ARTICOLI DI TUTTO IL NEGOZIO

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ARTICOLI DI TUTTO IL NEGOZIO (249)

CARO FIGLIO - I consigli di un padre ai propri figli su come affrontare le gioie e i dolori della vita

RETROCOPERTINA

Ogni genitore cerca di trasmettere ai propri figli dei consigli basati sulla propria esperienza, dimenticando spesso di farlo con premura, passione e amore.
D'altro canto, spesso i figli faticano a recepire le parole degli adulti ritenendole a torto estranee alla loro vita.
In questo libro - già pubblicato con il titolo Ricordati di ... - i Williams, genitori adottivi di più di diciannove figli di diverse nazionalità, condividono venti storie semplici ma significative rispetto alle problematiche, alle gioie e alle responsabilità insite nella crescita. Le loro vicende si rivelano un ottimo spunto di riflessione per tutti i genitori.

RINGRAZIAMENTI

Sono profondamente riconoscente a tutte le persone che, con il loro sostegno e aiuto, hanno reso possibile la realizzazione di questo libro.
Un ringraziamento speciale va ad Alex Martins, Bob Vander Weide e Rich DeVos degli Orlando Magie. È stato un grande onore per me collaborare con mia figlia Karyn alla stesura di questo libro. Oltre ad essere molto orgoglioso di lei, sono rimasto assai colpito dalla sua abilità nella scrittura.
Grazie anche a Peggy Matthews Rose per l'enorme contributo nel dare forma al manoscritto. Tanto di cappello a quattro preziosi collaboratori: la mia assistente Latria Leak, il mio fidato e insostituibile collega Andrew Herdliska, a Fran Thomas, superbo
dattilografo, e al consigliere di sempre, Ken Hussar.
Grazie di cuore al mio amico Peter Vegso e ai suoi collaboratori della Health Communications, Inc. Grazie a tutti voi per aver creduto nel nostro progetto e per averci offerto il sostegno e i mezzi per condividerlo con i lettori.
E per finire i miei ringraziamenti e la mia riconoscenza vanno alla mia splendida famiglia, la vera spina dorsale della mia esistenza.

PAT WILLIAMS

Peter Vegso, questo libro ha messo le ali in un giorno di dicembre del 2007, ed io sarò per sempre in debito con te. Non dimenticherò mai la tua reazione dopo aver ascoltato la mia canzone Taking You with Me, quando dicesti: «Ogni padre in America dovrebbe ascoltarla». Anch'io ne ero convinta, e ti ringrazio per avermi dato la possibilità di realizzare il mio sogno.
All'incredibile team della Health Communications, Inc., un grazie di cuore per non aver mai smesso di credere in questo progetto e per averlo seguito con professionalità dall'inizio alla fine.
Alla nostra straordinaria scrittrice Peggy Matthews Rose: mi hai sbalordita con la tua capacità di trasformare le parole in immagini bellissime. Grazie al tuo spirito dolce e gentile, lavorare a questo libro è stata una gioia.
Un sincero ringraziamento a due amici speciali, Kristen Vasgaard e Curt Harding, per aver condiviso il nostro entusiasmo e aver contribuito a perfezionare questa opera.
Vorrei ringraziare Tim Fink e il SESAC per avermi accolta nella loro «famiglia» e avermi aiutata a dare una spinta alla mia carriera a Nashville. Sarà un viaggio divertente!
A Dale Matthews, Stacey Wilbur e al team della Brentwood Benson Publishing: grazie per avermi aperto la porta a opportunità che solo qualche anno fa per me erano un sogno.
Alla più bella famiglia del mondo: grazie per il vostro amore. C'è e sempre ci sarà un po' di tutti voi in me.
All'uomo che ha fatto sbocciare la donna che ho sempre voluto essere: Brian White. Hai avuto il coraggio di credere in me sin dall'inizio e sei stato instancabile nell'incoraggi armi. Grazie per aver compreso i miei sogni e aver messo loro le ali.
E per finire al mio impareggiabile padre: sono onorata di essere tua figlia. Quando Dio ha deciso di unirci, sapeva che saremmo stati una coppia perfetta, e lavorare a questo libro con te è stata l'emozione più grande della mia vita. Grazie per aver investito così tanta energia nell'insegnarmi queste importanti lezioni di vita. Se oggi sono ciò che sono lo devo a te.

KARYN WILLIAMS

INTRODUZIONE: IL BIGLIETTO

Le lezioni di vita più importanti che ho appreso sono quelle che mio padre non ha mai cercato di insegnarmi direttamente.
Lui le ha semplicemente vissute.
ROSS HIRSCHMANN

Non temere la vita. Pensa che la vita valga la pena di essere vissuta, e il tuo pensiero ti aiuterà a creare il fatto.
HENRY JAMES

Qualsiasi cosa otteniamo e chiunque siamo, pesiamo sulle loro spalle.

TIM RUSSERT, in uno scritto sulla figura del padre
in Big Russ and Me


In una calda sera di luglio del 2007, io e mio padre, Pat Williams, dirigente degli Orlando Magie, andammo a cenare al McCormick & Schmick, un ristorante di Orlando. Ma non fu 1'eccellente menu a base di pesce a rendere quella serata memorabile. Piuttosto il fatto che la mia auto fosse carica all'inverosimile, perché il mattino dopo sarei partita per Nashville, Tennessee. Era arrivato il momento di seguire il mio sogno ... il sogno di una carriera come musicista country e gospel.
Cosciente che il giorno in cui avrei lasciato la mia famiglia e la comunità nella quale ero vissuta si avvicinava velocemente, avevo trascorso gli ultimi mesi a riflettere sugli anni vissuti con il mio straordinario padre. Aveva dedicato tutta la sua esistenza agli altri e ai suoi diciannove figli (sì, avete capito bene). E così, un giorno mi misi a tavolino e stilai un elenco di tutte le cose che avevo imparato da lui nel corso degli anni. Come le frasi udite così tante volte da poterle ripetere a memoria con lui: «Mettete la cintura di sicurezza!
Godetevi la vita! Siate buoni con gli altri!». Tanto che mi venne in mente che era più o meno tutto quello che un essere umano ha bisogno di sapere nella vita. Non so che cosa mi spinse a fare quell'elenco, ma nell'istante stesso in cui iniziai a scrivere, dentro di me seppi che Dio aveva un progetto ben preciso per tutta quella saggezza distillata. Non vi è mai capitato di
scrivere qualcosa che ritenevate speciale, senza però sapere esattamente perché o che cosa ne avreste fatto?
Be', io preparai il mio elenco e lo misi da parte, fiduciosa che si sarebbe presentato il momento in cui mi sarebbe tornato utile. Il giorno della partenza si avvicinava ed io mi scervellai per trovare il regalo «di addio» perfetto per mio padre. Non c'era nulla che sembrasse all'altezza dell'occasione. Poi mi rammentai dell' elenco scritto mesi prima. Che cosa poteva esserci di più perfetto? Acquistai un biglietto bianco e con le lacrime agli occhi mi accinsi a scrivere.
Quella sera, al ristorante, lo diedi a mio padre. Non appena lo aprì e iniziò a leggere, vidi tutte le emozioni avvicendarsi su quel viso tanto familiare. «Papà», incominciai, ma fu tutto quello che riuscii a dire prima che si aprissero le cateratte. Nel biglietto lo ringraziavo per tutto quello che mi aveva dato, poi indicavo le lezioni più importanti che avrei ricordato per il resto dei miei giorni. «Sono sempre stata così orgogliosa di essere tua figlia», concludevo. «Ora è tempo che sia io a rendere orgoglioso te!».
Quando ebbe terminato di leggere, il personale del ristorante si affrettò a portare secchi e stracci per asciugare fiumi di lacrime. Non ho ancora avuto figli, ma riesco a immaginare ciò che deve aver provato e pensato in quel momento. Tutti questi anni di insegnamenti, di consigli, di sostegno, di continui incoraggiamenti finalmente vengono ripagati! Sì! Ce l'ha fatta! Ce l'ha fatta davvero! La prova era proprio lì, tra le sue mani.
Rimanemmo in silenzio per un po', godendo ci gli ultimi momenti insieme. Poi lo sentii esclamare: «Karyn ... ma questo è un libro!». lo intendevo dargli semplicemente un biglietto ... non scrivere un libro! Ma quando glielo sentii dire, mi resi conto che lo scopo speciale di quell' elenco era proprio questo: che tu, giovane lettore, possa raccogliere le stesse ricompense che io ho raccolto, e che voi, madri e padri, possiate rendervi conto che anche se i fatti sembrano dimostrare il contrario, i vostri figli stanno davvero imparando dalle vostre parole e dal vostro esempio. Quando alla fine lasceranno il nido, rimarrete stupiti nello scoprire tutto quello che serberanno nel cuore della vita vissuta con voi.
Quando si è giovani si è convinti di avere tutte le risposte e che i genitori non sappiano nulla. Ma ciò che leggerete nelle pagine seguenti è la conclusione cui è arrivata una figlia: che forse suo padre sapesse ciò di cui parlava. Nei miei trent'anni di vita ho fatto molte esperienze. Ho vissuto gioie incredibili e dolori inesprimibili, grandi trionfi e stagioni di insuccessi. E mio padre è sempre rimasto accanto a me, guidandomi con dolcezza nella mia crescita. Ha camminato con me, tenendo mi per mano, e mi ha sorretto nei momenti in cui ho incespicato. Ha riversato in me tutto ciò che aveva, e sono grata di questa opportunità di «ricambiarlo» e di trasmettere le lezioni importanti che mi hanno fatto diventare la donna che sono oggi.
Papà sarebbe il primo a dirvi che queste lezioni - a iniziare dalle prime tre gemme menzionate prima - non sono farina del suo sacco. Ma avendo superato più e più volte la prova del tempo, sono da considerarsi inossidabili. Indipendentemente da quale sia il vostro ruolo in questo momento - se genitore o figlio - in queste lezioni c'è qualcosa che tutti potranno «ricordare» per sempre.

INDICE

Ringraziamenti
Introduzione: il biglietto

Capitolo 1
Allaccia la cintura di sicurezza

Capitolo 2
Godi ti la vita

Capitolo 3
Sii buono con gli altri

Capitolo 4
Non ci sono giorni di riposo

Capitolo 5
Abbi cura del tuo corpo

Capitolo 6
Esercita la mente

Capitolo 7
Abbi il coraggio di vivere alla grande

Capitolo 8
La vita consiste nel «collezionare persone»

Capitolo 9
Là fuori non ci sono giganti

Capitolo 10
Ci penserà il mondo a sistemare

Capitolo 11
Prendi la decisione giusta

Capitolo 12
Sei leader o subordinato?

Capitolo 13
Non bisogna mai smettere di migliorare se stessi

Capitolo 14
Non spendere denaro fino a trent anni

Capitolo 15
Scegli con attenzione le amicizie ... perché diventerai come gli amici che frequenti

Capitolo 16
Ecco come pratichiamo il principio di non arrendersi mai

Capitolo 17
Non ci sono garanzie che andrai sempre d'accordo con la tua famiglia

Capitolo 18
Lui/lei ti rende una persona migliore?

Capitolo 19
Sei l'uomo o la donna che vuoi essere

Capitolo 20
Rimani vicino al Signore

Un ultimo pensiero da parte di Karyn

Nota sugli autori

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PUOI GUARIRE la TUA VITA - Pensare positivo per ritrovare il benessere fisico e la serenità interiore

RETROCOPERTINA

Un giorno a Louise Hay viene diagnosticato un cancro. Il responso dei medici è unanime: non le rimangono che pochi mesi di vita. Messa di fronte a questa tragica realtà, l'autrice ripercorre con il pensiero le tappe principali della sua vita e giunge alla conclusione che la malattia è il risultato di esperienze negative, a rabbie represse, angosce non esternate. Da qui la convinzione che c'è un unico modo per sconfiggere il cancro che la sta minando e questo consiste nelle rivoluzionare il proprio stile di vita, nell'adottare uno spirito ottimistico, nel vivere all'insegna dell'amore, nel imporsi la volontà di guarire, e nei servirsi di tali atteggiamenti positivi come armi efficaci con le quali combattere le malattie e dell'inquietudine interiore.
Questa filosofia, apparentemente semplicistica, è stata alla base della completa guarigione di Louise Hay, la quale, oggi, sana e ormai è sicuro dalla recidiva della malattia, dedica la propria vita all'assistenza del prossimo e aiuta chi ci rivolge a lei a scoprire e a utilizzare le infinite potenzialità della mente.

