in questo libro è: da dove proviene questa intelligenza?
Non vi è traccia della sua origine nelle leggi di natura che regolano l'interazione tra le particelle elementari che costituiscono la materia. L'informazione sembra qualcosa di scontato, senza una causa apparente, come se fosse un aspetto intrinseco della natura.
L'idea che all'origine dell'esistenza vi possa essere un elemento non fisico come l'informazione o l'intelligenza non sminuisce in alcun modo gli aspetti fisici delle nostre vite. li rifiuto dei piaceri e della meraviglia del nostro corpo sarebbe un'interpretazione tristemente scorretta della natura dell'esistenza.
Le conquiste della scienza basata sul materialismo ci hanno fornito comodità, hanno inventato farmaci salvavita, hanno mandato l'uomo sulla luna. La frase «non di solo pane vive l'uomo» (Dt. 8,3) tanto spesso citata, ci dice che due sono gli aspetti cruciali della nostra vita: uno è il pane, cioè il soddisfacimento dei bisogni fisici, e l'altro è un'intelligenza universale che sta alla base di tutto. Non c'è competizione tra il livello spirituale e quello materiale: sono complementari, si "completano" come suggerisce la radice di questa parola.
Quando riusciamo a guardare oltre la cortina fumogena che talvolta ci convince dell'esistenza del solo mondo fisico, quando tocchiamo quella consapevolezza, lo sentiamo con certezza: un' ondata di emozioni gioiose pervade il nostro io. Questa risposta emotiva, potremmo chiamarla esperienza religiosa, è presente in tutte le culture che hanno attraversato il corso della storia. Ci dice che siamo giunti a casa: abbiamo scoperto il fondamento dell'esistenza. Tutti prima o poi l'hanno provata, forse ammirando uno splendido tramonto, un' opera d'arte o forse ascoltando le parole della persona amata. Il livello fisico e quello metafisico sono diventati uno.
Se solo avessimo il coraggio, la chiameremmo esperienza spirituale, persino divina. Ma c'è una certa riluttanza a usare questa parola. «Ascolta la Forza» è una frase accettabile sullo schermo cinematografico, ma se lo sceneggiatore di Guerre stellari avesse scritto «Ascolta Dio» il cinema si sarebbe svuotato in un lampo. La riluttanza non sorprende, se si considerano le bizzarre pretese che in tutte le epoche, e soprattutto nella nostra, sono state erroneamente riferite a Dio. Un rapido esame rivela che quelle pretese si basano sulle aspettative nei confronti del Dio ipotetico (e spesso frainteso) della Bibbia che abbiamo imparato a conoscere da bambini. Ovviamente, quando valutiamo quella conoscenza con le nostre sofisticate menti di adulti, ci sembra inevitabilmente ingenua.
La teologia ritiene da sempre che tutto ciò che esiste sia la manifestazione di un'intelligenza trascendentale, che a sua volta si manifesta attraverso una coscienza universale. Se a intelligenza sostituiamo la parola informazione, la teologia comincia ad assumere le sembianze della fisica quantistica. La scienza stessa ha riscoperto la convergenza tra 1'aspetto fisico e quello spirituale.
Se è vero che l'unità è alla base della realtà fisica, è del tutto naturale che le persone cerchino quell'unità. Purtroppo nel flusso caotico dei nostri impegni quotidiani spesso ci perdiamo e non riusciamo più a comprendere che quell'unità potrebbe davvero esistere. Oggi il nostro mondo privato sembra espandersi alla stessa velocità con cui si è espanso l'universo dal momento della sua creazione. Le scoperte scientifiche che favoriscono il continuo nomadismo della mente si susseguono con una rapidità tale da superare di gran lunga la capacità di adattamento delle nostre culture. Le nuove tecnologie prendono il posto degli antichi legami culturali e in questo modo disperdono tradizioni che in precedenza davano stabilità alla società.
Nei paesi in via di sviluppo coloro che vengono considerati i più poveri tra i poveri sono i senza terra. In un certo senso noi siamo diventati nomadi senza terra, privati delle nostre radici anche se nuotiamo nella ricchezza. Commerciamo in simboli. A parte gli artisti e l'uno per cento della popolazione che si dedica all' agricoltura, la maggior parte di noi non ha alcuna relazione con il prodotto finale del suo lavoro. Compriamo e vendiamo azioni di aziende che fabbricano prodotti a malapena conosciuti. Pratichiamo il commercio del simbolo supremo, il denaro. Il denaro non ha un valore intrinseco. Può promettere sicurezza, piacere e persino libertà, ma non può soddisfare il desiderio insaziabile di obiettivi spesso irraggiungibili. Abbiamo barattato la storia con la tenue speranza di una libertà svincolata dalla tradizione.
Penetrare fino alla coscienza in cui siamo immersr richiede capacità che trascendono le nostre intuizioni. Le sorprendenti e spesso incredibilmente illogiche scoperte della fisica e della biologia degli ultimi decenni ci hanno fornito strumenti che ci consentono una comprensione scientifica delle fondamenta metafisiche su cui poggia il nostro mondo. Allo stesso tempo, ci permettono di penetrare l'aspetto spirituale dei fatti scientifici empirici. Per comprendere le meraviglie della natura non è necessario sottrarsi alla sua maestosità. Comprendendo l'intricata complessità dell'esistenza, ne sperimentiamo la natura unitaria sia attraverso la rivelazione che la ragione.
Non si vuole qui suggerire una vita da eremiti.Isolati dal resto del mondo. li risveglio dell'interesse per la meditazione, per le religioni orientali e per la cabala indica una ricerca quasi disperata delle nostre radici spirituali. Radici che è più facile trovare nel normale percorso della nostra vita da adulti piuttosto che tra le mura di un convento. Questo libro vuole mostrare la grandiosità dell' esistenza nella quotidianità della nostra vita.
Ognuno di noi è una parte dell'universo che cerca se stesso. Ci dibattiamo tra un mondo che ci appare totalmente materiale e un impulso che talvolta ci spinge verso le emozioni e persino la spiritualità. Considerare a priori quei sentimenti di amore, gioia e spiritualità una funzione ereditata dai nostri antenati nel corso dell' evoluzione impedisce il più grande piacere della vita: la piena consapevolezza attraverso l'esperienza dell'universo metafisica.
Nelle pagine che seguono, mentre affronteremo il viaggio tra le più recenti scoperte delle meraviglie del cosmo, della vita e infine del rapporto cervello/mente, vi chiedo una sola cosa: usate questi fatti per riconsiderare le vostre opinioni in merito alle origini, all' evoluzione e all' essenza di questo mondo meraviglioso in cui viviamo.