RINGRAZIAMENTI

Ringrazio con gioia e piacere i miei numerosi studenti e pazienti che mi hanno insegnato tanto e mi hanno incoraggiato a trasferire le mie idee sulla carta.
Julie Webster, per avermi accudito e incitato nelle prime fasi della stesura del libro.
Dave Braun, .da cui ho imparato tanto durante la fase di revisione.
Charlie Gehrke, per essere stato così utile nella realizzazione del nostro New Center e per avermi fornito l'appoggio e il tempo necessario per realizzare questo lavoro creativo.

PREFAZIONE

Se venissi abbandonato su un'isola deserta e potessi avere un unico libro, sceglierei senz' altro questo, di Louise L. Hay, Puoi guarire la tua vita (You Can Heal Your Li/e).
Non si tratta solo dell'essenza di una grande insegnante, ma anche dell' affermazione, molto personale, di una grande Lady.
Louise condivide il cammino svolto e il processo di crescita in cui è coinvolta in questo nuovo, meraviglioso libro.
Sono colmo di ammirazione e tenerezza nel rievocare la sua storia, che qui è appena accennata, e che forse costituirebbe materiale per un altro libro.
Credo che ogni cosa sia contenuta in questo libro: tutto quello che è necessario conoscere della vita, le sue lezioni e come dovete utilizzare le potenzialità della mente, è in queste pagine. E questo include una guida di riferimento ai probabili schemi mentali che sono all' origine delle malattie. Questo è, secondo la mia esperienza, un elenco unico e di notevole interesse. Una persona, su un'isola deserta, che ricevesse questo manoscritto in una bottiglia, potrebbe imparare il necessario per rendere la propria vita piena e felice.
Isola deserta o no, se voi siete riusciti a trovare il punto di contatto con Louise Hay, anche se per puro caso, significa che siete sulla strada giusta. I libri di Louise, le sue registrazioni di grande efficacia terapeutica e il lavoro ispirato all'interno dei suoi gruppi, sono doni meravigliosi in questo mondo pieno di guai.
Il mio profondo coinvolgimento nel lavoro con persone affette da AIDS mi ha portato a incontrare Louise e a utilizzare i concetti della sua opera terapeutica.
Ogni malato di AIDS che su mio suggerimento ascolta il nastro dal titolo: Un approccio positivo all'AIDS, riesce a cogliere il messaggio di Louise fin dall'inizio, e molti hanno inserito l'ascolto della cassetta nei loro rituali quotidiani di terapia. Un uomo, Andrew, un giorno mi disse: «Mi addormento con Louise, e ogni giorno mi sveglio grazie a lei! ».
Il mio rispetto e amore per lei crescono nell' osservare i miei amati pazienti di AIDS superare i più duri momenti della malattia con un senso di arricchimento, di pace e integrità, più colmi di amore e di perdono per se stessi e gli altri, da quando Louise è entrata nella loro vita, e con un profondo rispetto nei suoi confronti per aver offerto loro il modo di vivere, in quella particolare esperienza. Ho avuto la fortuna di incontrare molti grandi insegnanti nella mia vita, alcuni addirittura dei santi e, so di sicuro, anche illuminati. E stimo Louise una grande maestra con cui trovarsi e discutere, grazie alla sua enorme capacità di ascoltare e di amare incondizionatamente. Louise insegna con esempi pratici e concretizza la sua dottrina nella vita di ogni giorno.
Sono profondamente onorato di invitarvi a fare di questo libro una componente vitale della vostra esperienza. E sia voi, sia il libro, lo meritate!
Dave Braun
VENTURES IN SELF-FULFILMENT
DAMA POINT, CALIFORNIA
settembre 1984

PARTE I
INTRODUZIONE

Suggerimenti ai lettori
Ho scritto questo libro per condividere con voi, miei cari lettori, ciò che conosco e insegno. li mio libretto azzurro Guarisci il tuo corpo (Heal your Body) è stato ampiamente accettato come testo autorevole sugli schemi mentali che provocano l'insorgenza di malattie fisiche, e ho ricevuto migliaia di lettere da lettori che mi chiedevano maggiori informazioni.
Molte persone che hanno lavorato con me come pazienti privati, e altre, presenti ai miei workshop negli Stati Uniti e all'estero, mi hanno chiesto di scrivere questo libro. L'ho impostato in modo da guidarvi attraverso una seduta, proprio come farei se veniste da me individualmente o partecipaste a uno dei miei gruppi.
Se seguirete gli esercizi progressivamente così come sono esposti nel libro, prima ancora di averlo terminato, avrete cominciato a cambiare la vostra vita.
Suggerisco di leggere il libro una volta interamente, quindi di rileggerlo lentamente, eseguendo ogni singolo esercizio in profondità. Se possibile, eseguiteli con un amico o con un membro della famiglia.
Ogni capitolo si apre con un' affermazione, ognuna delle quali è appropriata a quella specifica area della vostra vita su cui state lavorando. Dedicate due o tre giorni per studiare e impegnarvi su ogni capitolo, continuando a ripetere e a scrivere l'affermazione di apertura. I capitoli terminano con una cura, cioè un flusso di idee positive designate a modificare la coscienza. Rileggetela parecchie volte al giorno.
Ho terminato il libro raccontandovi la mia storia, per dimostrarvi che è possibile cambiare completamente la vita in meglio, senza che ciò dipenda da dove provenite, né da quanto modesta fosse la vostra situazione precedente. Sappiate che il mio sostegno affettuoso vi seguirà quando lavorerete su questi concetti.

Alcuni punti della mia filosofia

Ognuno di noi è responsabile al 100%
delle proprie esperienze.
Ogni pensiero che concepiamo crea il nostro futuro.
li punto di potere è sempre nel momento presente.
Ognuno prova sensi di colpa e odio verso se stesso.
Tutti giungono alla stessa conclusione:
«Non sono abbastanza bravo».
È solo un pensiero e un pensiero si può modificare.
Siamo noi a creare le cosiddette malattie nel nostro corpo.
Gli schemi mentali che ci danneggiano maggiormente
sono il risentimento, il giudizio e la colpa.
Abbandonare il risentimento dissolve persino il cancro.
Dobbiamo liberarci del passato e perdonare tutti.
Dobbiamo essere disponibili a imparare ad amare noi stessi.
L'approvazione e l'accettazione di sé
sono la chiave di cambiamenti positivi.
Quando amiamo realmente noi stessi,
ogni cosa nella nostra vita funziona.

INDICE

Ringraziamenti
Prefazione

PARTE I - INTRODUZIONE
1. Ciò in cui credo

PARTE II - UNA SEDUTA CON LOUISE
2. Qual è il problema?
3. Da dove viene?
4. È vero?
5. Cosa facciamo ora?
6. Resistenza al cambiamento
7. Come cambiare
8. Costruire il nuovo
9. Lavoro giornaliero

PARTE III - METTERE IN PRATICA QUESTE IDEE
10. Le relazioni
11. Il lavoro
12. Il successo
13. La prosperità
14. Il corpo
15. L'elenco
Nuovi schemi di pensiero

PARTE IV - CONCLUSIONE
16. La mia storia

Appendice

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TUTTO QUELLO CHE UN GENITORE NON DOVREBBE FARE - Migliorare la qualità della vita famigliare evitando strategie educative sbagliate

RETROCOPERTINA

Talora, purtroppo, i genitori tendono ad adottare nei confronti dei figli strategie educative e errate o incoerenti, che potrebbero ripercuotersi negativamente sulla formazione dei giovani. In questo saggio istruttivo, già pubblicato con il titolo quando i genitori sbagliano, gli autori, partendo dall'idea che anche i piccoli cambiamenti possono dare luogo a risultati sorprendenti, propongono una tecnica graduata per migliorare sensibilmente la qualità della vita familiare e bandire comportamenti nocivi originati da sette errori di base:

viziare i figli arrivando a deresponsabilizzarli;
penalizzare la vita di coppia trascurando il Pantheon è;
costringere i figli a svolgere troppe attività e che sta scolastiche impegnative;
trascurare la propria dimensione spirituale d'emotiva;
pretendere di instaurare con i figli un rapporto amichevole da pari a pari;
non riuscire a imporre regole e limiti;
aspettarsi che il figlio realizzi i sogni frustrati dei genitori.

RINGRAZIAMENTI

Eravamo giunti quasi a un quarto della stesura di un libro del tutto diverso, quando la nostra buona amica e collega della Clinica Clearlife/Lifeworks, Mary Pietrini, ci suggerì di scrivere una guida per genitori basata su tutto il materiale pertinente che aveva raccolto assistendo a diverse conferenze cliniche negli ultimi quattordici anni. Da allora ci abbiamo lavorato sopra durante il nostro tempo libero. Vorremmo ringraziare Mary per avere collaborato con noi per tanti anni e perché conosce così bene noi e il nostro lavoro da poterei dare spontaneamente un suggerimento del genere.
Desideriamo ringraziare anche il dottor James Maddock, professore dell'Università del Minnesota e psicologo clinico, che ci ha guidati nei molti anni in cui abbiamo avuto l'onore di conoscerlo. È sicuramente troppo poco dire che la sua competenza, la sua saggezza e la sua integrità professionale come psicoterapeuta e come insegnante sono notevoli. Apprezziamo in special modo i commenti generali che ha fatto dopo aver letto una delle ultime bozze di questo libro.
Vogliamo ringraziare tutti i singoli, le coppie e le famiglie con cui abbiamo avuto l'onore di collaborare nel corso degli anni di pratica nel Minnesota, oltre a tutte le persone che hanno frequentato i nostri seminari e le nostre conferenze sui due lati dell' Atlantico.
L'opportunità di presentare e di discutere le nostre idee in pubblico ci è servita per mantenerci informati, al corrente e all' avanguardia. Grazie anche a tutti coloro i quali hanno frequentato i nostri corsi di tre giorni e mezzo alla Clinica Clearlife/Lifeworks. Vogliamo essere certi di non dimenticare nessuno di quelliche hanno corso quello che sicuramente appariva un grosso rischio: frequentarne uno, alla ricerca della propria strada.
Ovviamente, vogliamo ringraziare Peter Vegso, editore e proprietario della Health Communications, per il suo continuo interesse e il suo sostegno al nostro lavoro; e il nostro editor Matthew Diener, per la sua saggia e competente gestione di questo progetto; e grazie anche a Erica Orloff, per il suo completo ed esauriente lavoro redazionale e per i suggerimenti che ci ha dato per migliorare questo testo.

PREMESSA

Questo libro è stato scritto per aiutare le famiglie che hanno problemi di un certo tipo. Molto del materiale contenuto in questo testo è rivolto a famiglie che sono in crisi o sull' orlo di una crisi, ma magari non ne sono consapevoli. Per esempio, la mancanza di controllo e di senso di responsabilità personale di alcuni ragazzi ha portato gli esperti di salute mentale di tutto il paese a sentirsi sempre più preoccupati, come è dimostrato quasi settimanalmente da articoli giornalistici e programmi radiotelevisivi. Per questo motivo, noi abbiamo scritto questo volume in maniera diversa dai precedenti. Il libro è stato strutturato per spingervi a riflettere e a osservare più attentamente i sette errori classici dei genitori.
Riconosciamo che ci vogliono abbastanza soldi per commettere certi errori, ad esempio tirare fuori dai guai i vostri figli quando si trovano in difficoltà economiche. Allo stesso tempo, gran parte del materiale contenuto in questo libro è applicabile, in un modo o nell' altro, a tutte le famiglie. Probabilmente nel volume troverete esempi che non si adattano al vostro caso per diverse ragioni, e in tal caso vi preghiamo di estrapolare la vostra situazione particolare o di ignorare del tutto quel passo. Quando, per esempio, diciamo che spesso la gente lavora troppo per il bisogno incontrollato di acquisire beni, sappiamo anche perfettamente che molte famiglie meno abbienti lavorano molto solamente per sopravvivere.
Se rientrate in questa categoria, vi preghiamo di comprendere che non ci riferiamo a voi.
Più importante è il fatto che questi sette errori non sono la cosa peggiore che i genitori possano fare. Picchiare, torturare o abusare sessualmente dei figli è assai peggio. Speriamo che tutto questo sia chiaro ai nostri lettori. Abbiamo scelto questo titolo perché abbiamo incontrato molti genitori che credono di cavarsela egregiamente perché loro non torturano i loro figli. In molti casi, nulla potrebbe essere più lontano dal vero.
Vi preghiamo di tenerlo a mente quando leggerete queste pagine.

INDICE

Ringraziamenti
Premessa

PARTE I - PREPARATEVI
1. Le sette cose peggioriche fanno i genitori
2. Le regole del gioco

PARTE II - I SETTE ERRORI
3. Viziare i vostri figli
4. Mettere il vostro matrimonio all'ultimo posto
5. Costringere i vostri figlia svolgere troppe attività
6. Ignorare la vostra vita emotiva o spirituale
7. Essere i migliori amici dei vostri figli
8. Non saper dare una struttura ai vostri figli
9. Aspettarvi che i vostri figli realizzino i vostri sogni

PARTE III - FORZA!
10. Se possono farIo i topi, potete farcela anche voi
11. Il bello dei genitori che scelgono di crescere: un tipico caso di successo
12. Alcuni suggerimenti finali per i genitori

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2013 - LA FINE DEL MONDO O LA RINASCITA - Miti, predizioni e profezie sul 2012 e sul mondo al suo inizio

RETROCOPERTINA

Nel calendario mayia, l'era presente, che abbraccia un arco temporale di oltre 5000 anni, terminerà bruscamente il 21 dicembre del 2012, data che secondo molti preannuncerebbe un immane trasformazione globale.
A detta di altri, invece, segnerebbe la fine o, meglio, l'inizio della fine del mondo. Altri ancora associano a un significativo progresso nel campo dell'umana consapevolezza, ossia agli albori della tanto agognata New Age, la nuova era del mondo...

Questo volume ben documentato esamina, a partire dalle credenze dei maya, i miti popolari, le profezie e le predizioni concernenti il 2012 riguardo all'accelerazione del tempo e al risveglio globale della coscienza. Si occupa inoltre anche di oracoli assai meno conosciuti, oltre che delle sfide che la scienza dovrà affrontare negli anni a venire.

Ecco alcune delle domande alle quali si propone di rispondere:

Il caos che precederà la fine del mondo sarà annunciato da una serie di segni: macchie solari, eruzioni vulcaniche che, uragani, collisione di asteroidi o altro?
Il progresso tecnologico ci metterà in condizione di produrre esseri umani bionici, computer pensanti e forse di vincere la morte
I potentati economici e politici si sposteranno dall'Occidente alla cosiddetta Eurasia, sullo sfondo di nuove guerre per il controllo delle risorse e sotto la minaccia del riscaldamento globale del pianeta?
Ci attende quell'apocalisse che molti temono o piuttosto una rinascita del genere umano?

PREFAZIONE

È singolare che abbiano chiesto a qualcuno che non crede nelle profezie del 2012 di scrivere la prefazione di un libro sui possibili mutamenti che si dovrebbero verificare intorno al 23 dicembre di quell' anno. Mi aspetto fiducioso che il 24 dicembre 2012 sia più o meno uguale al 23. Mi aspetto anche che un gran numero di persone preveda la fine del mondo in quella notte, e che un numero ancora più grande preveda profondi cambiamenti nell'umana coscienza: eventualità che non si realizzeranno.
Ciò premesso, va comunque detto che esistono dei motivi per cui così tanta gente sta cominciando a interessarsi alla data che segna la fine del calendario maya a Lungo Computo. Per i maya questa era, in senso letterale, la fine della realtà come essi la conoscevano. Dopo tale data ci sarebbe stata un'altra concezione dell'universo. Gli studiosi di questo popolo ci dicono che i maya non sapevano dell' esistenza delle galassie, per non parlare della teoria secondo la quale il nostro sistema solare potrebbe passare attraverso il punto centrale del piano della nostra galassia proprio nel 2012.
Tuttavia è evidente che, facendo uso dei loro sistemi di calcolo e precorrendo decisamente i tempi, essi furono in grado di determinare correttamente i solstizi. Questa non è cosa da poco, e sta a indicare che le loro nozioni in fatto di astronomia erano già estremamente sofisticate. La nostra erudizione profondamente eurocentrica si basa sul presupposto che noi siamo in tutto e per tutto una cultura superiore (per quanto riguarda la scienza, la conoscenza della natura e il discernimento), oltre a essere molto meno superstiziosi delle civiltà che ci hanno preceduto.
Che sia vero oppure no, questo contribuisce purtroppo a ridurre la nostra capacità di accettare appieno le implicazioni di antiche forme di pensiero, oltre che di raccogliere e utilizzare il sapere che ne deriva. Perciò è decisamente possibile che lo studioso nativo americano [osé Arguelles, la cui geniale decodificazione del calendario maya ha portato al nostro attuale interesse per il 2012, abbia ragione nell' affermare che questo popolo sapesse dell' esistenza di sistemi come le galassie, e che fosse consapevole della posizione della Terra.
L'idea che quella civiltà potesse conoscere le galassie non è inverosimile. Il fatto è che la galassia più vicina alla Via Lattea, Andromeda, può essere vista (da una persona dotata di un'acuta capacità visiva) come un disco con minuscole stelle ai margini. So questo in modo aneddotico, perché conosco un astronomo dilettante che possiede una vista altrettanto acuta: riesce persino a scorgere le lune di Giove a occhio nudo.
Tenendo conto dell' atmosfera molto più tersa e delle notti più buie dei tempi dei maya, è facile capire perché la loro conoscenza del cielo fosse incredibilmente avanzata, malgrado la mancanza di telescopi. Essi attribuivano molta importanza al firmamento e lo osservavano con estrema diligenza, conservando le loro annotazioni per le generazioni a venire.
Tra le cose che essi e altri compresero, probabilmente fin dai primordi dell' antichità, figura l'importanza della precessione degli equinozi, il lento moto retrogrado del Polo Nord terrestre lungo un'immaginaria circonferenza nel cielo, dovuto al fatto che il nostro pianeta ha un asse di rotazione leggermente inclinato sul piano del-
l'eclittica.
Il motivo per cui posso affermare con certezza una cosa del genere è che lo Zodiaco, vecchio di 2.000 anni, registra questa precessione. Che esso sia molto più antico viene dimostrato da scritti babilonesi e sumeri, oltre che da incisioni dell'Età della Pietra, secondo le quali la costellazione del Toro era conosciuta più di 10.000 anni fa.
I maya certamente sapevano della precessione, e qualcosa di estremamente insolito riguardo allo Zodiaco pare suggerire che alcuni popoli dell'antichità lo vedessero e lo utilizzassero come una sorta di calibro per misurare il grande schema dell' esistenza umana e, in alcuni casi, simboleggiare la loro conoscenza del posto che occupavano in quello schema.
Gli ultimi tre segni dello Zodiaco attraverso i quali è passato il Polo Nord sono, in ordine crescente, il Toro, l'Ariete e i Pesci. Stiamo ora per entrare nel quarto segno, quello dell' Acquario. Per quanto sorprendente possa sembrare, esiste la prova che le nostre prime civiltà occidentali erano ben consapevoli della loro posizione nello Zodiaco. Nell' arco di tempo compreso tra i 4.000 e i 6.000 anni fa, durante l'Età del Toro, il mondo mediterraneo era dominato dal culto di questo animale, come testimoniano le forme artistiche lasciateci dai cretesi e dai micenei. Gran parte dei dettagli giunti fino a noi della famosa Tauromachia raffigurata sulle pareti del palazzo di Cnosso, nell'isola di Creta, trova ancora oggi analogie nei combattimenti con i tori, uno sport tuttora popolare in Spagna.
L'età successiva, quella dell' Ariete, ebbe inizio circa 4.000 anni fa e venne rappresentata allegoricamente nel Vecchio Testamento, dove l'ariete è citato molto più spesso di ogni altro animale: ben 72 volte.
L'Età dei Pesci cominciò agli albori dell' era cristiana, e non deve sorprendere troppo il fatto che Cristo stesso venisse chiamato pescatore di uomini; inoltre egli raccolse intorno a sé i pescatori per diffondere il suo vangelo di cambiamento, e diventò famoso nella poesia e nella mitologia come il Re Pescatore. il più antico simbolo cristiano era rappresentato da un pesce, che viene ancora comunemente usato ai giorni nostri.
Tutto ciò sta certamente a indicare che gli antichi riconoscevano la loro posizione nello Zodiaco, e che forse comprendevano a un livello più profondo i famosi insegnamenti del mitico padre dell' alchimia, Ermete Trismegisto: «Come sopra, così sotto». Si dà il caso - e forse non accidentalmente - che il 2012 cada nel periodo di transizione dall'Età dei Pesci a quella dell' Acquario.
Naturalmente, le nozioni che inducevano gli antichi a costruire il loro mondo attorno al significato interiore dei segni dello Zodiaco in cui si trovavano sono andate perse. Tuttavia, sta diventando evi- dente che la più vasta realtà in cui viviamo non ci ha seguito nell'ignoranza e nell' arroganza del non sapere, e che saremo - e siamo - interessati dalla più ampia implicazione del movimento tra i vari segni, che ci piaccia o no.
I pesci cui fa riferimento il segno dello Zodiaco sono creature acquatiche, che da questo elemento ricevono tutto quanto è necessario alla loro vita: dallo spazio in cui crescere, al cibo e persino all'aria da respirare. L'acquario invece riversa l'acqua all'esterno, lasciando i pesci all' asciutto, dove non avranno alcuna possibilità di sopravvivere. L'acqua della vita non li sosterrà più. A questo punto dovranno cambiare o morire.
Ed ecco che, improvvisamente, ci troviamo davanti al motivo per cui questo libro è così importante. Anche noi, mentre l'Età dei Pesci si conclude e inizia quella dell' Acquario, siamo giunti a un punto cruciale nella storia della nostra evoluzione. La Terra non può più sostenerci. Dobbiamo cambiare le nostre abitudini di vita o morire.
Questo libro è focalizzato sui modi in cui realizzare tale cambiamento, in mancanza del quale saremmo certamente destinati a morire, o comunque a constatare con sgomento che la Terra - la nostra acqua - non è più in grado di sostentarci. Questo non è un evento destinato a verificarsi in un punto lontano, lungo l'immenso corridoio del tempo. È qualcosa che incombe su di noi proprio adesso. Qualcosa che sta già accadendo. E io prevedo un cambiamento entro il 2012: ciascun abitante di questo pianeta saprà con certezza che l'acqua si sta metaforicamente «riversando fuori»; in altre parole, l'ambiente che ci ha fedelmente sostenuto in tutti questi anni sta cedendo.
Nel mese di gennaio 2008, mentre questo libro era in preparazìone, il Dipartimento dell' Agricoltura americano ha annunciato un'ulteriore restrizione nelle forniture di frumento, e i prezzi, in continua salita da un anno a questa parte, molto probabilmente raddoppieranno prima della fine del 2009. Essi non torneranno mai più ai livelli attuali, ed entro il 2012 (se non prima) molti abitanti delle zone più ricche del pianeta non avranno abbastanza di che nutrirsi.
Il nostro clima è in subbuglio, e ci sono prove che la causa sia dovuta a un subitaneo e inatteso aumento dei gas serra rilasciati nell'atmosfera terrestre. Senza contare poi che lo scioglimento spettacolare e senza precedenti dello strato dei ghiacci della Groenlandia e della calotta del Polo Nord sta facendo affluire grandi quantità di acqua nell' Atlantico settentrionale, rendendo inevitabile il blocco della Corrente del golfo. Gli effetti del suo indebolimento si sono già visti «nell' anno senza estate» che le Isole Britanniche hanno vissuto nel 2007, e nell'inverno straordinariamente crudo verificatosi a livello mondiale tra il 2007 e il 2008.
Inoltre la NASA ha annunciato che il prossimo periodo di maggiore attività solare, con un picco previsto tra il 2011 e il 2012, figurerà probabilmente tra i più potenti mai registrati, il che significa che i suoi effetti si faranno sentire sul nostro pianeta e anche sul nostro clima.
Economicamente parlando, l'umanità si trova con una vera e propria spada di Damocle sospesa sopra la testa, mentre i cambiamenti ambientali vanificano consolidati sistemi commerciali, soprattutto per quanto riguarda le risorse alimentari, e ci sono segni sempre più evidenti che i giacimenti petroliferi del Kuwait e dell'Arabia Saudita hanno raggiunto il loro massimo di produzione, proprio nel momento in cui l'India e la Cina si stanno facendo avanti con massicce richieste di combustibile.
Senza poi contare che l'instabilità di alcuni paesi in possesso di armi nucleari rende più concreta la minaccia che tali armi possano finire nelle mani dei terroristi ed essere usate per creare un sorprendente capovolgimento nell' asse delle potenze mondiali.
Di certo, mentre l'Età dei Pesci cede il posto a quella dell'Acquario, il mondo si trova in uno stato di profondo sconvolgimento e grande cambiamento, in sintonia con il significato del movimento tra i due segni. I maya hanno quindi collocato la fine di un'era nel periodo giusto. Non solo il loro calendario, ma anche tutto quanto ci sta intorno sembra direi che l'epoca in cui viviamo sta davvero giungendo alla conclusione.
Intanto, la negazione di quanto sta accadendo - ossia la situazione in cui ci troviamo adesso - darà origine a una condizione di confusione, quindi di sbalordimento e di terrore, e infine di accettazione per ciò che non può essere cambiato. Proprio ora, ci stiamo ancora sforzando di credere che se modificassimo qualche particolare del nostro stile di vita, come per esempio preoccupandoci maggiormente dell' ambiente, saremmo in grado di salvarci. Ma la situazione è già fuori controllo. Ancora nel 2007, gli scienziati dichiaravano fiduciosi che al Polo Nord non si sarebbero verificate estati senza ghiacci prima del 2050. Oggi invece sembra inevitabile che questo succederà tra soli pochi anni e che, in effetti, la nostra prima estate senza ghiacci potrebbe addirittura presentarsi nel 2012.
Secondo il National Snow e Ice Data Center, nel 2007 si è registrata un'incredibile diminuzione della superficie dei ghiacci marini al nord. Uno strato di ghiaccio delle dimensioni della Florida si è sciolto in appena pochi giorni. Le conseguenze prodotte da quest' enorme quantità di acqua che affluisce nell' Atlantico del Nord sono le stesse di quando il lago Agassiz vi si riversò circa 8.000 anni fa. Il gigantesco flusso di acqua bloccò la Corrente del Golfo. Il risultato fu un brusco calo di lODC nelle temperature medie degli anni successivi. Ci vollero cento anni prima che la Corrente del Golfo riprendesse il suo regolare andamento.
Un tale abbassamento di temperatura - fenomeno che sembra già in corso - ridurrebbe drasticamente le stagioni dei raccolti nei paesi attualmente considerati i maggiori produttori di grano a livello mondiale: Stati Uniti, Canada e Ucraina.
Perciò, la speranza del movimento New Age che qualche sorta di magico cambiamento colpisca l'umanità il 23 dicembre 2012 potrebbe avere fondamento oppure no. Ma l'idea che il mondo finirà letteralmente quel giorno pare improbabile. Tuttavia, non possiamo negare che stiamo davvero vivendo un periodo di sconvolgimenti profondi che porteranno a trasformazioni radicali nella vita dell'uomo e nella società. Su questo non c'è dubbio. Il dado è già stato tratto.
E se le cose stanno così, allora anche questo potrebbe essere vero: da qualche parte nel lontano passato, oltre le nebbie della storia, qualcuno potrebbe davvero aver creato una vasta tabella graduata che viene misurata in modi diversi dal calendario maya a Lungo Computo e dallo Zodiaco, ma che giunge alle stesse conclusioni.
Questo periodo sarà un tempo di grandi cambiamenti.
Quali che fossero gli artefici di quell' opera, il loro sapere e le loro capacità sono sepolti nelle profondità della dimenticanza, ma ciò che hanno realizzato vive ancora. Guardate nelle loro trascrizioni e lo vedrete. Così tanti secoli addietro, qualcuno spinse la propria conoscenza talmente a fondo nella natura dell' esperienza e nello scorrere del tempo da essere in grado di stabilire una data a distanza di migliaia di anni nel futuro, creando un calendario che avrebbe predetto gli eventi. E sembra proprio che questo qualcuno ci sia riuscito.