INDICE

Prologo: noi siamo l'universo che vive

1. li mistero dell' esistenza
2. Fisica e metafisica
3. I meccanismi dell'universo
4. L'organizzazione delle cellule della vita
5. La meiosi e la costruzione di un essere umano
6. I nervi: la rete informatica della natura
7. Il cervello dietro la mente
8. L'immagine nella nostra mente
9. Pensare il pensiero
10. Illusioni

Epilogo: tracce di un universo bizzarro

Appendice A - DNA/RNA: costruzione di una proteina

Appendice B - La mitosi e la costruzione di una cellula

Appendice C - I muscoli: molecole in movimento

Ringraziamenti

Indice analitico

Leggi tutto...

L'INFINITO - L'avventura di un'idea straordinaria

RETROCOPERTINA

"Fra tutte le invenzioni dell'intelletto, quel- la dell'Infinito è, forse, la più affascinante. Tanto più che nella realtà del mondo fisico, nulla parla d'Infinito." Ogni cosa è numerabile, persino i granelli di sabbia presenti sul pianeta; magari con cifre inconcepibili, impronunciabili, ma che esprimono pur sempre una quantità finita.
Eppure, dall'inizio dei tempi l'uomo aspira a conquistare l'Infinito, spera di arrivare a "sentirlo". È qualcosa che affascina il suo intelletto. La matematica, la filosofia, la poesia, persino la pittura, per secoli e secoli si sono fatte carico di questa aspirazione. Ebbene, l'Infinito esiste, e questo libro è un viaggio verso la sua conoscenza che ha il sapore di una favola antica, la semplicità di un mito, il rigore espositivo di un testo scientifico.
Composto da tre parti, "nella prima si passa in rassegna la realtà del mondo che ci circonda. Essa è fatta tutta di cose finite. E vedremo quali e quante esse sono. Nella seconda, prendendo spunto da un'antica favola, si porta il lettore nel modo più semplice possibile verso la scoperta dei concetti fondamentali su cui si basa la costruzione dell'Infinito. La terza parte, infine, analizza le radici di questa grande conquista dell'intelletto umano".