WHITLEY STRIEBER
autore di Warday, Communion: la nuova minaccia che viene dal clima, La tempesta globale (da cui è stato tratto il film L'alba del giorno dopo), 2012: The War for Souls, e di molte altre opere.

INTRODUZIONE: IL GIORNO DOPO

Questa non è una prova generale per 1'apocalisse. Questa non è una simulazione. Questa è la realtà. Non è un esperimento. Questa è l'ultima possibilità che ci viene data prima che le cose si mettano talmente male che non ci sarà più alcuna possibilità di rimediare.
TERENCE McKENNA

Le cose cambiano spontaneamente in peggio, se non le si cambia in meglio di proposito.
FRANCESCO BACONE

Non è finita finché non è finita.
YOGIBERRA

L'anno 2012: tutti ne parlano. Alcuni ne hanno paura, immaginandosi che sia l'inizio della fine. Altri lo attendono con gioiosa aspettativa, convinti che agisca da catalizzatore per un periodo di trasformazione che introdurrà un nuovo modo di essere ... un mondo del tutto nuovo. L'alba di una nuova era.
Altri si chiedono se succederà davvero qualcosa (ricordate Y2K, il millennium bug?), o se tutto questo «enigma del 2012» altro non sia che un'invenzione di alcune menti fantasiose, desiderose di avere qualcosa per cui vivere, a cui guardare o persino ... di cui avere paura.
Mentre i metafisici e i cultori della New Age discutono animatamente sull'allineamento delle forze cosmiche; gli storici riflettono sul significato che si nasconde dietro al calendario maya a Lungo Computo e sul perché esso finisca proprio in concomitanza con quella data; i biologi, gli scienziati e i genetisti si meravigliano di fronte al ritmo sempre più incalzante delle informazioni e conquiste tecnologiche e si domandano come tutto questo potrebbe salvarci da noi stessi (o distruggerci completamente), il mondo continua a girare, dirigendosi verso un futuro che molti considerano buio quanto la notte eterna. Altri credono invece che questo porterà il ritorno della luce. In entrambi i casi, c'è qualcosa nell'aria, qualcosa di cui occorre parlare, discutere e dibattere ... e a cui essere anche preparati individualmente e collettivamente.
Il presente libro prenderà in esame tutti questi miti, queste credenze e profezie, e descriverà tutte le forze che ora - oggi - sono in gioco e in grado di cambiare e plasmare il futuro, così come i molti paradigmi che aspettano solo di resistere, o di cadere, a mano a mano che ci avviciniamo «all'anno di cui tutti parlano». Esso esporrà anche le previsioni di alcuni tra i più importanti scienziati, filosofi e pensatori del nostro tempo riguardo a ciò che i prossimi anni potrebbero avere in serbo per l'umanità: sconvolgimenti terrestri, disastri naturali, minacce dal mare e dal cielo, conflitti politici, questioni legate alla sopravvivenza, e un pianeta che grida per richiamare la nostra attenzione mentre viene prosciugato indiscriminatamente delle sue risorse. Tutto questo svolgerà un ruolo nel modo in cui tale mistero si paleserà, culminando magari in una presa di coscienza da parte di ciascuno di noi, uomo, donna o bambino, che al momento abitiamo questa terra.
I venti del cambiamento stanno soffiando. Su questo siamo d'accordo. Ma se tali venti ci annienteranno o ci trascineranno verso un nuovo domani, solo il tempo sarà in grado di dirlo con certezza.
E mentre la maggior parte di noi si chiede cosa succederà in quell' anno, nel 2012, questo libro cercherà di compiere un audace e coraggioso passo avanti, chiedendosi come sarà il 2013.
Ci sarà l'Apocalisse che molti temono... o una rinascita del mondo e una trasformazione dell'umanità?

INDICE

Ringraziamenti
Prefazione
Introduzione: il giorno dopo

PARTE I - PROFEZIE E PREDIZIONI
1. Storie di accelerazione
2. La fine del mondo
3. La nascita di una nuova alba
4. Chi c'è dietro il sipario?

PARTE II - LA RIVALSA DI GAIA

5. Gaia si ribella
6. Le esplosioni di oggi
7. Giochi di potere

PARTE III - L'ASCESA: L'IMMINENTE EVOLUZIONE-RIVOLUZIONE

8. I miracoli della medicina
9. Salti quantici
10. Gli artefici del cambiamento

CONCLUSIONE - FINE DEL MONDO O NUOVO ORDINE MONDIALE? PREPARANDOCI AL BIG ONE


Visioni del 2013: saggi e opinioni
Bibliografia


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LA SCOPERTA DI DIO - L'origine delle grandi religioni e l'evoluzione della fede

RETROCOPERTINA

«Fino ad Ascesa e affermazione del cristianesimo ero un ammiratore del cristianesimo, ma non un credente. Neppure un ateo, ma un agnostico. Continuando a studiare la sociologia e la storia delle religioni mi sono convinto che anche nella storia c'è un disegno intelligente".»
Rodney Stark
«Rodney Stark, uno dei più grandi sociologi viventi, ha voluto chiudere i conti con gli studiosi accademici delle religioni, molti dei quali - piuttosto curiosamente - non sono religiosi, odiano le religioni e considerano le persone religiose inguaribilmente arretrate, se non affette da una malattia di cui si dovrebbe cercare la cura. La scoperta di Dio è un'opera monumentale, destinata a fare epoca, non solo per l'ambizione di portare uno sguardo sociologico sull'intera storia delle grandi religioni, dalla preistoria al fondamentalismo islamico, ma per il carattere molto politicamente scorretto delle conclusioni cui perviene.»
Massimo Introvigne

PREFAZIONE

Alcune sezioni dei capitoli 2, 3 e 7 derivano dalle Templeton Research Lectures, tenute presso la Vanderbilt University nel febbraio e nel marzo del 2006. Ringrazio il corpo docenti e lo staff, soprattutto Volnay Gay e Mark Justad, per la loro ospitalità. Solitamente declino inviti di questo tipo, ma queste quattro visite a Nashville si sono dimostrate un' ottima occasione.
Sono state molte le persone di grande aiuto a questo progetto. Eric Brandt, competente editor della HarperOne, ha individuato molti casi in cui c'era bisogno di approfondire l'argomentazione e altri in cui mi ero dilungato troppo. Sono anche molto grato ad Anna Xiao Dong Sun per il suo aiuto con il capitolo 6, a David Lyle Jeffrey per le osservazioni sul capitolo 7, e a Laurence Iannaccone e Roger Finke per aver fatto da generale cassa di risonanza. L'amico e collega Byron Johnson ha fatto in modo che non si verificassero mai alcune potenziali distrazioni.
Permettetemi di dimostrare la mia riconoscenza anche a una dozzina di negozianti di libri usati affiliati con Amazon e Bames & Noble per avermi fornito molte centinaia di libri, la maggior parte dei quali da molto tempo fuori catalogo. Quasi tutti questi testi sono opere illustri che, triste a dirsi, erano disponibili a prezzi davvero bassi dopo essere stati abbandonati dalle biblioteche di college e università. Quindi, un grazie speciale va ai bibliotecari del California Institute of Technology per aver scartato una bella copia integrale, in tre volumi, de Il ramo d'oro (edizione del 1900); ai bibliotecari del Loyola Seminary di New York per la mia copia dell'inestimabile e raro Manuale di storia comparata delle religioni di Wilhelm Schmidt (pubblicata nel 1931); ai loro colleghi dell' Albion College che hanno messo in vendita Lectures on the Religion of the Semites di William Robertson Smith (copia del 1889); e al personale dell'University of Washington Library per aver scartato The Amazing Emperor Heliogabalus (1911) di John Stuart Hay.
Per concludere, ho cercato di rendere questo testo di facile comprensione per i lettori che non hanno famigliarità con lo studio delle religioni comparate, pur mantenendo un elevato livello scientifico. A questo scopo ho evidenziato e definito i termini esoterici o tecnici importanti - nomi di divinità o concetti socio-scientifici - man mano che si presentavano nell' esposizione, e poi li ho riportati in un glossario alla fine del libro. Al di là di questi termini, ho cercato di scrivere tutto il resto in modo chiaro e semplice. Non credo che ciò comprometta in alcun modo la complessità dell'argomentazione. Piuttosto, mi impedisce di na- scondere eventuali mie incomprensioni dietro il paravento del gergo accademico.

INDICE

Prefazione
Introduzione. Rivelazione ed evoluzione culturale

LA SCOPERTA DI DIO

1. Gli Dei nelle società primitive
2. Le religioni di tempio delle antiche civiltà
3. Roma, un antico mercato religioso
4. La «rinascita» del monoteismo
5. Ispirazioni indiane
6. Divinità cinesi e fedi «atee»
7. L'ascesa del cristianesimo
8. Islam: Dio e stato
Conclusione. Scoprire Dio?
Cronologia della storia antica delle religioni
Glossario
Bibliografia
Indice dei nomi

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LETTERA A UNA NAZIONE CRISTIANA - SAM HARRIS


RETROCOPERTINA

"Da quando è stato pubblicato La fine della fede, migliaia di persone mi hanno scritto per dirmi che faccio male a non credere in Dio. I messaggi più ostili in assoluto mi sono giunti da fedeli cristiani. È una cosa ironica visto che, in generale, i cristiani pensano che nessuna fede meglio della loro trasmetta le virtù dell'amore e del perdono. La verità è che molti di coloro che sostengono di essere stati trasformati dall'amore di Cristo sono profondamente - se non spaventosamente - intolleranti alle critiche. Pur ammettendo che ciò si possa ascrivere alla natura umana, è chiaro che quest'odio trova una buona dose di giustificazione nella Bibbia. Come faccio a saperlo? I più inferiori di tra i miei corrispondenti non facevano altro che citare capitoli e versetti".
"Ateismo è una parola che non dovrebbe esistere. Nessuno ha bisogno di identificarsi come non-astrologo o non-alchimista. Non c'è una parola per descrivere le persone che dubitano che disse sia ancora vivo, o che gli alieni abbiano attraversato le galassie. L'ateismo non è altro che la reazione delle persone razionali di fronte a credenze religiose prive di giustificazione".

PREFAZIONE di Ricard Dawkins

Sam Harris non esita neppure un istante. Si rivolge direttamente al suo lettore cristiano dandogli del "tu" e gli concede il privilegio di prendere sul serio le sue convinzioni: " ... se uno di noi due è nel giusto, l'altro è nel torto... a tempo debito, uno di noi due avrà senza dubbio la meglio in questa disputa, mentre l'altro dovrà rassegnarsi alla sconfitta". Tuttavia non è necessario - e io ne sono l'esempio - riconoscersi nel profilo del lettore cristiano per godersi questo meraviglioso libretto. In esso, ogni parola sibila come una freccia scoccata con eleganza da un arco ben teso e vola verso il suo bersaglio descrivendo una parabola armoniosa e rapida nell'aria prima di colpirlo in pieno.
Se pensate di essere tra i destinatari di questa lettera, vi sfido a leggerla. Sarà un test utile per verificare la vostra fede.
Se sopravviverete al fuoco di fila di Sam Harris, potrete affrontare il mondo con equanimità. Tuttavia, perdonate il mio scetticismo: Harris non perde mai un colpo, in nessuna frase, ed ecco perché questo libretto, pur essendo piuttosto breve, risulta così devastante. Se, invece, come me e come Harris, nutrite già molti dubbi riguardo alla religione e non vi ritenete destinatari della lettera, questo libro costituirà per voi un'arma potente per affrontare coloro che, al contrario, si sentono chiamati in causa.
O forse, pur essendo cristiani, non è a voi che Harris si rivolge: questo libro, infatti, ammette apertamente l'esistenza di cristiani che assumono quella che loro stessi definiscono una posizione meno radicale:

... non sempre i cristiani liberali e moderati si riconosceranno nel cristiano al quale mi rivolgo. Tuttavia, riconosceranno probabilmente molti dei loro vicini di casa - e oltre 150 milioni di americani.

Ed è proprio questo il punto. Il libro che state leggendo nasce in seguito alla minaccia rappresentata proprio da queste 150 milioni di persone.
Se le vostre convinzioni religiose sono talmente vaghe e nebulose da non farvi notare neppure le frecce più acuminate e ben scoccate, allora non è a voi che Harris si rivolge. Ciononostante, vi dovrebbe stare ugualmente a cuore l'emergenza che preoccupa tanto lui quanto me. Come divulgatore scientifico, sono costernato all'idea che per il 50% della popolazione americana il mondo esista da 6000 anni (ed è un errore tanto grave quanto credere che la distanza tra New York e San Francisco sia minore della lunghezza di un campo da cricket), mentre Sam Harris è seriamente preoccupato per un altro genere di convinzioni nutrite praticamente da quello stesso 50%.

Quindi non è esagerato affermare che, se una palla di fuoco prendesse improvvisanente il posto di Londra, di Sydney o di New York, una percentuale significativa della popolazione americana, pur vedendo
sorgere il fungo atomico, penserebbe che non tutto il male viene per nuocere.

Questo, infatti, potrebbe indicare loro che sta per avverarsi il migliore degli eventi possibili: il ritorno di Cristo. Dovrebbe essere assolutamente ovvio che credenze come queste possono essere difficilmente d'aiuto all'umanità per costruire un futuro solido dal punto di vista sociale, economico, ambientale e geopolitico. Immaginate quali sarebbero le conseguenze se uno qualsiasi dei membri illustri del governo americano
credesse davvero che, in quella circostanza, il mondo starebbe per finire e che quella sarebbe persino una fine gloriosa. Il fatto che quasi metà della popolazione americana, almeno in apparenza, creda tutto questo sulla base di un dogma religioso dovrebbe essere considerata una vera e propria emergenza sia morale che intellettuale.


La "nazione cristiana" per la quale è stato originariamente scritto il libro sono, naturalmente, gli Stati Uniti. Tuttavia, sarebbe pura follia liquidare la questione come un problema che riguarda soltanto gli Usa. Gli States, quanto meno, possono defendersi grazie all'illuminante muro divisorio che Jefferson eresse per separare Chiesa e Stato.
In passato in Inghilterra i religiosi hanno fatto parte dell'establishment, e anche oggi la nostra devota classe dirigente (la più osservante dai tempi di William Gladstone) è decisissima a sostenere le "scuole di fede". Non soltanto, si badi bene, le tradìzionali scuole cristiane: il nostro governo, istigato da un erede al trono che vuole essere chiamato "Difensore della Fede", dimostra attivamente la propria simpatia verso le altre "comunità di fede", che a loro volta avanzano svariate pretese, ansiose di indottrinare i propri figli grazie ai sussidi dello Stato. Si può forse concepire una formula educativa che semini più discordia?
Cosa ancor più significativa, l'unica superpotenza del mondo sta per cadere nelle mani di elettori che credono che l'intero universo sia comparso dopo l'addomesticamento del cane da parte dell'uomo, e che credono che, al termine della loro vita e prima di un'Apocalisse che sarà salutata come araldo del Secondo Avvento, ascenderanno al cielo uno a uno. Anche dall'altra parte dell'oceano Atlantico, l'espressione di Harris "emergenza sia morale che intellettuale" suona quasi come un eufemismo.
***
Ho iniziato questa prefazione dicendo che Sam Harris non esita neppure un istante. Uno dei punti che sottolinea maggiormente è che nessuno di noi può permetter si di farlo. Lettera a una nazione cristiana vi spingerà ad agire. Avrete una reazione difensiva oppure aggressiva, ma di certo non vi lascerà indifferenti. Leggetela anche se fosse l'ultima cosa che fate. E sperate che non sia così.

IL PENSIERO DI SAM HARRIS

Da quando è stato pubblicato il mio primo libro, La fine della fede, migliaia di persone mi hanno scritto per dirmi che faccio male a non credere in Dio. I messaggi più ostili in assoluto mi sono giunti da fedeli cristiani. È una cosa ironica visto che, in generale, i cristiani pensano che nessuna fede meglio della loro trasmetta le virtù dell' amore e del perdono.
La verità è che molti di coloro che sostengono di essere stati "trasformati" dall'amore di Cristo sono profondamente - se non spaventosamente - intolleranti nei confronti delle critiche. Pur ammettendo che ciò si possa ascrivere alla natura umana, è chiaro che quest' odio trova una buona dose di giustificazione nella Bibbia. Come faccio a saperlo? I più infervorati tra i miei corrispondentinon fanno altro che citare capitoli e versetti.
Pur rivolgendosi a persone di qualsiasi credo religioso, questo libro è stato scritto sotto forma di lettera ai cristiani. Con esso, replico a molti degli argomenti che i cristiani conservatori propugnano per difendere le proprie convinzioni religiose. Di conseguenza, il "cristiano" a cui mi rivolgo è un cristiano inteso nel senso letterale del termine. Un individuo che crede, come minimo, che la Bibbia sia la parola ispirata di Dio e che solo coloro che accettano la natura divina di Cristo otterranno la salvezza dopo la morte.
Secondo decine di sondaggi!", oltre metà degli americani abbraccia credenze di questo tipo. Ovviamente, questa dedizione metafisica non è legata ad alcuna nazionalità o denominazione di cristianità in particolare. I cristiani conservatori di ogni nazione e di ogni confessione - cattolici, protestanti, evangelici, battisti, pentecostali, testimoni di Geova, e così via - sono ugualmente chiamati in causa dalla mia trattazione.
Sebbene non vi sia alcuna nazione sviluppata in grado di eguagliare l'America in fatto di devozione, al giorno d'oggi tutte le nazioni si trovano costrette a convivere con le conseguenze delle convinzioni dei miei compatrioti. È risaputo, infatti, che le credenze dei cristiani conservatori esercitano un'influenza straordinaria sul dibattito pubblico statunitense - nei tribunali, nelle scuole e in ogni ramo del governo.
Nonostante l'obiettivo più ampio della mia opera sia fornire ai laici di ogni società gli strumenti da usare contro i loro oppositori, che sono sempre più accaniti, con Lettera a una nazione cristiana, in particolare, mi propongo il fine specifico di demolire le pretese intellettuali e morali avanzate dal cristianesimo nelle sue forme più radicali.
Di conseguenza, non sempre i cristiani liberali e moderati si riconosceranno nel "cristiano" al quale mi rivolgo. Tuttavia, riconosceranno probabilmente molti dei loro vicini di casa - e oltre 150 milioni di americani.
Non dubito affatto che la maggioranza dei cristiani che vivono al di fuori degli Usa, al pari del sottoscritto, trovi problematiche le misteriose certezze dei cristiani di destra.
Spero, tuttavia, che inizino anche a rendersi conto che il rispetto che nutrono verso le credenze religiose in genere fa sì che offrano protezione agli estremisti di tutte le fedi.
Anche se la maggioranza dei credenti non fa schiantare aerei contro gli edifici e non organizza la propria esistenza sulla base di profezie apocalittiche, pochi mettono in discussione che sia legittimo crescere un bambino facendogli credere di essere cristiano, musulmano o ebreo. In questo modo, anche le confessioni più progressiste finiscono per appoggiare tacitamente le divisioni religiose che caratterizzano il nostro mondo.
Ciononostante, in Lettera a una nazione cristiana attacco gli aspetti più latori di discordia, più nocivi e più retrogradi del cristianesimo. E questa, per i liberali, per i moderati e per i non credenti, può rappresentare una causa comune.
SECONDO UN RECENTE SONDAGGIO Callup'", soltanto il 12% degli americani crede che la vita sulla Terra si sia evoluta attraverso un processo naturale, senza interferenze da parte di un' entità divina. Il 31 % degli intervistati crede che l'evoluzione sia stata "guidata da Dio". Se mettessimo ai voti le diver- se visioni del mondo, le teorie secondo cui esiste un "disegno divino" otterrebbero quasi il triplo dei voti rispetto alle teorie che seguono i principi scientifici della biologia.
Questo è un aspetto oltremodo problematico, dal momento che la natura non presenta prove schiaccianti della presenza di un Creatore dotato di intelligenza; anzi, offre infiniti esempi di non-intelligenza.
Ad ogni modo, l'attuale controversia relativa al /I disegno divino" non deve impedirei di cogliere la vera portata della confusione legata alla religione in America all'alba del XXI secolo. Lo stesso sondaggio Gallup ha rivelato che il 53% degli americani è creazionista. Questo significa che, nonostante un intero secolo di studi scientifici che attestano l'origine antica della vita e quella ancor più antica della Terra, oltre la metà della popolazione americana crede che la totalità del cosmo sia stata creata 6000 anni fa. Tra parentesi, i sumeri avevano inventato la colla un migliaio di anni prima.
Coloro che hanno il potere di eleggere Presidenti e membri del Congresso - e anche molti di coloro che vengono poi eletti - credono che i dinosauri siano saliti a coppie sull'arca di Noè, che la luce delle galassie lontane si sia generata mentre era in viaggio verso la Terra, e che i primi esemplari della nostra specie siano stati plasmati col fango e con l'alito divino dalla mano di un Dio invisibile, in un giardino in cui viveva un serpente parlante. Tra le nazioni sviluppate, l'America è l'unica a nutrire tali convinzioni.
Sono realmente e dolorosamente consape- vole che, diversamente da quanto accaduto in tutti gli altri momenti storici, il mio paese appare oggigiorno come un gigante sgraziato, bellicoso e ottuso. Chiunque abbia a cuore il destino della nostra civiltà farebbe bene a riconoscere che la combinazione di una grande quantità di potere e di una altrettanto grande quantità di stupidità è qualcosa di semplicemente terrificante.
La verità, tuttavia, è che molti dei miei compatrioti non si preoccupano affatto del futuro della civiltà. Il 44% della popolazione americana è convinto che Gesù tornerà per giudicare i vivi e i morti nei prossimi cinquant' anni. Secondo l'interpretazione più comune delle profezie bibliche, Gesù ritornerà soltanto dopo che qui sulla Terra ogni cosa sarà andata completamente in malora.
Quindi non è esagerato affermare che, se una palla di fuoco prendesse improvvisamente il posto di Londra, di Sydney o di New York, una percentuale significativa della popolazione americana, pur vedendo sorgere il fungo atomico, penserebbe che non tutto il male viene per nuocere.
Questo, infatti, potrebbe indicare loro che sta per avverarsi il migliore degli eventi possibili: il ritorno di Cristo. Dovrebbe essere assolutamente ovvio che credenze come queste possono essere difficilmente d'aiuto all'umanità per costruire un futuro solido dal punto di vista sociale, economico, ambientale e geopolitico. Immaginate quali sarebbero le conseguenze se uno qualsiasi dei membri illustri del governo americano credesse davvero che, in quella circostanza, il mondo starebbe per finire e che quella sarebbe persino una fine gloriosa. Il fatto che quasi metà della popolazione americana, almeno in apparenza, creda tutto questo sulla base di un dogma religioso dovrebbe essere considerata una vera e propria emergenza sia morale che intellettuale.
Il libro che state per leggere costituisce la mia risposta a tale emergenza. E spero vivamente che lo troviate utile.