INTRODUZIONE

Fra tutte le invenzioni dell'intelletto, nell'immanente, quella dell'Infinito è, forse, la più affascinante. Tanto più che nella REALTÀ del mondo fisico, nulla parla d'Infinito.
Eppure, dalla Matematica alla Filosofia, alla Poesia e, addirittura, alla Pittura, l'uomo, per secoli e secoli, ha cercato di sentirlo. Anzi, di conquistarlo.
E, grazie a Georg Cantar, c'è riuscito: si tratta di una delle più grandi conquiste intellettuali di tutti i tempi. Di Infinito ci sono tanti, moltissimi livelli. Non quindi uno e uno solo: unico,come l'uomo aveva creduto per più di tremila anni.
Questo libro consta di tre parti. N ella prima si passa in rassegna la realtà del mondo che ci circonda. Essa è fatta tutta di cose finite. E vedremo quali e quante esse sono.
Nella seconda, prendendo spunto da un' antica favola, si porta il lettore nel modo più semplice possibile verso la scoperta dei concetti fondamentali su cui si basa la costruzione dell'Infinito.
La terza parte, infine, analizza le radici di questa grande conquista dell'intelletto umano.

INDICE

INTRODUZIONE

PRIMA PARTE: I FATTI

CAPITOLO I
DALLA TORRE DI PISA AI CONFINI DEL COSMO

CAPITOLO II
QUANTO TEMPO C'È NEL MONDO

CAPITOLO III
QUANTA MASSA C'È NELL'UNNERSO

CAPITOLO IV
TUTTE LE CARICHE ELETTRICHE E SUBNUCLEARI DELL'UNNERSO

SECONDA PARTE: UNA FAVOLA E OLTRE

CAPITOLO I
IL CONCORSO DELL'IMPERATORE

CAPITOLO II
L'INVENZIONE DELLA PRINCIPESSA CRISTINA: LA CORRISPONDENZA BIUNNOCA

CAPITOLO III
PROVIAMO A CONTARE FINO A TRE MILIARDI E MEZZO: NON BASTEREBBERO CENT'ANNI

CAPITOLO IV
L'INFINITO POTENZIALE E QUELLO IN ATTO

CAPITOLO V
COME MISURARE L'INFINITO

CAPITOLO VI
L'INCUBO DEL CONTE ALBERTO: NUMERI DISPARI, NUMERI PARI, E NUMERI INTERI

CAPITOLO VII
UN PEZZO, ANCHE PICCOLO, D'INFINITO È SEMPRE GRANDE QUANTO TUTTO L'INFINITO

CAPITOLO VIII
CON L'INFINITO TRE PER TRE NON FA NOVE, MA SEMPRE TRE

CAPITOLO IX
L'AVRESTE MAI CREDUTO CHE UN MILLIMETRO SI PUÒ DNIDERE UN NUMERO INFINITO DI VOLTE?

CAPITOLO X
SOMMANDO TANTE VOLTE L'INFINITO IL RISULTATO NON CAMBIA

CAPITOLO XI
TRA LE DITA DI UNA MANO NASCONO UN'INFINITA DI ALTRE DITA

CAPITOLO XII
LA GRANDE SCOPERTA DI CANTOR

CAPITOLO XIII
IL PADRE DELL'INFINITO INSULTATO E VILIPESO
SE FOSSE POSSIBILE SCEGLIERE FINO ALL'INFINITO

CAPITOLO XV
LA GRANDE SCOPERTA DL KURT GODEL: ADDIO CERTEZZA!

CAPITOLO XVI
PIÙ DI MEZZO SECOLO PER OTTENERE UNA RISPOSTA

CAPITOLO XVII
PAUL COHEN: DOPO NOVANT'ANNI SCOPRE L'ALTRA META DELLA VERITA SULL'INFINITO

CAPITOLO XVIII
L'INFINITO ASSOLUTO E DIO

TERZA PARTE: LE RADICI


CAPITOLO I
PARLANDO D'INFINITO
- 1.1 PREMESSA
- 1.2 LAPIS, NYLON E FOGLIO
- 1.3 NUOVI OGGETTIMATEMATICI
- 1.4 ANCHE LA FISICA
- 1.5 IL NODO SU CUI RIFLETTERE
- 1.6 UNA DELLE PIÙ GRANDI SCOPERTE DELLA MATEMATICA DI TUTTI I TEMPI: I NUMERI IRRAZIONALI
- 1.7 I SACCHI SENZA FONDO E GLI INSIEMI INFINITI


CAPITOLO II
IL LUNGO CAMMINO VERSO LA CONQUISTA DELL'INFINITO
- II.1 PREMESSA
- II.2 LE TAPPE DEL LUNGO CAMMINO VERSO L'INFINITO
- II.3 COSTRUIRE INSIEMI INFINITI SEMPRE PIÙ POTENTI
- II.4 SINTESI DELLE TAPPE
- II. 5 SINTESI SUI LIVELLI D'INFINITO

CAPITOLO III
NUMERI (REALI, INTERI, RAZIONALI, IRRAZIONALI) E LORO POTENZE D'INFINITO

CAPITOLO IV
L'INFINITO NELLA FISICA

INDICE ANALITICO

Leggi tutto...