Sam Harris
1 novembre 2006
New York

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GUARIRE DALLE BRUTTE ESPERIENZE - Vivere bene oggi, senza lasciarsi condizionare dalle negatività di ieri

RETROCOPERTINA

Le esperienze negative lasciano dentro di noi pessimismo, senso di sfiducia, convinzioni limitanti e pregiudizi nei confronti di noi stessi e degli altri. Questo libro già pubblicato con il titolo Non farti fregare dal passato! - propone un metodo rapido e concreto per ripulire la mente da tutte queste scorie psicologiche.
Si tratta di una vera è propria alternativa al percorso della psicanalisi. L'autore non ci chiedi infatti di guardare indietro, di rientrare in contatto con i vissuti dolorosi, ma di capire il perché degli eventi che ci sono ancora capitati. Preferisce fornire al lettore una strategia più pratica, divertente veloce per ristabilire un rapporto positivo con il passato. Gli esercizi e le riflessioni di questo manuale saranno di grande aiuto a chi:

è sfiduciato verso il presente, il futuro, se stesso o gli altri;
non riesce ad uscire dai ricordi negativi;
non crede di meritare granché dalla vita o si sente vittima della sfortuna;
vuole evitare di ripetere gli stessi errori;
desidera trasformare il passato nél suo maestro.


PRESENTAZIONE

Sono lieto di presentare e di consigliare questo libro dal titolo che potrebbe suonare un po' strano, provocatorio. Conosco di persona l'autore, il dottor Rosario Alfano, ne apprezzo la competenza e la professionalità. Nelle pagine che seguono troverete spunti di riflessione preziosi ed esercizi pratici volti a riscoprire ed utilizzare al meglio, per il nostro benessere, quel bagaglio di risorse e di strumenti unici, insiti in ciascuno di noi, nel nostro corpo e nella nostra mente, che molto spesso ignoriamo o trascuriamo.
Il testo di Alfano può farei riscoprire alcune verità che tendiamo a dimenticare. Verità che condivido pienamente e che proverò adesso a sintetizzare.

Siamo tutti quanti, chi più chi meno, contagiati dal mal di fretta e dalla pigrizia mentale che ne deriva. Anziché fermarci ad ascoltare i messaggi che ci giungono dà! nostro corpo, dai nostri sensi, e che ci invitano a vivere più in armonia con noi stessi e col mondo esterno, tendiamo ad arrovellarci il cervello, ricercando tutte le cause del nostro malessere negli eventi sgradevoli del nostro passato o nel modo in cui gli altri ci hanno trattato. Questo può portarci a chiuderei in una sorta di vittimismo lamentevole e rivendicativo, tanto sterile quanto controproducente.
Sarebbe assai più proficuo chiederei piuttosto: «Cosa sto facendo o cosa posso fare di concreto per stare bene?» ed attivarci in prima persona nell'operare scelte positive di cambiamento.
Un'altra domanda che potrebbe aiutarci è la seguente: «È meglio vivere da protagonisti o da spettatori?».
Invece spesso, per non rischiare di «esporci» alla vita, per non farei troppo male, o semplicemente perché ci appare più comodo (e qui torniamo alla pigrizia mentale), ricorriamo al «principio di delega». Finiamo col chiedere ad altri che si espongano e scelgano per noi. Così facendo ci precludiamo il gusto del «giocare», rischiamo di creare dipendenza, di non maturare la capacità endogena di crescere e rafforzarci, di vivere conquistando la nostra libertà interiore.
Il rischio più grande, nella vita, è il non rischiare. È del tutto illusorio pensare che «la soluzione» possa giungerei, sic et sempliciter, dall'intraprendere percorsi terapeutici, pur validi, se non siamo noi a scegliere in modo attivo di risolvere.

L'esistenza è un' alternarsi continuo e dialettico di sofferenza/piacere, tristezza/gioia, luce/ombra ... dal quale non possiamo prescindere. Ognuno di noi deve fare i conti con la sua porzione di «negativo» (errori, limiti, difficoltà, sofferenze, vissuti dolorosi e traumatici). Tuttavia, invece di subire il tutto sentendoci impotenti, possiamo accettare queste cose come parte di noi e rileggerle in chiave diversa, trasformandole in risorsa.
Non è forse vero che l'energia elettrica è prodotta dalla tensione tra un polo positivo ed uno negativo?

La nostra vita è fatta di attimi e l'unico che abbiamo veramente a nostra disposizione è l'attimo presente: il passato è passato e il futuro deve ancora arrivare. Ed è proprio e soltanto nel presente (
«presente» significa anche «dono») che possiamo scegliere di rinascere, di ricostruirci, di progettare e creare un futuro migliore per noi e per gli altri, di «cambiare canale», passando dalla morte alla vita. Non ho usato i termini «morte» e «vita» così, a caso, e ci terrei a chiarirmi meglio: nei processi di cambiamento dobbiamo lasciar «morire» qualcosa in noi, o rinunciarvi, per far «vivere» qualcos'altro.

Possiamo comunicare e trasmettere agli altri, soltanto quel che siamo realmente, e ciò che, di autentico, proviamo dentro di noi. Il nostro corpo, la postura, le espressioni del nostro viso rivelano la verità essenziale del nostro atteggiamento interiore. Ragion per cui, se vogliamo essere ben voluti dalle persone, ciò che veramente conta non è fingere di essere felici, bensì agire come se lo fossimo davvero. In questo modo diventeremo «contagiosi» e ci arriveranno feedback sempre migliori dagli altri.

È indispensabile acquisire quell' apertura e flessibilità mentali che ci rendono più ricettivi, docili, elastici: disponibili ad ascoltare l'altro, a valorizzarne la diversità, ad andare oltre le apparenze, ad arricchirei e crescere «insieme»,attraverso uno scambio/confronto autentico. La rigidità mentale ci rende più fragili.

Dobbiamo imparare a ridere di noi stessi. L'autoironia è quell'ingrediente che ei consente di metterei veramente in discussione, di mettere in discussione quelle nostre «sicurezze» e schemi mentali «inattaccabili» (che paiono proteggerei ma che invece ci imprigionano e soffocano).

Insomma, la vita è bella: giochiamola, viviamola!
Cerchiamo soprattutto di cogliere, di interiorizzare e di mettere a frutto tutti gli spunti positivi da qualunque parte essi ci giungano, senza pregiudizi e preconcetti.
Non dimentichiamo che anche una sola frase, detta al momento giusto e nel giusto modo, può accendere una scintilla, innescare una motivazione ... e questo libro, ve l'assicuro, ne è pieno zeppo.
Non mi rimane che augurarvi buona lettura e, soprattutto, «buon cambiamento».
Un caro saluto,

PIETRO ADORNI Presidente Nazionale LIDAP Onlus
(Lega Italiana contro i Disturbi d'ansia, da Agorafobia e da attacchi di Panico)


PREFAZIONE

Un giorno entra nel mio studio una donna sui quarantacinque anni. Si siede, resta qualche secondo in silenzio, poi mi fa la seguente richiesta:

Voglio perdere la memoria! Mi aiuti! Me ne sono capitate tante che non ne posso più! Ho sempre il passato davanti agli occhi. I miei fallimenti, le persone che ho perso, quelle che mi hanno fatto soffrire. Se non cancello una volta per tutte quello che mi è successo non riuscirò più a stare bene.

Le rispondo che per dimenticare è più economico darsi all'alcol. Le spiego che non condivido il suo proposito e, in alternativa, provo ad offrirle un'altra soluzione: costruire col suo passato un diverso rapporto, non più opprimente, bensì armonico e positivo.
Sentendo queste parole mi chiede, quasi spaventata, se le stessi prospettando una specie di psicanalisi; afferma di averla già provata senza nessun risultato, a parte quello di continuare a rivangare e ravvivare i dolori vissuti.
La tranquillizzo immediatamente, dicendole che non faremo nulla di simile, che non cercheremo di capire le cause originarie del suo problema. Le assicuro che ci concentreremo unicamente sui modi più rapidi per farla stare finalmente bene.
Ottenuta questa delucidazione la donna decide di accettare la mia proposta, pur conservando una certa dose di perplessità.
Iniziamo quindi la prima delle sei sedute che sono state sufficienti a raggiungere l'obiettivo.

Fin qui nulla di speciale: una cliente si rivolge ad un terapeuta per stare meglio, e il terapeuta riesce ad aiutarla in poco tempo. Se si trattasse solo di questo, non avrei mai pensato di scrivere un libro.
Ma c'è dell'altro. Quando mi si presentano casi interessanti chiedo alla persona il consenso di registrare gli incontri, per riascoltarmeli con calma dopo qualche tempo. Lo faccio perché spesso, durante gli incontri, emergono spunti e modelli operativi che possono essere riutilizzati in altre occasioni e con altri soggetti.
Ebbene, quando ho iniziato a sbobinare le sedute in questione, ho scoperto che il materiale raccolto aveva una grande potenzialità. Infatti, non si limitava a descrivere i passaggi fatti da una donna per risolvere il suo problema.
Stavolta non si trattava solo di sporadici spunti. Gli esercizi, le riflessioni e tutti gli schemi che avevo adoperato - se applicati in quella precisa sequenza - potevano rappresentare uno strumento di cambiamento molto potente. Una vera e propria strategia, utilizzabile da chiunque, per arrivare allo stesso risultato della mia cliente:

instaurare una relazione più vantaggiosa con la propria storia personale (brutte esperienze comprese.


Il libro che vi accingete a leggere vuole offrirvi la possibilità di sperimentare l'efficacia di questa strategia.
Ho preferito riportare il più possibile del materiale originario, così com'era. Lo stile è quindi quello del linguaggio parlato.
Insieme al mio collaboratore Rocco Americo ci siamo limitati a snellirlo, eliminando i passaggi non rilevanti e quelle ripetizioni concettuali che avrebbero interferito con la scorrevolezza del testo.
In alcuni casi abbiamo preferito sostituire la formula del dialogo terapeuta-cliente con più sintetiche descrizioni di quanto stesse accadendo. Scelta dettata dalla volontà di trascrivere il tutto nel minor numero di pagine possibili. Così, nell'ipotesi che il testo non sia di vostro gradimento, ci sarete almeno grati per non avervi rubato troppo tempo.

IL METODO

Ho definito il metodo: psico-ecologia retroattiva.

Psico, perché interviene sul nostro cervello.

Ecologia, perché permette di ripulirlo da inutili condizionamenti, falsi timori e convinzioni limitanti.

Retroattiva, in quanto permette di agire nel presente in direzione del passato.

La prima parte contiene la trascrizione delle sei sedute. Alla fine d'ogni seduta troverete inoltre un breve riepilogo dei suoi concetti chiave.
La seconda parte contiene invece gli schemi di tutti gli esercizi suggeriti alla mia cliente nel corso del trattamento. Effettuandoli potrete sperimentare su voi stessi l'efficacia della strategia.
La terza parte raccoglie storielle appartenenti alla saggezza popolare di svariate civiltà, passi tratti da un seminario e da una conferenza da me tenuti, un paio di episodi realmente accaduti, parecchi aforismi e riflessioni celebri.
Ho inserito questo materiale perché ritengo che possa:

rafforzare i messaggi contenuti nelle prime due parti;

motivarvi ad abbandonare schemi comportamentali svantaggiosi;

stimolarvi a creare più armonia fra ieri, oggi e domani.

Buon lavoro.
ROSARIO ALFANO

INDICE

Prefazione
Introduzione

PARTE PRIMA - CAMBIARE a RAPPORTO COL PASSATO

Prima seduta - Il passato come freno
Seconda seduta - Che ne sapete voi della sfortuna?
Terza seduta - La gente è cattiva?
Quarta seduta - Le sabbie mobili
Quinta seduta - Può sempre piovere
Sesta seduta - Il segreto

PARTE SECONDA - ESERCITAZIONI

Esercizi della prima seduta
Esercizi della seconda seduta
Esercizi della terza seduta
Esercizio della quarta seduta
Esercizi della quinta seduta
Esercizio della sesta seduta

PARTE TERZA - ... PER RIFLETTERE

La disgrazia dell' asino
La cavalla
I due angeli
Il cervo e la freccia
L'elefante legato
L'eco
La via
Il nascondiglio della potenza divina
Il senso della vita
Devo, devo, devo!
Un miglio in quattro minuti
Fai la focena, non fare il somaro!
I conti
Aforismi

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11 SETTEMBRE - IL GIORNO CHE CAMBIÒ LA STORIA-Menzogne, lacune, opere e omissioni


RETROCOPERTINA

Alle 8.47 dell'11 settembre 2001 gli Stati Uniti stavano vivendo una giornata come le altre. Nessuno poteva prevedere che, un minuto dopo, l'astronomo la storia avrebbe il re Mida irrimediabilmente cambiato il suo corso.

Chi ha scatenato quell'inferno? E perché?

A ridosso dell'11 settembre, i nomi e i volti dei colpevoli vennero dati in pasto alla stampa e all'opinione pubblica in fretta, troppo in fretta. Come prova, vennero addosso di documenti d'identità - completamente integri - dei presunti dirottatori, dopo un disastro del tale non si salvarono nemmeno le scatole nere degli aerei.

Un aereo si schiantò sul Pentagono alle autorità americane non hanno mai presentato al pubblico una sola immagine dell'aereo che si è che si avvicinavano al quartier generale della difesa americana.
Che sia solo un'incredibile coincidenza il fatto che i militari americani stessero predisponendo piani di guerra contro l'Afghanistan già da mesi prima degli attentati dell'11 settembre? Che sia solo una sorprendente casualità il fatto che i Torri siano crollate verticalmente, come solo gli edifici demoliti in maniera controllata e con una accurata pianificazione riescono a fare? E che sia quasi un miracolo il fatto che dietro a tanta amata macabra precisione, ci sia un uomo in dialisi che impartisce ordini da una caverna a agfana?
Tante, troppe cose non tornano sin dall'inizio. Ed è per questo che, negli anni, scienziati, giornalisti attivisti hanno vagliato ogni lacuna è incongruenza, giungendo a nuove sorprendenti rivelazioni che qui vengono riproposte e riassunte per fornire una cronica generale e completa di una tragedia annunciata.


INTRODUZIONE

Tutto è accaduto in un lampo. Diciannove kamikaze in azione. Aerei carichi di passeggeri trasformati in bombe volanti. New York in fiamme. Le Torri Gemelle sbriciolate. Migliaia di vite cancellate. Il Pentagono colpito. L'uomo più potente del mondo rinchiuso sull' Air Force One. Washington nel caos. Una nazione sotto attacco.
Neanche Hollywood aveva osato tanto immaginando un drappello di mujaheddin che, indisturbato, pugnala al cuore i simboli del potere finanziario e militare dell'unica superpotenza planetaria. Eppure, incollati alle tv, abbiamo visto e rivisto il trailer di quel maledetto martedì di settembre. Le torri sono crollate non una, mille volte. Mezzo mondo ha assistito in tempo reale "alla più grande e sanguinosa operazione di marketing mai inventata"1 , perché chi ha scagliato gli aerei contro le torri "sapeva che ad attenderli c'erano anche gli occhi delle telecamere, e che a nulla o a poco sarebbe servita la distruzione materiale di un pezzo di New York se non si fosse trasformato in uno shock visivo di massa".2
In quei giorni fatali - con altrettanta perizia scenografica - abbiamo anche visto e sentito il comandante in Capo di una nazione ferita, George W. Bush, annunciare con retorica marziale 1'avvio di una guerra infinita per sconfiggere i nuovi nemici: "vogliamo fare giustizia contro tutti i terroristi e chiunque li sostiene e li protegge ovunque nel mondo. L'America è un paese paziente, per riuscirci siamo pronti ad aspettare una settimana, un mese, un anno o, se servirà, anche dieci anni"3 E dal quel giorno la guerra è tra noi: il terrorismo islamico ha soppiantato il comunismo in agonia.

IL TRUST DELL'INFORMAZIONE

Se è vero che non c'è mai stata guerra senza propaganda, l'11 settembre abbiamo anche visto mettersi in moto un gigantesco trust informativo che si è subito incaricato di cancellare qualsiasi dubbio su chi potesse essere il mandante dell' offensiva terroristica. Il leitmotiv: è stato Osama bin Laden, solo il miliardario saudita può aver fatto tutto questo dal suo nascondiglio afghano. Solo lui dispone di un'organizzazione così oliata e spietata e lo ha già dimostrato con le stragi in Africa nel 1998.4 Punto e basta.
Una stampa che avesse fatto semplicemente il proprio mestiere, avrebbe dovuto sollevare anzitutto una serie di interrogativi elementari. Per esempio: i terroristi hanno colpito da soli o qualcuno - un regime, un servizio segreto straniero - li ha aiutati? Oppure, hanno agito magari per conto terzi? Hanno goduto di complicità interne? Nondimeno, altri quesiti avrebbero dovuto accompagnare la cronaca di quelle ore. A partire dal collasso della Difesa Aerea. Perché nelle due ore in cui i quattro jet dirottati rimasero in volo nemmeno un caccia riuscì a intercettarli? Perché l'aereo precipitato in Pennsylvania presenta rottami sparsi su un territorio così vasto? È forse esploso in volo? E chi o che cosa lo avrebbe fatto esplodere? E ancora, come hanno fatto CIA e FBI a presentare la lista dei 19 kamikaze in meno di 72 ore dai fatti, visto che nessun nome sospetto risultava dalla lista dei passeggeri? Per non parlare delle relazioni pericolose fra le famiglie Bush e Bin Laden, da anni assieme in affari, o della non meno ingombrante joint-venture fra lo sceicco del terrore e la CIA, intrecciata dai tempi dell'invasione sovietica in Afghanistan.
Domande forse troppo scomode da far digerire a una opinione pubblica impaurita e in preda a pulsioni di vendetta. Ma quello che forse ha destato maggiore stupore nell'atteggiamento dell'informazione all'indomani delle stragi è stato il trattamento riservato al Presidente degli Stati Uniti. Prima dell'l1 settembre l'inquilino della Casa Bianca veniva in genere descritto come un politico scialbo, un figlio di papà, la pecora nera della famiglia, eletto, per giunta, in modo politicamente dubbio. Nei commenti del giorno dopo gli attentati, la pecora si trasforma d'incanto nel "leone di Manhattan"5, il figlio di papà nel "condottiero di 280 milioni di americani.6

Lodi che raggiungono i toni del tripudio quando, il 14 settembre, Bush salendo sulle macerie delle Twin Towers, con un megafono in mano, incita pompieri e soccorritori che rispondono galvanizzati intonando il memorabile: "Usa, Usa, Usa". Fred Barnes, su "Fox Tv", definirà quella giornata come una svolta storica: "è stato magnifico; credo che Bush sia veramente diventato un Presidente di guerra".7 Uno spettacolo mortificante. Neanche le gaffe commesse seguendo le indagini sulla strage di Oklahoma City8 hanno spinto la stampa ad adottare una maggiore cautela nell'additare subito un colpevole; nel 1995 quando saltò in aria il palazzo federale nella capitale dello Stato dell'Oklahoma subito "si scatenò la caccia all'arabo per poi scoprire che il responsabile era un estremista di destra americano e bianco".9 Anche in quella occasione, è utile ricordarlo, il grosso dell'informazione si compiacque di mettere alla gogna il bombarolo solitario Timothy Mcveigh?10 , evitando con cura di scavare alla ricerca di complicità e mandanti.


LA SVOLTA

I coperchi sono saltati nel 2002, quando il giornalista francese Thierry Meyssan manda alle stampe L'effroyable imposture. Si tratta di un libro-inchiesta con cui 1'autore smonta pezzo per pezzo la ricostruzione ufficiale dei fatti, svelandola per quello che a suo dire è un' incredibile menzogna. La tesi portante sostiene che sul Pentagono non si sia schiantato nessun aereo, ma piuttosto, probabilmente, un missile e che dietro all'11/9 si celino militari statunitensi di estrema destra. Il libro di Meyssan ha rapidamente scalato le classifiche dei libri più venduti. Il resto lo ha fatto il Web dove è divampato il dibattito. Secondo le statistiche rilasciate dal Departement of Homeland Security, nel giugno del 2005 erano oltre 3.000 i documenti pubblicati nel mondo a favore o contro la tesi dichiarata dal giornalista.
Le teorie di Meyssan, seppure discutibili, hanno avuto il merito di funzionare da apripista. Da allora coloro che cercavano di comprendere le omissioni, subito battezzati complottisti nel tentativo di screditarli, si sono riuniti in convegni, hanno realizzato una decina di documentari, scritto oltre 3.000 fra libri e saggi. Nella primavera del 2005 il film-inchiesta Loose Change, considerato la bibbia della informazione indipendente sugli attentati, diventa il file più scaricato sulla Rete. A oggi sono oltre 17 milioni i siti che, a vario titolo, si occupano degli attacchi dell'11 settembre. Un americano su tre è convinto che il Governo abbia a che fare con gli attentati. La versione ufficiale non convince. La sensazione è che manchino ancora troppi tasselli per mettere insieme un quadro credibile di quanto è accaduto nei cieli sopra New York e Washington. Indizi, sospetti, contraddizioni, manipolazioni sono così finiti sotto la lente d'ingrandimento di centinaia di ricercatori indipendenti, accademici, operatori dell'informazione, senza trascurare l'incalzante attività esercitata dalle associazione dei parenti delle vittime nell'inchiodare alle proprie responsabilità la Casa Bianca.

SULLE SCENE DEL CRIMINE

Lo scopo di questo lavoro sarà essenzialmente quello di selezionare l'enorme mole di contro-prove accumulatesi in 6 anni di indagini indipendenti. Si tenterà di tracciare una mappa ragionata d'elle contro-inchieste più accreditate, escludendo le ipotesi apparentemente più improbabili.
Torneremo sulle scene del crimine. per riesaminare punto per punto verità e bugie che circondano un massacro così mostruoso che ha aspetti così tanto inattendibili.
Incomprensibile che due grattacieli alti più di 400 metri in acciaio siano crollati a causa dei danni subiti e degli incendi divampati. Inspiegabile che a distanza di 7 ore, anche il WTC 7 si sia accartocciato su se stesso come le Twin Towers, senza che nulla l'avesse colpito. Improbabile che un boeing alto 14 metri e largo 38 abbia provocato solo uno squarcio di 6 metri nel muro del Pentagono.
Inammissibile che 19 aspiranti kamikaze abbiano potuto frequentare scuole di volo e circolare impunemente per anni negli Stati Uniti. Queste sono solo alcune delle lacune più vistose che esamineremo mettendo insieme dati, circostanze e testimonianze dirette.
Ripercorreremo le rotte e le tempistiche dei voli aerei 11, 175,77 e 93. Vaglieremo le ragioni della mancata risposta della difesa aerea, soffermandoci anche sul ruolo giocato dalle esercitazioni militari che ebbero luogo in quelle stesse ore. Si procederà analizzando da vicino la meccanica dei crolli del WTC e del grattacielo numero 7. L'attenzione poi si sposterà su quello che è stato ribattezzato il mistero del Pentagono.
Passeremo ai raggi X la vita dei presunti dirottatori. Accenneremo anche alla storia di Zacarias Moussaoui, l'unico imputato condannato negli Stati Uniti. Metteremo in risalto le omissioni e le manipolazioni che hanno contrassegnato i lavori e le conclusioni della 9/11 Commissiono In una sezione verranno documentati i fiaschi e le negligenze addebitati alle agenzie d'intelligence.
La figura di Osama bin Laden sarà al centro di una riflessione sui legami fra politica, affari e servizi segreti che fanno da sfondo all'intera vicenda dell'11 settembre. Infine, questo libro affronterà una vicenda solo apparentemente slegata alle stragi: le abnormi oltre che insolite speculazioni finanziarie effettuate nei giorni precedenti gli attacchi, che peraltro hanno messo a nudo il cinismo e la spregiudicatezza di poteri più o meno occulti che si annidano nel ventre dell' America.
"Se l'assassinio Kennedy è ancora un mistero circondato da menzogne, l'11 settembre è ancora un insieme di menzogne, circondate dal mistero.11

NOTE


1. "Buon 11 settembre" di Alessandro Ribecchi, Il manifesto, 10 settembre 2006.
2. Barlozzetti Guido, L'evento puro in Eventi e riti della televisione dalla Guerra del Golfo alle Twin Towers, Milano, Franco Angeli, 2003.
3. George W. Bush.
4. 7 agosto 1998 attentati contro le ambasciate americane di Nairobi e Dar Es-Salam.
5. "La nuova voce del Presidente" di Vittorio Zucconi, la Repubblica, 12 ottobre 2001.
6. "Bush trascina l'America" di Vittorio Zucconì, la Repubblica, 22 settembre 2001.
7. Eric Klinenberg, I danni della diretta permanente.
8. 19 aprile 1995 un'autobomba contenente circa 2.300 chili di esplosivo viene fatta esplodere ad Oklahoma City davanti al palazzo che ospita gli uffici dell'FB!. L'attentato costa la vita a 168 persone.
9. "Solo Bin Laden può aver fatto tutto questo" di Guido Olimpio, Corriere della sera, 12 settembre 2001.
10. Timothy McVeigh, un 27enne ex veterano della Guerra del Golfo affiliato ad alcuni gruppi neonazisti.
11. Laurent Eric, La verità nascosta sull'11 settembre, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2004.

INDICE

Introduzione
Il trust dell'informazione
La svolta
Sulle scene del crimine

Capitolo 1 - Cronaca di una tragedia annunciata
Unità Able Ranger: soppressa
Avvertimenti
Progetto Bojinka
Praga
Lezioni di volo
I preparativi
Tra Corano e vodka
L'uomo con la valigia
Nome in codice Penttborn

Capitolo 2 - Legami pericolosi
I suoi primi cinquant' anni
Il combattente per la libertà
Goldfinger
Affari di famiglia

Capitolo 3 - Speculazioni criminali
La pista

Capitolo 4 - Il crack della difesa aerea
Procedure standard
Intercettazioni di routine
Due cronologie in cambio di una
Una cronologia nuova di zecca e un volo fantasma
Depistaggi?

Capitolo 5 - War games
Vigilant Guardian e Northern Vigilance
Caccia spediti altrove, falsi segnali nei radar e voli fantasma
Mastermind

Capitolo 6 - Il volo AA11
L'orario del dirottamento
L'aviazione civile prende tempo troppo
Il decollo dei caccia

Capitolo 7 - Il volo UA175
Disorganizzazione o caos organizzato?

Capitolo 8 - Il Pentagono: vero come la finzione
Perdere un boeing nei cieli più sorvegliati del mondo
Due verità e troppe bugie
La base più lontana
Il bunker
Il fortino
L'impatto "ufficiale"
"Pilots for 911 Truth"
Controdeduzioni
Il terzo foro
Pali e bobine
Turbolenze pericolose
"Non sapeva proprio volare"
L'unica facciata in via di ristrutturazione e sernivuota
Rottami
Testimionianze
A nord della stazione di benzina Citgo
I video
Comuni passeggeri?
Autopsie

Capitolo 9 - Il volo UA93
La ricostruzione ufficiale dei fatti
L'aereo è rimasto sotto il controllo dei dirottatori
L'ora ufficiale dello schianto
Le telefonate
La buca vuota
Spargimento di rottami
L'aereo bianco 148
Il fungo e la foto
Il rebus delle testimonianze

Capitolo 10 - Il crollo delle Torri
Gli impatti
Teoria ufficiale
Crolli o esplosioni?
Esplosioni
Pozze di acciaio fuso
Don't panic, stay where you are
Gas e mascherine
Il crollo della terza torre
Tirarlo giù
Una questione di polizze

Appendice I Documenti fotografici

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IL SETTIMO SEPOLCRO


RETROCOPERTINA

Con questo romanzo dal ritmo incalzante e denso di suspense e mistero, Pierluigi Tombetti entra di prepotenza nella ristretta èlite dei grandi maestri dell'avventura. Uno stile avvincente, che da un inizio d'atmosfera cattura il lettore in un crescendo a perdifiato fino all'ultima, emozionante pagina.
A metà strada tra la dinamicità esplosiva di Clive Cussler e le tematiche misteriose di Dan Brown
, Il Settimo Sepolcro si muove in un background di assoluto realismo, descrivendo eventi poco conosciuti come solo uno storico può fare. Humour, realismo e adrenalina allo stato puro miscelati efficacemente per una avventura oltre ogni immaginazione.

Berlino, 14 ottobre 2009: l'anziano docente di storia Stewart Prescott viene trovato morto mentre si reca al Bundesarchiv per una serie di ricerche.
Londra, un mese dopo: un insolito oggetto inviato ad un notaio poco prima della morte da Stewart Prescott
, porta Duncan Hamilton, storico delle religioni di Londra/Edimburgo, e i suoi amici, alla scoperta di una serie di indizi. Da un messaggio criptato i protagonisti giungono alla scoperta di un misterioso oggetto ali 'interno del sepolcro del fratello di Gesù, Giacomo il Giusto, il cui ossario è stato realmente ritrovato a Gerusalemme nel 2002 e attualmente al centro di un cover-up mondiale mentre i più preparati specialisti del mondo continuano ad affermare che si tratta di un reperto assolutamente autentico. La ricerca della verità scatena una ricerca appassionante ai quattro angoli del globo mentre il ricchissimo e potente terrorista algerino Rashid Al - Fahed segue da vicino le indagini di Hamilton e non esita a uccidere per ottenere il suo scopo. Nel frattempo, dai diari segreti dell'esploratore britannico Robert F. Scott emerge una scoperta straordinaria.
Gerusalemme, I sec
. E. V.: il copista Ofni, membro dei dodici maestri di Qumran, segue la sua via di conoscenza. Ha una missione da compiere e il suo destino incrocerà quello dei protagonisti duemila anni dopo, per svelare un mistero oltre ogni immaginazione.
Il Settimo Sepolcro segna anche la nascita dell'Enigma University, la misteriosa università sotterranea in cui le menti più illuminate della ricerca si uniscono per trovare spiegazione ad alcuni dei più inquietanti enigmi dei nostri tempi.

L
'Enigma esiste realmente. All'autore, legato da un patto d'onore con i suoi membri fondatori, è stato concesso di rendere pubblica la più straordinaria associazione di ricerca pura dei nostri tempi con alcune limitazioni, come spiegato nell'avvertenza iniziale.

Il Settimo Sepolcro si conferma come uno dei romanzi più straordinari che siano mai stati scritti sui grandi enigmi della storia.


INDICE

Prologo
Mistero a Syowa Base

Cap. 1 Morte a Prescott House

Cap. 2 Il codice segreto

Cap. 3 L'iniziazione
Cap. 4 Comincia la caccia

Cap. 5 Il frammento lQHM
Cap. 6 La scacchiera di Polibio
Cap. 7 Il mistero si infittisce
Cap. 8 Il sigillo del tempio
Cap. 9 La Lancia del destino
Cap. 10 Il segreto di Wewelsburg
Cap. 11 Le mappe impossibili
Cap. 12 La zona eterna pago
Cap. 13 La conferenza stampa
Cap. 14 Il puzzle è completo
Epilogo
Ringraziamenti

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DOPPIA SFIDA - Le poesie di Angela D'Aprile fanno vibrare...il cuore

INDICE

Oh se fossi un poeta!

Cammino

Se puoi contare su un amico

Quelle attese

Le sorelle

Emozioni

Perché

Correre dietro al vento

Il mostro

Suggerimenti

Bisogno di amore

Nostalgia

Nella tana

Cosa ci unisce

Mi impegno

Perché non dormi?

Una vita stressante

Sii serio

Bondage

Animale ferito

Ristagno

Non farti incarcerare

La dualità dell'anima

I tre passi dell’amore

Le donne

Un giardino sbarrato

Il tempo

La trappola

Il sudore del pittore

Vorrei essere una farfalla

Frasi celebri

Il fortilizio della legge

San Pietro

Il gabbiano

Aprile, dolce dormire

La trappola del male

Sovrano assoluto

Un vecchio cane

Parole

Ardere d’amore

Quella cosa meravigliosa

Il dito

Siediti

Il vagabondo

Al mio albero

Stella

Due persone che si amano

Il Tralcio

Il Tifone

San Valentino

Foglie in movimento

Chiccolino di grano

Convincente amore

La buona e la cattiva

La vita del camionista

Il buio

Il contadino e i suoi figli

I due vasi

Le donne

Buttati

Idee bomba

Ridi che ti passa

Questo amore

La mente di Giuliet

L'arancia nel letto

Parigi di notte

Bussano

L’amore in dolci melodie

Se devi amare

La lucertola

Mio caro e dolce figlio

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